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mercoledì 30 ottobre 2019

Inps: presentato a Roma il progetto “Inps PER tutti”

È stato presentato oggi a Palazzo Wedekind il progetto che vede coinvolte istituzioni centrali e territoriali per avvicinare le persone più in difficoltà, facilitando loro l’accesso ai servizi ed alle prestazioni erogate dall’Inps.

Lunedì 14 ottobre, con la presentazione alla stampa, è ufficialmente partito il progetto “Inps PER tutti”, nato con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale delle persone in difficoltà, rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono l’accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali e tutelando i bisogni sociali ed economici del singolo e delle famiglie, grazie alla creazione di isole di accoglienza e comunicazione. È stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ad illustrare, in apertura dell’incontro, gli obiettivi che questo progetto si propone: “con Inps PER tutti – ha detto il Presidente - l’idea è quella di portare l’Istituto tra le persone in difficoltà, al fine di facilitare per tutti l’accesso ai nostri servizi. Andiamo tra chi ha barriere di ogni tipo, rendendo esigibili i diritti. Spesso sono le persone più fragili quelle che rimangono escluse e c’è il problema dei senza fissa dimora che non hanno residenza, problema al quale i comuni riescono in parte a ovviare. In questo progetto sono coinvolti non solo i comuni, ma anche le molte associazioni di volontariato che agiscono sul territorio a protezione dei più deboli. Abbiamo stipulato convenzioni ed accordi coi Comuni per raggiungere chi è afflitto dal bisogno. Ma non è soltanto la povertà che può separare la persona dalle istituzioni – ha proseguito il Presidente dell’Inps. Ci sono situazioni in cui la distanza da superare è rappresentata dal digital divide. Per questo intendiamo concludere accordi anche con Comuni piccoli per la creazione di punti web attraverso cui fornire le informazioni di base. L’Istituto quindi – ha concluso il presidente Tridico – è chiamato a esercitare un ruolo proattivo, anticipando il bisogno, perché l’Inps sa quando sorge un bisogno, come la nascita di un bambino o la perdita del lavoro, e quindi può informare chi ha diritto, può aiutare ad esercitare il proprio diritto”. Dopo l’introduzione del Presidente dell’Inps, è stato proiettato un video messaggio di saluto del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. “Il Governo crede molto nel sistema di Welfare. nessuno va lasciato indietro e quindi sono soddisfatto dell’avvio di un progetto, come appunto Inps PER tutti, che si propone di raggiungere tutte le persone in difficoltà. Non devono essere i poveri a bussare alle porte dell’Inps o dei Comuni, ma sono le istituzioni che devono intercettare i bisogni e contrastare sul campo la povertà assoluta. 

L’anno scorso abbiamo varato il reddito di cittadinanza. Ma non basta, bisogna fare ancora di più, anche andando fisicamente nelle stazioni, nelle mense, laddove maggiore è il bisogno. Plaudo quindi a questo progetto realizzato insieme all’Inps: andare nelle città e raggiungere 50mila persone, che magari, pur avendone diritto, non usufruiscono di prestazioni assistenziali, a partire dal reddito di cittadinanza, che è lo strumento più importante di contrasto alla povertà ed inclusione sociale. Sono persone invisibili, le vogliamo rendere visibili” ha concluso il Presidente del Consiglio. La sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi ha iniziato il suo intervento presentando la situazione della povertà nella capitale. “Se dovessimo fare una stima dei senza fissa dimora a Roma, attraverso l’accesso alle nostre assistenze fittizie ci attesteremmo tra le 15 e le 20mila persone. A queste si aggiungono i nuovi poveri, causati dalla crisi, che magari vengono a mangiare alle mense dei poveri, ma poi vanno a dormire a casa. Questo progetto ci consente di raggiungere tutti e, insieme col reddito e la pensione di cittadinanza, di rendere applicabile l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica.

Questa attività mette in sinergia le istituzioni, permettendo di raggiungere tutte le persone realmente in difficoltà. Il protocollo prevede che Roma Capitale collabori con le associazioni che da sempre si occupano del sostegno alle persone fragili. Dobbiamo ricostruire intorno a loro una rete perché obiettivo ultimo è portare queste persone a riacquistare progressivamente il loro posto nella società”. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ha affermato che “il Paese può avanzare mettendo al centro la persona e non il capitale finanziario. Il Comune di Napoli – ha ricordato – ha firmato a fine luglio un accordo con l’Istituto insieme all’Alleanza regionale contro la povertà, che riunisce decine di realtà che si occupano di assistere le persone più fragili. È “facendo rete” che si può dare piena attuazione all’articolo 3 della Costituzione che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È importante, però – ha concluso De Magistris – che il Governo investa risorse nel sociale, mentre negli ultimi anni sì è sempre tagliato”. Sonia Schellino, vice-sindaca di Torino, è intervenuta ringraziando l’Inps per l’idea che ha tradotto nel progetto “Inps PER tutti”. “A Torino – ha detto – già sono operativi i Poli di inclusioni sociale, a cui si affiancherà la presenza dell’Inps. Il progetto “Inps PER tutti” è quindi uno strumento in più che la città potrà utilizzare per combattere l’esclusione delle persone più fragili”. Marco Lombardo assessore al Comune di Bologna, ha detto di apprezzare lo sguardo verso gli “invisibili” della nostra società che ha l’Inps. “Anche nel nostro territorio – ha sottolineato – esistono persone sfiorate dalla povertà. È importante ricordare che l’articolo 3 della Costituzione affida il compito di rimuovere gli ostacoli non allo Stato, ma alla Repubblica, quindi al complesso dei soggetti che operano all’interno dello Stato. Oltre alle istituzioni pubbliche, quindi, occorre una forte valorizzazione di chi opera nel terzo settore, che può fornire informazioni utili all’Inps per raggiungere chi ha bisogno. 

A Bologna – ha detto concludendo – abbiamo realizzato “Insieme per il lavoro”, un progetto che vede riuniti Comune, associazioni del terzo settore, organizzazioni sindacali e realtà imprenditoriali, che possono aiutare non solo a dare sostegno, ma anche a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, che è il vero obiettivo”. Francesca Bottalico, assessore al Comune di Bari, ha raccontato l’esperienza di lotta alla povertà del suo Comune. “Sono esperienze da vivere sul campo – ha detto. A Bari c’è una forte emergenza abitativa ed ai poveri tradizionali si sono aggiunti i nuovi poveri, rappresentati ad esempio anche dai papà separati, che impiegano tutte le proprie risorse per mantenere i figli. Benvenuto quindi questo nuovo progetto”. Elena Buscemi, assessore al Lavoro della Città metropolitana di Milano, ha ricordato la “fortissima collaborazione che già esiste a Milano con l’Inps e con altre istituzioni e realtà dell’associazionismo. 

L’applicazione del Reddito di cittadinanza – ha detto – ha costituito l’occasione per mettere in rete anche i centri per l’impiego. La cabina di regia ha permesso una collaborazione costante e di scoprire così i bisogni dei cittadini, dando risposte in maniera mirata. Così non settorializziamo le necessità, ma abbiamo un approccio olistico”. Gianluca Inzerilli, assessore del Comune di Palermo, ha voluto ricordare il messaggio di don Puglisi, espresso attraverso la frase “se ognuno fa qualcosa”. “Se ognuno fa qualcosa, si possono fare decisi passi in avanti – ha detto. A Palermo facciamo molto per le politiche sociali. Abbiamo anche proposto all’Inps di aprire delle sedi in ognuna delle otto circoscrizioni in cui la città è divisa”. Al Direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele è spettato il compito di esprimere l’orgoglio di vedere riunite allo stesso tavolo, su iniziativa dell’Inps, le maggiori istituzioni del Paese. “Il progetto è un ottimo auspicio – ha detto – per nuove iniziative che vedranno coinvolto l’Istituto. Il sostegno ai bisogni dei cittadini è la nostra prima missione: previdenza, assistenza, informazione all’utenza costituiscono un unico sistema orientato alla protezione sociale delle persone”. Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, chiudendo i lavori ha mostrato la sua soddisfazione per “un momento particolare che vede tutte assieme queste istituzioni a coordinare gli interventi sul territorio per cercare di dare una mano agli “invisibili”, con Inps e Comuni sempre più prossimi ai bisogni delle persone. Dobbiamo essere proattivi nei servizi per i cittadini. Vogliamo un percorso che li porti alla piena emancipazioni sociale. “Inps PER tutti” – ha concluso – è un progetto molto importante di vicinanza e prossimità delle istituzioni ai cittadini. Hanno già aderito sei Comuni: da oggi anche i cittadini in condizione di emarginazione sociale potranno accedere a tante misure, fra cui reddito e pensione di cittadinanza, a cui hanno diritto”.
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Rapporto sulle entrate tributarie e contributive

Le entrate tributarie e contributive nei primi otto mesi del 2019 evidenziano nel complesso una diminuzione dello 0,2% (-732 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Il dato tiene conto della variazione negativa dello 0,9% (-2.714 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive dell’1,3% (+1.982 milioni di euro).

