mercoledì 18 ottobre 2017

Al via EnTer, la nuova piattaforma informatica per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico italiano

È disponibile da oggi una rete unica per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. In una sola parola, EnTer: la piattaforma informatica dell’Agenzia del Demanio, sviluppata per raccogliere e mettere a sistema dati e informazioni tecnico-urbanistiche sugli immobili di proprietà degli Enti pubblici da inserire in progetti di valorizzazione. L’iniziativa ha l’obiettivo di verificare le potenzialità di recupero di beni non utilizzati o non più strategici per le finalità degli enti pubblici proprietari, con la possibilità di poterli candidare in progetti già avviati dall’Agenzia del Demanio, in particolare quelli identificati nell’ambito del brand di successo ‘Valore Paese’ e che sono denominati ‘Cammini e Percorsi’ e ‘Fari’, o in iniziative di rigenerazione urbana sul territorio nazionale.

La piattaforma è un’evoluzione dell’esperienza di ‘Proposta Immobili’ – l’iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia del Demanio che ha l’obiettivo di selezionare asset da inserire in operazioni di valorizzazione e dismissione e che nelle due edizioni del 2015 e del 2016 ha coinvolto 2.462 enti pubblici e 1.283 immobili sul territorio. Da oggi con EnTer le pubbliche amministrazioni hanno a disposizione uno strumento più avanzato e sempre aggiornabile che consente, attraverso una procedura guidata, di candidare gli immobili a percorsi di innovazione e riutilizzazione con il supporto dell’Agenzia del Demanio. Per accedere alla piattaforma è necessario, quindi, richiedere le credenziali inviando tramite posta certificata una domanda di accredito all’Agenzia del Demanio. Il modulo e ulteriori informazioni sull’iniziativa sono disponibili su www.agenziademanio.it all’interno della sezione dedicata.

La nuova piattaforma EnTer è stata presentata in occasione della XXXIV Assemblea Nazionale Anci da Roberto Reggi, Direttore dell’Agenzia del Demanio, e da Giuseppe Vito Forese, responsabile della Direzione ‘Valorizzazione del patrimonio pubblico’ del Dipartimento del Tesoro-Ministero dell’Economia e delle Finanze. EnTer nasce dall’esigenza di creare una rete di informazioni uniformi relative agli immobili di proprietà pubblica, supportando così gli Enti nella valorizzazione del proprio portafoglio immobiliare. Al workshop sono intervenuti anche il Presidente della Fondazione Patrimonio Comune, Alessandro Cattaneo, il Direttore Direzione Strategie Immobiliari e Innovazione dell’Agenzia del Demanio, Stefano Mantella, il Sindaco del Comune di Recanati, Francesco Fiordomo, e il Vice Sindaco del Comune di Venezia, Luciana Colle.
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ISTAT: Produzione industriale

Ad agosto 2017 l'indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dell'1,2% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto 2017 la produzione è aumentata del 2,2% nei confronti dei tre mesi precedenti.

Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2017 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 5,7% (i giorni lavorativi sono stati 22 come ad agosto 2016). Nella media dei primi otto mesi dell'anno la produzione è aumentata del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile registra variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell'energia (+4,6%), dei beni intermedi (+2,4%) e dei beni strumentali (+2,2%); segna invece una variazione negativa il comparto dei beni di consumo (-0,5%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano ad agosto 2017 una crescita significativa per l'energia (+8,4%) e i beni di consumo (+6,8%); in misura rilevante aumentano anche i beni intermedi (+5,4%) mentre una crescita più lieve segnano i beni strumentali (+3,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad agosto 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+22,2%), dell'attività estrattiva (+13,6%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+10,0%); diminuzioni si registrano invece nei settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-7,3%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-5,1%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (-1,3%).
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ISTAT: Economia non osservata nei conti nazionali


Nel 2015, l'economia non osservata (sommerso economico e attività illegali) vale circa 208 miliardi di euro, pari al 12,6% del Pil. Il valore aggiunto generato dall'economia sommersa ammonta a poco più di 190 miliardi di euro, quello connesso alle attività illegali (incluso l'indotto) a circa 17 miliardi di euro.

