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mercoledì 30 ottobre 2019

Inps: presentato a Roma il progetto “Inps PER tutti”

È stato presentato oggi a Palazzo Wedekind il progetto che vede coinvolte istituzioni centrali e territoriali per avvicinare le persone più in difficoltà, facilitando loro l’accesso ai servizi ed alle prestazioni erogate dall’Inps.

Lunedì 14 ottobre, con la presentazione alla stampa, è ufficialmente partito il progetto “Inps PER tutti”, nato con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale delle persone in difficoltà, rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono l’accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali e tutelando i bisogni sociali ed economici del singolo e delle famiglie, grazie alla creazione di isole di accoglienza e comunicazione. È stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ad illustrare, in apertura dell’incontro, gli obiettivi che questo progetto si propone: “con Inps PER tutti – ha detto il Presidente - l’idea è quella di portare l’Istituto tra le persone in difficoltà, al fine di facilitare per tutti l’accesso ai nostri servizi. Andiamo tra chi ha barriere di ogni tipo, rendendo esigibili i diritti. Spesso sono le persone più fragili quelle che rimangono escluse e c’è il problema dei senza fissa dimora che non hanno residenza, problema al quale i comuni riescono in parte a ovviare. In questo progetto sono coinvolti non solo i comuni, ma anche le molte associazioni di volontariato che agiscono sul territorio a protezione dei più deboli. Abbiamo stipulato convenzioni ed accordi coi Comuni per raggiungere chi è afflitto dal bisogno. Ma non è soltanto la povertà che può separare la persona dalle istituzioni – ha proseguito il Presidente dell’Inps. Ci sono situazioni in cui la distanza da superare è rappresentata dal digital divide. Per questo intendiamo concludere accordi anche con Comuni piccoli per la creazione di punti web attraverso cui fornire le informazioni di base. L’Istituto quindi – ha concluso il presidente Tridico – è chiamato a esercitare un ruolo proattivo, anticipando il bisogno, perché l’Inps sa quando sorge un bisogno, come la nascita di un bambino o la perdita del lavoro, e quindi può informare chi ha diritto, può aiutare ad esercitare il proprio diritto”. Dopo l’introduzione del Presidente dell’Inps, è stato proiettato un video messaggio di saluto del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. “Il Governo crede molto nel sistema di Welfare. nessuno va lasciato indietro e quindi sono soddisfatto dell’avvio di un progetto, come appunto Inps PER tutti, che si propone di raggiungere tutte le persone in difficoltà. Non devono essere i poveri a bussare alle porte dell’Inps o dei Comuni, ma sono le istituzioni che devono intercettare i bisogni e contrastare sul campo la povertà assoluta. 

L’anno scorso abbiamo varato il reddito di cittadinanza. Ma non basta, bisogna fare ancora di più, anche andando fisicamente nelle stazioni, nelle mense, laddove maggiore è il bisogno. Plaudo quindi a questo progetto realizzato insieme all’Inps: andare nelle città e raggiungere 50mila persone, che magari, pur avendone diritto, non usufruiscono di prestazioni assistenziali, a partire dal reddito di cittadinanza, che è lo strumento più importante di contrasto alla povertà ed inclusione sociale. Sono persone invisibili, le vogliamo rendere visibili” ha concluso il Presidente del Consiglio. La sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi ha iniziato il suo intervento presentando la situazione della povertà nella capitale. “Se dovessimo fare una stima dei senza fissa dimora a Roma, attraverso l’accesso alle nostre assistenze fittizie ci attesteremmo tra le 15 e le 20mila persone. A queste si aggiungono i nuovi poveri, causati dalla crisi, che magari vengono a mangiare alle mense dei poveri, ma poi vanno a dormire a casa. Questo progetto ci consente di raggiungere tutti e, insieme col reddito e la pensione di cittadinanza, di rendere applicabile l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica.

Questa attività mette in sinergia le istituzioni, permettendo di raggiungere tutte le persone realmente in difficoltà. Il protocollo prevede che Roma Capitale collabori con le associazioni che da sempre si occupano del sostegno alle persone fragili. Dobbiamo ricostruire intorno a loro una rete perché obiettivo ultimo è portare queste persone a riacquistare progressivamente il loro posto nella società”. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ha affermato che “il Paese può avanzare mettendo al centro la persona e non il capitale finanziario. Il Comune di Napoli – ha ricordato – ha firmato a fine luglio un accordo con l’Istituto insieme all’Alleanza regionale contro la povertà, che riunisce decine di realtà che si occupano di assistere le persone più fragili. È “facendo rete” che si può dare piena attuazione all’articolo 3 della Costituzione che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È importante, però – ha concluso De Magistris – che il Governo investa risorse nel sociale, mentre negli ultimi anni sì è sempre tagliato”. Sonia Schellino, vice-sindaca di Torino, è intervenuta ringraziando l’Inps per l’idea che ha tradotto nel progetto “Inps PER tutti”. “A Torino – ha detto – già sono operativi i Poli di inclusioni sociale, a cui si affiancherà la presenza dell’Inps. Il progetto “Inps PER tutti” è quindi uno strumento in più che la città potrà utilizzare per combattere l’esclusione delle persone più fragili”. Marco Lombardo assessore al Comune di Bologna, ha detto di apprezzare lo sguardo verso gli “invisibili” della nostra società che ha l’Inps. “Anche nel nostro territorio – ha sottolineato – esistono persone sfiorate dalla povertà. È importante ricordare che l’articolo 3 della Costituzione affida il compito di rimuovere gli ostacoli non allo Stato, ma alla Repubblica, quindi al complesso dei soggetti che operano all’interno dello Stato. Oltre alle istituzioni pubbliche, quindi, occorre una forte valorizzazione di chi opera nel terzo settore, che può fornire informazioni utili all’Inps per raggiungere chi ha bisogno. 

A Bologna – ha detto concludendo – abbiamo realizzato “Insieme per il lavoro”, un progetto che vede riuniti Comune, associazioni del terzo settore, organizzazioni sindacali e realtà imprenditoriali, che possono aiutare non solo a dare sostegno, ma anche a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, che è il vero obiettivo”. Francesca Bottalico, assessore al Comune di Bari, ha raccontato l’esperienza di lotta alla povertà del suo Comune. “Sono esperienze da vivere sul campo – ha detto. A Bari c’è una forte emergenza abitativa ed ai poveri tradizionali si sono aggiunti i nuovi poveri, rappresentati ad esempio anche dai papà separati, che impiegano tutte le proprie risorse per mantenere i figli. Benvenuto quindi questo nuovo progetto”. Elena Buscemi, assessore al Lavoro della Città metropolitana di Milano, ha ricordato la “fortissima collaborazione che già esiste a Milano con l’Inps e con altre istituzioni e realtà dell’associazionismo. 

