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lunedì 4 dicembre 2017

AdE: al via in tutta Italia il servizio di consultazione dinamica della cartografia catastale

Navigazione dinamica delle mappe catastali e possibilità di visualizzazione integrata con altri dati a supporto dei processi di analisi, gestione e monitoraggio del territorio. È attivo da oggi per pubbliche amministrazioni, imprese, professionisti e cittadini il nuovo servizio di navigazione geografica della cartografia catastale, che si aggiunge ai servizi già implementati nell’ambito della direttiva europea “Inspire” (2007/2/CE) finalizzata a supportare le politiche ambientali tramite misure che garantiscono la conoscenza, la disponibilità e l’interoperabilità delle informazioni territoriali. Tra i dati trattati nella direttiva, classificati in 34 categorie, sono presenti quelli relativi alle “Cadastral parcel”, corrispondenti in Italia ai dati cartografici del catasto, gestiti dall’Agenzia delle Entrate.



Mappe dinamiche a consultazione libera - Il servizio di consultazione, disponibile per tutto il territorio nazionale (ad eccezione delle Province Autonome di Trento e di Bolzano), consente di visualizzare dinamicamente molti contenuti della cartografia catastale, che viene costantemente aggiornata in modalità automatica. Basato sullo standard “Web map service” (Wms) 1.3.0, il servizio è fruibile copiando l’indirizzo https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php all’interno di un software GIS (Geographic Information System) o di specifiche applicazioni a disposizione dell’utente. Da gennaio 2018, i servizi di consultazione e quelli di ricerca sui metadati saranno fruibili in maniera ancora più semplice, tramite uno specifico “Geoportale” dell’Agenzia delle Entrate. La consultazione libera non offre tutti i contenuti della cartografia catastale, per cui sono sempre disponibili i servizi di consultazione personale e le visure catastali telematiche.

La direttiva “Inspire” - La Direttiva 2007/2/CE, recepita con il Dlgs n. 32/2010, ha istituito un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE – INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe) per supportare le politiche ambientali comunitarie e le attività che possano avere un impatto sull’ambiente. La realizzazione di un’infrastruttura dati europea punta a favorire la conoscenza, la disponibilità e l’interoperabilità dei dati geografici e territoriali tra le pubbliche amministrazioni, anche attraverso la realizzazione di servizi in rete. Inoltre, si propone di facilitare l’accesso del pubblico alle informazioni territoriali ambientali in Europa e di coadiuvare i processi decisionali relativi all’ambiente e al territorio.
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Studi di settore: Online tutte le informazioni statistiche fino al periodo d’imposta 2016

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le statistiche relative agli studi di settore, aggiornate al periodo d’imposta 2016. Attraverso un sistema di navigazione di utilizzo facile e intuitivo, è possibile visualizzare online i dati relativi a tutti gli studi di settore a partire dal periodo d’imposta 2011, quelli aggregati relativi agli operatori facenti parte delle categorie corrispondenti ai servizi, manifatture, professionisti e commercio, oppure le informazioni statistiche su uno qualunque dei vari studi presenti nel database delle Entrate. 



Tutte le statistiche a portata di contribuente - È possibile selezionare il dato aggregato di tutti gli studi o di un determinato macrosettore, o ancora il singolo studio, per conoscere, tra l’altro, gli importi di ricavi o compensi dichiarati, anche con riferimento ai soggetti congrui e non congrui; la percentuale di congrui e di coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica. 

