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sabato 28 settembre 2019

CONGRESSO INGEGNERI – LAVORARE PER UNA “CASA COMUNE” DEI PROFESSIONISTI

Nella giornata conclusiva del 64° Congresso degli ingegneri sono stati discussi i punti del documento programmatico. Tra i temi più importanti, la collaborazione con le altre categorie professionali, tecniche e non. Si sono conclusi stamattina i lavori del 64° Congresso degli Ordini degli ingegneri d’Italia. Come di consueto, la giornata conclusiva è stata dedicata ad un lavoro di sintesi, guidato dal Presidente CNI Armando Zambrano, di tutti i contenuti e le proposte emerse nel corso del dibattito e che sono confluiti nel documento programmatico finale. Il primo punto ha riguardato la conferma e il potenziamento della politica del CNI volta al raggiungimento dell’unità della categoria e sulla sinergia tra iscritti, organi intermedi ed esponenziali. 

Pur attraversando momenti difficili e delicati la categoria ha risposto sempre in maniera compatta ed autorevole. Questa collaborazione resta uno dei principi cardine del programma del Consiglio Nazionale e prevede il ruolo centrale dei territori, rappresentati dagli Ordini e dalle Federazioni/Consulte, a loro volta espressione e riferimento degli iscritti. In questa prospettiva, il CNI intende proseguire nello sforzo di migliorare la comunicazione tra il CNI, gli Ordini e gli iscritti, proseguendo nelle iniziative già in essere (Giornale dell’Ingegnere, L’Ingegnere Italiano, TalkIng), implementando nuove iniziative, da individuare mediante condivisione con gli Ordini e Federazioni e Consulte. Particolare attenzione dovrà essere posta al miglioramento della comunicazione tra CNI e Gruppo di Lavoro Laureati Triennali con incontri congiunti a cadenza almeno semestrale e con il coinvolgimento diretto del medesimo gruppo nella predisposizione di riforma dei percorsi accademici in ingegneria e della suddivisione in sezioni dell’Albo Professionale. Inoltre, saranno approfondite tutte le proposte elaborate in materia di riforma dei percorsi formativi in ingegneria, Lauree professionalizzanti e lauree in ingegneria presso le università Telematiche. Un altro punto fondamentale del programma emerso dal dibattito è la costruzione di una politica comune delle professioni, in particolare quelle ordinistiche. 

Ciò presuppone il superamento di alcuni pregiudizi e preconcetti. Una “casa comune” e le iniziative condivise non possono rincorrere interessi particolari o svolgere attività di lobby a tutela della singola – o più categorie – se non nella preminente logica di una effettiva tutela delle utilità generali e collettive, nelle quali sono pur ricomprese quelli delle professioni ordinistiche. Superati questi ostacoli, i vantaggi di una voce comune nei confronti delle istituzioni e delle altre forze politiche, sociali ed economiche, è stato evidente in questi anni, nei quali il CNI, con la Rete delle Professioni Tecniche o l’Alleanza con il Comitato Unitario Professioni, ma anche con altre organizzazioni e associazioni, ha potuto far valere in tantissime occasioni istituzionali e non la voce unitaria delle professioni. In questa prospettiva il CNI si impegna a proseguire l’interlocuzione già avviata, di concerto con l’RPT, con il CUP e ADEPP, dandone costante e tempestiva informazione alla Assemblea dei Presidenti, che sarà coinvolta per definire il modello operativo del progetto di Fondazione. Altro tema determinante è la necessità per gli Ordini di costituirsi, anche con strutture collegate, in centri “erogatori di servizi ed utilità” per i propri iscritti, divenendo così attrattivi per i tanti laureati, specialmente in ambiti non coperti da riserve di legge, per il cui esercizio non è necessaria l’iscrizione all’Albo. Solo una minoranza dei laureati in ingegneria, soprattutto nel campo del terzo settore (dell’informazione), si iscrive al nostro Albo. 

