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lunedì 4 dicembre 2017

Studi di settore: Online tutte le informazioni statistiche fino al periodo d’imposta 2016

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le statistiche relative agli studi di settore, aggiornate al periodo d’imposta 2016. Attraverso un sistema di navigazione di utilizzo facile e intuitivo, è possibile visualizzare online i dati relativi a tutti gli studi di settore a partire dal periodo d’imposta 2011, quelli aggregati relativi agli operatori facenti parte delle categorie corrispondenti ai servizi, manifatture, professionisti e commercio, oppure le informazioni statistiche su uno qualunque dei vari studi presenti nel database delle Entrate. 



Tutte le statistiche a portata di contribuente - È possibile selezionare il dato aggregato di tutti gli studi o di un determinato macrosettore, o ancora il singolo studio, per conoscere, tra l’altro, gli importi di ricavi o compensi dichiarati, anche con riferimento ai soggetti congrui e non congrui; la percentuale di congrui e di coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica. 

Dove trovare i dati - Per consultare i dati sugli studi di settore basta collegarsi al sito www.agenziaentrate.it e seguire il percorso: Cosa devi fare > Dichiarazioni > Studi di settore - parametri e indici sintetici di affidabilità > Studi di settore > Statistiche e analisi. Le statistiche pubblicate oggi rientrano nel ventaglio di informazioni finalizzate a incentivare il dialogo con i contribuenti soggetti agli studi, previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia del 18 giugno 2015 in attuazione delle misure contenute nella Legge di stabilità 2015.
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giovedì 2 febbraio 2017

STUDI DI SETTORE SEMPLIFICATI - Debutto per i nuovi modelli, più snelli e con meno dati


COMUNICATO STAMPA

Studi di settore all’insegna della semplificazione
Debutto per i nuovi modelli, più snelli e con meno dati
Adempimenti ridotti per i contribuenti, 5.300 le variabili eliminate

Non si ferma la semplificazione degli studi di settore. Continua infatti la riduzione dei dati richiesti per la compilazione, con conseguente alleggerimento di quadri e variabili. Online i nuovi modelli, 193, da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, del commercio e alle attività professionali. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate li approva infatti definitivamente, da oggi, nella loro veste finale. Anche quest’anno ulteriori passi avanti sono stati registrati in direzione d’una sempre maggiore semplificazione in particolare, si è dato corso ad una significativa attività volta a diminuire e comprimere le informazioni richieste nei modelli degli studi di settore, riducendole, fondamentalmente, solo a quelle necessarie per l’applicazione degli stessi e a quelle individuate per l’elaborazione dei nuovi indici di affidabilità.
Tale operazione ha comportato, nella quasi totalità dei casi, una consistente riduzione delle informazioni, circa 5.300 righi in meno nei modelli di quest’anno, con un evidente beneficio in termini di riduzione degli adempimenti per i contribuenti.

Studi di settore, grazie alla semplificazione quasi 1/4 delle informazioni non più necessarie – Dunque, studi di settore a dieta, in quanto a dati e numeri da inserire a cura dei contribuenti. In generale, infatti, si rileva una contrazione rispetto alla precedente annualità di più del 25% delle informazioni.

Focus sui nuovi modelli - Nel dettaglio, i modelli riguardano 50 studi per il settore delle manifatture, 53 studi per il settore dei servizi, 24 studi per i professionisti e 66 studi per il settore del commercio. Devono essere presentati dai contribuenti, cui si applicano gli studi di settore che, nel periodo d’imposta 2016, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nei diversi settori per le quali risultano approvati gli studi di settore, indicati nell’allegato 1 del provvedimento. I modelli vanno inviati per via telematica insieme alla dichiarazione annuale dei redditi. La trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline, o tramite intermediari incaricati. I nuovi modelli contengono anche le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 7 dicembre 2016.