I dati di gettito delle entrate tributarie risultano influenzati dalla proroga al 30 settembre dei termini di versamento di tutte le imposte autoliquidate (Irpef, Ires e Irap) e dell’Iva per i soggetti che svolgono attività economiche per le quali sono stati approvati gli indicatori di affidabilità (ISA): nel 2018 i versamenti invece sono stati effettuati nel mese di agosto. Per poter effettuare una valutazione significativa del complessivo andamento delle entrate tributarie si attende il gettito dei mesi di settembre e di ottobre.

L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 7 ottobre scorso.
Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il report delle entrate tributarie internazionali del mese di agosto 2019, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

L’approfondimento tematico è dedicato all’analisi della tassazione delle rendite finanziarie in Irlanda.
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sabato 28 settembre 2019

CNI: BENE IL MINISTRO PATUANELLI SUGLI INCENTIVI PER INDUSTRIA 4.0

Il Presidente Armando Zambrano giudica positivamente l’intenzione del Ministro di rendere stabili gli incentivi, come più volte richiesto da ingegneri e professionisti tecnici.

Risultati immagini per armando zambranoIn una intervista pubblicata oggi il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha manifestato la propria intenzione di rendere più stabili nel tempo le misure di incentivo per Industria 4.0. Si tratta di una misura sollecitata più volte dagli ingegneri e dai professionisti tecnici italiani, ribadita anche in occasione del recente 64° Congresso degli ingegneri, al quale lo stesso Ministro ha partecipato inviando una lettera di saluti.

“Stando a quanto afferma nell’intervista – commenta Armando Zambrano, Presidente CNI e Coordinatore RPT - Il Ministro Patuanelli mostra di condividere una proposta che come professionisti tecnici abbiamo più volte avanzato, anche in sede di audizione sul Dl Crescita. Riteniamo da tempo che gli incentivi a sostegno del Piano Industria 4.0 debbano essere stabili nel tempo. Auspichiamo che si dia attuazione rapida a questa proposta e ad altre annunciate dallo stesso Patuanelli e che si riprenda la possibilità di sottoscrivere le perizie per consentire di usufruire degli incentivi fiscali. In questo senso, ribadiamo la disponibilità del CNIa partecipare ad eventuali tavoli di coordinamento”.
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Rallenta il trend positivo per il mercato immobiliare nel secondo trimestre 2019: + 3,9% per il settore abitativo, +5,5% per il non residenziale

Quasi 160mila abitazioni e 46mila unità immobiliari compravendute nel settore non residenziale nel secondo trimestre di quest’anno, con una crescita, seppure rallentata rispetto alla precedente rilevazione, rispettivamente del 3,9% e del 5,5% sullo stesso periodo del 2018. È la fotografia di un mercato che comunque permane ancora in crescita quella che emerge dall’ultima edizione delle Statistiche trimestrali, la pubblicazione curata dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate che analizza l’andamento del mercato del mattone incrociando i dati provenienti dalle note di trascrizione degli atti di compravendita con quelli presenti nelle banche dati catastali e ipotecaria.
Il settore abitativo - Il secondo trimestre 2019 conferma la tendenza espansiva del mercato immobiliare residenziale, proseguendo una crescita che, anche se in decelerazione, non si arresta dal 2014. Con 159.619 compravendite, il tasso di crescita registrato sullo stesso periodo dell’anno precedente è pari al 3,9% (era +8,8% nel precedente trimestre). Il Centro e le Isole sono le zone che mostrano un incremento più marcato (rispettivamente +4,4% e +4,5%). Seguono il Nord-Est (+3,9%), il Nord-Ovest (+3,8%) e il Sud (3%).
Segno positivo anche per il mercato di box e posti auto (+5,2%), seppure a ritmi più contenuti rispetto al trimestre precedente, quando la crescita era stata a doppia cifra (+10,4%). Le compravendite di cantine e soffitte sono aumentate del 7,1%, specialmente nelle aree del Nord-Est, dove hanno raggiunto incrementi del 12,5%, mentre un’inversione di tendenza si registra – per questo comparto – nelle Isole, che passano dal +10,6% nella precedente rilevazione al -9,8%.

Il mercato nelle grandi città - Analizzando il trend abitativo nelle grandi metropoli si evidenziano situazioni diverse: Bologna incrementa le compravendite dell’11,9%, seguita da Milano (+6,1%) e Roma (+2,7%), mentre le altre città presentano variazioni tutte di segno negativo (Palermo -0,2%, Torino -1,1%, Napoli -3,2%, Genova -3,7%, Firenze -9,1%).
Il mercato non residenziale - Segno positivo anche il mercato non residenziale (+5,5%). In particolare, nel settore terziario-commerciale le compravendite di uffici tornano in campo negativo (-0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018) mentre i negozi, per i quali l’ultima variazione negativa risale al primo trimestre 2015, mostrano un tasso tendenziale ancora positivo (+7,5%). Nel settore produttivo, costituito prevalentemente da capannoni e industrie, sono state scambiate quasi 3mila unità, in leggera flessione rispetto ai volumi scambiati nel II trimestre del 2018 (-1,4%); infine, risulta in forte espansione il numero di scambi del settore produttivo agricolo (752 transazioni, per una crescita del 21,6%).
Ulteriori approfondimenti - I due report, dedicati al mercato immobiliare residenziale e non residenziale, sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate con tutte le tabelle e i grafici di dettaglio.
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venerdì 13 settembre 2019

Geometri: VOL, UN FONDO PER CREARE OPPORTUNITA’ PROFESSIONALI PER I GEOMETRI

Dando attuazione alle linee guida nazionali della Categoria, il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di BAT promuove iniziative professionali per i propri iscritti: in tre anni raggiunti incarichi professionali per 225mila euro Roma, 16 ottobre 2018 - Ancora una volta “l’unione fa la forza”. La riprova è il risultato raggiunto dalla Categoria dei Geometri liberi professionisti e dai comuni di Barletta, Trani e San Ferdinando di Puglia. Per i primi, un‘opportunità di lavoro per 37 iscritti al Collegio Provinciale di BAT, equivalente a onorari per circa 225mila euro, a cui se ne sommeranno ben presto ancora 115mila per altri 13 geometri; e per i secondi, la possibilità di effettuare rogiti con una previsione di incasso di oltre 6 milioni di euro di corrispettivo. Il tutto in condizioni di regolarità fiscale e contributiva. Alla base, nessuna bacchetta magica, bensì la capacità del Presidente del Collegio Provinciale Antonio Mario Acquaviva di attuare le linee guida nazionali indicate da CNGeGL e CIPAG in due mosse. In primis, porsi come interlocutore privilegiato della PA per la valorizzazione del patrimonio pubblico - due diligence immobiliare - certificazione delle prestazioni energetiche - valutazioni immobiliari e, conseguentemente individuare il campo di azione, adottando gli strumenti messi a disposizione dagli organi di Categoria, come il VOL e il Fondo Rotativo. 