L’applicazione del Reddito di cittadinanza – ha detto – ha costituito l’occasione per mettere in rete anche i centri per l’impiego. La cabina di regia ha permesso una collaborazione costante e di scoprire così i bisogni dei cittadini, dando risposte in maniera mirata. Così non settorializziamo le necessità, ma abbiamo un approccio olistico”. Gianluca Inzerilli, assessore del Comune di Palermo, ha voluto ricordare il messaggio di don Puglisi, espresso attraverso la frase “se ognuno fa qualcosa”. “Se ognuno fa qualcosa, si possono fare decisi passi in avanti – ha detto. A Palermo facciamo molto per le politiche sociali. Abbiamo anche proposto all’Inps di aprire delle sedi in ognuna delle otto circoscrizioni in cui la città è divisa”. Al Direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele è spettato il compito di esprimere l’orgoglio di vedere riunite allo stesso tavolo, su iniziativa dell’Inps, le maggiori istituzioni del Paese. “Il progetto è un ottimo auspicio – ha detto – per nuove iniziative che vedranno coinvolto l’Istituto. Il sostegno ai bisogni dei cittadini è la nostra prima missione: previdenza, assistenza, informazione all’utenza costituiscono un unico sistema orientato alla protezione sociale delle persone”. Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, chiudendo i lavori ha mostrato la sua soddisfazione per “un momento particolare che vede tutte assieme queste istituzioni a coordinare gli interventi sul territorio per cercare di dare una mano agli “invisibili”, con Inps e Comuni sempre più prossimi ai bisogni delle persone. Dobbiamo essere proattivi nei servizi per i cittadini. Vogliamo un percorso che li porti alla piena emancipazioni sociale. “Inps PER tutti” – ha concluso – è un progetto molto importante di vicinanza e prossimità delle istituzioni ai cittadini. Hanno già aderito sei Comuni: da oggi anche i cittadini in condizione di emarginazione sociale potranno accedere a tante misure, fra cui reddito e pensione di cittadinanza, a cui hanno diritto”.
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sabato 28 settembre 2019

Inaugurato presso l’INPS di Viterbo il Polo nazionale Guardia di Finanza



Questa mattina, presso la sede della Direzione Provinciale INPS di Viterbo, ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione degli uffici del Polo Nazionale Guardia di Finanza, presso il quale sono stati accentrati gli adempimenti amministrativi in materia di pensioni, previdenza e welfare, di competenza dell’INPS, per il personale della Guardia di Finanza di tutto il territorio nazionale. 

Calcolatore, Calcolo, Assicurazione, FinanzaIl Polo è stato costituito a partire dal 1° settembre, dopo la sottoscrizione del relativo protocollo – lo scorso 29 luglio – da parte del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, e del Presidente INPS Pasquale Tridico. A fare gli onori di casa il Direttore regionale INPS Lazio, Fabio Vitale, e il Direttore Provinciale INPS di Viterbo, Pasquale Caccavale. 

Al taglio del nastro sono intervenuti i vertici delle due Amministrazioni: per l’INPS il Presidente, Prof. Pasquale Tridico; per la Guardia di Finanza il Comandante Generale, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana. Graditi ospiti dell’evento, il Prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, l’assessore alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli - in rappresentanza del Presidente Nicola Zingaretti - e le altre Autorità provinciali e cittadine. 

L’iniziativa conferma la scelta dell’INPS per l’accentramento presso Poli specializzati, dislocati a livello centrale o provinciale, delle lavorazioni riguardanti specifici segmenti di utenza, che consente ai beneficiari di relazionarsi con un interlocutore unico a livello nazionale e garantisce lo snellimento delle procedure e dei tempi di lavorazione delle prestazioni. Il Polo di Viterbo si occuperà delle pratiche pensionistiche, della gestione della posizione assicurativa, dei provvedimenti di riscatto e ricongiunzione, della liquidazione dell’indennità di buonuscita e dell’erogazione dei prestiti per tutto il personale della Guardia di Finanza, indipendentemente dalla sede di servizio dei beneficiari.

Nei loro interventi, il Presidente Tridico e il Comandante Generale Zafarana hanno sottolineato il valore della collaborazione attiva tra Enti dello Stato, tesa a migliorare il servizio e ad ottimizzare i tempi ed i costi dell’azione pubblica.
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STIPULATA LA CONVENZIONE PER L’AVVIO DELLA MISURAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA DEI SINDACATI DEI LAVORATORI NELLE AZIENDE DEL SISTEMA CONFINDUSTRIA

Questa mattina, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Nunzia Catalfo, è stata firmata la Convenzione attuativa del Testo Unico sulla rappresentanza, stipulato il 10 gennaio 2014 da Confindustria e CGIL, CISL, UIL, che ha come punto d’arrivo la definizione di regole sulla democrazia e sulla misurazione della rappresentanza delle Associazioni sindacali dei lavoratori. Con la Convenzione stipulata oggi, all’INPS è affidata la rilevazione dei dati degli iscritti alle Organizzazioni sindacali, il cosiddetto “dato associativo” (il rapporto fra lavoratori iscritti ad ogni OO.SS. e il totale degli iscritti al Sindacato), così come, in collaborazione con l’Ispettorato nazionale del Lavoro, la raccolta di dati relativi alle rappresentanze nelle aziende, il cosiddetto “dato elettorale” (il rapporto fra lavoratori che, nelle elezioni delle rappresentanze sindacali aziendali, hanno votato la specifica OO.SS. e il totale dei lavoratori che hanno preso parte al processo elettorale). 

Sulla base del Testo Unico sulla rappresentanza, saranno considerati validi ai fini della contrattazione collettiva nazionale solo quei contratti sottoscritti da organizzazioni sindacali che rappresentino almeno il 50 per cento più uno della media del dato associativo e del dato elettorale. La stessa maggioranza sarà necessaria per la cosiddetta “consultazione certificata” dei lavoratori che saranno chiamati a esprimersi sugli stessi accordi. Garante del processo di certificazione sarà un Comitato ad hoc, composto da esponenti delle organizzazioni sindacali e datoriali, presieduto da un rappresentante del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

Per il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, l’obiettivo che Inps, INL e parti sociali si propongono è quello di contrastare l’insorgenza di fenomeni di dumping (ovvero la proliferazione di contratti firmati da organizzazioni prive di effettiva rappresentanza). Il CNEL, su 868 contratti collettivi depositati aveva valutato in circa 2/3 l’incidenza di “contratti pirata”. Questo fenomeno finisce per danneggiare i lavoratori e quella parte preponderante di imprese sane e rispettose dei diritti dei propri dipendenti. 2 Nella relazione di apertura, il Presidente dell’INPS, ha sottolineato l’importanza dell’impegno assunto dalle aziende con l’accordo del 10 gennaio 2014, di accettare le deleghe sindacali e attivare le conseguenti iniziative di trattenuta della quota destinata al finanziamento delle attività del Sindacato, nei confronti di tutte le OO.SS. firmatarie e aderenti al predetto accordo, impegno che assicura la trasparenza e l’effettività del processo di misurazione della rappresentanza delle OO.SS. tutte. I Segretari Generali della CGIL, Maurizio Landini, della CISL, 