Il termine servizi va inteso in modo ampio, affrontando necessità come il supporto alla professione, incentivi all’organizzazione degli studi, programmi informatici, attività di interfaccia con la p.a., formazione obbligatoria e volontaria, abbonamenti, assicurazione, fornitura di documentazione tecnica e scientifica, ricerche, informazione generale. In particolare, il progetto WorkIng sarà finalizzato ad implementare servizi di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, nella prospettiva di creare occasioni di lavoro in Italia, contribuendo a mitigare, soprattutto tra la generazione degli ingegneri più giovani, il fenomeno della c.d. fuga dei cervelli. Altro esempio qualificante è quello relativo all’assicurazione professionale per gli ingegneri iscritti all’Albo su cui il CNI, attraverso la sua Fondazione, ha lavorato in questi ultimi mesi. In questa ottica, il CNI sta elaborando un progetto che vede nella sua Fondazione, riorganizzata, il soggetto che dovrà rispondere, in maniera organica, a tutte le necessità elencate, ma anche a svolgere un’attività di supporto agli iscritti che intenderanno avvalersene. In questo senso, un’organizzazione comune con gli altri Ordini e Collegi ma soprattutto il contributo delle Casse, sono elementi determinanti. Nello specifico, il cuore del progetto è la certificazione delle competenze. Com’è noto, il CNI ha già costituito una propria Agenzia per la certificazione delle competenze (Agenzia CERTing) che ha finalmente ottenuto il riconoscimento da Accredia. 

Tra i punti cardine dell’azione dell’immediato futuro c’è il rafforzamento della funzione del CNI di rappresentanza dell’ingegneria e di tutti i laureati in ingegneria, con un focus particolare dedicato agli ingegneri che svolgono attività lavorativa dipendente in ambito pubblico e privato. Sarà attivato un Gruppo di Lavoro del Consiglio Nazionale specificamente dedicato a questa tematica che dovrà elaborare proposte tese a valorizzare il ruolo e le competenze. In questa ottica la piattaforma di servizi che sarà messa in essere dalla Fondazione CNI sarà destinata a rispondere ai bisogni sia degli ingegneri che svolgono attività di libera professione sia degli ingegneri che svolgono attività di lavoro dipendente. Il CNI, inoltre, si impegna, insieme agli Ordini territoriali, a chiedere all’Inps di rinunciare definitivamente alla procedura di iscrizione d’ufficio alla Gestione Separata Inps degli Ingegneri liberi professionisti iscritti all’Albo, dal continuare a porre in essere indebite interferenze nella gestione previdenziale degli Ingegneri liberi professionisti iscritti all’Albo e di compiere tutti i passi necessari alla istituzione di una GS separata presso Inarcassa, con relativo trasferimento ad essa dei versamenti eventualmente versati alla GS separata Inps da parte degli Ingegneri iscritti all’Albo professionale. 

Quanto all’annosa questione dei compensi dei valutatori immobiliari, il terzo comma dell'art. 161 disp. att. c.p.c. prevede che il compenso dell’esperto chiamato a valutare immobili ricompresi in procedure esecutive venga calcolato in base al ricavato realizzato dalla vendita del bene e che, prima della vendita, non possano essere liquidati acconti in misura superiore al 50% del valore di stima. Tale disposizione è stata oggetto di critiche fin dalla sua introduzione e vi sono stati casi di disapplicazione della norma perché ritenuta in contrasto con il diritto comunitario. Su questo punto il CNI agirà in collaborazione con la RPT. Rispondendo, infine, infine alla richiesta di supporto e di formazione proveniente dagli Ordini territoriali, in materia di gestione degli stessi, il CNI si impegna a organizzare, anche tramite la sua Fondazione, apposite iniziative formative, informative e servizi a supporto degli Ordini, proseguendo con quanto già fatto negli ultimi anni. Al temine dei lavori è stato dato appuntamento per il prossimo 65° Congresso che si terrà l’anno prossimo a Parma e che è stato presentato dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Parma, Susanna Dondi.
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Rallenta il trend positivo per il mercato immobiliare nel secondo trimestre 2019: + 3,9% per il settore abitativo, +5,5% per il non residenziale

