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domenica 20 ottobre 2019

#MATERA CAPITALE PER UN GIORNO ANCHE DEI CONDOMINI

ANACI organizza nella città al centro della cultura europea un evento capace di richiamare gli amministratori condominiali e Immobiliari da tutta Italia. L'appuntamento è dedicato al professor Michele Costantino figura tra le più illustri del diritto italiano


Capitale della cultura e per un giorno dei condomini italiani. Matera ospita, infatti, alla chiesa sconsacrata dell'ex ospedale San Rocco (a partire dalle ore 9), il prossimo 29 giugno, il convegno "Il condominio e l'amministratore tra norme dispositive e inderogabili",  promosso da ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) ANACI Basilicata e ANACI provinciale di Matera, un'occasione per rilanciare anche nella città simbolo della cultura europea il tema della sicurezza degli edifici e del ruolo decisivo che le normative e la legislazione giocano nella gestione delle attività condominiali e più in generale della casa. Non a caso, spiega il Presidente  nazionale di ANACI, Francesco Burrelli, la giornata, che può contare anche sul  patrocinio dell'Ordine degli avvocati di Matera, è dedicata al professor Michele Costantino, illustre luminare della giurisprudenza italiana, "una figura di riferimento per le stesse istituzioni del Paese. Basti pensare, ma è solo un esempio, alle fondamenta gettate sul “cambio di destinazione d'uso”, poi divenuto realtà. Il nostro vuole essere un ricordo vivo e partecipato di questo vero intellettuale nel campo del diritto. Per nulla retorico". Il professor Costantino è stato inoltre "molto vicino ad ANACI aiutando a crescere l'associazione in termini di conoscenza e competenza giuridica" aggiunge il presidente  provinciale di ANACI Matera Francesco Dell'Acqua. L'incontro del 29 giugno vuole porre l'attenzione anche sul ruolo dell'amministratore in relazione alle cause penali in cui può essere coinvolto, aspetto particolarmente delicato e talvolta controverso. "Stiamo cercando di capire  -  dice sempre Burrelli - quale sia la posizione delle Procure italiane sulla figura dell’amministratore in caso di incidenti che avvengono nel condominio. 

La domanda a cui dobbiamo trovare una risposta è, infatti, sempre la stessa: è sempre l’amministratore il responsabile in merito alla sicurezza nel condominio inteso quale luogo di lavoro?" Mancanza di fondi per gli “atti conservativi” dà effettuare nel condominio, rispetto delle ordinanze comunali, e altri aspetti di interesse quotidiano per gli stessi cittadini saranno verranno vagliati durante l'evento. "Non potevamo non essere presenti a Matera - conclude Burrelli - per dare un segnale di coinvolgimento dei giovani in eventi che sempre di più  li vedrà protagonisti e per offrire un contributo importante alla crescita culturale del Paese che può avvenire anche attraverso le attività condominiali e Immobiliari considerando i numerosi aspetti della vita quotidiana che esso coinvolge, dalla sicurezza alla connettività, alle innovazioni tecnologiche, all'efficienza energetica alle Smart city. L'amministratore professionista correttamente inteso da  ANACI, non può più porsi di fronte al cittadino, alle istituzioni, alle categorie professionali secondo schemi superati ma deve rappresentare un vero e proprio general manager affidabile e autorevole nella risoluzione delle problematiche, siano esse tecniche, fiscali, legislative, impiantistiche. Una crescita, questa, che può avvenire solo attraverso la formazione continua, che rivolgiamo a tutti ma in particolare ai Giovani Amministratori  che si avvicinano alla nostra associazione,con entusiasmo e preparazione,oltre alla voglia di essere coinvolti in  progetti innovativi e di qualità che faranno crescere il nostro Paese”.
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OMI, pronte le quotazioni del 1°semestre 2019. Con l’applicazione possibile consultare i dati su smartphone e tablet

Un’indicazione dei prezzi al metro quadro per diverse tipologie di immobili, consultabili in base al semestre, alla Provincia, al Comune, alla zona e alla destinazione d’uso. È  quanto offrono le quotazioni OMI aggiornate al primo semestre 2019, disponibili da oggi sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate e tramite l’applicazione per smartphone OMI Mobile.
Come consultare le quotazioni - La ricerca sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Osservatorio del Mercato Immobiliare > Banche dati > Quotazioni immobiliari, è libera e può essere effettuata anche tramite navigazione su mappa, utilizzando il servizio GEOPOI®, il framework cartografico realizzato da Sogei.  È possibile consultare non solo le quotazioni dell’ultimo semestre, ma anche quelle precedenti, a partire dal primo semestre 2006. Per gli utenti registrati ai servizi Fisconline ed Entratel, da ottobre 2016 è attiva, inoltre, la possibilità di scaricare gratuitamente le quotazioni immobiliari a partire dal primo semestre 2016.
Le quotazioni con OMI Mobile - E’ disponibile per il download gratuito sugli store digitali Apple e Google l’applicazione OMI Mobile che consente di consultare le quotazioni OMI su smartphone e tablet.
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lunedì 14 ottobre 2019

Rinascita urbana, un miliardo per migliorare la qualità dell'abitare

Il piano pluriennale del Governo annunciato dalla Ministra Paola De Micheli

Un piano per far rinascere i quartieri delle nostre città. Si chiama Rinascita urbana e lo ha annunciato la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli.
Riccone, Ricchezza, Rich, Ricco, MilionarioIl Governo stanzia un miliardo di euro per migliorare la qualità dell'abitare, attraverso diverse azioni, come la rigenerazione degli edifici, il sostegno alle famiglie in affitto, i cantieri nei piccoli comuni.
Nella scheda che segue i dettagli del piano.
RINASCITA URBANA - Il piano del Governo per la casa e non solo 
COSA È - È un programma pluriennale innovativo per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale e per la rigenerazione urbana. Un programma per far rinascere interi quartieri nelle città medie e grandi. 
QUANTI SOLDI SONO STANZIATI - Il piano con tutte le misure vale un miliardo di euro. Prevede inoltre il cofinanziamento delle Regioni e la possibilità dell'apporto di risorse private, come quelle di Cassa depositi e prestiti e i fondi privati che si occupano dell’abitare. Il piano è cumulabile con le altre misure a favore della casa, come il sisma bonus e l’ecobonus. 
LE FINALITÀ DEL PROGRAMMA - riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale; - migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi urbani; - utilizzare e rigenerare gli spazi già costruiti rendendoli utili. 
PER I CITTADINI - Più qualità dell’abitare e della vita per i cittadini, con alloggi migliori e più numerosi. 
- Sviluppo di dotazioni urbane e di “servizi connessi all’abitare” come il primo soccorso, il medio e piccolo commercio, gli spazi collettivi e relazionali - riconversione di immobili e spazi oggi inutilizzati pubblici e privati - manutenzione straordinaria - miglioramento sismico, sostenibilità energetica e innovazione tecnologica con la trasformazione di edifici da tradizionali a intelligenti, fibra ottica e incremento della domotica - co-house, spazi di socializzazione all’interno dei condomini, residenze temporanee destinate a studenti. 

