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venerdì 1 settembre 2017

Equo compenso, presidente Cnf Mascherin dopo incontro con sottosgretaria Boschi: "convinto che governo opererà per rapida calendarizzazione della legge"



Il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin ha incontrato nella mattinata di oggi la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. "Nel corso del colloquio ho rappresentato alla sottosegretaria l'importanza del fatto che il Governo in questo scorcio di legislatura dia seguito alla approvazione della legge sull'equo compenso proposta dal ministro Orlando e condivisa dal l'allora presidente del consiglio e attuale segretario del PD Matteo Renzi", spiega il presidente del Cnf. "Ho sottolineato - aggiunge Mascherin - "come l'approvazione rapida della normativa sarebbe prima di tutto un segnale culturale di rispetto per la funzione dell'avvocato a cui una Politica matura ed indipendente da logiche esasperatamente mercatiste non dovrebbe sottrarsi".


Mascherin aggiunge di essere rimasto più che positivamente colpito dalla convinta adesione al progetto di legge da parte della sottosegretaria Boschi, che ha garantito l'impegno della presidenza del Consiglio per una tempestiva calendarizzazione del testo in Consiglio dei Ministri. "L'idea che mi sono fatto - riferisce Mascherin - è che la sottosegretaria Boschi opererà realmente con celerità. Sono pertanto ottimista che il testo di legge possa fare un passo in avanti fondamentale verso il traguardo finale".
Il presidente del Cnf riferisce altresì di come la sottosegretaria Boschi abbia prestato molta attenzione anche alla esigenza di introdurre nella legislazione il legittimo impedimento per le avvocate in stato di gravidanza.
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lunedì 5 dicembre 2016

La scelta di Mattarella

Questa notte, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato che riunirà il Consiglio dei Ministri e dopodiché andrà al Palazzo del Quirinale dove il Presidente della Repubblica lo accoglierà e nelle cui mani Renzi metterà il suo mandato.


Qui si aprono i giochi: la prassi vuole che Mattarella inizi il giro di consultazioni, convocando prima i presidenti di Camera (Boldrini) e Senato (Grasso), quindi segretari e presidenti dei grandi partiti poi quelli più piccoli. Se da questo giro di consultazioni esce un nome condiviso, allora Mattarella affida un mandato esplorativo, cioè nomina un Presidente del Consiglio, che accetta con riserva.  Questo fa il giro di consultazioni tra le varie forze e se crede di avere la maggioranza al Parlamento, scioglie la riserva e nomina un governo che giura nelle mani del Presidente Mattarella. A questo punto il governo neo nominato va alle due camere, Senato e Camera dei Deputati, a chiedere la fiducia, e inizia il suo mandato.


Nel caso non si arrivi alla nomina di un Presidente del Consiglio dei Ministri o che questo non ha l'appoggio necessario, allora Mattarella sarà costretto a sciogliere le Camere e si andrà nuovamente al voto, probabilmente verso Aprile o Maggio.

A questo punto c'è da valutare cosa potrebbe fare Mattarella:

  1. Avviare le consultazioni, scegliere un nuovo Premier, ma chi? Per tenere brava l'Europa, le banche, la borsa, i mercati... si è ipotizzato Padoan,  adesso forse Prodi (ancora ben visto nel campo europeo), Padoa-Schioppa (???).
    C'è da fare un conto ben preciso, le forze politiche: se al Senato si può ancora giocare sulla maggioranza, alla Camera dei Deputati la maggioranza è tenuta in pianta stabile solo dal Partito Democratico, per cui non si può fare un governo senza il favore del PD. 
    Il PD... aveva 3 nomi e li ha espressi tutti: Bersani, poi Letta e infine Renzi... ora non ne ha più che hanno carisma e forza per tenere saldo un governo. 
  2. Governo tecnico: è un nome sbagliato, perché ogni governo è supportato da una forza politica, che vota la fiducia. Si potrebbe predisporre un Governo di scopo, che possa cambiare la legge elettorale, durare 6 mesi e quindi andare poi ad elezioni, era quello che avrebbe dovuto fare il Governo Renzi, ma tuttavia il Popolo Italiano non ha condiviso la sua ottica di riforme, quindi si potrebbe proporre un governo con diverse viste.
  3. Elezioni: è quella più probabile. Non potendo mettere un nome che un unisca un PD ormai diviso, che possa far unire Lega, M5S e Forza Italia, l'unica è ridare la scelta al popolo, che possa votare delle nuove camere e fare un nuovo governo.
La scelta di Mattarella è dura e difficile: andare al voto comporterebbe almeno 6 mesi senza governo, scegliere un nome non condiviso con un governo che dura pochi mesi porterebbe comunque instabilità. Questa sera si aspetta la scelta del Presidente della Repubblica.


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martedì 29 novembre 2016

ECOBONUS e SISMABONUS

Nuovi incentivi, per ora solo per il 2017, per riqualificazioni energetiche e adeguamenti antisismici del patrimonio esistente. Novità per i condomini.