Dove trovare i dati - Per consultare i dati sugli studi di settore basta collegarsi al sito www.agenziaentrate.it e seguire il percorso: Cosa devi fare > Dichiarazioni > Studi di settore - parametri e indici sintetici di affidabilità > Studi di settore > Statistiche e analisi. Le statistiche pubblicate oggi rientrano nel ventaglio di informazioni finalizzate a incentivare il dialogo con i contribuenti soggetti agli studi, previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia del 18 giugno 2015 in attuazione delle misure contenute nella Legge di stabilità 2015.
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martedì 17 ottobre 2017

Nuove regole per le locazioni brevi I chiarimenti dell’Agenzia per intermediari e portali online


A quali contratti si applica la nuova disciplina sulle locazioni brevi, chi sono gli attori coinvolti, cosa devono fare intermediari e locatori, chi opera le ritenute ed effettua le comunicazioni dei dati relativi ai contratti. Sono questi i punti centrali della circolare n. 24/E, con cui l’Agenzia delle Entrate chiarisce il perimetro degli adempimenti, anche alla luce delle questioni emerse nel corso del tavolo di confronto con le associazioni di categoria e i principali operatori interessati. 

Focus sulle caratteristiche dei contratti - Secondo quanto previsto dal Dl 50/2017 (manovra correttiva 2017), ai redditi che derivano dai contratti di locazione breve, stipulati dal 1° giugno 2017, può applicarsi, su opzione del locatore, il regime della cedolare secca con l’aliquota del 21%. Sono considerate locazioni brevi quelle di durata inferiore a 30 giorni, anche per finalità turistiche. Il termine deve essere considerato in relazione ad ogni singolo contratto, anche nel caso di più contratti stipulati nell’anno dalle stesse parti. Le nuove norme si applicano esclusivamente ai contratti stipulati tra persone fisiche che agiscono al di fuori dell’attività di impresa. 

Tipologia di immobili e servizi - Quanto agli immobili, restano fuori dalle nuove regole quelli situati all’estero e quelli che non hanno finalità abitative: la locazione deve quindi riguardare unità immobiliari situate in Italia e appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa la A10 - uffici o studi privati) e le relative pertinenze (box, posti auto, cantine, soffitte, ecc), oppure singole stanze dell’abitazione. Il contratto può avere ad oggetto, oltre alla messa a disposizione dell’alloggio, la fornitura di biancheria, la pulizia dei locali, e tutti quei servizi strettamente funzionali alle esigenze abitative di breve periodo, come, ad esempio, la fornitura di collegamento wi-fi e di aria condizionata. Restano invece fuori i contratti che includono servizi non necessariamente correlati con la finalità residenziale dell’immobile, come per esempio la colazione, la somministrazione dei pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche. La circolare chiarisce inoltre che non è richiesta l’adozione di un particolare schema contrattuale.

I chiarimenti sulle sanzioni - Le ritenute si applicano ai canoni e ai corrispettivi derivanti da contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017: gli intermediari erano quindi tenuti a versarle entro il 16 luglio 2017. Tuttavia, nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente e tenendo conto delle iniziali difficoltà incontrate dagli operatori, gli uffici dell’Agenzia potranno escludere le sanzioni per l’omessa effettuazione delle ritenute fino all’11 settembre 2017. Gli intermediari saranno comunque sanzionabili per le omesse o incomplete ritenute da effettuare a partire dal 12 settembre e da versare entro il 16 ottobre 2017. Resta in ogni caso fermo l’obbligo di comunicazione dei dati dei contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017 poiché l’adempimento deve essere effettuato nel 2018. Sull’argomento, la circolare chiarisce che l’incompleta o errata comunicazione dei dati del contratto non è sanzionabile se causata dal comportamento del locatore.

Gli intermediari coinvolti e l’applicazione della ritenuta - Le nuove regole riguardano tutti i soggetti attraverso i quali vengono stipulati contratti di locazione breve, a prescindere dal fatto che siano residenti o abbiano una stabile organizzazione in Italia. Non rilevano né la forma giuridica del soggetto che intermedia (forma individuale o associata) né la modalità con cui l’attività è svolta (che può riferirsi ai contratti di locazione stipulati on line e off line). La ritenuta va operata sull’intero importo indicato nel contratto di locazione breve che il conduttore è tenuto a versare al locatore. In ogni caso la materiale disponibilità delle somme impone all’intermediario di effettuare il prelievo del 21% a titolo di ritenuta da versare all’erario. In caso di pagamento tramite assegno bancario intestato al locatore, l’intermediario, non avendo la materiale disponibilità delle risorse finanziarie, non è quindi tenuto a trattenere la ritenuta, anche se l’assegno è consegnato al locatore per il suo tramite. 
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lunedì 2 ottobre 2017