Anna Maria Furlan, e della UIL, Carmelo Barbagallo, nel ringraziare il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale e il Presidente dell’INPS per aver impresso una forte accelerazione alla firma della Convenzione, hanno voluto ribadire come la misurazione della rappresentanza delle Organizzazioni sindacali costituisca un passo fondamentale per rafforzare la tutela dei diritti economici e previdenziali dei lavoratori attraverso l’applicazione dei contratti collettivi nazionali stipulati da sindacati effettivamente rappresentativi del mondo del lavoro a tutti i lavoratori del settore (efficacia erga omnes). Il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nel condividere le preoccupazione verso forme di contrattazione che determinano condizioni di dumping contrattuale a danno dei diritti dei lavoratori e delle prospettive di sviluppo delle imprese sane, ha sottolineato come il ruolo svolto dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale e dal Presidente dell’INPS nel favorire l’attuazione del Testo Unico sulla rappresentanza costituisca un importante segnale di attenzione verso le Parti sociali che, si auspica, prosegua nel tempo. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Nunzia Catalfo, nelle sue conclusioni, ha posto l’accento sul valore sociale dell’iniziativa che l’INPS, l’INL, Confindustria, CGIL, CISL e UIL hanno avviato con la stipula della Convenzione. 

La misurazione della rappresentanza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori costituisce un momento fondamentale, non solo per rafforzare la trasparenza dei processi di contrattazione, ma anche per valorizzare i CCNL stipulati dalle Organizzazioni comparativamente più rappresentative nel loro ruolo di tutela retributiva, economica e normativa di tutti i lavoratori italiani, anche ai fini dell’attuazione delle norme sul salario minimo che il Legislatore sta approntando. La firma della Convenzione rappresenta, per il Ministro Catalfo, un’occasione unica per inaugurare una nuova stagione di relazioni industriali che possa garantire, superando particolarismi e visioni legate soltanto al breve periodo, una crescita inclusiva e rispettosa dei diritti dei lavoratori. 

Il Ministro del Lavoro ha, infine, voluto affermare che l’attività del Ministero sarà proiettata a favorire lo sviluppo dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, a partire dalla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. A tal fine, il Ministro si è detto convinto che le azioni per il conseguimento di questi obiettivi non possono che scaturire dal confronto permanente del Governo con le Organizzazioni che rappresentano i lavoratori e le aziende del Paese, confronto che costituirà il metodo di lavoro cui sarà improntata l’azione del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali.
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martedì 23 gennaio 2018

OSSERVATORIO SUL PRECARIATO: Pubblicati i dati di novembre 2017



LA CONSISTENZA DEI RAPPORTI DI LAVORO 
Nei primi undici mesi del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +801.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+569.000) che del 2015 (+675.000). Calcolando il saldo annualizzato, la differenza tra assunzioni e cessazioni realizzate negli ultimi dodici mesi, si ottiene la misura della variazione tendenziale delle posizioni di lavoro: a fine novembre questa risultava pari a +557.000, stabile rispetto a quella rilevata a ottobre (+555.000). Questo risultato è la somma algebrica di: -14.000 per i contratti a tempo indeterminato, +61.000 per i contratti di apprendistato, +11.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, +499.000 per i contratti a tempo determinato. 

LA DINAMICA DEI FLUSSI 
Nel corso del 2017 è aumentato il turnover dei posti di lavoro grazie soprattutto alla forte crescita delle assunzioni (tra gennaio e novembre 2017 in aumento del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Sono aumentate anche le cessazioni (+16,1%) ma ad un ritmo inferiore. Alla crescita delle assunzioni il maggior contributo è stato dato dai contratti a tempo determinato (+26%) e dall’apprendistato (+13,9%); sono invece diminuite le assunzioni a tempo indeterminato (-5,2%), contrazione interamente imputabile alle assunzioni a part time. 
Tra le assunzioni a tempo determinato appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+20,3%) e ancora di più dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-novembre, sono passati da 179.000 (2016) a 392.000 (2017), con un incremento del 119,2%. 
Questo significativo aumento – come, in parte, anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a tempo determinato – può essere posto in relazione alla necessità per le imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo e sostituiti, da luglio e solo per le imprese con meno di 6 dipendenti, dai nuovi contratti di prestazione occasionale. 

Questi andamenti convergono nella compressione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: 23,4% nei primi undici mesi del 2017 mentre nel 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, la quota di assunzioni a tempo indeterminato era stata del 38,8%. 

Le trasformazioni complessive - includendo accanto a quelle da tempo determinato a tempo indeterminato anche le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti - sono risultate nei primi 11 mesi del 2017 335.000, in flessione rispetto al medesimo periodo del 2016 (-2%). 

Per le cessazioni, la crescita è dovuta principalmente ai rapporti a termine (+24,2%) mentre le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato risultano sostanzialmente stabili (-0,5%). 

Tra le cause di cessazione, i licenziamenti riferiti a rapporti di lavoro a tempo indeterminato risultano pari a 535.000, in riduzione rispetto al corrispondente periodo di gennaio-novembre 2016 (-6,6%) mentre in aumento risultano le dimissioni (+5,6%). 

Il tasso di licenziamento, calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per i primi undici mesi del 2017 pari al 4,6%, inferiore a quello registrato per lo stesso periodo del 2016 (4,9%). 

LE RETRIBUZIONI INIZIALI DEI NUOVI RAPPORTI DI LAVORO 
Quanto alla struttura retributiva dei nuovi rapporti di lavoro, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-novembre 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro che passano dal 57,9% del 2016 al 54,7% del 2017. 


LA FRUIZIONE DEGLI INCENTIVI “OCCUPAZIONE GIOVANI” E “OCCUPAZIONE SUD” 
Tra gennaio e novembre 2017 sono stati incentivati 54.449 rapporti di lavoro nell’ambito del Programma “Garanzia Giovani” e 103.907 rapporti di lavoro (83.637 assunzioni e 20.270 trasformazioni) nell’ambito della misura “Occupazione Sud”.
 


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lunedì 4 dicembre 2017

Avvisi di accertamento per i rapporti di lavoro domestico: modalità di comunicazione per la contestazione del provvedimento

In questi giorni l’Inps sta inviando gli avvisi di accertamento per mancato pagamento dei contributi ai datori di lavoro domestico inadempienti per almeno un trimestre tra il 4° trimestre 2012 e il 2013. Nell’avviso si invitano i contribuenti a regolarizzare la posizione. I datori di lavoro che ritengono non dovuti i contributi indicati possono contestare l’avviso seguendo le istruzioni contenute in calce al provvedimento. 



E’ possibile effettuare ogni contestazione telefonicamente, tramite Contact center dell’Inps, oppure utilizzando il servizio “lavoratori domestici” sul sito internet. Per la contestazione il datore di lavoro può utilizzare il modulo prestampato di autocertificazione allegato al provvedimento, che guida il contribuente nella indicazione di tutti gli elementi utili. Il modulo consente di autocertificare la pregressa comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro così come l’avvenuto pagamento dei bollettini. Se il datore di lavoro ha già comunicato la cessazione del rapporto di lavoro, può inviare copia della ricevuta di comunicazione, oltre che tramite i canali sopra indicati, anche via fax al numero verde gratuito 800803164.