SOSTEGNO ALLA LOCAZIONE - Una parte consistente del piano finanzia il fondo di sostegno alla locazione, per agevolare l’accesso all’affitto per le famiglie in difficoltà. Le risorse arriveranno direttamente alle famiglie attraverso la definizione di graduatorie comunali aggiornate ogni tre mesi. 
PER I PICCOLI COMUNI - Verrà rifinanziato e migliorato l’accesso al “Fondo Piccoli Comuni” rendendo ancora più veloce la realizzazione degli interventi già cantierabili. Prevista la proroga per sisma bonus, ecobonus e cedolare secca. 
DOVE SI APPLICA - L’ambito d’intervento è definito dai comuni con situazioni di marginalità economica e sociale importanti, degrado edilizio e carenza di servizi, oltre a spazi consistenti e inutilizzati da riqualificare. 
COME SI ACCEDE AI FONDI - Attraverso un bando pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la valutazione dei progetti da parte di una commissione composta da esperti dalla elevata professionalità. Il finanziamento massimo che può essere richiesto al Ministero è di 20 milioni di euro per ciascun progetto.
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Reddito di cittadinanza: Inviati sms per integrare le domande presentate a marzo 2019

Venerdì 4 ottobre sono stati inviati 519.586 sms per avvisare i percettori di Reddito o Pensione di cittadinanza (Rdc/Pdc) che hanno presentato la domanda nel mese di marzo della possibilità di integrare la domanda collegandosi al link https://serviziweb2.inps.it/RedditoCittadinanza/autocertificazione.

Business, Uomo D'Affari, Guadagni, Finanza, RedditoNella sola giornata di venerdì sono pervenute 114.352 integrazioni. Si rammenta che le prime domande di reddito o pensione di cittadinanza sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato successivamente cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione (L. 26 del 2019) del Decreto Legge istitutivo (D. L. 4 del 2019). La Legge di conversione ha pertanto previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste presentate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta.

Le domande presentate a marzo 2019 e accolte sono state conseguentemente poste in pagamento fino a settembre 2019. Da ottobre 2019 occorre però allineare il contenuto delle dichiarazioni rese da chi ha presentato la domanda nel mese di marzo a quello previsto dalla Legge di conversione. Gli interessati sono stati avvertiti di questa possibilità tramite i recapiti sms o e-mail da loro indicati nella domanda (v. messaggio Inps n.3568 del 2/10/2019).

I nuclei familiari interessati potranno integrare le dichiarazioni di responsabilità presentate in domanda (e prendere atto delle informative aggiornate) collegandosi al link sopra riportato, per il quale non è richiesto il PIN e che è anche indicato nel messaggio loro inviato. Il collegamento alla pagina rimarrà sempre attivo. Solo per le domande aggiornate fino al 21 ottobre, però, sarà possibile l’elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata di Rdc/Pdc spettante per la mensilità di ottobre. Per chi effettuerà l’aggiornamento dopo il 21 ottobre, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione.

Si coglie l’occasione per chiarire che, diversamente da quanto riportato da alcuni organi di stampa, le domande di Rdc/Pdc accolte al 30 settembre sono 976.852 e che gli sms vengono inviati dall’Inps non per sollecitare nuove domande, ma con le modalità sopra indicate per consentire a chi aveva già presentato domanda a marzo di integrarla ai sensi della nuova normativa e, permanendo il diritto, non subire la sospensione dell’erogazione della prestazione.
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Reddito e Pensione di cittadinanza: Quasi la metà delle autocertificazioni già pervenute all’Inps

Alle 8 di questa mattina, 8 ottobre, erano 264.637 le autocertificazioni integrative delle domande di Reddito o Pensione di Cittadinanza ricevuta dall’Inps in risposta agli sms inviati a quanti avevano presentato la domanda prima del 2 aprile 2019. Si tratta del 48,87 per cento del totale, che ha già dato riscontro nei primi 2 giorni lavorativi da quando è stato messo a disposizione sul sito istituzionale il link al quale collegarsi per integrare la domanda. 

Si ricorda che la necessità dell’integrazione delle domande nasce dalla circostanza che le prime richieste sono state effettuate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando il modello che era stato elaborato in base a quanto prescritto dal Decreto Legge istitutivo del beneficio (D. L. 4 del 2019). Successivamente, la Legge di conversione (L. 26 del 2019) ha apportato modifiche al Decreto Legge istitutivo, chiedendo agli interessati di produrre ulteriore documentazione. Questo ha reso necessario cambiare il modello di domanda. Dal 2 aprile 2019 le domande sono state presentate secondo la nuova modulistica. La stessa Legge ha previsto che chi aveva legittimamente presentato la domanda prima del 2 aprile continuasse comunque a percepire il beneficio fino a settembre. Da ottobre 2019 occorre però allineare il contenuto delle dichiarazioni rese da chi ha presentato la domanda nel mese di marzo a quello previsto dalla Legge di conversione. 

Gli interessati sono stati avvertiti di questa possibilità tramite sms o e-mail ai recapiti da loro indicati. Messaggi che sono stati quindi inviati non per sollecitare nuove domande, ma per consentire a chi aveva già presentato domanda a marzo di integrarla in maniera molto semplice utilizzando il collegamento telematico e, permanendo il diritto, non subire la sospensione dell’erogazione della prestazione. Il collegamento alla pagina rimarrà sempre attivo. Solo per le domande aggiornate fino al 21 ottobre, però, sarà possibile l’elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata di Rdc/Pdc spettante per la mensilità di ottobre. Per chi effettuerà l’aggiornamento dopo il 21 ottobre, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione. 
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A Vicenza “ING 4 FUTURE green”

Lo scorso 4 ottobre si è tenuto a Vicenza l’evento “ING for FUTURE green”, organizzato dall’Ordine Ingegneri della Provincia di Vicenza, col patrocinio del Consiglio Nazionale Ingegneri. 