Le altre novità - Al fine di semplificare ulteriormente la struttura della modulistica degli studi di settore, ed evitare possibili errori di compilazione, è proseguito il processo di omogeneizzazione delle informazioni presenti nei quadri A – Personale addetto all’attività - dei diversi studi. In particolare, per il periodo d’imposta 2016 sono state predisposte due sole strutture di quadro A: una per le attività esercitate in forma di impresa; una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo. Naturalmente, entrambe le strutture sono state previste negli studi relativi ad attività che possono essere esercitate sia in forma di impresa che di lavoro autonomo (cosiddetti studi con “doppio quadro contabile”).

Eventi sismici succedutisi a partire dal 24 agosto 2016 – Tra le criticità che possono alterare l’attività economica ordinaria, gli studi di settore tornano quest’anno a ricomprendere anche l’eventualità degli eventi sismici. In particolare, ad essere integrate sono le cause di esclusione relative al “periodo di non normale svolgimento dell’attività” con la fattispecie richiamata al paragrafo 8 della circolare n. 30/E del 19 settembre 2013. L’elenco delle fattispecie riportate nelle istruzioni sono state, infatti, modificate con l’aggiunta specifica della lettera h): nel caso di eventi sismici, il periodo in cui si verificano le fattispecie analizzate al paragrafo 8 della circolare n. 30/E del 2013. La precisazione in argomento consente di chiarire che anche i soggetti interessati dagli eventi sismici del 2016 se ricadono nelle circostanze richiamate nella citata circolare, possono invocare la causa di esclusione dall’applicazione degli studi legata al “periodo di non normale svolgimento dell’attività”.

Negli studi di settore spazio ai voucher - Inoltre, nelle istruzioni relative al quadro A, è stato precisato che i prestatori di lavoro accessorio remunerati a voucher sono da riportare, rispettivamente, per le imprese, nel rigo A02 (“Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, con contratto di inserimento, a termine, lavoranti a domicilio, personale con contratto di somministrazione di lavoro”) e per il lavoro autonomo, nel rigo A02 (“Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito; personale con contratto di somministrazione di lavoro”). In entrambi i casi è stato precisato che il numero delle giornate retribuite relativo al personale che ha prestato lavoro accessorio remunerato a voucher, da indicare nel rigo A02, deve essere comunque determinato dividendo per otto il numero complessivo di ore lavorate.

Dove trovare i modelli - Il testo del provvedimento è disponibile nella sezione Normativa e Prassi del sito internet www.agenziaentrate.gov.it, mentre i modelli sono consultabili sullo stesso sito seguendo il percorso: Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore.

Roma, 31 gennaio 2017
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mercoledì 1 giugno 2016

Studi di settore: l’infedeltà non chiude sempre la porta al premiale. Le novità e le linee guida per controlli a misura di compliance

L’indicazione infedele dei dati non preclude sempre l’accesso ai benefici del regime premiale. Infatti, i contribuenti che non hanno compilato correttamente i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti possono comunque accedere alle agevolazioni previste dal regime se gli errori non modificano la situazione di congruità, coerenza e normalità. È uno dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 24/E di oggi, che illustra le principali novità sugli aspetti normativi e su quelli relativi alle modalità di elaborazione e applicazione degli studi di settore per l’anno di imposta 2015. L’Agenzia apre anche sulle sanzioni previste in caso di violazioni relative al contenuto delle dichiarazioni, che si applicheranno solo nel caso in cui le informazioni errate siano rilevanti per l’applicazione degli studi.