Tale comunicazione consentirà alla sede Inps di chiudere il rapporto di lavoro ed eventualmente di annullare l’avviso inviato per i periodi per i quali i contributi non siano dovuti. In questi casi, ovviamente, sarà ritenuta valida l’originaria data di comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro e pertanto nessuna sanzione amministrativa sarà dovuta dal datore di lavoro.
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martedì 31 ottobre 2017

Pensionamento Anticipato sociale: valorizzazione dei periodi di contribuzione estera



Con il messaggio n. 4170 del 24/10/2017, l’Istituto fornisce istruzioni in merito al nuovo indirizzo interpretativo del Ministero del Lavoro con il quale si consente il perfezionamento del requisito contributivo minimo per l’accesso all’Ape sociale anche attraverso la totalizzazione dei periodi di contribuzione estera maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia. 

 Pertanto, a partire da questa seconda fase del monitoraggio, le domande di certificazione delle condizioni di accesso al beneficio dell’ape sociale saranno istruite alla luce del nuovo orientamento
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lunedì 30 ottobre 2017

Prosegue il servizio di compilazione delle DSU per l'ISEE da parte dei CAF



Venerdì 20 ottobre si è tenuto un incontro tra l’INPS e la delegazione della Consulta Nazionale dei CAF al fine di trovare un accordo per garantire agli utenti la possibilità, fino a fine anno, di rivolgersi gratuitamente ai CAF per la compilazione delle DSU, necessarie per il rilascio delle attestazioni ISEE (l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente). 

L’INPS, riconoscendo il valore sociale e professionale dei CAF, la considerazione che riscuotono fra i cittadini e la loro presenza capillare su tutto il territorio, si è impegnato ad assicurare, per l’anno 2017, ulteriori quattro milioni di euro sull'attività ISEE. Queste risorse sono disponibili grazie ai risparmi di gestione realizzati sul servizio di compilazione dei RED, anch’esso svolto dai CAF. 

La Consulta dei CAF, con grande senso di responsabilità e rilevando il positivo rapporto di collaborazione con l'Istituto, assicurerà l'erogazione del servizio, fino al prossimo 31 dicembre 2017, a tutti i contribuenti che richiederanno l'ISEE, senza oneri a carico dell'utenza. Le parti hanno convenuto sulla necessità di avviare rapidamente il confronto sul rinnovo della convenzione ISEE per le annualità future e di aprire un tavolo tecnico sulla dichiarazione ISEE precompilata.
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mercoledì 18 ottobre 2017

Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti versati alle casse di previdenza dei professionisti

Con la circolare n. 140 del 12 ottobre 2017 si forniscono le istruzioni operative riguardo al cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti in presenza di periodi di contribuzione presso gli Enti di previdenza privati. La circolare viene pubblicata dopo un lungo confronto – che ha coinvolto il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le Casse professionali e l’Istituto – volto a dare una concreta operatività alla disciplina prevista dalla legge di bilancio 2017. 

L’odierno indirizzo ha ricevuto il nulla osta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il 9 ottobre 2017 e affronta i singoli trattamenti pensionistici che possono essere conseguiti in regime di cumulo (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di inabilità, pensione ai superstiti), esponendo requisiti, criteri e modalità necessari per l’erogazione della pensione nel caso in cui si ricorra al cumulo dei periodo assicurativi anche con gli Enti privati. 

Con riferimento alla pensione di vecchiaia in cumulo, ai fini di garantire il principio di autonomia, anche regolamentare, riconosciuto agli Enti previdenziali privati, si precisa che: 

  • nei casi in cui i regolamenti delle Casse private prevedano requisiti minimi per la pensione di vecchiaia in cumulo diversi e più elevati rispetto a quelli di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011, i periodi contributivi non coincidenti presso gli Enti di previdenza privati sono comunque validi ai fini della maturazione del diritto alla pensione; 
  • ciascun Ente procederà alla liquidazione della propria quota di pensione solo al momento dell’effettiva maturazione di tutti i requisiti previsti dal proprio ordinamento; 
  • sebbene l’erogazione della pensione, in virtù di requisiti di vecchiaia diversi, possa avvenire in diverse tranche, la pensione in regime di cumulo costituisce un’unica pensione e pertanto gli istituti giuridici connessi al trattamento pensionistico (quali la perequazione automatica, l’integrazione al trattamento minimo, la c.d. quattordicesima, la maggiorazione sociale) vengono liquidati con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato. 

Infine si precisa che il pagamento dei trattamenti pensionistici in regime di cumulo è effettuato dall’INPS, ma è subordinato alla stipula di una apposita convenzione con gli Enti interessati. Questa fase è già stata avviata dall’Istituto in collaborazione con le Casse professionali. 
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martedì 10 ottobre 2017

INPS - OSSERVATORIO SUL PRECARIATO: Pubblicati i dati di luglio 2017

LA CONSISTENZA DEI RAPPORTI DI LAVORO 

Nei primi sette mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +1.073.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+825.000) che del 2015 (+930.000). Riportato su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato - vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi - a luglio 2017 risulta positivo, pari a +571.000 e in crescita continua da inizio anno. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+18.000), dei contratti di apprendistato (+52.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+501.000, inclusi i contratti stagionali). Queste tendenze attestano il rafforzamento della fase di ripresa occupazionale. 

LA DINAMICA DEI FLUSSI 

In un quadro di maggior mobilità complessiva, il saldo tendenziale si mantiene positivo grazie alla forte crescita delle assunzioni (nei mesi di gennaio-luglio 2017 sono risultate 4.182.000, in aumento del 18,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), maggiore di quella delle cessazioni (3.108.000, +15% rispetto all’anno precedente). Alla crescita delle assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+25,9%) e dall’apprendistato (+25,9%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-4,6%: questo calo rispetto al 2016 è interamente imputabile alle assunzioni a part time). Tra le assunzioni a tempo determinato, appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+20,4%) e ancora di più quello dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-luglio, sono passati da 112.000 (2016) a 251.000 (2017), con un incremento del 124,7%. Questo significativo aumento – come in parte anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a termine – può essere posto in relazione alla necessità delle imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo (e riattivati con profonde modifiche normative dal mese di luglio).

Per effetto di questi andamenti si registra un’ulteriore compressione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (24,2% nei primi sette mesi del 2017) mentre nel 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato raggiunto il picco del 38,8%. 

Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 215.000, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+0,7%). 

Per le cessazioni, la crescita è dovuta unicamente ai rapporti a termine (+23,2%). Le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato risultano in lieve flessione (-0,5%). Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti risulta pari a 340.000, in riduzione rispetto a gennaio-luglio 2016 (- 4,4%); in aumento risultano invece le dimissioni (+4,3%). 