L’incontro è partito dall’universo professionale degli ingegneri per poi allargarsi ad altre voci dal mondo della scienza, dello sport e dell’arte, portando esempi concreti di impegni e ricerche, finalizzate a garantire un futuro più “verde”. L’impegno a prendersi cura dell’ambiente è diventato un imperativo non più differibile. Molto si sta facendo dietro le quinte e “ING FOR FUTURE green” ha dato un contributo per portare alla luce una parte di questa attività, quella riguarda gli ingegneri, dando però anche spazio anche ad altri ambiti perché la collaborazione è fondamentale. In rappresentanza del Consiglio Nazionale Ingegneri sono intervenuti il Consigliere Luca Scappini e Gianni Massa (Vice Presidente Vicario) che si è soffermato sul rapporto tra l’ingegneria e la creatività. “Nel nostro tempo contemporaneo – ha detto Massa - in cui la tecnologia diviene strumento che amplifica l’azione dell’uomo sull’ambiente, il ruolo dell’ingegneria è divenuto fondamentale. Da tempo il CNI sta lavorando, insieme alla Rete Professioni Tecniche, alla valorizzazione del rapporto tra ingegneria e ambiente. La costruzione di una carta ecoetica delle professioni va in questa direzione”. 

“Abbiamo voluto questo evento – spiega Paolo Lucente, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Vicenza - per raccontare come la professione sta agendo per garantire un futuro più ‘verde’, cercando i primi interlocutori nei giovani e allargandosi a tutta la cittadinanza, sempre più consapevole e sensibile al tema, di quotidiana attualità”.


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sabato 28 settembre 2019

Mascherin: "Soddisfatti accelerazione esame riforma patrocinio a spese dello Stato”

“Siamo soddisfatti di questa accelerazione e della volontà della attuale maggioranza, e ritengo di tutte le altre forze parlamentari, di perfezionare in tempi rapidi il disegno di legge Bonafede sul patrocinio a spese dello Stato, strumento di tutela del diritto alla difesa dei più deboli. Naturalmente il Cnf non mancherà di fornire il proprio contributo per ulteriori migliorie durante il percorso parlamentare”.
Lo afferma Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense in merito all’avvio dell’esame sulla riforma del patrocinio a spese dello Stato stabilito oggi dall'Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia della Camera dei deputati e calendarizzato per giovedì prossimo. 
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venerdì 13 settembre 2019

CNI: senza un piano organico per le infrastrutture la Legge Sblocca cantieri sarà solo un palliativo per i problemi del Paese

Non ci può essere crescita senza una chiara politica per le infrastrutture e non ci possono essere infrastrutture in grado di modernizzare un Paese in un quadro di regole eccessivamente complesse, articolate e in continuo cambiamento, come accade in Italia. E’ quanto emerge da un’indagine condotta sugli ingegneri iscritti all’Albo.



Anche la legge Sblocca Cantieri (Legge 55/2019), approvata di recente, rischia di essere, pur con molte novità introdotte, una sorta di palliativo rispetto ad una situazione complessa. Negli ultimi 10 anni il livello di spesa pubblica per opere infrastrutturali sulle reti di collegamento si sono ridotte del 21%, un valore estremamente consistente con cui oggi occorre fare i conti. Nel 2018 gli investimenti in opere pubbliche continuano ad essere molto lontani dai livelli pre-crisi 2008 e sono pari a quasi 13 miliardi di euro, tanto quanto l’Italia spendeva agli inizi degli anni 2000. E’ quanto si legge in una indagine effettuata dal Centro Studi CNI presso gli ingegneri iscritti all’Albo. E’ questo il frutto delle politiche di rientro del debito pubblico che fa dell’Italia uno dei Paesi europei industrializzati con la minore incidenza degli investimenti in infrastrutture di trasporto sul totale degli investimenti fissi. Eppure registriamo la contraddizione che lì dove le risorse, seppure limitate, ci sono, non vengono spese. Il Ministero per le infrastrutture ed i Trasporti segnala che le grandi opere pubbliche incompiute sono oltre 600 per un valore di quasi 4 miliardi di euro. 
Si aggiungono piccoli cantieri, sparsi su tutto il territorio nazionale, che risultano bloccati, quasi sempre per contenziosi o perché in attesa di autorizzazioni da parte della Pubblica amministrazione. “Il problema della scarsità di risorse pubbliche per opere infrastrutturali – afferma Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri – è solo la punta dell’iceberg di una questione più complessa. Il Paese stenta a trovare una strategia in materia di infrastrutture. Oggi forse la vera questione non è chiedere maggiori risorse pubbliche ma utilizzare al meglio quelle esistenti. Le norme in materia di appalti tuttavia non aiutano ed è da qui che occorre ripartire per ritrovare la strada della crescita.” Molti dubbi vengono espressi dagli ingegneri in merito alle diverse misure introdotte dalla Legge 55/2019. L’opinione più diffusa tra i professionisti è che il ritorno all’appalto integrato o l’innalzamento della soglia per il subappalto o per l’affidamento di lavori diretti genereranno scarsi effetti se a monte non si procederà alla sostanziale semplificazione delle norme del Codice dei Contratti Pubblici. Norme troppo articolate diventano spesso inapplicabili. Il fatto che in Italia vi siano così tanti cantieri bloccati e così tante risorse sprecate, in un momento di crisi, è determinato in larga misura da procedure burocratiche che in parte occorrerebbe eliminare. 

“L’indagine realizzata dal Centro Studi CNI – prosegue Zambrano - sulla percezione degli ingegneri in merito alla Legge Sblocca Cantieri rivela un problema che è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno sembra in grado di risolvere: ovvero la farraginosità, oltre che la sovrabbondanza, di norme che regolano le gare d’appalto. Più del 70% degli intervistati indica che il primo passo dovrebbe essere la semplificazione delle norme, altrimenti ogni misura di stimolo sarà solo un’arma spuntata. Anche il ritorno all’appalto integrato resta una questione molto controversa tra i professionisti. Il CNI ribadisce la propria contrarietà. Non possiamo lamentarci di opere incompiute e di costi che lievitano continuamente e poi ritornare ad un metodo che fa delle varianti in corso d’opera la propria ragion d’essere.” 