Quasi 160mila abitazioni e 46mila unità immobiliari compravendute nel settore non residenziale nel secondo trimestre di quest’anno, con una crescita, seppure rallentata rispetto alla precedente rilevazione, rispettivamente del 3,9% e del 5,5% sullo stesso periodo del 2018. È la fotografia di un mercato che comunque permane ancora in crescita quella che emerge dall’ultima edizione delle Statistiche trimestrali, la pubblicazione curata dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate che analizza l’andamento del mercato del mattone incrociando i dati provenienti dalle note di trascrizione degli atti di compravendita con quelli presenti nelle banche dati catastali e ipotecaria.
Il settore abitativo - Il secondo trimestre 2019 conferma la tendenza espansiva del mercato immobiliare residenziale, proseguendo una crescita che, anche se in decelerazione, non si arresta dal 2014. Con 159.619 compravendite, il tasso di crescita registrato sullo stesso periodo dell’anno precedente è pari al 3,9% (era +8,8% nel precedente trimestre). Il Centro e le Isole sono le zone che mostrano un incremento più marcato (rispettivamente +4,4% e +4,5%). Seguono il Nord-Est (+3,9%), il Nord-Ovest (+3,8%) e il Sud (3%).
Segno positivo anche per il mercato di box e posti auto (+5,2%), seppure a ritmi più contenuti rispetto al trimestre precedente, quando la crescita era stata a doppia cifra (+10,4%). Le compravendite di cantine e soffitte sono aumentate del 7,1%, specialmente nelle aree del Nord-Est, dove hanno raggiunto incrementi del 12,5%, mentre un’inversione di tendenza si registra – per questo comparto – nelle Isole, che passano dal +10,6% nella precedente rilevazione al -9,8%.

Il mercato nelle grandi città - Analizzando il trend abitativo nelle grandi metropoli si evidenziano situazioni diverse: Bologna incrementa le compravendite dell’11,9%, seguita da Milano (+6,1%) e Roma (+2,7%), mentre le altre città presentano variazioni tutte di segno negativo (Palermo -0,2%, Torino -1,1%, Napoli -3,2%, Genova -3,7%, Firenze -9,1%).
Il mercato non residenziale - Segno positivo anche il mercato non residenziale (+5,5%). In particolare, nel settore terziario-commerciale le compravendite di uffici tornano in campo negativo (-0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018) mentre i negozi, per i quali l’ultima variazione negativa risale al primo trimestre 2015, mostrano un tasso tendenziale ancora positivo (+7,5%). Nel settore produttivo, costituito prevalentemente da capannoni e industrie, sono state scambiate quasi 3mila unità, in leggera flessione rispetto ai volumi scambiati nel II trimestre del 2018 (-1,4%); infine, risulta in forte espansione il numero di scambi del settore produttivo agricolo (752 transazioni, per una crescita del 21,6%).
Ulteriori approfondimenti - I due report, dedicati al mercato immobiliare residenziale e non residenziale, sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate con tutte le tabelle e i grafici di dettaglio.
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venerdì 13 settembre 2019