Il tasso di licenziamento, calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per i primi sette mesi del 2017 pari al 3,1%, in lieve riduzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (3,2%).

LE RETRIBUZIONI INIZIALI DEI NUOVI RAPPORTI DI LAVORO 

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-luglio 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (54,8% contro 57,8% di gennaio-luglio 2016). 

LA FRUIZIONE DEGLI INCENTIVI “OCCUPAZIONE GIOVANI” E “OCCUPAZIONE SUD” 

Tra gennaio e luglio 2017 sono stati incentivati 32.983 rapporti di lavoro nell’ambito del Programma “Garanzia Giovani” e 68.748 rapporti di lavoro (54.174 assunzioni e 14.574 trasformazioni) nell’ambito della misura “Occupazione Sud”. 
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Ufficiali e verificate le pagine Inps su Facebook


Dal 2 ottobre le quattro pagine Facebook dell’Inps:

- Inps per la Famiglia 
- InpsCredito e Welfare Dipendenti Pubblici 
- Inps Giovani 
- Inps per i LavoratoriMigranti 

Queste pagine riportano un badge grigio che attesta che si tratta di una Pagina autentica, ufficialmente riconducibile all’Istituto, e che ciò che vi è comunicato proviene da Inps e ha valore istituzionale. La richiesta, della conferma di autenticità, a Facebook si è resa necessaria dopo che, nel corso del 2017, l’Istituto ha effettuato un monitoraggio di tutte le pagine Facebook che nel titolo facevano riferimento alla parola Inps. Monitoraggio dal quale è emerso che circa cinquanta pagine utilizzavano la denominazione dell’Istituto o il logo in maniera impropria. 
Queste pagine contengono informazioni non vere e diffondono notizie prive di fondamento, le cosiddette bufale, inoltre è spesso utilizzato un linguaggio violento nei confronti dell’Istituto e delle persone che vi lavorano. L’Inps, in maniera continua, monitora tali attività con segnalazioni sia ai gestori di Facebook sia alla Polizia Postale laddove si rinvengano gli estremi di utilizzo e comportamenti non corretti. Oltre al “badge” che garantisce l’affidabilità e autorevolezza delle quattro pagine Facebook ufficiali, per essere sicuri di essere sulle pagine istituzionali è sempre possibile accedere dalla home page del sito www.inps.it, cliccando sul simbolo (+) presente in alto a destra.
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Le nuove disposizioni in materia di lavoro occasionale e libretto di famiglia

E' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge 22 maggio 2017 n. 81 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.

A tal riguardo si evidenzia quanto conterrà in materia di “reintroduzione” delle prestazioni di lavoro occasionale autonomo.

Il limite economico
Per “nuova attività” s’intenderanno le attività lavorative che danno luogo (in un anno civile) a compensi (esenti da imposizione fiscale, non incidenti sull’eventuale stato di disoccupazione e computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno) complessivamente non superiori a:
  • 5.000 euro per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • 5.000 euro per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • 2.500 euro per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.
Alle prestazioni occasionali vi potranno fare ricorso:
  • le persone fisiche, NON nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, mediante il Libretto Famiglia;
  • gli altri utilizzatori, mediante “Contratto di prestazione occasionale”, purché non abbiano alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato.
In caso di superamento del limite di 2.500 euro, o comunque di durata della prestazione superiore a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile (pari a circa 9 euro ora), il rapporto di lavoro si trasforma in un contratto di lavoro di natura SUBORDINATA a tempo pieno e indeterminato. Inoltre sarà prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, per ogni prestazione lavorativa giornaliera in cui risulta accertata la violazione.
Per quanto attiene il limite di reddito degli utilizzatori, alcuni compensi dei prestatori sono computati al 75% del loro importo:
  • dei titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • dei giovani con meno di 25 anni di età (se regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario) a tal riguardo;
  • delle persone disoccupate (ex art. 19, D.Lgs. n. 150/2015);
  • dei percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.
Se i contratti sono rivolti a pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, tale importo aumenta fino a 6.666 euro.
Il prestatore AVRA’ diritto alla copertura previdenziale, assicurativa e infortunistica, ed ha l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS.
È previsto l’obbligo di registrazione (con relativi adempimenti), per gli utilizzatori e i prestatori che vogliono utilizzare le prestazioni occasionali, in un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’INPS.
Alle prestazioni di lavoro occasionali possono ricorrere le persone fisiche o altri utilizzatori.

Il Libretto di Famiglia
Per quanto concerne le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, possono ricorrere a prestazioni occasionali utilizzando il Libretto Famiglia, cioè un apposito libretto nominativo prefinanziato, acquistabile presso l’INPS o gli uffici postali, e utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali rese nell’ambito di:
  • piccoli lavori domestici - inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.
Ogni Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento con valore nominale di 10 euro per prestazioni non superiori ad un’ora; di tale somma 1,65 euro e 0,25 euro sono a carico dell’utilizzatore, rispettivamente per la contribuzione alla Gestione separata e per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro; 0,10 euro sono invece destinati al finanziamento degli oneri gestionali; gli utilizzatori, devono comunicare con specifiche modalità entro il terzo giorno del mese successivo alla prestazione tutti i dati relativi al prestatore e alla prestazione.

Le Prestazioni Autonome Occasionali (acronimo: prestO)
Per quanto concerne gli altri utilizzatori, possono ricorrere a prestazioni occasionali mediante uno specifico contratto di prestazione autonoma occasionale. La misura minima del compenso è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale

Qual è il compenso minimo per contratti di prestazione occasionale nel 2017?
Il compenso non può essere inferiore a 36 euro per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata.
Il compenso orario minimo è pari a 9 euro netti e 12,37 euro lordi (Infatti, l’impresa verserà alla Gestione separata Inps i contributi previdenziali pari al 33% e la quota per la copertura assicurativa Inail pari al 3,5%).
Possono attivare i contratti di prestazione occasionale solo le microimprese con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, professionisti ed Enti non profit.

Esclusioni
Il contratto non può essere stipulato da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.
Non si può ricorrere a questi contratti nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.
Il prestatore di lavoro occasionale ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, nonché alla tutela della salute e della sicurezza.

La piattaforma informatica Inps
Si sottolinea che per il “libretto di famiglia” la gestione della prestazione è “a consuntivo” (attraverso la piattaforma informatica Inps) entro tre giorni dal mese successivo allo svolgimento della prestazione; per le imprese l’utilizzatore è tenuto a trasmettere “almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero avvalendosi di contact center …” una dichiarazione riguardante:
  • dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • luogo della prestazione;
  • oggetto della prestazione;
  • data e ora di inizio e termine della prestazione.
Il Governo comunica che la circolare INPS su PrestO e libretto famiglia verrà pubblicata entro il 30 giugno, la piattaforma di gestione verrà attiva il 10 luglio.
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venerdì 15 settembre 2017

Flash Lavoro - Notizie di aggiornamento dal mondo del lavoro


  • BONUS ASILO NIDO
L’INPS, con la Circolare n. 88 del 22 maggio 2017, interviene per fornire le istruzioni in merito all’erogazione mensile per il bonus asili nido (1.000 euro annui). L’Istituto erogherà mensilmente il bonus pari a 90,91 euro per:


  1. Il buono per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati;
  2. Il buono per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche.
I suddetti benefici sono corrisposti direttamente dall’INPS che, su domanda del genitore, provvede al pagamento dell’importo fino ad un massimo di 1.000 euro.