L’affidamento dei cantieri più complessi ai commissari speciali è una misura considerata risolutiva da appena l’11% dei professionisti; la sospensione delle norme più controverse del Codice dei Contratti Pubblici sarebbe utile solo per il 4% degli intervistati, così come l’istituzione di una struttura centrale per la progettazione, dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, è considerata come scarsamente efficace da più del 60% degli intervistati. 

Infine, strumenti di partecipazione (come il débat publique francese) alle decisioni per la progettazione di una infrastruttura o l’analisi costi-benefici, possono avere qualche rilevanza nella scelta iniziale tra più opzioni possibili e concorrenti ma non possono divenire, secondo l’opinione degli ingegneri, uno strumento per ritornare sulla decisione di realizzare un’opera infrastrutturale già programmata e finanziata, o per deciderne di dettagli operativi.

“Occorre andare al punto della “questione infrastrutturale” che riguarda il nostro Paese – afferma Giuseppe Margiotta, Presidente del Centro Studi CNI - e decidere se vogliamo cambiare passo o se vogliamo rimanere in una sorta di palude, dovuta più che alla crisi finanziaria ad una mancanza di visione strategica. Forte è l’impressione che negli ultimi 10 anni si sia tentato di rilanciare il settore delle opere pubbliche e delle costruzioni creando una serie di controlli che appesantiscono il lavoro delle stazioni appaltanti e che non aggiungono nulla alla qualità dell’azione pubblica. Abbiamo addirittura pensato di demandare la decisione se realizzare opere strategiche a metodi come l’analisi costi-benefici, strumenti che servono a comprendere meglio il contesto in cui si colloca un’opera pubblica ma che non sono strumento idoneo a decidere in un Paese come il nostro, che di converso non riesce ad incrementare la propria capacità competitiva. Giustamente gran parte degli ingegneri valuta questi strumenti come irrilevanti, non in sé, ma in relazione alla complessità della questione infrastrutturale oggi”.
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Stati generali della Geologia

“Stati Generali della Geologia”MERCOLEDÌ 18 SETTEMBRE 2019
9.30 – 13.00 e 14.30 -17.30


a cura del Consiglio Nazionale dei Geologi CNG e di ISPRA
Coordinamento: Comitato Scientifico Esonda e GeoSismica

Il Consiglio Nazionale dei Geologi sarà presente alla 13esima edizione del RemTech Expo dal 18 al 20 settembre 2019 a Ferrara. In particolare il 18 settembre il CNG organizzerà, in stretta sinergia con il RemTech e le Sessioni Speciali “Esonda” e “Geosismica”, la prima edizione degli “Stati Generali della Geologia” dove autorevoli relatori si confronteranno su “sei tavoli tecnici” nell’ambito delle seguenti tematiche: Geologia, Università e Professioni; Georisorse e Georischi; Geologia ed Enti Pubblici; Geologia e Sviluppo; Geologia e Imprese; Geologi Professionisti nel Mondo.



La giornata sarà suddivisa in due parti: la mattina, dalle ore 09:30 alle 13:00, si aprirà con i saluti delle istituzioni e con l’avvio dei lavori dei sei tavoli tecnici che lavoreranno in contemporanea. Al termine dei lavori della sezione mattutina, è prevista la stesura di un documento di sintesi che conterrà le proposte emerse nell’ambito di ciascun tavolo tecnico. Il pomeriggio, dalle 14.30 alle 18:00 in sessione plenaria, si presenteranno i risultati di ciascun tavolo.
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L’On. Paola De Micheli è la nuova Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti

governo set19

L’Onorevole Paola De Micheli è la nuova Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La Ministra, insieme a tutto il Governo, ha prestato giuramento questa mattina al Palazzo del Quirinale, dove il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e tutti i Ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito.


Un po' della sua biografia privata:

Da giugno 1999 a maggio 2004 è stata consigliere comunale a Pontenure; dal giugno 2007 al maggio 2010 ricopre la carica di assessore.

Con l'inizio della segreteria PD di Pier Luigi Bersani entra a far parte del dipartimento economia del Partito Democratico, coordinato da Stefano Fassina, ricoprendo nello specifico il ruolo di responsabile nazionale delle Piccole e medie imprese. Dal 2007 è membro della direzione provinciale del PD di Piacenza. Da giugno 2007 a marzo 2010 è stata assessore alle Risorse umane ed economico-finanziarie del comune di Piacenza.

È stata deputato della Repubblica nella XVI legislatura, membro della Commissione “Bilancio” e componente della Commissione bicamerale "per la semplificazione". Dopo aver affrontato le primarie per i parlamentari del PD tenutesi il 30 gennaio 2012, è risultata rieletta alla Camera dei deputati nelle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013.

È deputata della XVII legislatura ed è vice capogruppo vicario del PD alla Camera dei deputati.

Vicina ad Area riformista, il 19 giugno 2015 è una delle promotrici della nascita della nuova corrente all'interno del PD Sinistra è cambiamento, formata da esponenti di sinistra del Governo Renzi che puntano alla sopravvivenza del governo.

È membro del consiglio direttivo di TrecentoSessanta, l'associazione fondata nel 2007 da Enrico Letta.

Nel 2018 viene rieletta deputata. Il 17 aprile 2019 è nominata dal nuovo segretario nazionale del PD Nicola Zingaretti vicesegretario del partito insieme ad Andrea Orlando fino al 5 settembre dello stesso anno che diventa ministro e rinuncia alla carica di vicesegretario.

Già membro di:
  • Membro della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione),
  • Membro della Commissione Parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale,
  • Membro della Commissione parlamentare per la semplificazione,
  • Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa

Paola De Micheli 2018.jpgVita privata


Paola De Micheli è laureata in scienze politiche presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Vive e lavora a Piacenza quale manager nel settore agroalimentare per il "Consorzio Cooperativo Conserve Italia" ed è impegnata in politica già dalla metà degli anni novanta, quando il centrosinistra italiano affrontò l'esperienza dell'Ulivo.

È stata presidente e amministratore delegato dell'Agridoro, una società cooperativa di trasformazione del pomodoro in sughi, dall'ottobre 1998 fino all'ottobre 2003, poco prima che, a causa dello stato di insolvenza in cui si trovava la cooperativa, ne venisse decretata la liquidazione coatta amministrativa. Secondo un'interrogazione parlamentare presentata dal senatore Alberto Torazzi sarebbe stata condannata, in qualità di presidente pro tempore di tale cooperativa, ad una pena pecuniaria dal Tribunale di Piacenza per violazione della normativa igienica sulla produzione e sulla vendita di sostanze alimentari.


