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lunedì 7 marzo 2016

Tiene per sé 600mila euro: denunciata amministratrice di condominio


La donna aveva raggranellato circa 600mila euro erano destinati al pagamento delle bollette. Scoperta dalle Fiamme Gialle

Avrebbe raggirato almeno 200 famiglie, utilizzando per scopi personali circa 600 mila euro versati per il pagamento di acqua, luce e gas: per questo un'amministratrice di condominio di Terni di 47 anni è stata denunciata dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza per appropriazione indebita e falsità in scrittura privata. L'indagine, svolta anche con l'aiuto di accertamenti bancari - spiega oggi la gdf - ha permesso di appurare che, da almeno tre anni, la donna rilasciava ai condomini (la maggior parte dei quali residenti in un grande immobile della città) false copie di bonifici mentre, di fatto, provvedeva al pagamento di una minima parte delle fatture delle spese correnti, cioè delle sole bollette utili ad evitare il distacco delle utenze per morosità. La maggior parte delle somme di denaro, invece, sarebbero state distratte dalla donna attraverso l'incasso diretto o il versamento su conti correnti personali. I condomini sono stati costretti così a versare due volte i corrispettivi delle fatture insolute. Sono stati alcuni di loro, dopo i primi sospetti, a presentare denuncia alle fiamme gialle.


Fonte: La Nazione
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sabato 5 marzo 2016

Gestisce un'ottantina di condomini e non paga le tasse, nei guai il paperone degli amministratori



Modena

Un professionista modenese, attivo nel settore delle gestioni condominiali, completamente sconosciuto al fisco: non aveva mai presentato le dichiarazioninonostante da anni fosse amministratore di 76 condomini in provincia di Modena. L’ha scovato la Guardia di finanza anche grazie all’incrocio dei dati informatici dell’anagrafe tributaria, che hanno fatto emergere una ricchezza patrimoniale riconducibile all’evasore totale in questione, sia immobiliare sia mobiliare, pari ad alcuni milioni di euro.

Per gli anni d’imposta dal 2009 al 2015, sono emersi compensi non dichiarati per oltre un milione di euro ed un’evasione Iva di quasi 200.000. Il professionista ha già accettato il pagamento di una somma di circa 900.000 euro a titolo di imposte, sanzioni ed interessi. Nel corso delle attivita’ ispettive, è stato scoperto che il professionista si era appropriato indebitamente di oltre 170.000 euro, che gli avevano affidato i condomini amministrati per imposte a carico di questi ultimi e mai versate all’erario.

L’evasore totale è stato denunciato per omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’Iva così come di appropriazione indebita. La Procura di Modena, per iniziativa del sostituto procuratore Marco Imperato, ha coordinato le indagini disponendo il sequestro di proventi illeciti per quasi 530.000 euro, integralmente individuati nei conti correnti bancari della persona indagata.


Fonte: il resto del carlino
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Amministratrice di condominio infedele, al via il processo - REGGIO EMILIA


Reggio Emilia 25 Gennaio 2016

Si è aperto oggi, al tribunale di Reggio Emilia, il processo all’amministratrice "infedele" Gabriella Ferretti la quale è accusata, come attestano gli estratti conto del condominio querelante, di aver prelevato a suo favore, oltre 45mila euro in tre anni e di non aver corrisposto oltre 41mila euro di spese di riscaldamento centralizzato, costringendo i condomini a sborsare nuovamente questo importo per evitare la sospensione del servizio da parte di Iren.

Il condominio, difeso dall’avvocato Annamaria Terenziani, presidente dell’associazione che tutela i proprietari di casa, ovvero Confedilizia, si è costituto parte civile per richiedere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali subiti, oltre a 30mila euro di danni morali.

Contro l’amministratrice imputata si è costituita parte civile anche la stessa associazione della proprietà edilizia Confedilizia di Reggio Emilia. "Il fatto di reato compiuto dalla Ferretti ha leso gli interessi perseguiti dall’associazione, ovvero la tutela dei diritti morali ed economici del proprietario di casa anche nell’ambito condominiale", ha detto l’avvocato Terenziani, presidente di Confedilizia Reggio Emilia. "Abbiamo richiesto che il Tribunale condanni la stessa al pagamento di una somma non inferiore a 10mila euro che destineremo alle nostre battaglie in difesa dei proprietari di casa".