  • DIS-COLL per il 2017: al via le domande
L’INPS, con la Circolare n. 89 del 23 maggio 2017, interviene per fornire le istruzioni operative per chi ha perso il lavoro dal 1° gennaio. L’Istituto precisa, in particolare, che:


  1. per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione devono presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di sessantotto giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione; tuttavia,
  2. Al fine di gestire adeguatamente le cessazioni dei rapporti di collaborazione intercorse tra il 1° gennaio 2017 e la data di pubblicazione della circolare in esame (23 maggio 2017), il termine di sessantotto giorni per la presentazione della domanda di DISCOLL decorre dal 23 maggio 2017.
  • VALIDITA' DEL LICENZIAMENTO ANCHE CON LETTERA NON SOTTOSCRITTA DAL DATORE DI LAVORO
Con la Sentenza n. 12106 del 16 maggio 2017 la Corte di Cassazione ha chiarito che: «La produzione in giudizio d’una lettera di licenziamento priva di sottoscrizione alcuna o munita di sottoscrizione proveniente da persona diversa dalla parte che avrebbe dovuto sottoscriverla equivale a sottoscrizione, purché tale produzione avvenga ad opera della parte stessa nel giudizio pendente nei confronti del destinatario della lettera di licenziamento medesima.».


  • Co.co.pro con motivazioni generiche del progetto trasformano in lavoro subordinato
Con la Sentenza della Corte di Cassazione del 10 maggio 2017 n. 11427 del 10 maggio 2017 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla legittimità di un rapporto di collaborazione a progetto nel caso in cui le motivazioni del progetto siano generiche.

Nel caso di specie la Suprema Corte ha convertito in subordinazione un contratto di collaborazione il cui progetto era fondato su generici concetti di “organizzazione” e “miglioramento” dell’impresa e non entrava nella specificità della motivazione della prestazione del collaboratore nell’assetto dell’impresa.

  • IN CASO DI NUOVE RIPARTIZIONI DI MANSIONI SI PUO’ PROCEDERE AL LICENZIAMENTO
In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente da parte dell’azienda in utile, purché il cambiamento nell’organizzazione tecnicoproduttiva risulti autentico.

In particolare, con la Sentenza n. 13015 del 24 maggio 2017 viene ribadito che il giustificato motivo oggettivo sussiste anche soltanto in caso di una diversa ripartizione di determinate mansioni fra il personale in servizio, all’esito della quale una o più posizioni lavorative risultino in esubero e non riassorbibili col repechage.

  • IL RIENTRO ANTICIPATO DALLA MALATTIA E’ CONSENTITO A CONDIZIONE CHE VENGA RETTIFICATO LA DATA DI FINE PROGNOSI
L’INPS, con la Circolare n. 97 del 2 maggio 2017, ha fornito delle indicazioni di tipo operativo in merito alle modalità con cui richiedere la rettifica della data di fine prognosi riportata sul certificato medico, nell’eventualità di riduzione del periodo di malattia.

Più precisamente l’INPS sottolinea che in caso di rientro anticipato al lavoro la presenza sul luogo di lav lavoro del prestatore di lavoro sarà possibile solamente se il certificato medico viene rettificato come sopra illustrato l’eventuale inadempienza a tale obbligo è sanzionabile, per il lavoratore, con le sanzioni già previste per i casi di assenza ingiustificata alle visite di assenza ingiustificata alle visite di controllo.

  • DURC IN PRESENZA DI DICHIARAZIONE DI ADESIONE (rattamazione ruoli)
L’INPS con la circolare n° 80 del 2 maggio 2017 è intervenuta in merito al rilascio del Durc (regolare) per le imprese che hanno presentato domanda di rottamazione delle cartelle Equitalia entro il 21 aprile 2017. Le novità riguardano il rilascio del Durc online a partire dal 24 aprile 2017 nei confronti dei contribuenti con debiti nei confronti dell’Istituto affidati ad Equitalia.

In particolare, sia l’INPS che l’INAIL chiariscono che a decorrere dal 24 aprile 2017, nel caso in cui per i debiti nei confronti dell’Istituto affidati all’Agente della Riscossione il debitore abbia presentato entro il 21 aprile 2017 dichiarazione di adesione alla definizione agevolata prevista dall’articolo 6 del DL n. 193/2016, la procedura Durc On Line, fermi gli ulteriori requisiti di regolarità contri butiva previsti dall’articolo 3 del DM 30 gennaio 2015, fornirà in automatico un esito di regola.

  • CERTIFICATO MEDICO DI GRAVIDANZA ISTRUZIONI DELL’INPS PER DONNE, MEDICI e DATORI DI LAVORO
L’INPS, con Circolare n. 82 del 4 maggio 2017,ha fornito istruzioni ai medici certificatori per la trasmissione telematica del certificato medico di gravidanza e del certificato medico di interruzione della gravidanza, alle donne e ai datori di lavoro per la consultazione dei certificati stessi.

L’istituto precisa che ciascuna tipologia di certificato medico di cui trattasi va trasmesso all’Inps esclusivamente quando previsto per la fruizione di una delle prestazioni ricadenti nell’ampio alveo della tutela della maternità e per cui si presenta richiesta, come, ad esempio, nel caso di richiesta del c.d. Premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore. Il datore di lavoro potrà consultare la certificazione, previa autenticazione con PIN o CNS ed inserimento del codice fiscale e del numero di protocollo del certificato, attraverso l’apposita applicazione esposta sul sito dell’INPS.
Riguardo i tempi di attuazione delle predette disposizioni l’INPS prevede un periodo transitorio di 3 mesi dalla pubblicazione della Circolare, durante il quale è riconosciuta al medico la possibilità di rilasciare il certificato con modalità cartacea.