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L’ACCESSIBILITÀ DEL NOSTRO PAESE È OPERA DEI #FUTURIGEOMETRI

Nella V edizione il concorso nazionale promosso da CNGeGL e CIPAG, in collaborazione con FIABA Onlus, volta pagina e si caratterizza per la nuova sezione “Lavori in ConCorso”, composta dai progetti attualmente in cantiere, accolti dalle pubbliche amministrazioni e dalle imprese italiane.


Giunge alla V edizione il concorso nazionale “I futuri geometri progettano l’accessibilità” e, quale migliore tributo alla riuscita dell’iniziativa, nel 2017 viene proclamata la nuova sezione ‘di cantiere’ dei progetti degli studenti: uno speciale elenco denominato “Lavori in ConCorso”, che annovera le proposte accolte dalle pubbliche amministrazioni e dalle imprese, illustrando il cammino virtuoso intrapreso dagli studenti degli istituti tecnici CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio), frutto della fattiva sinergia che la categoria professionale dei Geometri Italiani riesce a innescare con la pubblica amministrazione, il mondo delle imprese, la realtà del lavoro.


Questi i progetti: 

a) “Lo sbarrieramento della Stazione ferroviaria di Rovereto” presentato dai ragazzi dell’ITET “Felice e Gregorio Fontana” di Rovereto e adottato da Rete Ferroviaria Italiana per alcuni accorgimenti suggeriti dai giovani; 

b) “Abbattimento delle barriere architettoniche presso il campo sportivo Fontanassa” di Savona, presentato dagli studenti dell’ISS “Boselli” e finanziato dal Comune con 300mila euro; 

c) “Giostre inclusive” nel Parco Bramante di Asti, presentato dagli studenti dell’IIS Giobert e adottato dal Comune che ha realizzato alcune parti del progetto; 

d) “Viabilità e Accessibilità di Viale Roma e Viale Vittorio Veneto”, presentato dagli studenti dell’ITTS “Odone Belluzzi” di Rimini e adottato dal Comune di San Giovanni in Marignano; 

e) “Un banale scalino…un ostacolo insormontabile”, presentato dai ragazzi dell’ITG “Manetti” di Grosseto e adottato dal Comune per migliorare l’accessibilità della viabilità per raggiungere la scuola; 

f) “Una scuola per tutti”, presentato dagli studenti dell’IIS “Volta” di Pavia, sul quale l’amministrazione provinciale si è impegnata a recuperare i fondi necessari per la completa fruibilità da parte di tutti gli utenti della struttura scolastica.


Per celebrare il raggiungimento di un obiettivo così importante, per la prima volta nella storia del concorso “I futuri geometri progettano l’accessibilità” viene consegnato un attestato dall’Ing. Umberto Lebruto, Direttore produzione di Rete Ferroviaria Italiana – RFI agli studenti dell’ITET “Felice e Gregorio Fontana” di Rovereto. A questi risultati si aggiungono le premiazioni per le nuove proposte 2017. Nella sede dell’Archivio Centrale di Stato di Roma, sono state oggi accolte dal Presidente di FIABA Giuseppe Trieste le delegazioni delle 11 scuole premiate. Agli ‘onori di casa’, a cura del Sovrintendente Eugenio Lo Sardo, e ai saluti istituzionali del Presidente della Fondazione Patrimonio Comune Anci Alessandro Cattaneo, del Sottosegretario del Ministero della Difesa Domenico Rossi, del Consigliere CNGeGL Marco Nardini, sono seguiti gli interventi dell’amministratore delegato di GEOWEB Antonio Bottaro, del Consigliere CIPAG Carmelo Garofalo, dell’accessibility segment manager di KONE Giorgio Fermanelli e dell’amministratore unico della Vittorio Martini 1866 Barbara Borsari. Il Consigliere nazionale CNGeGL Marco Nardini ha voluto esprimere un plauso a tutti i partecipanti al concorso da parte dell’intera Categoria e un augurio per affrontare la loro professione futura con lo stesso entusiasmo e lo stesso impegno: “Di anno in anno l’attenzione nei confronti di questa iniziativa cresce e ne siamo orgogliosi – ha dichiarato Nardini – e oggi abbiamo di fronte molti progetti di grande qualità, che non sono più incentrati soltanto sull’abbattimento delle barriere architettoniche ma anche sui possibili interventi sul costruito, per migliorare la qualità della vita e del vivere”.
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Geometri: VOL, UN FONDO PER CREARE OPPORTUNITA’ PROFESSIONALI PER I GEOMETRI

Dando attuazione alle linee guida nazionali della Categoria, il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di BAT promuove iniziative professionali per i propri iscritti: in tre anni raggiunti incarichi professionali per 225mila euro Roma, 16 ottobre 2018 - Ancora una volta “l’unione fa la forza”. La riprova è il risultato raggiunto dalla Categoria dei Geometri liberi professionisti e dai comuni di Barletta, Trani e San Ferdinando di Puglia. Per i primi, un‘opportunità di lavoro per 37 iscritti al Collegio Provinciale di BAT, equivalente a onorari per circa 225mila euro, a cui se ne sommeranno ben presto ancora 115mila per altri 13 geometri; e per i secondi, la possibilità di effettuare rogiti con una previsione di incasso di oltre 6 milioni di euro di corrispettivo. Il tutto in condizioni di regolarità fiscale e contributiva. Alla base, nessuna bacchetta magica, bensì la capacità del Presidente del Collegio Provinciale Antonio Mario Acquaviva di attuare le linee guida nazionali indicate da CNGeGL e CIPAG in due mosse. In primis, porsi come interlocutore privilegiato della PA per la valorizzazione del patrimonio pubblico - due diligence immobiliare - certificazione delle prestazioni energetiche - valutazioni immobiliari e, conseguentemente individuare il campo di azione, adottando gli strumenti messi a disposizione dagli organi di Categoria, come il VOL e il Fondo Rotativo. 

In sintesi, dunque, i Comuni hanno potuto risolvere in questo modo un problema di lunga data, producendo entrate al bilancio comunale che si tradurranno in un immediato beneficio per le casse pubbliche e per le istanze dei cittadini. Da parte sua, il Collegio dei Geometri di BAT ha favorito l’accesso al lavoro dei propri iscritti, determinando opportunità e retribuzioni regolari, affermando la professionalità e le competenze richieste. In termini operativi, dopo aver verificato preventivamente l’iscrizione e la formazione dei tecnici sulla piattaforma abilitata, il Collegio provinciale dei Geometri di BAT detiene il coordinamento delle diverse fasi, uniformandosi ai principi di trasparenza e pari opportunità nella scelta dei professionisti, grazie al metodo della rotazione. I requisiti necessari vengono verificati a ogni passaggio, fino alla valutazione e validazione delle richieste economiche, tali da essere congruenti ai parametri stabiliti nella Convenzione stipulata da CIPAG con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani. 


