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lunedì 8 gennaio 2018

L'analisi di risposta sismica locale per la valutazione dell'azione sismica nella pianificazione urbanistica e nella progettazione edilizia: differenze ed analogie

Venerdì 29 dicembre 2017 la Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, con il patrocinio del CNG e dell’Ordine Geologi della Regione Campania, organizza il Corso di formazione specialistica dal titolo “L’analisi di Risposta Sismica Locale per la valutazione dell’azione sismica nella pianificazione urbanistica e nella progettazione edilizia: differenze ed analogie” che si terrà dalle ore 09:00 alle 17:00 presso il Centro Direzionale di Napoli (Isola A6 – Aula Magna).



“La Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi continua ad arricchire il percorso di alta formazione rivolto ai professionisti con un corso che ha come oggetto un argomento di grande attualità: la ‘risposta sismica locale’. Questa branca della geofisica consente, nelle fasi di progettazione di qualunque opera edile, di conoscere la massima risposta di un sito alle sollecitazioni di un sisma”. A dirlo è Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi CNG che spiega: “Gli effetti che può subire un fabbricato, a causa di un terremoto, dipendono dalle caratteristiche dei terreni di fondazione, dalla locale stratigrafia e dalle strutture geologiche e morfologiche, argomenti che sono di esclusiva competenza del geologo. Pertanto, la risposta sismica locale assume una portata ‘sociale’ per prendere decisioni sul governo del territorio, per orientare le scelte sulla posizione di nuovi insediamenti e per stabilire le priorità degli interventi di adeguamento e miglioramento sismico da eseguire sulle costruzioni esistenti” conclude il geologo. Il corso sarà coordinato daLorenzo Benedetto, consigliere e tesoriere della Fondazione Centro Studi del CNG.

Il corso ha lo scopo di illustrare in maniera completa le modalità di esecuzione delle analisi di risposta sismica locale (RSL) in assetto monodimensionale, finalizzate alla stima dell’azione sismica di progetto, ai sensi delle vigenti e delle future norme tecniche per le costruzioni. Il corso prevede una sessione teorica, in cui saranno illustrate brevemente sia le basi fisiche connesse con i fenomeni di amplificazione sismica locale sia i principali strumenti in grado di rappresentare la risposta sismica locale.

Napoli, 22 dicembre 2017

“La Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi continua ad arricchire il percorso di alta formazione rivolto ai professionisti con un corso che ha come oggetto un argomento di grande attualità: la ‘risposta sismica locale’. Questa branca della geofisica consente, nelle fasi di progettazione di qualunque opera edile, di conoscere la massima risposta di un sito alle sollecitazioni di un sisma”. A dirlo è Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi CNG che spiega: “Gli effetti che può subire un fabbricato, a causa di un terremoto, dipendono dalle caratteristiche dei terreni di fondazione, dalla locale stratigrafia e dalle strutture geologiche e morfologiche, argomenti che sono di esclusiva competenza del geologo. Pertanto, la risposta sismica locale assume una portata ‘sociale’ per prendere decisioni sul governo del territorio, per orientare le scelte sulla posizione di nuovi insediamenti e per stabilire le priorità degli interventi di adeguamento e miglioramento sismico da eseguire sulle costruzioni esistenti” conclude il geologo. Il corso sarà coordinato daLorenzo Benedetto, consigliere e tesoriere della Fondazione Centro Studi del CNG.

Il corso ha lo scopo di illustrare in maniera completa le modalità di esecuzione delle analisi di risposta sismica locale (RSL) in assetto monodimensionale, finalizzate alla stima dell’azione sismica di progetto, ai sensi delle vigenti e delle future norme tecniche per le costruzioni. Il corso prevede una sessione teorica, in cui saranno illustrate brevemente sia le basi fisiche connesse con i fenomeni di amplificazione sismica locale sia i principali strumenti in grado di rappresentare la risposta sismica locale.

Napoli, 22 dicembre 2017
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lunedì 4 dicembre 2017

Avvisi di accertamento per i rapporti di lavoro domestico: modalità di comunicazione per la contestazione del provvedimento

In questi giorni l’Inps sta inviando gli avvisi di accertamento per mancato pagamento dei contributi ai datori di lavoro domestico inadempienti per almeno un trimestre tra il 4° trimestre 2012 e il 2013. Nell’avviso si invitano i contribuenti a regolarizzare la posizione. I datori di lavoro che ritengono non dovuti i contributi indicati possono contestare l’avviso seguendo le istruzioni contenute in calce al provvedimento. 