Quando il regime premiale è ok anche se l’indicazione è infedele - La circolare dell’Agenzia delle Entrate di oggi introduce alcune importanti novità sugli studi di settore, tra cui quelle riguardanti i casi di indicazione infedele dei dati, che non sempre precludono l’accesso ai benefici del regime premiale: la permanenza nel regime risulta sussistere, infatti, se restano confermate l’assegnazione ai cluster e le condizioni di congruità, coerenza e normalità. In questi casi, quindi, porte aperte al regime premiale, l’opzione che permette ai contribuenti di beneficiare dell’esclusione dagli accertamenti analitico-presuntivi, della riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento e della possibilità di determinazione sintetica del reddito complessivo, solo nel caso in cui lo stesso ecceda di almeno un terzo quello dichiarato (invece che di un quinto come ordinariamente previsto). Inoltre, risultano sanzionabili (art. 8 Dlgs 471/1997) solo i casi in cui i dati e le informazioni, dichiarati in maniera infedele, risultano rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, in termini di assegnazione ai cluster di riferimento, di stima dei ricavi o dei compensi, di calcolo degli indicatori di normalità o di coerenza.
Le altre novità sugli studi di settore 2016 - Il documento di prassi fornisce chiarimenti anche in merito ad altre novità, come l’approvazione di 70 evoluzioni di studi di settore e di 5 specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica; l’aggiornamento delle analisi territoriali a seguito dell’istituzione dei nuovi comuni; l’elaborazione di 4 studi su base regionale mediante la metodologia dei “modelli misti”; la revisione congiunturale speciale (“crisi”) e alcune novità che interessano la modulistica. Infine viene confermata la centralità della fase del contraddittorio e, in particolare, le possibilità dell’utilizzo retroattivo delle risultanze degli studi di settore.

Roma, 30 maggio 2016

fonte: agenziaentrate.gov
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lunedì 23 maggio 2016

Bilanci e prospettive sugli Studi di Settore

COMUNICATO STAMPA

Bilanci e prospettive sugli Studi di Settore Su YouTube le clip della videoconferenza delle Entrate con gli Osservatori regionali

Sono disponibili sul canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate i video della conferenza con gli Osservatori regionali sugli studi di settore che si è svolta mercoledì 18 maggio. Nel primo video il direttore della Direzione centrale Accertamento dell’Agenzia, Aldo Polito, traccia un bilancio sullo stato dell’arte degli studi di settore, mentre in un secondo video il capo Settore ufficio contribuenti di minori dimensioni, Antonio Dorrello, fornisce chiarimenti sull’uso di questi strumenti nell’attività di controllo. Sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione Studi di settore > Osservatori regionali > Videoconferenza con gli Osservatori regionali sugli studi di settore del 18 maggio 2016, è inoltre disponibile il materiale utilizzato nel corso della conferenza relativo alle ultime novità, al regime premiale, ai correttivi crisi e al software Gerico 2016.

Roma, 20 maggio 2016

agenziaentrate.gov
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venerdì 20 maggio 2016

Studi di settore, comunicazioni di anomalia 75mila contribuenti, su 117mila, accolgono l’invito delle Entrate a rimediare