In sintesi, dunque, i Comuni hanno potuto risolvere in questo modo un problema di lunga data, producendo entrate al bilancio comunale che si tradurranno in un immediato beneficio per le casse pubbliche e per le istanze dei cittadini. Da parte sua, il Collegio dei Geometri di BAT ha favorito l’accesso al lavoro dei propri iscritti, determinando opportunità e retribuzioni regolari, affermando la professionalità e le competenze richieste. In termini operativi, dopo aver verificato preventivamente l’iscrizione e la formazione dei tecnici sulla piattaforma abilitata, il Collegio provinciale dei Geometri di BAT detiene il coordinamento delle diverse fasi, uniformandosi ai principi di trasparenza e pari opportunità nella scelta dei professionisti, grazie al metodo della rotazione. I requisiti necessari vengono verificati a ogni passaggio, fino alla valutazione e validazione delle richieste economiche, tali da essere congruenti ai parametri stabiliti nella Convenzione stipulata da CIPAG con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani. 


La convenzione prevede anche un impegno importantissimo da parte di CIPAG: mettere a disposizione una provvista finanziaria finalizzata esclusivamente alle anticipazioni dei compensi in favore dei Geometri che hanno svolto incarichi nell’ambito di tali accordi; provvedere all’anticipazione delle fatture presentate dai professionisti previa validazione da parte del Collegio e del Comune. A tal proposito, va ricordato, come la CIPAG insieme al CNGeGL col Fondo Rotativo stiano lavorando con assiduità per proporre la categoria dei Geometri come unico interlocutore della Pubblica Amministrazione e di soggetti Istituzionali. Le dichiarazioni. “Ancora una volta i Geometri liberi professionisti - ha dichiarato il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli - si propongono come interlocutore diretto fra la Pubblica Amministrazione, i cittadini, e non solo.

Nel caso del Collegio Provinciale di BAT, hanno svolto persino una funzione di ‘facilitatori’ rispetto alle attività amministrative che, spesso i Comuni e, in generale gli enti locali, non riescono più a svolgere. Un operato che ha indubbiamente rafforzato il ruolo della Categoria in ambito territoriale, consentendo a molti colleghi di svolgere delle prestazioni, con la garanzia di essere pagati tempestivamente grazie all’accordo VOL e al Fondo Rotativo CIPAG”. Particolare soddisfazione per i risultati ottenuti è stata espressa anche dal Presidente del Collegio provinciale di BAT Antonio Mario Acquaviva: “Dopo 3 anni, nel tracciare un primo bilancio di questa situazione ad oggi, l’impegno più gravoso e complesso che il nostro Collegio ha affrontato è stato senza dubbio a Barletta. I Colleghi si sono occupati della regolarizzazione catastale ed amministrativa delle aree comprese nei Piani di Zona ‘167’, al fine di consentirne la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ai soggetti attuatori degli interventi. 

Il lavoro, in funzionale sinergia con gli uffici comunali, è stato sviluppato da 8 geometri che hanno effettuato la verifica tecnica sui luoghi e la conseguente bonifica/regolarizzazione dei disallineamenti topografici, catastali ed urbanistici, generati nelle fasi di esproprio e cantierizzazione di ben 49 lotti edilizi d’intervento (oltre 1.000 alloggi, attività commerciali, eccetera) per una superficie complessiva dei suoli interessati di circa 147.000 metri quadrati”.
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lunedì 17 settembre 2018

Dal Congresso Nazionale degli Ingegneri Toninelli conferma nuove misure e finanziamenti per la messa a norma delle infrastrutture

Toninelli: nuove assunzioni per ingegneri al Mit e un'agenzia per controllare le opere pubbliche

ministro Toninelli al CNI


“Non vi nascondo l’emozione nell’essere qui di fronte a quella che dovrebbe essere la classe dirigente di cui il Paese ha bisogno. Mi fa piacere essere qui”.  Ha iniziato così il suo discorso Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e  dei Trasporti, parlando alla platea del 63° Congresso degli Ordini nazionali Ingegneri, riuniti a Roma per fare il punto sulla categoria.
“Voi per professione vi trovate nella parte di chi fa e chi realizza le cose, ha continuato  Toninelli, e abbiamo bisogno di voi per il rilancio del Paese.  Per questo il mio ministero sta per lanciare un reclutamento straordinario di professionisti per controllare, per verificare lo stato delle nostre infrastrutture, a partire da quelle più critiche”.
Secondo il Ministro occorre porre rimedio alla vera emergenza dell’Italia, ancora “antica e fragile in tante aree”, ovvero la manutenzione ordinaria. Per far sì che ciò si realizzi, il decreto Genova in arrivo prevede la costituzione di una nuova struttura dedicata al controllo delle opere, un'agenzia pubblica indipendente per il controllo dei concessionari e per le ispezioni con ingegneri pubblici. Un ruolo  fondamentale lo avranno le nuove tecnologie per sorvegliare le opere in modo ottimale. A questo proposito il Mit , in collaborazione con il Cnr e l’Agenzia spaziale italiana, sta valutando la possibilità di coinvolgere il sistema satellitare nello screening delle infrastrutture.
Toninelli ha inoltre annunciato che chi gestisce le opere dovrà installare dei sistemi di monitoraggio dinamico in modo da alimentare costantemente una banca dati centrale che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le infrastrutture stradali e autostradali.
Il ministro ha anche precisato che la struttura del Mit  che deve gestire la sorveglianza delle infrastrutture attraverso le verifiche, avrebbe dovuto contemplare 250 elementi, tutti ingegneri specializzati. “Ne ha invece  118, di cui la metà amministrativi. Allora è assurdo, paradossale vedere tanti giovani ingegneri a spasso o precari, umiliati, che sopravvivono con piccoli incarichi a termine o a giornata, in una nazione che rischia nel frattempo di cadere a pezzi”. E ha aggiunto: “stiamo lavorando a innovazioni importanti che possano rendere sempre più efficaci misure come l’ecobonus oppure l’ultimo arrivato, il sismabonus”.
Non solo, nell’agenda del Mit, anche la significativa riduzione del peso dei requisiti di partecipazione alle gare per gli operatori di piccole e medie dimensioni. “Il nuovo Codice Appalti avrebbe dovuto aprire il mercato dei SIA  a giovani ingegneri, ma questo non è accaduto”.
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sabato 8 settembre 2018

Porti, nascerà la 16esima Autorità di Sistema "dello Stretto"

All'AdSP faranno capo i porti di Messina, Milazzo, Reggio Calabria e Villa S. Giovanni

porto di messina

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su impulso del Ministro Danilo Toninelli, darà vita alla sedicesima autorità di sistema portuale, ovvero l’Autorità dello Stretto di Messina. Alla quale faranno capo i porti di Messina e Milazzo per la Sicilia e di Reggio Calabria e Villa San Giovanni per la Calabria.

La scelta va nella direzione di tutelare e valorizzare la peculiarità dello Stretto di Messina, un territorio altamente svantaggiato e attraversato ogni giorno da tantissimi passeggeri, molti dei quali pendolari. A queste persone è giusto dare un servizio di trasporto adeguato e per questo è emersa la necessità di dotare la zona di un’autorità di sistema portuale ad hoc.

La riforma dei porti voluta dal Governo precedente ha infatti previsto di accentrare nell’autorità di distretto portuale di Gioia Tauro anche la competenza su tutto il traffico nello Stretto. Una scelta, finora non attuata, che danneggerebbe ulteriormente il territorio di Messina e di Reggio Calabria e che porrebbe in capo a un porto specializzato in transhipment, come quello di Gioia Tauro, la gestione di flussi consistenti di passeggeri.