Il procedimento proseguirà il 10 febbraio perchè la causa possa essere riunita ad altri due procedimenti pendenti contro Gabriella Ferretti per fatti analoghi compiuti a danno di altri condomini. La Ferretti, tramite il suo difensore, ha preannunciato di voler chiedere un rito alternativo, abbreviato o patteggiamento, per l’ottenimento di uno sconto di pena.


Fonte: ReggioSera
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mercoledì 2 marzo 2016

Raggira il condominio dei carabinieri e si intasca 100mila euro


GENOVA - Gennaio 2016

L’accusa è di aver trasformato i rimborsi assicurativi del condominio che amministrava in una sorta di reddito: dal conto comune, infatti, prelevava fondi pagati per i danni subiti dal palazzo e li dirottava su altri depositi, talvolta per saldare spese che non c’entravano nulla. E a forza di coprire una coperta che diventava sempre più corta, ha provocato un buco da quasi €. 100.000,00 Non in un condominio qualunque: la maggior parte degli abitanti di questo palazzo di via Valtrebbia, nell’entroterra ligure, fa parte delle forze dell’ordine.

Per questo è finito nei guai Giovanni Longo, 60 anni, originario di Canolo, in provincia di Reggio Calabria, titolare della ditta di consulenza “Studio 5” e per anni amministratore di un complesso abitato perlopiù da carabinieri e militari che in quella zona avevano accesso ad abitazioni a canone privilegiato. Il pubblico ministero Alberto Landolfi lo ha indagato per appropriazione indebita, aggravata dall’abuso di prestazione d’opera.

Nel mirino della Procura ci sono diversi anni di bilanci, che secondo i residenti (alcuni di loro sono assistiti dall’avvocato Mario David Mascia) sono stati manipolati e nascosti al condominio. Fra le voci contestate anche le parcelle da decine di migliaia di euro liquidata a un architetto amico all’insaputa degli abitanti. Longo era già finito nei guai per un’altra vicenda simile, per un condominio amministrato in via Fereggiano.


Fonte: Il Secolo XIX
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martedì 1 marzo 2016

Amministratore di condominio scappa con la cassa - Monza


Gianvittorio Galli è stato condannato a 8 mesi per appropriazione indebita: ha dovuto risarcire lo stabile dei 25mila euro che aveva rubato

Amministratori di condomìni e appropriazioni indebite. Mentre la Procura di Monza ha chiuso l'inchiesta su Loris Canini - il trentenne monzese che gestiva diversi condomìni a Monza e dintorni e contro cui l'estate scorsa erano piovute segnalazioni di ammanchi - Gianvittorio Galli, monzese di 57 anni, ha invece patteggiato la pena di 8 mesi di reclusione in un processo al Tribunale di Monza sempre per appropriazione indebita un altro amministratore di stabili.

A denunciarlo gli inquilini di un condominio in vicolo Molini 8 a Monza a cui Galli avrebbe sottratto circa 25 mila euro nel 2010. L'amministratore avrebbe un altro paio di processi pendenti per vicende analoghe. Secondo la denuncia Gianvittorio Galli nell'estate 2010 aveva convocato un'assemblea ordinario del condominio in vicolo Molini per l’approvazione del consuntivo. All'assemblea però l'amministratore aveva detto ai condomini che era necessario rinviare tutto a settembre. Ma dopo le vacanze estive l'amministratore non solo non aveva convocato un'altra assemblea, ma era proprio sparito dalla circolazione, rendendosi irreperibile agli inquilini. I condomini si erano rivolti ad un avvocato per cercare di mettersi in contatto con l'amministratore e convocare un'assemblea straordinaria, ma invano.