  • Non licenziato il dipendente che non comunica dall’inizio i giorni di assenza per malattia
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10838 del 4 maggio 2017 è intervenuta in tema di licenziamento per giusta causa, considerando che la sanzione espulsiva di una dipendente è sproporzionata per un solo giorno di assenza ingiustificata se per il secondo giorno di malattia la lavoratrice ha fornito il certificato medico. Infatti l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente turnista che comunica l’assenza per malattia senza indicare sin dall’inizio il numero di giorni, non pone a suo carico l’ulteriore onere di comunicare gli sviluppi della malattia.
  • LICENZIAMENTO PER ASSENZA DAL LAVORO NON GIUSTIFICATA DA UNO STATO DI MALATTIA
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10154 del 21 aprile 2017 ha affermato che il licenziamento intimato ad un lavoratore dipendente, che – assente dal servizio per malattia – era stato sorpreso fuori dalla sua abitazione a svolgere attività personali, in mancanza di una prescrizione sanitaria che gli consentisse di uscire da casa.
Nel caso specifico, dalla CTU medica espletata in corso di causa è emerso che il dipendente aveva indotto in errore il medico curante con una falsa rappresentazione del suo stato di salute (depressione) e ciò per un mero interesse personale; pertanto, come accertato dalla consulenza psichiatrica, il certificato rilasciato dal medico curante, per di più di lunga durata, non era giustificato dall’effettivo stato di salute del dipendente, che era nelle condizioni fisiche e psichiche idonee per rientrare al lavoro.
  • ERRATA QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO ed EVASIONE CONTRIBUTIVA PER I FALSI CO.CO.CO
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6405 del 13 marzo 2017, riprendendo quanto già espresso in altre recenti sentenze (sentenze n. 5960 e n. 6392), ha ribadito che non è possibile per l’INPS fondare l’accertamento previdenziale su mere presunzioni, occorrendo, invece, prove reali degli illeciti contestati ed anche in questa sentenza La S.C. è intervenuta in merito alla contribuzione dovuta in caso di finto co.co.pro stipulato dal datore per sostenere minori costi rispetto a quelli per rapporto di subordinazione. Più precisamente la Corte ha sentenziato che i tre rapporti- avuti in precedenza - costituivano ordinari rapporti di subordinato, in quanto il progetto non possedeva “alcuna delimitazione funzionale rispetto all’attività aziendale e i progetti individuati erano, in realtà, privi del necessario requisito di specificità e grava sul datore di lavoro inadempiente l’onere di provare la mancanza dell’intento fraudolento e, quindi, la sua buona fede, che non può tuttavia reputarsi assolto in ragione della avvenuta corretta annotazione dei dati omessi o infedelmente riportati nelle denunce sui libri di cui è obbligatoria la tenuta, configurandosi, in questo caso, l’evasione contributiva e non la sola omissione di contribuzione.

di Vincenzo Di Domenico
Segretario SACI
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venerdì 1 settembre 2017

INPS: diminuiscono i precari

OSSERVATORIO SUL PRECARIATO: Pubblicati i dati di giugno 2017

LA CONSISTENZA DEI RAPPORTI DI LAVORO Nel primo semestre del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +945.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+719.000) che del 2015 (817.000). Riportato su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato - vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi - a giugno 2017, risulta positivo, pari a +548.000 e in crescita continua da inizio anno. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), dei contratti di apprendistato (+50.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+477.000, inclusi i contratti stagionali). Queste tendenze, in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti, attestano il proseguimento della fase di ripresa occupazionale.

LA DINAMICA DEI FLUSSI La più forte crescita delle posizioni di lavoro rispetto al 2016 è attribuibile interamente all’aumento delle assunzioni. Le cessazioni sono infatti aumentate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e anche in questo caso l’incremento è concentrato sui contratti a tempo determinato, mentre le cessazioni da contratti a tempo indeterminato sono sostanzialmente stabili. Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nei mesi di gennaio-giugno 2017 sono risultate 3.547.000, in aumento del 19,4% rispetto a gennaio-giugno 2016. Il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+27,0%) e dall’apprendistato (+27,3%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-3,8%: questo calo rispetto al 2016 è interamente imputabile alle assunzioni a part time).


Tra le assunzioni a tempo determinato, appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+20,7%%) e ancora di più quello dei contratti di lavoro a chiamata, che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaiogiugno, sono passati da 95.000 (2016) a 214.000 (2017), con un incremento del 126,7%. Questo significativo aumento dei contratti a chiamata– come pure in parte anche l’incremento dei contratti di somministrazione e dei contratti a termine – può essere posto in relazione alla necessità delle imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo (e riattivati con profonde modifiche normative dal mese di luglio). Questi andamenti hanno portato ad un’ulteriore compressione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (24,7% nel primo semestre 2017) rispetto ai picchi raggiunti nel 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato. Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 182.000, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+2.000). Le cessazioni nel complesso sono state 2.602.000, in aumento rispetto all’anno precedente (+15,5%): a crescere sono soprattutto le cessazioni di rapporti a termine (+24%) mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato risultano stabili (+0,2%). Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti risulta pari a 291.000, in lieve riduzione rispetto a gennaio-giugno 2016 (-2.6%); in aumento risultano invece le dimissioni (+4,1%). Il tasso di licenziamento (calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti) è risultato per i primi sei mesi del 2017 pari al2,7%, in linea con quello dei corrispondenti periodi del 2016 e del 2015.

LE RETRIBUZIONI INIZIALI DEI NUOVI RAPPORTI DI LAVORO
Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-giugno 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (55,0% contro 57,6% di gennaio-giugno 2016). LA FRUIZIONE DEGLI INCENTIVI “OCCUPAZIONE GIOVANI” E “OCCUPAZIONE SUD” Tra gennaio e giugno 2017 sono stati incentivati 28.470 rapporti di lavoro nell’ambito del Programma “Garanzia Giovani” e 58.916 rapporti di lavoro (46.313 assunzioni e 12.603 trasformazioni) nell’ambito della misura “Occupazione Sud”. I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell’Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo “Osservatorio sul precariato”, dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie.





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martedì 16 maggio 2017

Rottamazione e rilascio del DURC: Messaggio INPS

L’INPS, con il Messaggio n. 824 del 24 febbraio 2017, interviene in materia di definizione agevolata (c.d. rottamazione) dei carichi affidati agli Agenti della riscossione negli anni compresi tra il 2000 e il 2016 ai sensi dell’art. 6 del DL n. 193/2016 come convertito nella Legge n. 225/2016.

In particolare l’Istituto chiarisce che ai fini del rilascio del DURC positivo non è sufficiente la presentazione dell’istanza, da effettuare entro il 31 marzo 2017 da parte degli interessati alla definizione agevolata, ma è necessario il versamento delle somme in unica soluzione ovvero, in caso di richiesta di rateazione, il versamento della prima rata.
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INPS - CONGEDO OBBLIGATORIO PER I PADRI: proroga del congedo obbligatorio per l’anno 2017

L’INPS, con il Messaggio n. 828 del 24 febbraio 2017, rende noto che il congedo obbligatorio (2 giorni) per i padri lavoratori dipendenti è stato prorogato anche per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenute nell’anno solare 2017.
Il congedo obbligatorio per il 2017 è pari a due giorni che si possono utilizzare anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia.
il congedo facoltativo per i padri in vigore fino al 2016 non è stato prorogato per l’anno 2017 e pertanto non potrà essere fruito né indennizzato da parte dell’Inps.
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INPS: CIRCOLARE DELL’INPS IN MATERIA di UNIONE CIVILE e PERMESSI L. 104/1992