I pendolari e i passeggeri dello Stretto di Messina torneranno invece ora al centro dell’interesse pubblico, e la nuova Autorità avrà il compito di risollevare un territorio per troppi anni depauperato delle proprie risorse.
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RISCHIO SISMICO E DISSESTO IDROGEOLOGICO: QUALI INADEMPIENZE, QUALI CRITICITÀ, QUALI SOLUZIONI

93.000 scosse in 2 anni: i geologi rilanciano il tema della prevenzione e della sicurezza delle scuole e degli edifici strategici e propongono un piano nazionale educativo di prevenzione civile con istituzione di licei ad indirizzo geofisico-vulcanologico e geologico-ambientale



Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa dal titolo “Rischio sismico e dissesto idrogeologico: quali inadempienze, quali criticità, quali soluzioni” presso il palazzo della Provincia di Campobasso. L’incontro di oggi vuole fare il punto sulla situazione molisana che è lo specchio di ciò che sta succedendo in tutta Italia.
A introdurre la conferenza stampa è stato Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Il nostro Paese, a differenza degli altri, è geologicamente giovane, soggetto a tutti i georischi, sismico, idrogeologico e vulcanico. Mitigazione del rischio e prevenzione dovrebbero essere al centro dell’agenda di governo, invece siamo qui a ripetere le stesse parole dopo ogni tragedia”. Cosa facciamo per minimizzare i rischi, i danni, la vita umana? Si chiede il presidente del CNG che auspica la necessità di una scelta innanzitutto culturale di imboccare con decisione la strada della ‘prevenzione civile’. “Dobbiamo garantire la messa in sicurezza del nostro Paese, non possiamo avere un territorio sicuro se non sappiamo cosa abbiamo sotto i nostri piedi” denuncia Peduto. Sul completamento della Carta Geologica d’Italia (il cosiddetto Progetto CARG avviato nel 1988 e mai portato a termine), Peduto spiega come non sia stato realizzato neanche il 50 per cento della mappatura geologica e come tutte le regioni italiane siano in ritardo sulla Microzonazione sismica, introdotta con il Decreto Abruzzo dopo il sisma del 2009 poiché ritenuta indispensabile per una corretta ricostruzione e per l’utilizzo in sicurezza del territorio. “Parlare di messa in sicurezza del territorio, senza conoscere né cosa c’è sotto i nostri piedi né il suo comportamento, è come voler costruire una casa partendo dal tetto e non dalle fondamenta” afferma il Presidente CNG che ribadisce l’importanza del fascicolo del fabbricato. “Mi piace paragonarlo – prosegue – a un libretto pediatrico di un bambino in cui annotare malattie, cure e ricadute. Dobbiamo diffondere conoscenza e consapevolezza dei rischi perché un cittadino deve sapere se la casa in cui vive, se il posto in cui lavora o la scuola che frequenta il proprio figlio non sono luoghi sicuri in caso di terremoti. Ricordiamo che in Italia ci sono tra il 20 e il 50 per cento delle vittime per comportamenti errati duranti i terremoti” conclude Peduto.
A prendere la parola è Giancarlo De Lisio, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise che denuncia come la struttura regionale non risponda alle esigenze del territorio. “Non capiamo – continua De Lisio – come sia possibile che delle opere strategiche, come le scuole di Campobasso, siano state progettate senza un adeguato studio geologico del sottosuolo. L’aspetto geologico deve tornare al centro della progettazione e il geologo deve essere coinvolto nella progettazione. Quello che chiediamo come Ordine dei Geologi del Molise è una maggior presenza dei geologi nella pubblica amministrazione per garantire una maggior sicurezza del territorio. Poi, ci sono i piani di protezione comunali che spesso si scoprono solo dopo le emergenze perché non vengono mai fatte esercitazioni”.
A moderare la conferenza stampa è stato Domenico Angelone, tesoriere CNG e past president dell’Ordine dei Geologi del Molise che sottolinea come nella Regione Molise il 100 per cento dei comuni sia a rischio idrogeologico. “Nonostante il rischio sismico molto elevato in Molise – attacca Angelone – sono solo tre i geologi presenti nella pianta organica e uno solo per la provincia di Campobasso”. Il tesoriere CNG lancia un appello: “Chiediamo un intervento nelle scuole a partire dall’infanzia, mediante un piano nazionale educativo di prevenzione civile che parta dal MIUR. A tal proposito, porteremo al ministro dell’Istruzione Bussetti la proposta di istituire dei percorsi liceali ad indirizzo Geofisico–Vulcanologico e/o Geologico-Ambientale al fine di rendere l’Italia un Paese da imitare non solo sotto il profilo della Protezione civile ma anche sotto quello della prevenzione”.
Per il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Egidio Grasso, “è necessario partire dai più piccoli per arrivare agli adulti. La relazione geologica deve diventare obbligatoria non soltanto per i fabbricati ma anche per i cittadini”. Cristian Sacco, segretario dell’Ordine dei Geologi del Molise e componente della Commissione Protezione civile del CNG ribadisce l’importanza che i piani di protezione civile diventino operativi. L’assessore regionale all’Urbanistica e Pianificazione territoriale, Roberto Di Baggio, spiega come il Molise sia l’unica regione d’Italia a non avere né una legge sismica, né una legge urbanistica e si impegna a istituire il fascicolo del fabbricato. “Vorrei chiedere il coinvolgimento dell’Ordine dei Geologi del Molise per istituire dei corsi nelle scuole, partendo dalle elementari fino alle superiori per promuovere un’azione culturale e insegnare ai più piccoli cosa fare in caso di calamità”.
A concludere i lavori è stato Gugliemo Emanuele, Presidente del Sindacato Nazionale Geologi Professionisti (SINGEOP) che ha fatto notare come l’88 per cento dei comuni italiani siano interessati da alluvioni e dal dissesto idrogeologico. “Come SINGEOP, abbiamo istituto una commissione permanente sul dissesto idrogeologico” conclude Emanuele. Alla tavola rotonda hanno partecipato: Graziano Catenacci, consigliere dell’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo e la deputata molisana Rosalba Testamento.
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Diamoci una scossa: una giornata dove Architetti e Ingegneri si mettono a disposizione GRATUITA per la prevenzione sismica!