Allora gli inquilini avevano autoconvocato un'assemblea condominiale, in cui avevano proceduto alla nomina di un nuovo amministratore, che aveva scoperto la mancanza dei libri contabili del condominio, ma soprattutto che dal conto corrente dello stabile erano spariti circa 25 mila euro. Erano quindi scattate le denunce, l'inchiesta della Procura di Monza e il processo al Tribunale monzese dove Gianvittorio Galli ha patteggiato la pena dopo avere sistemato i conti con gli inquilini.


Fonte: il giorno
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lunedì 29 febbraio 2016

L’amministratore si uccide senza pagare, dodici famiglie al freddo - CORREGGIO


Iren stacca il riscaldamento a un condominio di via Leopardi «perché non paga». In realtà i 13 mila euro dovuti erano stati versati all'uomo, che si è tolto la vita.

CORREGGIO

Un intero palazzo senza riscaldamento. Famiglie, con bambini e, più in generale, soggetti fragili, al freddo durante la stagione più rigida dell’anno. Tutto questo per un debito non pagato da parte del precedente amministratore di condominio, che tempo fa si è tolto la vita. Fa discutere il caso del condominio di via Leopardi, dove abitano 12 famiglie e che ieri pomeriggio è approdato negli uffici di Iren sotto forma di incontro tra gli avvocati della multiutility, il legale del condominio, la correggese Catia Lombardo, e il nuovo amministratore, Guido Belletti.

Durante l’appuntamento di ieri, infatti, si è cercato di trovare una soluzione che permetta di riallacciare al più presto l’utenza e di trascorrere l’autunno e l’inverno a una temperatura accettabile. In passato, infatti, Iren è stata costretta a staccare il gas perché il precedente amministratore ha intascato i soldi da parte degli inquilini per un ammontare di 13 mila euro, senza però versarli all’azienda. Il riscaldamento del palazzo è centralizzato e questo è alla base del problema. Ed è l’unica utenza che crea problemi, mentre le altre, luce e acqua, vengono regolarmente somministrate agli inquilini.

«Siamo riusciti a pagare l’energia elettrica in modo che, almeno, chi ha una stufa possa tamponare così i disagi derivanti dal freddo», spiega Belletti. L’accordo trovato ieri durante il colloquio con Iren è illustrato invece dall’avvocato Lombardo e consiste in una rateizzazione che, tuttavia, deve trovare il consenso dei residenti di via Leopardi.

«C’è stata una parziale apertura da parte di Iren, una disponibilità a trovare un accordo: a mio giudizio è una svolta positiva che rappresenta un cambiamento di rotta rispetto ai mesi precedenti – aggiunge Lombardo - Stiamo valutando, quindi, la proposta di Iren di rateizzare il debito in modo che sia possibile per gli inquilini onorare l’impegno assunto allacciando immediatamente il servizio. L’amministratore dovrà riferirlo ai residenti e, a nostra volta, ne riparleremo con l’azienda».

I 13mila euro dovranno quindi essere versati di nuovo, malgrado i condòmini li abbiano già pagati. «Sono somme già pagate, ma Iren dice: “A noi poco interessa se è stato uno dei condòmini a non onorare il debito” – continua l’avvocato – e dal punto di vista giuridico hanno ragione loro, perché il rapporto è tra Iren e il condominio intero. Già nella giornata di oggi dovremmo avere un’idea sul da farsi. Attualmente, il grosso problema è rappresentato dagli eredi che, al momento, stanno ancora facendo un inventario e non sono ancora subentrati. Di conseguenza, non abbiamo interlocutori con i quali dialogare su come risolvere il problema ed eventualmente saldare il pagamento di questo debito che si trascina».