La convenzione prevede anche un impegno importantissimo da parte di CIPAG: mettere a disposizione una provvista finanziaria finalizzata esclusivamente alle anticipazioni dei compensi in favore dei Geometri che hanno svolto incarichi nell’ambito di tali accordi; provvedere all’anticipazione delle fatture presentate dai professionisti previa validazione da parte del Collegio e del Comune. A tal proposito, va ricordato, come la CIPAG insieme al CNGeGL col Fondo Rotativo stiano lavorando con assiduità per proporre la categoria dei Geometri come unico interlocutore della Pubblica Amministrazione e di soggetti Istituzionali. Le dichiarazioni. “Ancora una volta i Geometri liberi professionisti - ha dichiarato il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli - si propongono come interlocutore diretto fra la Pubblica Amministrazione, i cittadini, e non solo.

Nel caso del Collegio Provinciale di BAT, hanno svolto persino una funzione di ‘facilitatori’ rispetto alle attività amministrative che, spesso i Comuni e, in generale gli enti locali, non riescono più a svolgere. Un operato che ha indubbiamente rafforzato il ruolo della Categoria in ambito territoriale, consentendo a molti colleghi di svolgere delle prestazioni, con la garanzia di essere pagati tempestivamente grazie all’accordo VOL e al Fondo Rotativo CIPAG”. Particolare soddisfazione per i risultati ottenuti è stata espressa anche dal Presidente del Collegio provinciale di BAT Antonio Mario Acquaviva: “Dopo 3 anni, nel tracciare un primo bilancio di questa situazione ad oggi, l’impegno più gravoso e complesso che il nostro Collegio ha affrontato è stato senza dubbio a Barletta. I Colleghi si sono occupati della regolarizzazione catastale ed amministrativa delle aree comprese nei Piani di Zona ‘167’, al fine di consentirne la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ai soggetti attuatori degli interventi. 

Il lavoro, in funzionale sinergia con gli uffici comunali, è stato sviluppato da 8 geometri che hanno effettuato la verifica tecnica sui luoghi e la conseguente bonifica/regolarizzazione dei disallineamenti topografici, catastali ed urbanistici, generati nelle fasi di esproprio e cantierizzazione di ben 49 lotti edilizi d’intervento (oltre 1.000 alloggi, attività commerciali, eccetera) per una superficie complessiva dei suoli interessati di circa 147.000 metri quadrati”.
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lunedì 17 settembre 2018

Dal Congresso Nazionale degli Ingegneri Toninelli conferma nuove misure e finanziamenti per la messa a norma delle infrastrutture

Toninelli: nuove assunzioni per ingegneri al Mit e un'agenzia per controllare le opere pubbliche

ministro Toninelli al CNI


“Non vi nascondo l’emozione nell’essere qui di fronte a quella che dovrebbe essere la classe dirigente di cui il Paese ha bisogno. Mi fa piacere essere qui”.  Ha iniziato così il suo discorso Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e  dei Trasporti, parlando alla platea del 63° Congresso degli Ordini nazionali Ingegneri, riuniti a Roma per fare il punto sulla categoria.
“Voi per professione vi trovate nella parte di chi fa e chi realizza le cose, ha continuato  Toninelli, e abbiamo bisogno di voi per il rilancio del Paese.  Per questo il mio ministero sta per lanciare un reclutamento straordinario di professionisti per controllare, per verificare lo stato delle nostre infrastrutture, a partire da quelle più critiche”.
Secondo il Ministro occorre porre rimedio alla vera emergenza dell’Italia, ancora “antica e fragile in tante aree”, ovvero la manutenzione ordinaria. Per far sì che ciò si realizzi, il decreto Genova in arrivo prevede la costituzione di una nuova struttura dedicata al controllo delle opere, un'agenzia pubblica indipendente per il controllo dei concessionari e per le ispezioni con ingegneri pubblici. Un ruolo  fondamentale lo avranno le nuove tecnologie per sorvegliare le opere in modo ottimale. A questo proposito il Mit , in collaborazione con il Cnr e l’Agenzia spaziale italiana, sta valutando la possibilità di coinvolgere il sistema satellitare nello screening delle infrastrutture.
Toninelli ha inoltre annunciato che chi gestisce le opere dovrà installare dei sistemi di monitoraggio dinamico in modo da alimentare costantemente una banca dati centrale che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le infrastrutture stradali e autostradali.
Il ministro ha anche precisato che la struttura del Mit  che deve gestire la sorveglianza delle infrastrutture attraverso le verifiche, avrebbe dovuto contemplare 250 elementi, tutti ingegneri specializzati. “Ne ha invece  118, di cui la metà amministrativi. Allora è assurdo, paradossale vedere tanti giovani ingegneri a spasso o precari, umiliati, che sopravvivono con piccoli incarichi a termine o a giornata, in una nazione che rischia nel frattempo di cadere a pezzi”. E ha aggiunto: “stiamo lavorando a innovazioni importanti che possano rendere sempre più efficaci misure come l’ecobonus oppure l’ultimo arrivato, il sismabonus”.
Non solo, nell’agenda del Mit, anche la significativa riduzione del peso dei requisiti di partecipazione alle gare per gli operatori di piccole e medie dimensioni. “Il nuovo Codice Appalti avrebbe dovuto aprire il mercato dei SIA  a giovani ingegneri, ma questo non è accaduto”.
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sabato 8 settembre 2018

Istat: più single rispetto a prima e si ci sposa più in là nel tempo.