L’Inps con la circolare n. 38 del 27 febbraio 2017, ha fornito chiarimenti in merito agli effetti della nuova disciplina sulle unioni civili sulla concessione dei permessi Legge 104 e del congedo straordinario ex art. 42, comma 5 D.Lgs.151/2001 ai lavoratori dipendenti del settore privato, , alla luce delle disposizioni di cui alla Legge n. 76/2016 che disciplina le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto.In particolare, l’INPS precisa che:
  • la parte di un’unione civile che presti assistenza all’altra parte può usufruire dei permessi ex lege n. 104/1992 e del congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, D.Lgs n. 151/2001;
  • il convivente di fatto che presti assistenza all’altro convivente può usufruire unicamente dei permessi ex lege n. 104/1992.
Per tale motivo sono disponibili sul sito istituzionale, nella sezione modulistica, i seguenti modelli appositamente aggiornati:
SR08 (Domanda di permessi per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità);
SR64 (Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge/ la parte dell’unione civile disabile in situazione di gravità).
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martedì 4 aprile 2017

SENTENZA IN MERITO ALL’EVENTO MORBOSO INSORTO DURANTE IL PERIODODI FERIE, E' UTILE AI FINI DEL CALCOLO DEL PERIODO DI COMPORTO

La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 284 del 10 gennaio 2017 è intervenuta in merito ai periodi di malattia da considerare utili ai fini del calcolo del comporto.
n particolare la S. C. ha ritenuto Illegittimo il licenziamento allorquando si basi sul superamento del periodo di comporto e non tenga conto, però, delle prestazioni rese al mattino in funzione del nuovo contratto a tempo parziale. Infatti la corte ha affermato che se il lavoratore in ferie invia in azienda un certificato di malattia, tale periodo di ferie viene commutato in malattia e conseguentemente diviene utile ai fini del calcolo della conservazione del posto.
Al contrario, sempre per il caso di specie, trattandosi di part-time con prestazione solo la mattina, ai fini del comporto non vanno computati i periodi di dialisi svoltasi il pomeriggio di giornate nelle quali vi sia stata comunque prestazione lavorativa di mattina.

Sullo stesso argomento:
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INAIL: PUBBLICATO IL REGOLAMENTO PER IL REINSERIMENTO E L’INTEGRAZONE LAVORATIVA, IN AZIENDA, DELLE PERSONE CON DISABILITA' DA LAVORO

L’Inail ha pubblicato la circolare n. 51 del 30 dicembre 2016, con la quale fornisce elementi a chiarimento e supporto di quanto contenuto nel “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”.
Il Regolamento in fase di prima applicazione disciplina gli interventi mirati alla conservazione del posto di lavoro, presso il datore di lavoro per il quale l’assicurato svolgeva la propria attività al verificarsi dell’evento infortunistico o del manifestarsi della malattia professionale o al momento del relativo aggravamento.
Tale regolamento prevede, da un lato interventi personalizzati di sostegno nei confronti del lavoratore, dall’altro il rimborso delle spese per interventi di superamento ed abbattimento delle barriere architettoniche per un massimo di 150 mila euro annui (nei limiti degli importi stanziati) per i datori di lavoro.
Finanziamenti a tasso agevolato per le nuove imprese e i lavoratori autonomi: in primavera la riapertura delle domande.
Sarà riaperta la possibilità, per le imprese piemontesi di nuova costituzione e i neo lavoratori autonomi, di presentare domanda di finanziamento a tasso agevolato per realizzare investimenti, per spese di attivazione e adeguamento di locali e impianti. Una particolare attenzione è riservata alle imprese femminili.

Chi può presentare domanda
Possono accedere al finanziamento a tasso agevolato le società individuali, di persone, di capitali e a responsabilità limitata semplificata, che nella loro composizione abbiano soggetti appartenenti ad almeno una di queste categorie:
  • inoccupati e disoccupati in cerca di occupazione;
  • occupati con contratti di lavoro che prevedono prestazioni discontinue o a rischio di disoccupazione;
Caratteristiche del finanziamento
  • da 10 mila a 120 mila euro per le nuove imprese;
  • da 5 mila a 60 mila euro per i lavoratori autonomi imprese femminili: copre fino al 100 per cento degli investimenti e delle spese ritenute ammissibili ed è composto al 60 per cento da fondi regionali a tasso zero (e al 40 da fondi bancari a tasso convenzionato) se a beneficiarne sono imprese a conduzione o a prevalente partecipazione femminile o lavoratrici autonome. Si informa che con decorrenza 1 gennaio 2017 da parte di Regione Lombardia sono previsti significativi contributi destinati alle aziende che assumono.
In particolare segnaliamo il contributo pari ad euro 8.060 previsto per ogni assunzione relativa ad una persona con età compresa tra 15 e 29 anni profilata attraverso Garanzia Giovani. Altrettanto sono previsti interessanti incentivi per chi offra assunzioni non rientranti in Garanzia Giovani, nel caso di avvio di contratti di lavoro e di tirocini. Parimenti è possibile ottenere vantaggi anche per chi, senza occupazione, decida di avviare un’iniziativa imprenditoriale e quindi debba aprire la Partita Iva.
Si specifica che gli aspetti burocratici per l’ottenimento dei vantaggi economici sono totalmente e gratuitamente gestiti dall’Ente Accreditato da Regione Lombardia, e quindi per l’azienda, il dipendente o l’aspirante imprenditore non vi sono oneri di alcun genere.
Nel caso di interesse, poiché il contributo va richiesto prima dell’inizio del rapporto di lavoro o dell’apertura della Partita Iva, vi suggeriamo di contattarci per non perdere le favorevoli occasioni in corso.
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APPLICABILITÀ DELL’INDENNITÀ FORFETTARIA ANCHE IN CASO DI CONVERSIONE DEL CONTRATTO A TERMINE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO

La Corte di Cassazione con la sentenza n°1552 del 20 gennaio 2017 ha affermato che dopo la conversione a tempo indeterminato del contratto a termine, il giudice d’appello deve applicare l’indennità a forfait introdotta dal collegato lavoro che è entrato in vigore nelle more della causa.
Nella citata sentenza i giudici della Corte hanno chiarito che l’indennità prevista dall’art. 32, comma 5 della Legge n. 183/2010 (come interpretata autenticamente dall’art. 1, comma 13 della Legge n. 92/2012) è applicabile ai giudizi in corso in tema di contratti a termine, dovendosi escludere che la disciplina risultante dal combinato disposto delle due disposizioni incida su diritti quesiti dei lavoratori, dal momento che è destinata ad operare su situazioni processuali ancora oggetto di giudizio.

Sullo stesso argomento:
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IL DIPENDENTE PUO' ESPRIMERE UNA CRITICA A LIVELLO PROFESSIONALE. NO ALLE INGIURIE

La Corte di Cassazione con la la Sentenza n. 2200 del 17 gennaio 2017, ha affermato che Il potere gerarchico, ovvero di sovraordinazione, consente di richiamare, ma non di ingiuriare il lavoratore dipendente e, comunque, non consente di esorbitare dai limiti della correttezza e del rispetto della dignità umana, utilizzando, ad esempio, espressioni che abbiano una valenza mortificatrice della persona.

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