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sabato 8 settembre 2018

Istat: più single rispetto a prima e si ci sposa più in là nel tempo.

Al 1° gennaio 2018 la popolazione residente in Italia è pari a 60 milioni 484 mila unità. L’età media è di 45,2 anni, riflesso di una struttura per età in cui solo il 13,4% della popolazione ha meno di 15 anni, il 64,1% tra i 15 e i 64 anni e il 22,6% ha 65 anni e più.
La popolazione di 80 anni e più raggiunge il 7,0%, quella di 100 anni e più supera le 15 mila e 500 unità. Sono più di mille gli individui che hanno superato i 105 anni e 20 i supercentenari (110 anni e più).

infografica
Nella classe di età 15-64 anni, coniugati e celibi quasi si equivalgono (rispettivamente 49,0% e 47,7% della popolazione totale). Tra le donne invece continuano a prevalere le coniugate (55,0%) sulle nubili (quasi il 39%).
Il confronto tra i dati del Censimento della popolazione del 1991 e quelli riferiti al 2018 mostra i profondi cambiamenti avvenuti. Tra gli individui di 15-64 anni, a fronte di un lieve calo della popolazione (-309 mila), diminuiscono molto le persone coniugate (3 milioni e 843 mila in meno) a vantaggio soprattutto di celibi e nubili (+3 milioni e 90 mila) e, in misura molto più contenuta, dei divorziati (oltre 972 mila in più).
La diminuzione e la posticipazione della nuzialità, in atto da oltre quaranta anni, in parte compensate dalla crescita delle libere unioni, ha portato tra il 1991 e il 2018 a un forte calo dei coniugati, soprattutto nella classe di età 25-34 anni (da 51,5% a 19,1% gli uomini, da 69,5% a 34,3% le donne). I celibi passano da 48,1% a 80,6% e le nubili da 29,2% a 64,9%. Nella classe di età 45-54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato mentre è nubile quasi il 18% delle donne.
Aumentano in tutte le età divorziati e divorziate, più che quadruplicati dal 1991 (da circa 376 mila a oltre 1 milione e 672 mila), principalmente nella classe 55-64 anni (da 0,8% a 5,3% gli uomini, da 1,0% a 6,4% le donne).
Con riferimento alla popolazione da 65 anni in su si registrano gli effetti dell’aumento della sopravvivenza e il recupero dello svantaggio degli uomini. Se nel 1991 era prevalente la quota di donne vedove rispetto alle coniugate (50,5% contro 37,4%), al 1° gennaio 2018 le coniugate superano le vedove (47,7% contro 41,9%). Anche per le donne è ora più frequente affrontare la fase anziana della vita in coppia.
Considerando sia le unioni civili costituite in Italia sia le trascrizioni di unioni costituite all’estero, al 1° gennaio 2018 le persone residenti unite civilmente sono circa 13,3 mila (0,02% della popolazione), di sesso maschile nel 68,3% dei casi.
Gli uniti civilmente hanno un’età media di 49,5 anni se maschi e di 45,9 anni se femmine e risiedono prevalentemente nel Nord (56,8%) e al Centro (31,5%).
In Italia, a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017, sono state costituite nel complesso 6.712 unioni civili (2.336 nel 2° semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017) che hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (4.682 unioni, il 69,8% del totale).
Le unioni civili sono più frequenti nelle grandi città: il 35,4% è stato costituito nelle 14 città metropolitane, e quasi una su quattro a Milano, Roma o Torino.
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martedì 17 ottobre 2017

Online le quotazioni immobiliari Omi del 1° semestre 2017

Sono consultabili da oggi, sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it e tramite l’applicazione per smartphone “Omi Mobile”, le quotazioni immobiliari relative al primo semestre 2017. La banca dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare permette di avere un’indicazione dei prezzi al metro quadro per diverse tipologie di immobili, con dati raggruppati per semestre, Provincia, Comune, zona OMI e destinazione d’uso. 

Le quotazioni a portata di smartphone - Per conoscere la quotazione media al metro quadro di un immobile residenziale, commerciale, terziario o produttivo in una determinata zona, basta collegarsi sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Osservatorio del Mercato Immobiliare > Banche dati > Quotazioni immobiliari, ed effettuare una ricerca filtrando le informazioni in base al semestre e alla zona di riferimento. La ricerca può essere effettuata anche tramite navigazione su mappa, utilizzando il servizio GEOPOI® , il framework cartografico realizzato da Sogei. Inoltre, digitando sul browser del proprio smartphone o tablet l’indirizzo http://m.geopoi.it/php/mobileOMI/index.php è possibile accedere anche in mobilità alla banca dati e visualizzare, con un semplice tocco, le quotazioni relative alla posizione in cui ci si trova. 