Toccherà alla Legge di stabilità 2017 confermare gli ecobonus sulle riqualificazioni energetiche, estendendoli anche agli adeguamenti antisismici. Si vocifera un’estensione anche agli incapienti e a chi abita nei condomini.
Come spiegato dal Ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio nell’audizione in commissione Ambiente alla Camera, il Governo sta studiando l’abbinamento della detrazione fiscale per le riqualificazioni energetiche degli edifici con gli interventi di adeguamento antisismico, con il rafforzamento dello sconto fiscale che potrebbe superare il 65%, anche grazie alla leva pubblica cioè attraverso risorse statali ad hoc.
L’ecobonus così potenziato verrebbe esteso anche agli incapienti - recuperando il vantaggio sul versante degli oneri da riscaldamento - e a chi abita nei condomini.
“La previsione dell’estensione ai condomini degli ecobonus richiede e richiederà un protagonismo diverso delle Esco e di altri strumenti perché ovviamente la ristrutturazione e la riqualificazione di un intero edificio è tanto più appetibile quanto meno il condomino deve sborsare inizialmente una cifra, è evidente - ha dichiarato Delrio – È chiaro il meccanismo del ritorno economico per l’efficientamento energetico, nel senso che per i calcoli dell’Enea, appunto si può risparmiare il 40-50% sulla bolletta energetica. Sulla riqualificazione e la ristrutturazione sismica è evidente che ci deve essere anche una parte importante di leva pubblica, su questo non c’è dubbio, cioè se noi vogliamo fare un vero piano abbiamo bisogno di mettere risorse, non c’è dubbio. La Legge di Stabilità dovrà prevedere anche questo aspetto. Il meccanismo degli incentivi ha bisogno anche di una leva pubblica oltre a quella di incentivare i privati, e gli strumenti finanziari a disposizione ci sono, il protagonismo di enti tipo l’Inail è sicuramente importante, e condivido molto questi ultimi suggerimenti così come condivido il fatto che questo tipo di provvedimenti, proprio perché pluriennali, proprio perché il provvedimento è così importante, così rilevante, fa parte non più di una politica estemporanea per un momento di crisi ma può diventare una strategia di rinnovo e di qualificazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano, e privato italiano, è evidente che il provvedimento andrebbe concertato e discusso in termini molto approfonditi”.
Matteo Renzi conferma quanto detto da Delrio annunciando nella conferenza stampa del 23 settembre, una proroga degli incentivi fiscali del 65% per tutto il 2017, estesi anche agli adeguamenti sismici oltre che per la riqualificazione energetica degli edifici.
Nei mesi scorsi si vociferava di un’estensione (richiesta a gran voce) degli ecoincentivi a 3 anni, ma anche per quest’anno, pare non ci sia niente da fare.

Un nuovo meccanismo proposto da ENEA
Arriva da ENEA la proposta di un nuovo meccanismo di incentivazione degli interventi di riqualificazione energetica profonda degli edifici condominiali.
Non ne ha parlato la stampa, ma il meccanismo proposto si applicherebbe agli interi edifici condominiali; l’ambito sarebbe quello dell’efficientamento profondo (è stata usata la locuzione “deep renovation”, ipotizzando riduzioni dei consumi dal 40 all’80%) e il beneficio sarebbe esteso a tutte le unità del condominio.
L’incentivo funzionerebbe con l’istituzione di un fondo ad hoc della Cassa Depositi e Prestiti, che finanzierebbe il 90% del costo degli interventi, mentre il rimanente 10% resterebbe a carico dei proprietari.
Il fondo recupererebbe l’investimento in dieci anni incassando il 65% dallo Stato (in analogia con l’ecobonus), consentendo in tal modo alla finanza pubblica di sostenere il processo diluendo l’impegno in un periodo compatibile con le esigenze di equilibrio di bilancio.
La differenza sarebbe recuperata, in un periodo che si può ipotizzare pari a dieci anni, attraverso il risparmio energetico generato, che sarebbe addebitato agli utenti degli appartamenti nella bolletta energetica, con un meccanismo analogo a quello adottato nel Green Deal britannico. Questo sistema presenterebbe il vantaggio di rendere più agevole il recupero delle morosità ed escluderebbe il passaggio attraverso le spese condominiali che, spesso, è uno dei motivi che impediscono alle assemblee di condominio di deliberare le costose attività di manutenzione straordinaria delle parti comuni, a causa del timore di dover sostenere le quote dei condomini morosi.
Si è anche ipotizzata una condivisione al 50% del risparmio con i proprietari, per rendere maggiormente allettanti le proposte e aumentare il tasso di adesione.
Da dati ENEA, solo lo 0,14 per mille delle superfici non finestrate dell’involucro degli edifici italiani è stato riqualificato nel 2013 grazie all’ecobonus. È necessaria una revisione del meccanismo di incentivazione, con l’obiettivo di renderlo più efficiente ed efficace. Il sistema proposto, grazie alla trasformazione da detrazione a incentivo, rivoluzionerebbe il contesto attuale, soprattutto perché gli investitori che potrebbero contare su una rendita finanziaria pluriennale certa e non come lo strumento “a singhiozzo” che stiamo usando attualmente (l’ecobonus) e che ogni autunno ci tiene con il fiato sospeso per l’incertezza della conferma per l’anno successivo.

di Annalisa Galante
Membro del Comitato Scientifico Abitare Biotech
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