Fonte: Gazzetta di Reggio
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sabato 27 febbraio 2016

Brescia, via con la cassa del condominio


Brescia

E’ accaduto in via Oberdan, dove un condominio si è trovato ad affrontare un ammanco di 12mila euro dalla cassa comune, spariti insieme al vecchio amministratore. Il debito con A2A, però, è più alto, si parla di circa 36mila euro. All’ammanco sparito, si aggiungono infatti 17mila euro di arretrati di gas e acqua di due famiglie, più circa 8mila euro lasciati in eredità da due società in fallimento. Da via Oberdan arriva però anche un segnale di solidarietà, perché, per evitare che A2A tagliasse l’erogazione delle utenze, i condomini hanno messo mano al portafoglio per coprire il buco, dopo che la multiutility ha attaccato l’avviso sulla porta del condominio. Nessuno, infatti, sapeva della morosità di un paio di famiglie in difficoltà. Chi ha potuto, quindi, ha messo mano ai propri risparmi per salvare acqua e gas di tutti.
Una situazione, quella del condominio di via Oberdan che, amministratore a parte, accomuna molte famiglie: secondo una stima di Anaci, associazione che raggruppa gli amministratori di condominio, i casi di morosità sarebbero aumentati in tre anni del 30%.
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martedì 3 novembre 2015

Amministratore beffa i condomini e sparisce con 120 mila euro




Scappa con i soldi per i lavori del palazzo, tra le vittime spuntano anche l'ex assessore D'Ercole e la figlia di un noto politico: avviate già due azioni legali ma dell'amministratore non c'è traccia



Pescara


Si è fatto versare in anticipo 120mila euro per i lavori di restauro di un edificio in pieno centro. Ma quei soldi sono spariti ed è sparito anche l'amministratore che li ha intascati. E ora i condomini di quello stabile sono nei guai. Si ritrovano con un decreto ingiuntivo dell'impresa, che ha ricevuto solo un piccolo anticipo. Così, i proprietari rischiano di dover pagare due volte per un lavoro appena cominciato e mai finito. 

Nella presunta truffa ci sarebbero, tra l'altro, delle vittime eccellenti, tra cui l'ex assessore comunale Alfredo D'Ercole, nominato direttore dei lavori dell'edificio e la figlia di un noto politico locale, proprietaria di un appartamento nello stabile. A cercare di districare la matassa sono stati chiamati il presidente della commissione finanze del Comune Renato Ranieri, di professione commercialista, nominato commissario del condominio, dopo la sparizione dell'amministratore e l'avvocato Giuliano Milia, assunto come legale dai condomini. 

La vicenda comincia nel 2008, quando i sei condomini dell'edificio, che si trova nelle vicinanze di viale Regina Margherita, decidono di restaurare l'esterno dello stabile. Si rivolgono all'amministratore e nel giro di poco tempo viene scelta l'impresa che dovrà effettuare i lavori. La spesa preventivata è di 120mila euro e i proprietari versano in anticipo all'amministrore del condominio la somma stabilita, calcolata sulla base dei millesimi. Quando partono i lavori, iniziano i primi problemi. La ditta riceve solo una prima tranche di 20mila euro, poi più nulla. Con l'avanzamento del cantiere, si susseguono le richieste di pagamento che però non vengono onorate dall'amministatore. A questo punto, l'impresa decide di sospendere l'intervento in attesa dei versamenti arretrati. I condomini si ritrovano con un'incompiuta: allo stabile manca addirittura il portone d'ingresso. 

Parte la caccia all'amministratore, che però risulta sempre assente, in ufficio e a casa. La situazione si complica. L'impresa avvia le azioni legali e fa partire un decreto ingiuntivo con la richiesta immediata di pagamento. Nel settembre dell'anno scorso, viene nominato Renato Ranieri come commissario straordinario dello stabile. Cerca di risolvere la questione, ma non è affatto facile, perché, oltre all'amministratore, sono spariti anche i documenti del condominio. I proprietari si rivolgono anche all'avvocato Milia, sperando di poter uscire da questo incubo. Il legale ha già fatto partire un'azione legale nei confronti dell'amministratore. Ma, ad oggi, la vicenda risulta ancora pendente. «I condomini si trovano in una situazione drammatica»,
spiega Ranieri, «ci sono condomini che hanno un mutuo sulle spalle e rischiano di dover pagare due volte per dei lavori non completati. Stiamo cercando da mesi l'amministratore che risulta sparito nel nulla».


Fonte: il Centro
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