Consultazione aperta anche ai semestri precedenti e al download - Sul sito delle Entrate è possibile consultare non solo le quotazioni dell’ultimo semestre, ma anche quelle precedenti, a partire dal primo semestre 2006. Da ottobre 2016 è attivo, inoltre, il servizio di download gratuito delle quotazioni immobiliari per gli utenti registrati a Fisconline ed Entratel, che potranno scaricare i dati a partire dal primo semestre 2016 dopo essersi autenticati, in modo da garantire una maggiore sicurezza degli accessi.
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martedì 14 febbraio 2017

IN ITALIA CIRCA 1MILIONE 200 MILA CONDOMINI A RISCHIO SICUREZZA


Comunicato stampa
In Italia circa 1 milione 200 mila condomini  a rischio sicurezza
Non solo adeguamento antisismico, ma anche monitoraggio e adeguamento di tutti gli impianti: l’ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) denuncia la carenza di controlli complessivi negli edifici. Ogni anno nelle abitazioni avvengono circa 30.000 incidenti, di cui 6.000 di origine elettrica. Complessivamente 1 persona muore ogni giorno a causa di infortuni di questo genere.

Non è solo il sisma ad uccidere. In Italia ogni giorno una persona muore per impianti elettrici non a norma. Nelle abitazioni si contano annualmente 30.000 incidenti di cui 6.000 proprio di origine elettrica. Il Presidente di ANACIFrancesco Burrelli, nell’esprimere profondo cordoglio e solidarietà alle comunità colpite dal terremoto del 24 agosto scorso, richiama l’attenzione sul tema della sicurezza complessiva degli edifici: da quella antisismica, all’impiantistica elettrica, idraulica, antincendio, ascensori. “Purtroppo ci troviamo a dover riflettere su questioni di vitale importanza solo dopo che avvengono eventi dai risvolti così tragici – dice Burrelli. Non si parla mai di prevenzione quando davvero sarebbe opportuno farlo. Il terremoto di per sé non uccide. Sono le opere dell’uomo – non realizzate correttamente – ad uccidere. La casa rappresenta per ciascuno di noi il luogo degli affetti, dell’intimità, della protezione, dove ci dovremo sentire al sicuro. Per tale motivo ANACI offrirà il proprio contributo ad un progetto sociale nei comuni danneggiati dal terremoto.
Iniziamo a fare un check completo delle strutture fornendo la possibilità a coloro che hanno il titolo o la personalità giuridica per farlo di richiedere in tempo reale al Comune e agli enti di pubblici di competenza tutti i certificati obbligatori relativi all’immobile e se il lavoro dei tecnici che hanno rilasciato le certificazioni e' stato effettuato in modo rigoroso e rispondente alle leggi vigenti, non ci saranno ulteriori costi per il cittadino. Solo così sarà possibile promuovere una cultura diffusa della sicurezza nei cittadini che dovranno sempre più diventare attori protagonisti  di questo nuovo percorso. Non è pensabile, infatti, che sia lo Stato a farsi carico completamente del controllo, gestione e finanziamento della manutenzione programmatica di tutti gli stabili privati, tanto più considerato - ad esempio - che la normativa antisismica  risale agli anni 80. E quello che è stato costruito prima? Dovrebbe esserci, per lo meno, una compartecipazione dei costi tra pubblico e privato.
La nostra proposta è quella di fornire ai proprietari degli immobili un vero e proprio libretto d’istruzioni, come avviene per qualsiasi semplice elettrodomestico che abbiamo in casa, attraverso il quale conoscere le caratteristiche degli impianti e delle strutture della propria abitazione, al fine di programmare una corretta ed adeguata attività di manutenzione. Effettuare i controlli e sanzioni per mancati adeguamenti e provvedimenti nei confronti dei tecnici e operatori che effettuano dichiarazioni mendaci o non rispondenti allo stato di fatto. Chiediamo al governo  un tavolo a livello nazionale dove sono presenti tutti gli attori che possono contribuire a garantire la sicurezza e la vivibilità del cittadino".
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