Al 1° gennaio 2018 la popolazione residente in Italia è pari a 60 milioni 484 mila unità. L’età media è di 45,2 anni, riflesso di una struttura per età in cui solo il 13,4% della popolazione ha meno di 15 anni, il 64,1% tra i 15 e i 64 anni e il 22,6% ha 65 anni e più.
La popolazione di 80 anni e più raggiunge il 7,0%, quella di 100 anni e più supera le 15 mila e 500 unità. Sono più di mille gli individui che hanno superato i 105 anni e 20 i supercentenari (110 anni e più).

infografica
Nella classe di età 15-64 anni, coniugati e celibi quasi si equivalgono (rispettivamente 49,0% e 47,7% della popolazione totale). Tra le donne invece continuano a prevalere le coniugate (55,0%) sulle nubili (quasi il 39%).
Il confronto tra i dati del Censimento della popolazione del 1991 e quelli riferiti al 2018 mostra i profondi cambiamenti avvenuti. Tra gli individui di 15-64 anni, a fronte di un lieve calo della popolazione (-309 mila), diminuiscono molto le persone coniugate (3 milioni e 843 mila in meno) a vantaggio soprattutto di celibi e nubili (+3 milioni e 90 mila) e, in misura molto più contenuta, dei divorziati (oltre 972 mila in più).
La diminuzione e la posticipazione della nuzialità, in atto da oltre quaranta anni, in parte compensate dalla crescita delle libere unioni, ha portato tra il 1991 e il 2018 a un forte calo dei coniugati, soprattutto nella classe di età 25-34 anni (da 51,5% a 19,1% gli uomini, da 69,5% a 34,3% le donne). I celibi passano da 48,1% a 80,6% e le nubili da 29,2% a 64,9%. Nella classe di età 45-54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato mentre è nubile quasi il 18% delle donne.
Aumentano in tutte le età divorziati e divorziate, più che quadruplicati dal 1991 (da circa 376 mila a oltre 1 milione e 672 mila), principalmente nella classe 55-64 anni (da 0,8% a 5,3% gli uomini, da 1,0% a 6,4% le donne).
Con riferimento alla popolazione da 65 anni in su si registrano gli effetti dell’aumento della sopravvivenza e il recupero dello svantaggio degli uomini. Se nel 1991 era prevalente la quota di donne vedove rispetto alle coniugate (50,5% contro 37,4%), al 1° gennaio 2018 le coniugate superano le vedove (47,7% contro 41,9%). Anche per le donne è ora più frequente affrontare la fase anziana della vita in coppia.
Considerando sia le unioni civili costituite in Italia sia le trascrizioni di unioni costituite all’estero, al 1° gennaio 2018 le persone residenti unite civilmente sono circa 13,3 mila (0,02% della popolazione), di sesso maschile nel 68,3% dei casi.
Gli uniti civilmente hanno un’età media di 49,5 anni se maschi e di 45,9 anni se femmine e risiedono prevalentemente nel Nord (56,8%) e al Centro (31,5%).
In Italia, a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017, sono state costituite nel complesso 6.712 unioni civili (2.336 nel 2° semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017) che hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (4.682 unioni, il 69,8% del totale).
Le unioni civili sono più frequenti nelle grandi città: il 35,4% è stato costituito nelle 14 città metropolitane, e quasi una su quattro a Milano, Roma o Torino.
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A DUE ANNI DAL TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA, LA PREVENZIONE È ANCORA UNA “CHIMERA”

I geologi chiedono scelte chiare sulla gestione dei georischi, sulla manutenzione del costruito e del territorio



“Oggi ricorre il secondo anniversario di quel doloroso 24 agosto 2016, quando un terribile terremoto colpì un’ampia fascia appenninica dell’Italia centrale portando con sé lutti e distruzione e la memoria non può non andare, innanzitutto, a chi non c’è più e a chi ha perduto tutto, dai propri cari ai propri beni. E non possiamo non evidenziare i ritardi della ricostruzione e le difficoltà dei tecnici, geologi ma non solo, a operare secondo procedure che anziché snellire e semplificare sono elefantiache e burocratizzate al massimo, come già tante volte segnalato insieme alle altre professioni che aderiscono alla Rete delle Professioni Tecniche”. Queste le parole del Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto, due anni dopo il sisma che ha distrutto il centro Italia.
“In questi due anni – continua il Presidente CNG – altri tragici eventi calamitosi si sono susseguiti (per restare solo agli ultimi giorni il viadotto Morandi a Genova, il terremoto del Molise, la piena del torrente Raganello in Calabria) e ogni volta si invocano piani straordinari di prevenzione e/o di messa in sicurezza e di manutenzione, che poi puntualmente cadono nel dimenticatoio non appena scema l’attenzione mediatica. Ma, ancora una volta, non possiamo non invocare la necessità di una scelta innanzitutto culturale di imboccare con decisione la strada della ‘prevenzione civile’ per l’attuazione di azioni e interventi sistematici per la salvaguardia di persone e cose,  non più procrastinabili in un Paese come l’Italia, geologicamente giovane, di frontiera e per questo soggetto di continuo a tutti i georischi”.
Peduto prosegue: “Nel nostro Paese oltre il 90% del costruito è stato realizzato antecedentemente agli anni ‘80, secondo normative vetuste e non più adeguate, senza studi geologici, senza conoscenza dei rischi naturali ai quali ogni singolo manufatto potrebbe essere esposto e con criteri assolutamente non antisismici, perché allora la quasi totalità del territorio italiano non era classificato a rischio sismico. È facilmente immaginabile, quindi, quale possa essere lo stato di sicurezza non solo di strutture e infrastrutture strategiche quali ospedali, scuole, ponti, viadotti, ma di tutta l’edilizia pubblica e privata. Tante volte abbiamo fatto i conti di quanto costi allo Stato e ai cittadini la mancata prevenzione del rischio sismico e del rischio idrogeologico e di quanto si amplifichino i costi degli interventi ad evento accaduto rispetto all’agire in prevenzione, ma continuiamo a gestire queste problematiche quasi sempre con misure tampone ed emergenziali di protezione civile post-evento”.
“Nella passata legislatura – osserva il Presidente CNG – qualcosa di positivo era stato avviato, nel senso che si era provato a programmare e pianificare azioni di intervento strutturali e continue nel tempo secondo precise strategie, magari non sempre condivisibili e sicuramente migliorabili, con Italiasicura relativamente al rischio idrogeologico e Casa Italia per il rischio sismico, ma questo governo ha pensato bene di chiudere ambedue le strutture di missione, secondo alcuni più per questioni politiche e di competenza tra ministeri che per altro. Personalmente mi interessa poco chi gestisce queste competenze, ma mi piacerebbe sapere, ormai a distanza di diversi mesi dall’insediamento di questo nuovo governo, come si intende affrontare la problematica dei georischi, l’assenza di manutenzione non solo del costruito, ma anche del territorio (fiumi e torrenti, versanti in frana, ecc), che non fa altro che determinare o amplificare l’entità dei danni al costruito”.
A due anni di distanza dal terremoto nell’Italia centrale, il Presidente CNG si pone una serie di interrogativi: “Mi piacerebbe sapere se di fronte alla continua escalation di eventi calamitosi, finalmente possiamo parlare di fascicolo del fabbricato in modo sereno, senza che qualche lobby si metta di traverso e con il contributo della politica continui ad affossare un provvedimento che, potrebbe essere utilissimo per capire lo stato di salute di manufatti e infrastrutture, magari cominciando ad introdurlo almeno per le opere pubbliche. Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto e cosa il governo intende fare relativamente a un DDL per il rifinanziamento e completamento della Carta Geologica d’Italia (il cosiddetto Progetto CARG avviato nel 1988 e mai portato a termine) e della Microzonazione sismica (introdotta con il Decreto Abruzzo dopo il sisma del 2009 poiché ritenuta indispensabile per una corretta ricostruzione e per l’utilizzo in sicurezza del territorio), perché parlare di messa in sicurezza del territorio, senza conoscere né cosa c’è sotto i nostri piedi né il suo comportamento, è come voler costruire una casa partendo dal tetto e non dalle fondamenta. Mi piacerebbe sapere se queste problematiche debbano essere affrontate nuovamente con il contributo di stakeholder e addetti ai lavori, a tal proposito, ricordiamo il contributo importante dato dai professionisti attraversi i rispettivi Consigli Nazionali, quasi sempre di concerto attraverso la Rete delle Professioni Tecniche”.
“Al governo, ai ministri competenti, a tutta la classe politica – conclude il Presidente Peduto – chiediamo di dare conto su come si voglia affrontare la gestione dei georischi, della manutenzione dei manufatti e del territorio in modo chiaro, perché il nostro Paese ha già pagato un contributo altissimo in termini di vite umane e di costi economici. Mi rifiuto di credere, come qualcuno ha scritto stamane, che la sicurezza è cinica, non porta voti e per questo è antielettorale, che non interessa alla nostra classe politica ‘fino al momento in cui, un secondo dopo, ci sono state delle vittime’” .
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venerdì 4 maggio 2018