DIAMOCI UNA SCOSSA! – PRESENTATA OGGI LA 1° GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVENZIONE SISMICA 


L’iniziativa, che partirà il prossimo 30 settembre, vede impegnati congiuntamente Consiglio Nazionale Ingegneri, Consiglio Nazionale Architetti e Fondazione Inarcassa, con la partecipazione di altri Ordini e Collegi ed associazioni di categoria. “Quella di oggi è un’importante iniziativa che segna la collaborazione tra i Consigli Nazionali e la Fondazione Inarcassa braccio operativo sui temi della professione della Cassa di previdenza degli ingegneri e degli architetti”. Queste le parole pronunciate da Armando Zambrano, Presidente del CNI, in occasione della presentazione della Giornata nazionale della Prevenzione sismica, prevista per il prossimo 30 settembre. L’evento, tenutosi ieri a Roma e caratterizzato dallo slogan “Diamoci una scossa!”, è stato promosso da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale Ingegneri e Consiglio Nazionale Architetti, con il supporto scientifico di Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Dipartimento Protezione Civile, Conferenza dei Rettori Università Italiane e Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. Lo scopo è quello di lanciare la campagna di sensibilizzazione che punta a favorire la cultura della prevenzione sismica e un concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare italiano. “Come Rete Professioni Tecniche – ha aggiunto Zambrano – abbiamo sempre pensato alla necessità di una stretta collaborazione con le Casse. Ad esempio attraverso la creazione di un Centro Studi comune e di una Scuola di Formazione. Questa Giornata ci ha offerto la possibilità di creare un’organizzazione comune tra ingegneri e architetti che può lavorare affinché venga sottolineata ulteriormente l’importanza della nostra funzione sussidiaria rispetto allo Stato, ma soprattutto per realizzare qualcosa di concreto per il bene del Paese. Finora hanno aderito all’iniziativa 69 Ordini territoriali degli Ingegneri e 43 degli Architetti. Ne verranno altri e spero si raggiunga la totalità. Il tema, inoltre, è aperto a tutti gli organismi in qualche modo interessati alla prevenzione sismica. Partiamo dal lavoro sul Sisma Bonus ma l’obiettivo di lunga scadenza sarà quello di arrivare a far passare il concetto di obbligatorietà della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano. In questo senso dovremo agire da pungolo nei confronti del Governo”. “I professionisti italiani sono a disposizione per risolvere il difficile tema della sicurezza sismica”. Così Egidio Comodo, Presidente della Fondazione Inarcassa, nell’intervento che ha aperto i lavori. “Ingegneri e architetti – ha proseguito – scendono in campo con la loro professionalità per sostenere la campagna di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza. Lo Stato ha messo a disposizione un importante strumento, il Sisma Bonus. Occorre favorire la sua conoscenza al fine di arrivare davvero alla messa in sicurezza delle case degli italiani”. Walter Baricchi, in rappresentanza del Consiglio Nazionale degli Architetti, si è espresso così: “In Italia abbiamo dimostrato da sempre una grande capacità di intervento in occasione delle emergenze ma scarsa propensione alla prevenzione. I professionisti vengono da oltre dieci anni di crisi che hanno colpito pesantemente l’autonomia delle libere professioni. E’ arrivato il momento di capire che noi professionisti tecnici non siamo tra noi concorrenti ma convergenti. Dobbiamo tendere ad un processo di progettazione integrato cui concorrono tutte le professioni tecniche”. Dello stesso tenore anche l’intervento di Maurizio Savoncelli che ha portato i saluti e la disponibilità a collaborare del Consiglio Nazionale dei Geometri. "Queste attività, che ci vedono collaborare fattivamente – ha detto - rafforzano il ruolo sociale delle libere professioni tecniche; ruolo sociale anche propositivo e di stimolo nei confronti del Governo e del Legislatore. Ruolo sociale che si deve estendere anche nei confronti dei giovani fornendo loro chiari e efficaci percorsi Scolastici/Accademici adatti al periodo storico che dovranno affrontare". A seguire anche i saluti del Consiglio Nazionale dei Geologi rappresentati da Arcangelo Francesco Violo. Dopo gli interventi c’è stata la relazione di Walter Di Legge, Coordinatore della Segreteria Organizzativa, che ha illustrato nei dettagli i termini dell’iniziativa. Infine l’intervento di Giovanni Cardinale, Vice Presidente CNI, che ha illustrato, in particolare, la scheda tecnica. Nel pomeriggio i referenti degli Ordini territoriali si sono riuniti per concordare le iniziative a livello locale. A partire dal 30 settembre prossimo verranno realizzati nei territori centinaia di punti informativi al fine di far conoscere alla collettività l’importanza della sicurezza sismica delle abitazioni e di divulgare il programma di “prevenzione attiva” che prevede visite tecniche informative – da parte di ingegneri e architetti, senza alcun onere per i richiedenti – da svolgere nel successivo mese di ottobre, anche se le date di inizio delle visite potranno slittare di qualche giorno. Saranno comunicate informazioni sul rischio degli edifici, su cosa fare per ridurlo e come farlo a costi quasi zero. La Giornata nazionale della Prevenzione Sismica sarà oggetto di un piano di comunicazione nazionale e locale e di numerosi eventi che precederanno, accompagneranno e seguiranno la giornata celebrativa. Tutte le attività di presentazione ufficiali dell’iniziativa svolte sul territorio dovranno essere obbligatoriamente e preventivamente comunicate al Comitato organizzatore, al pari delle attività di comunicazione e prevenzione. Il Comitato metterà a disposizione degli ordini territoriali una piattaforma con area riservata, all’interno della quale saranno disponibili i materiali per la comunicazione. Tutto ciò al fine di rendere unificata ed omogenea la presentazione dell’iniziativa su tutto il territorio nazionale.  
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lunedì 3 settembre 2018

Mit avvia ricognizione stato salute opere viarie e dighe

Pronta una task force composta da dirigenti ministero ed esperti indipendenti


diga rosamarina
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il tramite delle sue direzioni generali, ha formalmente avviato con la massima urgenza un’azione di monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere, viarie e non.

Le direzioni generali del Ministero a stretto giro invieranno a tutti gli enti e soggetti gestori di strade, autostrade e dighe una comunicazione formale in cui si chiede che entro il 1 settembre 2018 vengano segnalati al Ministero tutti gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza, corredando le relative segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche e indicazioni di priorità.

Là dove si ravvedano criticità, il Ministero invierà una task force composta da dirigenti del MIT e da esperti indipendenti. La task force, che agirà sotto il coordinamento della struttura tecnica di missione, avrà il compito di vigilare sullo stato di salute delle nostre infrastrutture per prevenire qualsiasi situazione di pericolo.
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Società che non presentano le dichiarazioni fiscali. Al via l’utilizzo dei dati dell’Archivio dei rapporti finanziari. In un provvedimento del Direttore dell’Agenzia le istruzioni operative


Parte la sperimentazione sull’utilizzo dei dati presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari nei confronti delle società che hanno omesso la dichiarazione relativa all’anno 2016. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia pubblicato oggi sul sito delle Entrate definisce i criteri di selezione e le modalità di svolgimento dell’attività operativa.
Le novità - Per la prima volta le informazioni finanziarie sono usate per individuare fenomeni evasivi di società di capitali e società di persone che, pur avendo accrediti sui conti correnti d’importo significativo, hanno omesso la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, oppure l’hanno presentata non compilata.
Il progetto si inserisce in un complesso percorso che prevede un sempre maggiore utilizzo dei dati dell’Archivio, auspicato anche dalla Corte dei Conti, per le analisi di rischio diversificate in base alla tipologia di contribuenti.
Roma, 31 agosto 2018

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venerdì 4 maggio 2018

Fisco, arriva provvedimento e-fatture con app dedicata. Entrate: servizi web per tagliare burocrazia e tempi. Pronti anche i chiarimenti per cessioni di carburante e subappalti Pa

Pronte le regole per la fatturazione elettronica tra privati. Il provvedimento firmato oggi dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, fissa, nel rispetto dei tempi previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente, le modalità per l’applicazione dell’e-fattura, che, come previsto dalla legge di Bilancio 2018, partirà il 1° luglio per le cessioni di carburante e per i subappalti della Pa e da gennaio 2019 per tutte le operazioni. Il direttore ha firmato, inoltre, la circolare n. 8/E, con cui vengono forniti i primi chiarimenti sulla base delle richieste rappresentate dagli operatori nel corso dei diversi incontri di coordinamento a livello ministeriale.


