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lunedì 5 dicembre 2016

La scelta di Mattarella

Questa notte, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato che riunirà il Consiglio dei Ministri e dopodiché andrà al Palazzo del Quirinale dove il Presidente della Repubblica lo accoglierà e nelle cui mani Renzi metterà il suo mandato.


Qui si aprono i giochi: la prassi vuole che Mattarella inizi il giro di consultazioni, convocando prima i presidenti di Camera (Boldrini) e Senato (Grasso), quindi segretari e presidenti dei grandi partiti poi quelli più piccoli. Se da questo giro di consultazioni esce un nome condiviso, allora Mattarella affida un mandato esplorativo, cioè nomina un Presidente del Consiglio, che accetta con riserva.  Questo fa il giro di consultazioni tra le varie forze e se crede di avere la maggioranza al Parlamento, scioglie la riserva e nomina un governo che giura nelle mani del Presidente Mattarella. A questo punto il governo neo nominato va alle due camere, Senato e Camera dei Deputati, a chiedere la fiducia, e inizia il suo mandato.


Nel caso non si arrivi alla nomina di un Presidente del Consiglio dei Ministri o che questo non ha l'appoggio necessario, allora Mattarella sarà costretto a sciogliere le Camere e si andrà nuovamente al voto, probabilmente verso Aprile o Maggio.

A questo punto c'è da valutare cosa potrebbe fare Mattarella:

  1. Avviare le consultazioni, scegliere un nuovo Premier, ma chi? Per tenere brava l'Europa, le banche, la borsa, i mercati... si è ipotizzato Padoan,  adesso forse Prodi (ancora ben visto nel campo europeo), Padoa-Schioppa (???).
    C'è da fare un conto ben preciso, le forze politiche: se al Senato si può ancora giocare sulla maggioranza, alla Camera dei Deputati la maggioranza è tenuta in pianta stabile solo dal Partito Democratico, per cui non si può fare un governo senza il favore del PD. 
    Il PD... aveva 3 nomi e li ha espressi tutti: Bersani, poi Letta e infine Renzi... ora non ne ha più che hanno carisma e forza per tenere saldo un governo. 
  2. Governo tecnico: è un nome sbagliato, perché ogni governo è supportato da una forza politica, che vota la fiducia. Si potrebbe predisporre un Governo di scopo, che possa cambiare la legge elettorale, durare 6 mesi e quindi andare poi ad elezioni, era quello che avrebbe dovuto fare il Governo Renzi, ma tuttavia il Popolo Italiano non ha condiviso la sua ottica di riforme, quindi si potrebbe proporre un governo con diverse viste.
  3. Elezioni: è quella più probabile. Non potendo mettere un nome che un unisca un PD ormai diviso, che possa far unire Lega, M5S e Forza Italia, l'unica è ridare la scelta al popolo, che possa votare delle nuove camere e fare un nuovo governo.
La scelta di Mattarella è dura e difficile: andare al voto comporterebbe almeno 6 mesi senza governo, scegliere un nome non condiviso con un governo che dura pochi mesi porterebbe comunque instabilità. Questa sera si aspetta la scelta del Presidente della Repubblica.


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venerdì 19 febbraio 2016

Quando il condominio fa politica

Il condominio Aurora, sito in via Pavia a Torino, ha proibito nel proprio regolamento diverse attività.
Piero Fassino, sindaco di Torino, in lizza per la prossima tornata elettorale ha recentemente affittato un ex-magazzino sito nello stabile da parte di un privato. Ma l'attento amministratore, sotto segnalazione di un condomino di un partito elettorale avverso, ha letto il regolamento condominiale, nel quale è previsto che nessun partito possa avere sede nello stabile.

L'amministratore Leo Modaffari ha subito segnalato al candidato Sindaco che “Si comunica che tale attività non può essere svolta. Lo prescrive il regolamento condominiale, che vieta le sedi di partiti politici. Pertanto si invita a far cessare immediatamente l'attività”.

Il tutto nacque durante l'ultima calorosa assemblea condominiale, quando la signora Patrizia Alessi, condomina e consigliera di circoscrizione per Fratelli d'Italia ha posto il problema nel punto varie ed eventuali: il regolamento  pone il divieto assoluto perché un partito possa avere sede nel condominio. 

Ma lo staff di Fassino non si scompone più di tanto: non siamo un partito ma un comitato elettorale. Resteremo qui, la sede è quasi pronta ed aprirà i battenti ai prima di marzo. Poi nell'assemblea erano presenti solo 37 inquilini su 118, si tratta di una tempesta in un bicchiere d'acqua, orchestrata ad arte per fare un dispetto da quattro soldi a Fassino.

Si solleva la questione importante, in quanto a livello normativo i comitati elettorali ricadono nell'ottica delle associazioni non dei partiti politici, per questo non decidono a muoversi.

Il problema serio è nel regolamento di condominio: quando è stato redatto si è probabilmente inteso come partito politico qualsiasi cosa inerente la politica, ivi compresi i comitati elettorali. Ora l'amministratore potrà procedere a livello giudiziario. 
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