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martedì 17 ottobre 2017

INGEGNERIA: avanzano le donne

Aperti i lavori della quarta edizione di “Ingenio al femminile”, l’evento ideato dal Consiglio Nazionale Ingegneri.

 In costante crescita il peso della componente femminile nell’ingegneria. “Le donne ingegnere rappresentano un segnale di carattere innovativo, grazie soprattutto al lavoro e all’intelligenza di personalità dal carattere straordinario”. 

Queste le parole con le quali Armando Zambrano, Presidente del CNI, ha aperto i lavori di “Ingenio al femminile”, l’evento organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri e giunto alla quarta edizione. “Uomini e donne ingegnere devono lavorare assieme. Quello che conta sono le capacità della persona, non il genere. 

Per questo una delle nostre battaglie principali è quella di favorire la presenza delle donne nei consigli di amministrazione”. Così Ania Lopez, Consigliere CNI, che di questa iniziativa è l’ideatrice e curatrice. I dati resi noti dal Centro Studi CNI testimoniano la crescita notevole delle donne nell’ingegneria italiana. Nell’anno 2015 le donne rappresentano il 30% del totale dei laureati in ingegneria, quasi il doppio rispetto al dato dell’anno 2000 (16%). 

In questo modo l’Italia si pone tra i primi paesi in Europa. Nel Regno Unito, ad esempio, le donne laureate in ingegneria nel 2014 raggiungevano il 22% del totale, in Germania appena il 19%. Inoltre, se si analizzano i dati relativi all’occupazione, a cinque anni dal conseguimento del titolo, risulta occupato l’89,9% dei laureati e l’83,2% delle laureate. 

Nonostante l’inserimento occupazionale della componente femminile in campo ingegneristico sia inferiore rispetto a quella maschile, il dato riportato risulta particolarmente elevato se si considera che la media generale di occupazione femminile è pari al 74,5%.
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INGENIO AL FEMMINILE – BONAFE’: “IN ITALIA, DIFFICILE ESSERE DONNA NELLA PROFESSIONE”

In programma stamattina a Roma i lavori della quarta edizione di “Ingenio al femminile”.

“In un paese come il nostro è difficile essere donna nelle professione, la parità di genere è ancora lontana e per questo esperienze come ‘Ingenio al femminile’ valorizzano il ruolo della donna nella società”. Così Simona Bonafè della Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento Europeo, intervenuta stamattina ai lavori coordinati dalla giornalista Paola Pierotti. “Tenacia e determinazione – ha aggiunto - servono per essere donne nelle professioni. I dati mostrano che ci stiamo incamminando verso un futuro Impossibile, se i ritmi continuano ad essere questi non ci basterebbe il pianeta che abbiamo a disposizione. Stiamo andando verso uno scenario con tratti di insostenibilità, pensiamo ai cambiamenti climatici. Dobbiamo interrogarci su come invertire la rotta e provare a dare prospettive alle future generazioni”. 

Filippo Della Puppa, economista esperto in pianificazione strategica e marketing territoriale, ha parlato della necessità di ragionare in modo diverso. “Siamo inseriti – ha detto - in un periodo di grande cambiamento, dobbiamo iniziare a pensare in modo circolare. Dobbiamo abituarci a pensare ad una smart community, non solo smart city e limitarci ad alcuni settori per fare questo. Dobbiamo riporre la fiducia in voi donne”. 

Caterina Franchini, coordinatrice europea del progetto Momowo, ha insistito sulla necessità di rivedere il ruolo della professione di ingegnere nella società contemporanea, alla luce soprattutto del movimento moderno. “Per accrescere la visibilità delle donne – ha affermato - servono attività, bisogna creare consenso. Condividere le esperienze e le ricerche dei professionisti, far convergere due mondi che devono creare creare sinergia e circolarità per avere imbatto sociale”. 

Per Marina Brogi, Vicepresidente Facoltà di Economia e Co-Presidente di WCD Italy, “Servono modelli di ruolo per le donne che facciano da punto di riferimento per tutte le altre. Ciò vale a maggior ragione per le donne nei consigli di amministrazione”.