Diverse le novità che vanno nella direzione di semplificare il nuovo processo di fatturazione per gli operatori. Ad esempio, per rendere più agevole la predisposizione delle fatture elettroniche e ridurre i tempi, l’Agenzia metterà a disposizione un servizio web e una app dedicata che consentirà al soggetto che emette la fattura anche di acquisire “in automatico” i dati identificativi del cessionario e l’indirizzo telematico tramite un QR-code reso disponibile dall’Agenzia a tutte le partite Iva nell’area autenticata del sito internet. Semplificazioni anche sul fronte della conservazione delle fatture, per cui potrà essere la stessa Agenzia, su richiesta, a “custodire” i documenti elettronici per conto degli operatori economici, e sul processo di recapito, con un nuovo servizio web gratuito che consentirà di registrare l’indirizzo telematico (codice destinatario o indirizzo Pec) prescelto per ricevere le fatture elettroniche.
Predisposizione e trasmissione della fattura elettronica - Le fatture elettroniche potranno essere generate con strumenti resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia (una procedura web, una app e un software da installare su pc) o con software di mercato. Le e-fatture, che viaggeranno in maniera sicura tramite il Sistema di Interscambio (SdI), potranno essere trasmesse, anche tramite intermediari, via posta elettronica certificata oppure utilizzando le stesse procedure web e app; in alternativa, previo accreditamento al SdI, potranno essere inviate tramite un “web service” o per mezzo di un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti (FTP). In caso di superamento dei controlli minimi su alcuni dati obbligatori della fattura, sarà recapitata - entro 5 giorni - una “ricevuta di consegna” del file della fattura elettronica al soggetto che lo ha inviato e la fattura si considererà emessa.
Recapito “semplificato” per consumatori finali e piccole partite Iva - Se la fattura elettronica è destinata a un consumatore finale, un soggetto Iva che rientra nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, l’emittente potrà valorizzare solo il campo “Codice Destinatario” con un codice convenzionale e la fattura sarà recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file in un’apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate. Della stessa semplificazione potrà usufruire anche il cessionario/committente Iva che non si trovi nelle condizioni di poter utilizzare, né direttamente né tramite un intermediario appositamente delegato, i canali standard per la ricezione (Pec, web service, Ftp): troverà le fatture nell’apposita area web riservata dell’Agenzia.
Conservazione facilitata con il supporto delle Entrate - I cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il Sistema di interscambio, utilizzando il servizio di conservazione elettronica, conforme a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), gratuitamente messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dopo aver aderito, anche tramite intermediari, all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia. L’Agenzia metterà, inoltre, a disposizione un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute all’interno di un’area riservata del sito.
Sicurezza dei dati - Tutte le modalità di trasmissione avverranno attraverso protocolli sicuri su rete internet, come descritto nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento. Inoltre, la consultazione degli archivi informatici dell’Agenzia delle Entrate è garantita da misure di sicurezza che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione e autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte.
Carburanti, chiarimenti in una circolare - L’Agenzia delle Entrate pubblica oggi anche una circolare sulle ultime novità in tema di fatturazione e pagamento per la cessione di carburanti interessati dall’e-fattura a partire dal prossimo luglio. Nel documento di prassi vengono, inoltre, forniti primi chiarimenti sull’ambito applicativo delle nuove regole sui contratti d’appalto.
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Fisco: record accessi precompilata +32%, oggi parte fase due Entrate, la compilazione assistita taglia controlli documenti

Dichiarazione precompilata al via. A partire da oggi è possibile accettare, modificare e inviare il 730 o modificare il modello Redditi (che potrà essere trasmesso dal 10 maggio). Si chiude con 1 milione e 866mila accessi la “fase uno” della precompilata 2018, a poco più di due settimane dall’apertura della piattaforma online, lo scorso 16 aprile. Novità assoluta di quest’anno la compilazione “assistita”, che consentirà al contribuente, a partire dal prossimo 7 maggio, di inserire nuovi documenti di spesa tenendo comunque al riparo da eventuali controlli documentali i dati che non vengono modificati. In questo caso, infatti, potrà essere oggetto di controllo esclusivamente il singolo elemento di spesa aggiunto o rettificato dal contribuente, mentre resteranno “salvi” tutti i dati relativi a oneri precompilati dal Fisco e non rettificati dal cittadino.


Adesso è possibile accettare o modificare e inviare il 730 - Da oggi, e fino al prossimo 23 luglio, è possibile accettare, modificare e inviare il 730, che consente di ricevere i rimborsi direttamente in busta paga o con la pensione; sempre da oggi può essere modificato anche il modello Redditi, ma potrà essere trasmesso dal 10 maggio al 31 ottobre. Nel dettaglio, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto circa 20 milioni di modelli 730 e 10 milioni di modelli Redditi. Chi accetta la dichiarazione senza apportare modifiche sarà “al riparo” da eventuali controlli sui documenti di spesa; in caso di dichiarazioni inviate, anche con  modifiche e integrazioni, tramite Caf e intermediari saranno questi ultimi, in caso di controllo documentale, a dover esibire la documentazione al posto dei cittadini.
+32,3% di accessi rispetto al 2017 - Dal lancio della piattaforma online, lo scorso 16 aprile, gli accessi per la sola visualizzazione della precompilata sono stati oltre 1,8 milioni, circa il 32,3% in più rispetto all’anno precedente, in cui la “fase uno” si era chiusa con 1 milione e 410mila accessi. Un trend apparso positivo fin dai primi giorni, con oltre 1 milione di accessi registrati al 20 aprile. Quest’anno, con l’ingresso delle spese per la frequenza agli asili nido e delle erogazioni a favore degli enti del terzo settore, i dati a disposizione superano quota 925 milioni, con un incremento del 3,5% rispetto a quelli inseriti lo scorso anno.
La nuova compilazione “assistita” - Da quest’anno, a partire da lunedì 7 maggio, chi presenta la dichiarazione precompilata direttamente all’Agenzia delle Entrate potrà, in alternativa alla tradizionale funzionalità di modifica, compilare in modo “assistito” i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili da indicare nelle sezioni I e II del quadro E. In particolare, il contribuente che intende modificare la propria dichiarazione 730 potrà inserire nuove spese (ad esempio uno scontrino della farmacia non pervenuto nella banca dati del Sistema Tessera Sanitaria) oppure modificare, integrare o non utilizzare i dati degli oneri comunicati dai soggetti terzi. In questo caso eventuali controlli documentali dell’Agenzia riguarderanno esclusivamente i dati aggiunti o rettificati dal contribuente nella fase di compilazione assistita. Non verrà, quindi, effettuato il controllo sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata che non sono stati modificati.
Dove finiscono le imposte versate - Altra novità di quest’anno è rappresentata dalla possibilità, per i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017, di conoscere, grazie ai dati elaborati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, come lo Stato ha distribuito le imposte relative al 2016. Accedendo alla dichiarazione precompilata o al cassetto fiscale, ogni contribuente può conoscere nel dettaglio come ha contribuito alle principali voci di spesa: sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio e così via. 
Come si accede - È possibile accedere direttamente online alla propria dichiarazione precompilata tramite il Sistema pubblico per l’identità digitale (SPID), con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, con il Pin rilasciato dell’Inps, e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA). Infine, i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, i contribuenti hanno la possibilità di rivolgersi a un Caf o di delegare un professionista.
I canali per ottenere assistenza - Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei cittadini un sito internet dedicato, all’indirizzo https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it, dove sono presenti tutte le indicazioni utili, i passi da seguire fino all’invio, le novità di quest’anno, le date e le scadenze da ricordare, oltre alle risposte alle domande più frequenti. Inoltre, sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 0696668907 da cellulare e +39  0696668933 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13.
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Fisco: Salvatore Padula nuovo capo ufficio Stampa Agenzia Entrate. Sergio Mazzei alla guida dell’ufficio Comunicazione, Riviste online, Web e Social



Al via la nuova articolazione delle attività di comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Con il nuovo assetto delle strutture centrali dell’Agenzia – definito con atto n.245401 del 3 novembre 2017 – le funzioni legate alla comunicazione sono state riorganizzate con l’istituzione dell’ufficio Stampa e dell’ufficio Comunicazione. La creazione dei due nuovi uffici, che operano in staff al direttore dell’Agenzia, persegue l’obiettivo di valorizzare al meglio la distinzione tra la struttura preposta ai rapporti con la stampa e con i media e quella deputata alla comunicazione ai contribuenti.

La responsabilità dell’ufficio Comunicazione è affidata al dottor Sergio Mazzei, già dirigente della Comunicazione dell’Agenzia. Il nuovo ufficio Comunicazione - che ha competenza sulla gestione, aggiornamento e sviluppo del sito Internet dell’Agenzia e sulla pubblicità legale dei provvedimenti del direttore dell'Agenzia - si occupa della promozione di strumenti tecnologici innovativi per la comunicazione ai contribuenti, dell’organizzazione di manifestazioni ed eventi a carattere istituzionale; dell’organizzazione e gestione delle campagne informative; dell’elaborazione di progetti per la divulgazione ai contribuenti di informazioni di carattere fiscale. All’interno dell’ufficio Comunicazione opera la sezione Pubblicazioni on line che cura la comunicazione istituzionale mediante strumenti telematici e la predisposizione e diffusione di documenti informativi, guide e opuscoli di approfondimento, anche in formato elettronico.