E’ possibile effettuare ogni contestazione telefonicamente, tramite Contact center dell’Inps, oppure utilizzando il servizio “lavoratori domestici” sul sito internet. Per la contestazione il datore di lavoro può utilizzare il modulo prestampato di autocertificazione allegato al provvedimento, che guida il contribuente nella indicazione di tutti gli elementi utili. Il modulo consente di autocertificare la pregressa comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro così come l’avvenuto pagamento dei bollettini. Se il datore di lavoro ha già comunicato la cessazione del rapporto di lavoro, può inviare copia della ricevuta di comunicazione, oltre che tramite i canali sopra indicati, anche via fax al numero verde gratuito 800803164.

Tale comunicazione consentirà alla sede Inps di chiudere il rapporto di lavoro ed eventualmente di annullare l’avviso inviato per i periodi per i quali i contributi non siano dovuti. In questi casi, ovviamente, sarà ritenuta valida l’originaria data di comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro e pertanto nessuna sanzione amministrativa sarà dovuta dal datore di lavoro.
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martedì 1 dicembre 2015

I condomini del piano terreno sono proprietari dell’ascensore?



DOMANDA: Anni addietro i condomini di una scala all’unanimità decisero, per risparmiare, di chiudere l’impianto elevatore dichiarando nero su bianco che allorquando anche uno solo di loro avesse poi richiesto la riattivazione tutti avrebbero partecipato alla spesa senza battere ciglio. Proprietari dell’impianto elevatore anche i piani terra in quanto la copertura del palazzo era di proprietà di tutti essendovi uno stenditoio. Passano gli anni ed i condomini cedono il lastrico solare di copertura ad un architetto che vi realizza un attico Adesso si vorrebbe rimettere in uso l’ascensore e quelli del piano terra dicono che non partecipano alle spese in quanto non hanno più la proprietà della copertura. Avendo fatto tutto da soli vengo a scoprire che si sono limitati a cedere la proprietà all’architetto che ha rielaborato la sola tabella dei millesimi di proprietà generali e di riscaldamento senza occuparsi di quella dell’impianto elevatore. Trovo corretto che i proprietari del piano terra adesso non debbano partecipare alla spesa ma la tabella dei millesimi di ascensore dice il contrario quindi riterrei che l’architetto dovrebbe a proprie spese elaborare e produrre una nuova tabella dei millesimi di ascensore da fare approvare agli altri, che escluda i piani terra e da utilizzare per la suddivisione della spesa relativa al ripristino dell’impianto elevatore.

RISPOSTA: Più che sulla tabella, mi concentrerei sulla proprietà dell’ascensore. Innanzitutto l’articolo 1118 commi 2 e 3 codice civile potrebbe darci un aiuto nel risolvere il caso.

Sembra di poter affermare che se i condomini erano proprietari di un bene (l’ascensore) non possono,
senza il consenso degli altri condomini, rinunziare al loro diritto di proprietà. Si consideri che se loro
non ne sono più proprietari, giocoforza gli altri condomini si vedrebbero accresciuta la loro quota senza il loro consenso. E’ pur vero che i condomini hanno ceduto la proprietà del lastrico, ma hanno guadagnato la proprietà del tetto. Chi sopraeleva trasferisce verso l’alto la copertura ed i condomini continuano a conservarne la proprietà. In teoria chi ha sopraelevato non avrebbe potuto fare tetto a falde ma avrebbe dovuto realizzare un lastrico in modo che i condomini non perdessero la possibilità di uso. Poco importa che ora non possano più stendere, infatti la funzione della copertura (sia essa tetto o lastrico) è di coprire. La funzione di stenditoio è accessoria. Da quanto sopra mi sembrerebbe di poter dire che i condomini del piano terra non hanno perso la proprietà dell’ascensore e, quindi devono contribuire alla manutenzione straordinaria. Per il caso che ci occupa, ovviamente, non vi sono sentenze attesa la sua particolarità. Poichè, però, l’ascensore è equiparato in tutto alle scale, ho trovato la seguente sentenza che, per analogia, potrebbe essere di conforto: “Le scale, essendo elementi strutturali necessari alla edificazione di uno stabile condominiale e mezzo indispensabile per accedere al tetto e al terrazzo di copertura, conservano la qualità di parti comuni, così come indicato nell’art. 1117 cod. civ., anche relativamente ai condomini proprietari di negozi con accesso dalla strada, in assenza di titolo contrario, poichè anche tali condomini ne fruiscono quanto meno in ordine
alla conservazione e manutenzione della copertura dell’edificio.” (Cassazione Civile, Sez. VI – 2 (Ord.), 05.12.2012, n. 21886). Quindi io chiederei loro la contribuzione per la manutenzione straordinaria di cui è fatto cenno in quanto nulla è cambiato.
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