Geometri: VOL, UN FONDO PER CREARE OPPORTUNITA’ PROFESSIONALI PER I GEOMETRI

Dando attuazione alle linee guida nazionali della Categoria, il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di BAT promuove iniziative professionali per i propri iscritti: in tre anni raggiunti incarichi professionali per 225mila euro Roma, 16 ottobre 2018 - Ancora una volta “l’unione fa la forza”. La riprova è il risultato raggiunto dalla Categoria dei Geometri liberi professionisti e dai comuni di Barletta, Trani e San Ferdinando di Puglia. Per i primi, un‘opportunità di lavoro per 37 iscritti al Collegio Provinciale di BAT, equivalente a onorari per circa 225mila euro, a cui se ne sommeranno ben presto ancora 115mila per altri 13 geometri; e per i secondi, la possibilità di effettuare rogiti con una previsione di incasso di oltre 6 milioni di euro di corrispettivo. Il tutto in condizioni di regolarità fiscale e contributiva. Alla base, nessuna bacchetta magica, bensì la capacità del Presidente del Collegio Provinciale Antonio Mario Acquaviva di attuare le linee guida nazionali indicate da CNGeGL e CIPAG in due mosse. In primis, porsi come interlocutore privilegiato della PA per la valorizzazione del patrimonio pubblico - due diligence immobiliare - certificazione delle prestazioni energetiche - valutazioni immobiliari e, conseguentemente individuare il campo di azione, adottando gli strumenti messi a disposizione dagli organi di Categoria, come il VOL e il Fondo Rotativo. 

In sintesi, dunque, i Comuni hanno potuto risolvere in questo modo un problema di lunga data, producendo entrate al bilancio comunale che si tradurranno in un immediato beneficio per le casse pubbliche e per le istanze dei cittadini. Da parte sua, il Collegio dei Geometri di BAT ha favorito l’accesso al lavoro dei propri iscritti, determinando opportunità e retribuzioni regolari, affermando la professionalità e le competenze richieste. In termini operativi, dopo aver verificato preventivamente l’iscrizione e la formazione dei tecnici sulla piattaforma abilitata, il Collegio provinciale dei Geometri di BAT detiene il coordinamento delle diverse fasi, uniformandosi ai principi di trasparenza e pari opportunità nella scelta dei professionisti, grazie al metodo della rotazione. I requisiti necessari vengono verificati a ogni passaggio, fino alla valutazione e validazione delle richieste economiche, tali da essere congruenti ai parametri stabiliti nella Convenzione stipulata da CIPAG con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani. 


La convenzione prevede anche un impegno importantissimo da parte di CIPAG: mettere a disposizione una provvista finanziaria finalizzata esclusivamente alle anticipazioni dei compensi in favore dei Geometri che hanno svolto incarichi nell’ambito di tali accordi; provvedere all’anticipazione delle fatture presentate dai professionisti previa validazione da parte del Collegio e del Comune. A tal proposito, va ricordato, come la CIPAG insieme al CNGeGL col Fondo Rotativo stiano lavorando con assiduità per proporre la categoria dei Geometri come unico interlocutore della Pubblica Amministrazione e di soggetti Istituzionali. Le dichiarazioni. “Ancora una volta i Geometri liberi professionisti - ha dichiarato il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli - si propongono come interlocutore diretto fra la Pubblica Amministrazione, i cittadini, e non solo.

Nel caso del Collegio Provinciale di BAT, hanno svolto persino una funzione di ‘facilitatori’ rispetto alle attività amministrative che, spesso i Comuni e, in generale gli enti locali, non riescono più a svolgere. Un operato che ha indubbiamente rafforzato il ruolo della Categoria in ambito territoriale, consentendo a molti colleghi di svolgere delle prestazioni, con la garanzia di essere pagati tempestivamente grazie all’accordo VOL e al Fondo Rotativo CIPAG”. Particolare soddisfazione per i risultati ottenuti è stata espressa anche dal Presidente del Collegio provinciale di BAT Antonio Mario Acquaviva: “Dopo 3 anni, nel tracciare un primo bilancio di questa situazione ad oggi, l’impegno più gravoso e complesso che il nostro Collegio ha affrontato è stato senza dubbio a Barletta. I Colleghi si sono occupati della regolarizzazione catastale ed amministrativa delle aree comprese nei Piani di Zona ‘167’, al fine di consentirne la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ai soggetti attuatori degli interventi. 