La responsabilità dell’ufficio Stampa è affidata al dottor Salvatore Padula, che da oggi assume l’incarico di capo ufficio Stampa in staff al direttore dell’Agenzia.
L’ufficio Stampa si occupa dei rapporti con gli organi di informazione e con gli altri interlocutori istituzionali, contribuendo alla divulgazione delle attività realizzate dell’Agenzia. All’ufficio Stampa viene anche affidato il coordinamento dell’attività delle direzioni regionali in materia di rapporti con gli organi di informazione. Padula, 59 anni, giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, dopo le esperienze a ItaliaOggi e Mondadori, nel 1989 è entrato a far parte della redazione del Sole 24 Ore. Sempre al Sole, è stato caporedattore della redazione di Norme & Tributi e poi caporedattore centrale, responsabile del Sole 24 Ore del Lunedì e coordinatore dell’informazione normativa sia cartacea, sia digitale. Dal 2013 al giugno 2017 è stato vicedirettore del Sole 24 Ore con delega all’informazione normativa e di servizio, anche online, e all’edizione del Sole del Lunedì.
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lunedì 9 aprile 2018

Agenzia delle Entrate: come verranno distribuite le tue imposte?

Agenzia delle entrate informa che da quest’anno i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017, potranno conoscere come sono state distribuite le imposte relative al 2016, accedendo al proprio cassetto fiscale o nella dichiarazione precompilata. E’ un progetto voluto da Agenzia delle entrate e ha come obiettivo principale quello di migliorare il senso di partecipazione dei cittadini troppo spesso considerati soltanto contribuenti. 
Sono circa 30 milioni i soggetti potenziali interessati, di cui 20 che hanno adottato il modello 730 e altri 10 milioni circa il modello Redditi. Dalla seconda metà di aprile, sul sito di Agenzia delle entrate, accedendo al proprio cassetto fiscale o consultando la dichiarazione precompilata via web,  si potrà conoscere come sono state distribuite le risorse fiscali in un quadro sintetico che contiene le principali voci di spesa.
Sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio, ma anche la quota parte del debito pubblico o come si contribuisce al bilancio dell’Unione europea, oltre ai servizi generali delle Pubbliche Amministrazioni. La destinazione delle imposte è stata predisposta sulla base dei dati analitici della spesa pubblica elaborata dal Ministero dell’Economia e delle finanze. Nel totale delle imposte considerate, oltre all’Irpef sono ricomprese, se dovute, le addizionali regionali e comunali Irpef, la cedolare secca sulle locazioni, il contributo di solidarietà, l’acconto per somme assoggettate a tassazione separata, l’imposta sostitutiva sui premi di risultato, l’imposta sostitutiva per il “regime di vantaggio” e il “regime forfetario”. 
Prendendo ad esempio un contribuente che ha 10mila euro di imposte relative al 2016, saprà che 2.125 euro sono stati destinati alla voce previdenza e assistenza, 1.934 euro sono andati alla sanità, 1.090 euro all’istruzione, 882 euro a difesa, ordine pubblico e sicurezza, 832 ai servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione e così via. 
“Nella speranza di fare cosa gradita, - si legge nella breve introduzione alla pagina predisposta per ogni singolo contribuente  - Agenzia delle entrate desidera fornirti alcune informazioni con l’obiettivo di essere ancora meglio al servizio tuo e dell’intera comunità. Una pagina informativa con cui puoi avere la sintesi di come lo Stato ha destinato le imposte relative alla tua dichiarazione dei redditi 2017, per l’anno fiscale 2016. Contribuire alla propria comunità è essenziale, - conclude - ma riteniamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate le risorse fiscali”. 
Tutte le principali voci di spesa dello Stato sono, quindi, riassunte in una tabella e in un “grafico a torta” attraverso i quali il contribuente potrà verificare concretamente il percorso compiuto dalle imposte in base alla propria dichiarazione dei redditi 2017. 
Come si accede al cassetto fiscale - I cittadini possono accedere al cassetto fiscale mediante nome utente, password e pin dei servizi online dell’Agenzia delle Entrate o con la Carta Nazionale dei Servizi.
Come si accede alla precompilata - È possibile accedere alla propria dichiarazione tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese aderenti. In alternativa, i cittadini possono utilizzare nome utente, password e pin dei servizi online dell’Agenzia delle Entrate, la Carta Nazionale dei Servizi, le credenziali rilasciate dall’Inps e quelle del portale NoiPa (per i dipendenti pubblici). Resta ferma la possibilità di rivolgersi ad un Caf o di delegare un professionista.
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Tutto il Fisco a portata di Spid. La chiave unica di accesso alla Pa da oggi apre anche il cassetto fiscale



Registrare un contratto di locazione, consultare i dati catastali, visualizzare la propria posizione nel cassetto fiscale da oggi è ancora più semplice grazie al Sistema pubblico di identità digitale. Tutti i servizi web del Fisco entrano a far parte del mondo Spid, la chiave unica di accesso alla Pubblica amministrazione. Col provvedimento firmato oggi dal direttore di Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, la chiave unica di accesso viene estesa, anche grazie al supporto del partner tecnologico Sogei, a tutti i servizi online offerti dall’Amministrazione finanziaria. L’accesso tramite le credenziali Spid si affianca alle attuali modalità di autenticazione previste per i 7,3 milioni utenti dei servizi telematici dell’Agenzia (di questi 6,7 milioni sono utenti Fisconline).
L’universo Spid – Il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) rappresenta il documento di identificazione online del cittadino. Attraverso un unico nome utente e un’unica password i cittadini possono utilizzare in modo semplice, veloce e sicuro i servizi erogati online da oltre 4mila Pubbliche Amministrazioni, connettendosi da computer. Un unico identificativo, quindi, per iscrivere i figli a scuola, prenotare una visita in ospedale, richiedere il Bonus Mamma, registrare un contratto di locazione, presentare la dichiarazione precompilata. E molto altro. Il sistema non consente la profilazione garantendo la protezione dei dati personali. Spid, nato nel marzo 2016, è stato scelto già da 2,3 milioni di persone, di cui il 61% donne e il 39% uomini.
Come ottenere le credenziali di accesso alla Pa web – Per ottenere Spid basta aver compiuto 18 anni ed avere un documento di riconoscimento, la tessera sanitaria con codice fiscale, un indirizzo e-mail valido e un numero di telefono. Bisogna registrarsi a scelta, sul sito di uno degli 8 gestori di identità digitale (Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial, Intesa) e seguire i vari step per l’identificazione. Tutte le modalità di registrazione e tutte le possibilità per poter ottenere Spid sono disponibili su https://www.spid.gov.it/richiedi-spid. Il livello di sicurezza adottato (Spid Livello 2) corrisponde ad un’autenticazione forte a due fattori (password e PIN “dinamico”, ossia che cambia sempre ad ogni accesso), ed è lo stesso già implementato in fase di autenticazione ai servizi “Dichiarazione precompilata” e “Fatture e Corrispettivi”.
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lunedì 19 marzo 2018

CASSAZIONE: La condominialita’ del lastrico va ricercata nella funzione di copertura dell’edificio - 01/03/2018, N. 4906



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA CIVILE 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati
Dott. GIUSTI  Alberto  -  Presidente   
Dott. PICARONI  Elisa  -  Consigliere  
Dott. GRASSO  Giuseppe  -  Consigliere 
Dott. SCARPA  Antonio  -  Consigliere  
Dott. CRISCUOLO Mauro  -  rel. Consigliere  

ha pronunciato la seguente: 
                                         
ORDINANZA

sul ricorso 9344/2016 proposto da: 
B.A.,    BA.AN. elettivamente domiciliate in ROMA, presso lo studio dell'avvocato A. D. A., rappresentate e difese dall'avvocato R. M. giusta procura a margine del ricorso; 
- ricorrenti - 
E CONTRO
S.M.A.; 
- intimata - 

avverso la sentenza n. 4501/2015 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di ROMA, depositata il 05/03/2015; 
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18/01/2018 dal Consigliere Dott. MAURO CRISCUOLO