COMUNICATO STAMPA

Condivisione dati, trasparenza e dialogo collaborativo con i contribuenti soggetti agli studi di settore. A 11 mesi di distanza dall’invio di 190mila comunicazioni di anomalie nei dati dichiarati ai fini degli studi, è tempo di un primo bilancio di primavera, anche se l’operazione non è ancora giunta a conclusione. Dei 117.372 contribuenti esaminati, 106.787 imprese e 10.585 professionisti, ben 75.066, il 64% della platea dei soggetti coinvolti, risultano aver accolto l’invito delle Entrate a regolarizzare la rispettiva posizione correggendo, di fatto, il proprio comportamento fiscale, tanto da non presentare più alcuna anomalia rispetto all’annualità oggetto delle comunicazioni, cioè il 2014. Sono invece 42.306, il 36%, i destinatari delle comunicazioni che risultano aver reiterato il comportamento anomalo. Ad ogni modo, nonostante manchino all’appello 73mila posizioni ancora da esaminare, il primo bilancio dell’operazione è senza dubbio positivo. Infatti, sono oltre 75mila i contribuenti che hanno accettato di rivalutare la propria posizione rimediando preventivamente ad eventuali errori od omissioni oppure fornendo ulteriori chiarimenti all’Agenzia. I dati quindi confermano l’efficacia delle comunicazioni di anomalia e, più in generale, dei nuovi strumenti di compliance, la cui finalità è mettere con largo anticipo i cittadini nelle condizioni di avere un quadro completo della loro posizione fiscale per aiutarli in seguito ad adempiere correttamente o a mettersi in regola ed evitare, così, i controlli. Un impulso ulteriore al successo di questa strategia è dovuto all’adozione del nuovo ravvedimento, grazie al quale il contribuente che si accorge dell’errore e provvede a correggerlo beneficia di una significativa riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso. Una chance che resta salva anche se la violazione è già stata constatata o sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche. Tali dati sono stati illustrati ieri in videoconferenza agli Osservatori regionali sugli studi di settore, organismi composti da rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate, delle Organizzazioni di categoria e dell’ANCI. Le presentazioni sono consultabili sul sito internet dell’Agenzia nella sezione Studi di settore > Osservatori regionali > Videoconferenza con gli Osservatori regionali sugli studi di settore del 18 maggio 2016. Spazio alle comunicazioni del Fisco anche nel 2016 – La strategia preventiva delle Entrate raddoppia. Entro i primi giorni di giugno, infatti, le comunicazioni relative alle anomalie riscontrate negli studi di settore saranno disponibili sul Cassetto fiscale. Gli alert del Fisco viaggiano via web o sms – Gli inviti ad accedere al proprio Cassetto fiscale saranno inviati agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) attivati dai contribuenti e via mail o sms, nel caso dei soggetti direttamente abilitati ai servizi telematici delle Entrate. Per i soggetti che in dichiarazione hanno scelto l’intermediario come destinatario delle comunicazioni, le anomalie saranno segnalate solo a quest’ultimo tramite il canale Entratel. Una volta letta la comunicazione, il contribuente potrà verificare la propria situazione e scegliere se fornire giustificazioni o ravvedersi. Nel primo caso, potrà fornire chiarimenti e precisazioni tramite i software gratuiti che saranno messi a disposizione sul sito www.agenziaentrate.it nella sezione dedicata agli Studi di settore. Nel secondo caso, è possibile regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi tramite l’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997), beneficiando così delle diverse riduzioni delle sanzioni previste a seconda della tempestività delle correzioni.

Roma, 19 maggio 2016

Fonte: agenziaentrate.gov
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venerdì 1 aprile 2016

Studi di settore 2015: Gli esperti approvano i correttivi anticrisi - Comunicato Stampa Agenzia delle Entrate


COMUNICATO STAMPA

Parere positivo ai correttivi anticrisi per 204 studi di settore.
La Commissione degli esperti, che aveva già espresso parere positivo alla metodologia utilizzata per elaborare i correttivi alle funzioni di regressione ed alla normalità nella riunione dello scorso 2 dicembre, ha verificato la validità di tali correttivi, anche sulla base delle analisi effettuate da SOSE sui dati Iva e degli oltre centomila esempi pervenuti da parte delle Organizzazioni di categoria. La Commissione ha inoltre fornito all’unanimità parere positivo sulla novità rappresentata dai correttivi agli indicatori di coerenza. Cinque correttivi per la crisi – I correttivi anticrisi sono stati determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2015 e sono riconducibili a queste cinque categorie: - correttivi congiunturali di settore - correttivi congiunturali territoriali - correttivi congiunturali individuali - interventi relativi all’analisi di normalità economica - interventi relativi all’analisi di coerenza economica L’andamento economico del 2015, settore per settore - L’attività di monitoraggio dell’andamento dei settori economici effettuata sul territorio nazionale ha esaminato, le dichiarazioni Iva 2016 e le comunicazioni annuali Iva 2016 presentate entro il mese di febbraio di quest’anno.


Fonte: Agenzia delle Entrate
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