L'incidenza della componente non osservata dell'economia sul Pil, che aveva registrato una tendenza all'aumento nel triennio 2012-2014 (quando era passata dal 12,7% al 13,1%), ha segnato nel 2015 una brusca diminuzione, scendendo di 0,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

La composizione dell'economia non osservata si è modificata in maniera significativa. Nel 2015, la componente relativa alla sotto-dichiarazione pesa per il 44,9% del valore aggiunto (circa 2 punti percentuali in meno rispetto al 2014). La restante parte è attribuibile per il 37,3% all'impiego di lavoro irregolare (35,6% nel 2014), per il 9,6% alle altre componenti (fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta) e per l'8,2% alle attività illegali (rispettivamente 8,6% e 8,0% l'anno precedente).
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Commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali


Rispetto al mese precedente, ad agosto 2017 si registra una crescita sia per le esportazioni (+4,2%) sia per le importazioni (+3,5%).

L'aumento congiunturale dell'export coinvolge sia i mercati Ue (+4,3%) sia l'area extra Ue (+4,0%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie sono in espansione, in particolare i prodotti energetici (+12,5%) e i beni intermedi (+5,9%).

Nel trimestre giugno-agosto 2017, rispetto al trimestre precedente, l'export risulta in leggera flessione (-0,2%) ed è sintesi del calo delle vendite dell'area extra Ue (-1,7%) e dell'aumento di quelle dell'area Ue (+1,0%). Nello stesso periodo le importazioni registrano una crescita (+0,9%).

Ad agosto 2017 la crescita tendenziale dell'export si mantiene positiva (+8,4%) e riguarda, con intensità simile, sia l'area Ue (+8,7%) sia quella extra Ue (+8,1%); l'aumento dell'import (+8,2%) è determinato dall’espansione degli acquisti da entrambe le aree di sbocco (+9,8% per l'area Ue e +6,0% per l'area extra Ue).

Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell'export, si segnalano sostanze e prodotti chimici (+17,8%), prodotti delle altre attività manifatturiere (+12,6%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+12,5%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+11,7%), macchine e apparecchi n.c.a. (+10,1%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+9,1%).

Rispetto ai principali mercati di sbocco dell'area Ue, si segnala la marcata crescita tendenziale delle esportazioni verso Francia (+8,9%) e Spagna (+9,2%).

Ad agosto 2017 il surplus commerciale è di 2,8 miliardi (+2,5 miliardi ad agosto 2016).

Nei primi otto mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge 28,4 miliardi (+50,8 miliardi al netto dei prodotti energetici) con una crescita sostenuta sia per l'export (+7,6%) sia per l'import (+10,9%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel mese di agosto 2017 l'indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,3% nei confronti di agosto 2016.

L'aumento tendenziale dei prezzi all’importazione dipende principalmente dalle dinamiche dei beni intermedi e dell'energia.
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ISTAT: in diminuzione i prezzi al consumo


Nel mese di settembre 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,3% su base mensile e aumenta dell'1,1% rispetto a settembre 2016 (era +1,2% ad agosto), confermando la stima preliminare.

La lieve frenata dell'inflazione è ascrivibile per lo più al rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,7%, da +4,4% di agosto) e di quelli dei Beni energetici regolamentati (+2,9% da +5,0%), in parte compensato dall'accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati, la cui crescita si porta a +2,1% (da +0,7% del mese precedente).

L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, scende di tre decimi di punto percentuale (+0,7% da +1,0% di agosto), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,8% (era +0,9 nel mese precedente).

La diminuzione su base mensile dell'indice generale è dovuta principalmente al calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-4,6%) e, in misura minore, alla diminuzione di quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%), il cui andamento in entrambi i casi è influenzato da fattori stagionali.

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni si attesta a +1,0% (come ad agosto), mentre rallenta quella dei servizi (+1,3% da +1,6%). Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,3 punti percentuali.

L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,3% per l'indice generale e +0,8% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,4% su base mensile e dell'1,1% su base annua (era +0,6% ad agosto).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto salgono dello 0,4% in termini congiunturali e dell'1,3% in termini tendenziali (in accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto al mese precedente).