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

S.M.A. ha agito nel dicembre 1998 contro le sorelle Ba. An. e A. per far accertare la proprietà comune del lastrico solare del fabbricato sito in (omissis), nel quale ella è proprietaria dell’appartamento avente ingresso da via (omissis), sottostante quello delle convenute, avente ingresso da via (omissis).
Lamentava che dal 1991-92 le convenute avevano realizzato una scala per accedere al lastrico, impedendole di recarvisi.
Nella resistenza delle convenute che affermavano di essere le costruttrici del lastrico in luogo dell’originario tetto in legno, eccependone l’usucapione, il Tribunale di Cagliari ha accolto la domanda principale, rilevando che l’opposizione all’accesso della S. risaliva a sei - sette anni prima dell’atto di citazione e che la costruzione della scala di accesso risaliva al 1980, epoca insufficiente al maturare dell’usucapione in favore delle B. .
La Corte di appello di Cagliari con sentenza dell’8 aprile 2008 ha confermato la sentenza di primo grado, osservando che era irrilevante che l’attrice non avesse accesso diretto al lastrico, ma vi giungesse attraverso un edificio confinante di proprietà della sorella.
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4501/2015 ha rigettato il ricorso delle B., osservando che correttamente era stata ravvisata la comproprietà del bene in capo alla S. in applicazione della previsione di cui all’art. 1117 c.c., rientrando il bene conteso tra quelli appunto contemplati dalla norma in questione.
A nulla poi rilevava che la S. non avesse un accesso diretto al lastrico, circostanza che a detta delle ricorrenti avrebbe permesso di vincere la presunzione di cui all’art. 1117 c.c..
Tale norma, con riferimento ai beni in esso indicati e a quegli altri che assolvano in vario modo alle medesime funzioni (tra i quali rientrano i tetti e i lastrici solari, v. art. 1117 n. 1), atteso il carattere non tassativo dell’elencazione, non sancisce una mera presunzione di condominialità, ma afferma in modo positivo detta natura condominiale, che può essere esclusa non già con qualsiasi mezzo di prova (come sarebbe nell’ipotesi di presunzione), ma solo in forza di un titolo specifico, inevitabilmente in forma scritta, riguardando beni immobili. Correttamente i giudici di merito avevano concentrato la loro indagine sull’esistenza o meno di un titolo che riservasse la proprietà del lastrico solare ai danti causa nell’atto costitutivo del condominio, con la conseguenza che in assenza di un titolo siffatto, la proprietà era comune.
Dopo avere disatteso anche il quarto motivo di ricorso, con il quale si affermava che la S. non avrebbe contitolarità del lastrico solare dell’edificio condominiale poiché esso "dal punto di vista soggettivo è nel godimento esclusivo dei titolari del piano superiore", mancando "possibilità di accesso dal piano terreno", riteneva non decisiva l’affermazione dei giudici di merito che avevano ritenuto che non costituisse indebito esercizio di servitù, l’accesso al lastrico esercitato dalla S. passando attraverso un edificio alieno confinante. Ed, infatti trattasi di condotta che manifesta l’asservimento del lastrico solare, in comunione tra le parti, a favore del fondo posto a confine, e che contrasta con la costante giurisprudenza della Corte che reputa illegittima l’apertura di un varco praticata nel muro perimetrale dell’edificio condominiale dal comproprietario per mettere in comunicazione un locale di sua proprietà esclusiva ubicato nel medesimo fabbricato con altro immobile pure di sua proprietà estraneo al condominio.
Tuttavia tale affermazione non inficia la ratio della decisione, relativa alla proprietà condominiale del lastrico solare conteso. Infine, quanto al sesto motivo, la Corte chiariva che l’effettivo contenuto della decisione impugnata era nel senso che una volta riconosciuta la comproprietà di un bene condominiale, andava consentito al comproprietario di utilizzare il bene con le modalità di cui all’art. 1102 c.c., pur palesandosi illegittimo l’accesso attraverso altro fabbricato. Restava dunque ferma la validità della generica condanna delle convenute a non impedire l’accesso, se ed in quanto esercitato con modalità compatibili con tale norma.
Ba.An. e B.A. hanno proposto ricorso per revocazione avverso tale sentenza sulla base di un motivo. S.M.A. non ha svolto difese in questa fase. L’unico motivo di ricorso per revocazione denunzia l’errore di fatto nel quale sarebbe incorsa questa Corte, laddove è stata rigettata l’eccezione di usucapione formulata dalle ricorrenti.
Si rileva che erroneamente si sarebbe ritenuto non maturato il termine utile a tal fine, avuto riguardo al fatto che il primo atto di interversione del possesso sarebbe avvenuto solo 6-7 anni prima dell’introduzione del giudizio, risalendo invece la costruzione della scala esterna solo al 1980.
Si deduce a contrario che le ricorrenti avevano sempre sostenuto di avere utilizzato il lastrico in maniera esclusiva e da almeno 50 anni, in quanto, anche prima della creazione della scala esterna, il lastrico era raggiungibile tramite una scala a pioli sistemata all’interno dell’appartamento delle B., come peraltro confortato anche dalla deposizione testimoniale di A.M. .
Ne consegue che le ricorrenti avevano escluso la S. dal godimento del lastrico, utilizzandolo come proprietarie esclusive.
Il motivo è manifestamente infondato, in quanto la doglianza non si confronta con il tenore della decisione impugnata.
La Corte ha, invero, affermato che la natura comune del lastrico discendeva dalla sua qualificazione come bene condominiale rientrando evidentemente tra quelli di cui all’art. 1117 c.c., ed in assenza di un titolo contrattuale che deponesse in maniera inequivoca in senso contrario.
In tal senso, la sentenza impugnata, nell’esaminare il quarto motivo di ricorso che appunto mirava a contestare la natura comune del bene, sul presupposto che fosse stato goduto in maniera esclusiva dalle B., ha evidenziato che il lastrico assolveva alla sua naturale funzione di copertura di un fabbricato comune, che vedeva la sovrapposizione delle proprietà esclusive sia dell’attrice che delle convenute.
Non esistevano quindi obiettive caratteristiche strutturali che potessero far propendere per un asservimento esclusivo del lastrico all’uso ed al godimento solo di una parte dell’immobile, ribadendosi quindi, a pag. 7, che deve essere tenuto ben distinto "il profilo della destinazione strutturale dei tetti e lastrici solari, che fonda la condominialità, da quello del godimento di fatto, che esclude la condominialità solo se il bene non esplichi nel contempo funzione essenziale (ad es. di copertura) anche per la porzione di immobile dal quale non vi si acceda direttamente".
Alla luce di tali motivazioni, anche laddove voglia ravvisarsi un errore di fatto (il che non è dato affermare, non avendo la Corte sostenuto in sentenza l’esistenza di circostanze di fatto in contrasto con quanto dedotto dalle ricorrenti), lo stesso sarebbe del tutto privo del carattere della decisorietà, posto che l’acceso esclusivo al lastrico, ancorché risalente ad oltre cinquanta anni prima dell’introduzione del giudizio, non avrebbe menomato il compossesso della S. (e dei suoi danti causa), essendo la condominialità legata alla sola funzione obiettiva della copertura dell’immobile, essendo invece necessario ai fini dell’usucapione, come appunto evidenziato dalla pronuncia gravata, il compimento di uno specifico atto di interversione da parte del condomino, che non può essere ravvisato nel fatto che le sole B. potessero accedervi direttamente.
Il motivo appare quindi surrettiziamente volto a denunciare un errore di giudizio e ciò in contrasto con i limiti e le finalità dell’istituto della revocazione.
Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile.
Nulla per le spese atteso che l’intimata non ha svolto attività difensiva.
Poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto - ai sensi dell’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater dell’art. 13 del testo unico di cui al d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 - della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte delle ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

P.Q.M.

Dichiara il ricorso inammissibile;
Ai sensi dell’art. 13, co. 1 quater, del d.P.R. n. 115/2002, inserito dall’art. 1, co. 17, l. n. 228/12, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte delle ricorrenti del contributo unificato dovuto per il ricorso a norma dell’art. 1 bis dello stesso art. 13
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 18 gennaio 2018.
Depositato in Cancelleria il 1 marzo 2018
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