Il lavoro, in funzionale sinergia con gli uffici comunali, è stato sviluppato da 8 geometri che hanno effettuato la verifica tecnica sui luoghi e la conseguente bonifica/regolarizzazione dei disallineamenti topografici, catastali ed urbanistici, generati nelle fasi di esproprio e cantierizzazione di ben 49 lotti edilizi d’intervento (oltre 1.000 alloggi, attività commerciali, eccetera) per una superficie complessiva dei suoli interessati di circa 147.000 metri quadrati”.
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martedì 23 gennaio 2018

Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione



A novembre 2017, rispetto al mese precedente, l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un incremento dello 0,4%. Nello stesso mese, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale e dello 0,2% per il tronco stradale senza tratto in galleria mentre diminuisce dello 0,1% l'indice del tronco stradale con tratto in galleria.

Nella media del trimestre settembre-novembre l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, a novembre 2017 si registra un aumento del 0,6% per l'indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2016). L'indice grezzo aumenta dello 0,6% rispetto a novembre 2016.

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,7% per il fabbricato residenziale, dell'1,4% per il tronco stradale con tratto in galleria e del 2,1% per quello senza tratto in galleria.

A novembre 2017, l'aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all'incremento dei costi dei materiali (+0,9 punti percentuali).

Anche l'incremento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva esclusivamente dall'aumento dei costi dei materiali, sia per quello con tratto in galleria (+1,6 punti percentuali) che per quello senza tratto in galleria (+2,3 punti percentuali).
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martedì 31 ottobre 2017

Movimento turistico in Italia in forte crescita





Il 2016 è stato un anno di forte crescita del movimento turistico in Italia: gli esercizi ricettivi registrano il massimo storico di circa 403 milioni di presenze (+10 milioni sul 2015, pari a +2,6%) e 116,9 milioni di arrivi (+3,5 milioni, pari a +3,1%), consolidando così la ripresa che già aveva iniziato a manifestarsi nei due anni precedenti.

Negli esercizi alberghieri le presenze sono circa 267,7 milioni e gli arrivi 90,3 milioni (rispettivamente +1,8% e +1,4% sull'anno precedente); la permanenza media, pari a 2,97 notti per cliente, è in crescita, seppur di poco, rispetto all'anno precedente (era 2,95).

Negli esercizi extra-alberghieri si contano 135,3 milioni di presenze (+4,2% rispetto al 2015) e 26,7 milioni di arrivi (+9,5%), con una permanenza media di 5,07 notti (-0,26 sull'anno precedente).

Le presenze negli esercizi ricettivi dei clienti residenti in Italia sono 203,5 milioni, quelle dei non residenti 199,4 milioni (rispettivamente +1,6% e +3,5% rispetto al 2015).

Nel 2016 si stima che i viaggi per vacanze rappresentino circa l'86% di quelli effettuati dai residenti in Italia negli esercizi ricettivi nazionali (+19,6% sul 2015). Il restante 14% è rappresentato dai viaggi di lavoro (-4,0%).

Il 40,3% delle presenze registrate in Italia si concentra in 50 comuni italiani, che assorbono da soli quasi un terzo delle presenze della clientela residente e quasi la metà di quelle dei non residenti.

L’Istat diffonde per la prima volta i dati a livello comunale dell’Indagine Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi (anni 2014, 2015 e 2016), con l’obiettivo di fornire un quadro informativo sul turismo più completo e utile a soddisfare le esigenze di analisi a livello territoriale.
Laddove necessario, alcuni dati sono diffusi in forma aggregata per la tutela del segreto statistico.

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lunedì 30 ottobre 2017

Mercato SIA: settembre in forte crescita

La consueta analisi del Centro Studi CNI documenta un incremento del 27,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. 



Nei primi nome mesi dell’anno raddoppiati i valori del 2016. Anche il mese di settembre conferma il trend positivo del mercato dei servizi di ingegneria in Italia. Sulla base dei dati elaborati dal Centro studi del Consiglio Nazionale Ingegneri, nel mese di settembre sono state bandite gare senza esecuzione per un totale di 26,6 milioni di euro, il 27,6% in più rispetto a quanto rilevato nello stesso mese del 2016. 