Fisco: record accessi precompilata +32%, oggi parte fase due Entrate, la compilazione assistita taglia controlli documenti

Dichiarazione precompilata al via. A partire da oggi è possibile accettare, modificare e inviare il 730 o modificare il modello Redditi (che potrà essere trasmesso dal 10 maggio). Si chiude con 1 milione e 866mila accessi la “fase uno” della precompilata 2018, a poco più di due settimane dall’apertura della piattaforma online, lo scorso 16 aprile. Novità assoluta di quest’anno la compilazione “assistita”, che consentirà al contribuente, a partire dal prossimo 7 maggio, di inserire nuovi documenti di spesa tenendo comunque al riparo da eventuali controlli documentali i dati che non vengono modificati. In questo caso, infatti, potrà essere oggetto di controllo esclusivamente il singolo elemento di spesa aggiunto o rettificato dal contribuente, mentre resteranno “salvi” tutti i dati relativi a oneri precompilati dal Fisco e non rettificati dal cittadino.


Adesso è possibile accettare o modificare e inviare il 730 - Da oggi, e fino al prossimo 23 luglio, è possibile accettare, modificare e inviare il 730, che consente di ricevere i rimborsi direttamente in busta paga o con la pensione; sempre da oggi può essere modificato anche il modello Redditi, ma potrà essere trasmesso dal 10 maggio al 31 ottobre. Nel dettaglio, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto circa 20 milioni di modelli 730 e 10 milioni di modelli Redditi. Chi accetta la dichiarazione senza apportare modifiche sarà “al riparo” da eventuali controlli sui documenti di spesa; in caso di dichiarazioni inviate, anche con  modifiche e integrazioni, tramite Caf e intermediari saranno questi ultimi, in caso di controllo documentale, a dover esibire la documentazione al posto dei cittadini.
+32,3% di accessi rispetto al 2017 - Dal lancio della piattaforma online, lo scorso 16 aprile, gli accessi per la sola visualizzazione della precompilata sono stati oltre 1,8 milioni, circa il 32,3% in più rispetto all’anno precedente, in cui la “fase uno” si era chiusa con 1 milione e 410mila accessi. Un trend apparso positivo fin dai primi giorni, con oltre 1 milione di accessi registrati al 20 aprile. Quest’anno, con l’ingresso delle spese per la frequenza agli asili nido e delle erogazioni a favore degli enti del terzo settore, i dati a disposizione superano quota 925 milioni, con un incremento del 3,5% rispetto a quelli inseriti lo scorso anno.
La nuova compilazione “assistita” - Da quest’anno, a partire da lunedì 7 maggio, chi presenta la dichiarazione precompilata direttamente all’Agenzia delle Entrate potrà, in alternativa alla tradizionale funzionalità di modifica, compilare in modo “assistito” i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili da indicare nelle sezioni I e II del quadro E. In particolare, il contribuente che intende modificare la propria dichiarazione 730 potrà inserire nuove spese (ad esempio uno scontrino della farmacia non pervenuto nella banca dati del Sistema Tessera Sanitaria) oppure modificare, integrare o non utilizzare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi. In questo caso eventuali controlli documentali dell’Agenzia riguarderanno esclusivamente i dati aggiunti o rettificati dal contribuente nella fase di compilazione assistita. Non verrà, quindi, effettuato il controllo sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata che non sono stati modificati.
Dove finiscono le imposte versate - Altra novità di quest’anno è rappresentata dalla possibilità, per i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017, di conoscere, grazie ai dati elaborati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, come lo Stato ha distribuito le imposte relative al 2016. Accedendo alla dichiarazione precompilata o al cassetto fiscale, ogni contribuente può conoscere nel dettaglio come ha contribuito alle principali voci di spesa: sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio e così via. 
Come si accede - È possibile accedere direttamente online alla propria dichiarazione precompilata tramite il Sistema pubblico per l’identità digitale (SPID), con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, con il Pin rilasciato dell’Inps, e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA). Infine, i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, i contribuenti hanno la possibilità di rivolgersi a un Caf o di delegare un professionista.
I canali per ottenere assistenza - Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei cittadini un sito internet dedicato, all’indirizzo https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it, dove sono presenti tutte le indicazioni utili, i passi da seguire fino all’invio, le novità di quest’anno, le date e le scadenze da ricordare, oltre alle risposte alle domande più frequenti. Inoltre, sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 0696668907 da cellulare e +39  0696668933 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13.
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