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell'1,8% su base mensile – principalmente a causa della fine dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto – e dell'1,3% su base annua (era +1,4% ad agosto), confermando la stima preliminare.

L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, diminuisce dello 0,3% su base mensile e aumenta dell'1,1% rispetto a settembre 2016.
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La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie


Per la prima volta l'Istat ha introdotto una serie di quesiti nell'indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016 per studiare il fenomeno della corruzione.

Si stima che il 7,9% delle famiglie nel corso della vita sia stato coinvolto direttamente in eventi corruttivi quali richieste di denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni (2,7% negli ultimi 3 anni, 1,2% negli ultimi 12 mesi).

L'indicatore complessivo (7,9%) raggiunge il massimo nel Lazio (17,9%) e il minimo nella Provincia autonoma di Trento (2%), ma la situazione sul territorio è molto diversificata a seconda degli ambiti della corruzione.

La corruzione ha riguardato in primo luogo il settore lavorativo (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di lavoro, della partecipazione a concorsi o dell'avvio di un'attività lavorativa (2,7%).

Tra le famiglie coinvolte in cause giudiziarie, si stima che il 2,9% abbia avuto nel corso della propria vita una richiesta di denaro, regali o favori da parte, ad esempio, di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri.

Il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali (contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) si stima abbia ricevuto una richiesta di denaro o scambi di favori. In ambito sanitario episodi di corruzione hanno coinvolto il 2,4% delle famiglie necessitanti di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi. Le famiglie che si sono rivolte agli uffici pubblici nel 2,1% dei casi hanno avuto richieste di denaro, regali o favori

Richieste di denaro o favori in cambio di facilitazioni da parte di forze dell'ordine o forze armate e nel settore dell'istruzione hanno riguardato rispettivamente l'1% e lo 0,6% delle famiglie.
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Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti versati alle casse di previdenza dei professionisti

Con la circolare n. 140 del 12 ottobre 2017 si forniscono le istruzioni operative riguardo al cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti in presenza di periodi di contribuzione presso gli Enti di previdenza privati. La circolare viene pubblicata dopo un lungo confronto – che ha coinvolto il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le Casse professionali e l’Istituto – volto a dare una concreta operatività alla disciplina prevista dalla legge di bilancio 2017. 

L’odierno indirizzo ha ricevuto il nulla osta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il 9 ottobre 2017 e affronta i singoli trattamenti pensionistici che possono essere conseguiti in regime di cumulo (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità, pensione ai superstiti), esponendo requisiti, criteri e modalità necessari per l’erogazione della pensione nel caso in cui si ricorra al cumulo dei periodo assicurativi anche con gli Enti privati. 

Con riferimento alla pensione di vecchiaia in cumulo, ai fini di garantire il principio di autonomia, anche regolamentare, riconosciuto agli Enti previdenziali privati, si precisa che: 

  • nei casi in cui i regolamenti delle Casse private prevedano requisiti minimi per la pensione di vecchiaia in cumulo diversi e più elevati rispetto a quelli di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011, i periodi contributivi non coincidenti presso gli Enti di previdenza privati sono comunque validi ai fini della maturazione del diritto alla pensione; 
  • ciascun Ente procederà alla liquidazione della propria quota di pensione solo al momento dell’effettiva maturazione di tutti i requisiti previsti dal proprio ordinamento; 
  • sebbene l’erogazione della pensione, in virtù di requisiti di vecchiaia diversi, possa avvenire in diverse tranche, la pensione in regime di cumulo costituisce un’unica pensione e pertanto gli istituti giuridici connessi al trattamento pensionistico (quali la perequazione automatica, l’integrazione al trattamento minimo, la c.d. quattordicesima, la maggiorazione sociale) vengono liquidati con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato. 

Infine si precisa che il pagamento dei trattamenti pensionistici in regime di cumulo è effettuato dall’INPS, ma è subordinato alla stipula di una apposita convenzione con gli Enti interessati. Questa fase è già stata avviata dall’Istituto in collaborazione con le Casse professionali. 
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