Si tratta, limitatamente al mese di settembre, della migliore performance degli ultimi 6 anni. I dati dell’ultimo mese confermano dunque i segnali di ripresa del mercato evidenziati sin dall’inizio dell’anno: l’importo a base d’asta “cumulato” dei bandi da gennaio a settembre per i servizi di ingegneria e architettura (senza esecuzione) è arrivato a superare nel 2017, i 300 milioni di euro, ben oltre il doppio di quanto rilevato nei primi nove mesi dello scorso anno. “Anche nel mese di settembre – ha commentato Michele Lapenna, Consigliere CNI – i dati sono tutti positivi, a conferma dell’effetto del Nuovo Quadro Normativo sul mercato dei servizi tecnici nel nostro paese. L’eliminazione della priorità dell’affidamento interno alle stazioni appaltanti, l’eliminazione dell’incentivo sulla progettazione, l’obbligo del DM Parametri e le recenti modifiche introdotte dal Correttivo all’articolo 24 del Codice, producono i loro effetti su un mercato che dimostra, dopo anni di stagnazione, significativi segni di ripresa. 


Quest’ultima può dirsi oramai consolidata (+123% nei primi nove mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016). “Particolarmente significativi i dati che riguardano l’applicazione del DM Parametri per la determinazione del Base D’Asta, la riduzione dei Ribassi che con l’offerta economicamente più vantaggiosa scende per la prima volta sotto il 30% e l’apertura del mercato negli appalti sotto i 100mila euro. “Molto resta ancora da fare, sia per quanto riguarda l’emanazione delle norme attuative del Codice, su cui si registra un forte ritardo che rischia di mettere in crisi tutta l’impalcatura del Nuovo Quadro Normativo, sia sui modelli organizzativi della nostra professione perché si possa lasciare alle spalle la forte recessione che ha interessato il mercato dei SIA”. 


Il mercato, già in sensibile crescita dall’inizio dell’anno, ha proseguito la fase espansiva anche dopo l’entrata in vigore del Decreto Correttivo al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs 19/04/2017 n° 56) approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 aprile ed entrato in vigore il 20 maggio. L’entrata in vigore del “correttivo” ha sicuramente influito, oltre che sulle dinamiche procedurali, anche sull’applicazione di alcune indicazioni previste dalla normativa. 

Ad esempio, la situazione per quanto riguarda l’obbligo di utilizzo del decreto “Parametri” per la determinazione dei corrispettivi vive fasi alterne, ma sembra migliorare progressivamente. Il correttivo, infatti, stabilisce che le stazioni appaltanti sono obbligate ad applicare il decreto “Parametri” (D.M. 17 giugno 2016) per la determinazione dei corrispettivi. Ebbene, nel mese di settembre la quota di bandi in cui sono stati utilizzati correttamente i parametri è arrivato a sfiorare il 63%. Roma 19 ottobre 2017
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sabato 16 settembre 2017

Aumentano i prezzi al consumo


Nel mese di agosto 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su base mensile e dell'1,2% rispetto ad agosto 2016 (era +1,1% a luglio), confermando la stima preliminare.
La lieve ripresa dell'inflazione si deve principalmente ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati, la cui crescita si porta a +4,3% (da +2,1% del mese precedente) e alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,4%, in accelerazione dal +3,2% di luglio).
L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di due decimi di punto percentuale (+1,0% da +0,8% di luglio), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,9% (come nel mese precedente).
L'incremento su base mensile dell'indice generale è dovuto in larga parte ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,4%), il cui andamento è influenzato da fattori stagionali.
Su base annua accelera la crescita dei prezzi sia dei beni (+1,0%, da +0,8% di luglio) sia dei servizi (+1,6% da +1,3%) Ad agosto, quindi, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,6 punti percentuali.
L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,4% per l'indice generale e +1,0% per la componente di fondo.
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (era +0,8% a luglio).
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto salgono dello 0,1% in termini congiunturali e dell'1,0% in termini tendenziali (in accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto al mese precedente).
L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dell'1,4% su base annua (era +1,2% a luglio), confermando la stima preliminare.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dell'1,2% rispetto ad agosto 2016.
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