Infine Elisabetta Vernoni (Independent Human Resources Professional) ha sottolineato come quella delle donne e delle professioniste è una vera e propria lotta. “In qualità di coach – ha detto - con i professionisti parliamo spesso di conciliazione tra talento e forza. Ecco, le donne devono imparare a dare forza al proprio talento”. 

Al termine dei lavori della mattina sono state premiate tre donne ingegnere le cui storie possono essere di esempio e incentivo. Si tratta di Marzia Bolpagni (Collaboratrice BIM Team Ministryof Justice UK), Marilde Longo (Co-fondatore Edilportale.com) e Elena Stoppioni (Presidente Federazione Cdo Edilizia – Compagnia delle Opere).
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INGENIO AL FEMMINILE: L’INNOVAZIONE E’ UNA SFIDA CHE SI GIOCA ALL’ATTACCO

La tavola rotonda pomeridiana di “Ingenio al femminile” è stata dedicata all’innovazione e al coraggio del pensiero visionario. “Davanti abbiamo la sfida dell’innovazione. Una sfida che non si può affrontare in difesa ma all’attacco”

Con questo messaggio perentorio Giovanni Cardinale, Vicepresidente del CNI, ha aperto i lavori pomeridiani di “Ingenio al femminile”, coordinati dalla giornalista Paola Pierotti. 

Per Anna Osello del Politecnico di Torino l’innovazione è pane quotidiano anche in un campo apparentemente lontano come quello del disegno. “Utilizzare strumenti all’avanguardia per poter fare di più e comunicare in maniera diversa le idee – ha detto -. Le nozioni sono da incrementare, le passioni vanno trasmesse. Le nuove tecnologie funzionano se si sommano le competenze di tutti in maniera interoperabile”. 

Di introduzione delle nuove tecnologie negli appalti pubblici ha parlato Pietro Baratono, Provveditore interregionale OOPP Lombardia ed Emilia Romagna presso Ministero Infrastrutture e Trasporti. “Il nostro corpus normativo – ha affermato - limita l’innovazione perché limita la capacità di scelta del professionista. Il nostro paese ha una PA vecchia e si è troppo a lungo appoggiato sull’opacità del sistema. Ci sono tante regole, ma inserite in un sistema derogatorio. Per riuscire serve l’interoperabilità ed è necessario adottare un linguaggio comune. Regole condivise a servizio della professione”. 

Per Paolo Mezzalama, Co-fondatore di It’s Digital, va riscoperto il termine “dromocrazia” per descrivere la realtà odierna: “Viviamo nel regno della corsa. Pensiamo alla google car, chissà che sviluppi può avere tra vent’anni. Ciò nonostante viviamo in un mondo vecchio, sebbene la realtà offra innumerevoli strumenti innovativi”. 

Giorgia Gorgerino, Vicepresidente Ance Giovani, ha sostenuto la necessità di avere una visione a breve e una a lungo termine, ad esempio in tema di manutenzione che deve diventare oggetto di attività quotidiana e non essere richiamata solo in caso di terremoti e calamità. “La digitalizzazione è importante in questo campo – ha detto - siamo pronti come imprese a formarci e mettere in pratica gli strumenti digitali ma deve esserci una risposta concreta da parte della PA. 

Puntando alla digitalizzazione possiamo fare qualcosa di concreto”. Infine Paolo Cresci di Arup Group ha sottolineato come “il digitale permette di allargare la partecipazione di stakeholders non strettamente tecnici. Ciò permette di trasformare insieme a loro l’idea sviluppata. Si può lavorare su database di varia natura che rappresentano una fonte di informazioni di cui prima non disponevamo”. Il dibattito è stato chiuso da Ania Lopez, Consigliere CNI, che ha affermato che il “pensiero visionario significa uomini e donne che lavorano assieme per costruire un’Italia migliore”. 

Roma 12 ottobre 2017
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