Legge Concorrenza: Zambrano risponte alla Bonomo sulle società di ingegneria







In una nota inviata al sito www.lavoripubblici.it l’On.le Francesca Bonomo (PD) ha criticato contenuti ed azione del Consiglio Nazionale Ingegneri in merito alla legge sulla concorrenza, in particolare per quanto riguarda il tema delle società di ingegneria. A questo proposito arriva la risposta del Presidente del CNI. “Le parole della deputata Bonomo – afferma Armando Zambrano - non ci sorprendono; ci sorprende invece il fatto che siano espresse a nome del gruppo del PD, coinvolgendo anche il Governo. Non è il caso di ricordare l’iter parlamentare del provvedimento sulla concorrenza, terreno di aspro scontro interno alla maggioranza, legge controversa e solo forzatamente condivisa, i cui effetti non tarderanno a farsi sentire. “A questo proposito vogliamo solo ricordare che proprio dal gruppo PD in Commissione Giustizia alla Camera sono arrivati i più severi rilievi sulla norma di cui si tratta, rilievi che portano a definire quanto disciplinato in materia di società di ingegneria, certamente anticoncorrenziale, e molto probabilmente incostituzionale.

Proprio la deputata Bonomo dovrebbe sapere che le preoccupazioni sollevate dai professionisti tecnici nella prima fase dell’esame del provvedimento hanno condotto il legislatore ad apportare modifiche al testo originario, introducendo in capo alle SDI l’obbligo dell’assicurazione professionale e l’obbligo di far svolgere le prestazioni a professionisti iscritti all’albo.

“Alla deputata Bonomo, inoltre, sfugge quello che il Consiglio Nazionale Ingegneri, nell’ambito dell’attività svolta dalla Rete Professioni Tecniche, ha sempre sostenuto, anche per mezzo di memorie che sono agli atti del parlamento, e di chiara lettura: mai abbiamo sostenuto che le società di ingegneria non dovessero lavorare nel mercato privato, anzi, abbiamo sempre evidenziato come una forma societaria come la SDI potesse rappresentare utile strumento anche per i professionisti, superando le storture – soprattutto fiscali – che riguardano invece le società tra professionisti.

“Ancora, non ci risulta che sia stata introdotta dalla norma una separazione del mercato privato in due, sarebbe assurdo che questo avvenisse in una Legge per la concorrenza; non esistono dunque mercati privati “tendenzialmente diversi”, come sostiene la deputata Bonomo: esiste il mercato dei lavori privati, che è composto dai piccoli committenti e dai grandi committenti, ad oggi tutti raggiungibili sia dalle società di ingegneria che dai liberi professionisti, con condizioni di partenza del tutto diverse. “È su questo punto che abbiamo provato a sensibilizzare il legislatore, in piena coerenza con lo spirito originario della norma, poiché ci sembra assurdo che ci si possa rivolgere ad uno stesso potenziale committente con livelli di responsabilità verso questo completamente diversi, che pesano sui liberi professionisti, anche dipendenti delle società di ingegneria, e non toccano assolutamente le società cui va il reale profitto dell’attività svolta.

“La deputata poi parla di un “evidente ritorno economico” che gli ordini avrebbero avuto dal controllo deontologico sulle società di ingegneria; anche su questo, abbiamo puntualmente espresso la nostra disponibilità a rendere gratuita l’iscrizione delle società di ingegneria in un albo speciale, al solo fine di fornire una garanzia ulteriore per la committenza, effettuando un controllo molto leggero. “Sul condono mascherato, infine, non intendiamo soffermarci perché risulta del tutto evidente, ed è oggetto di valutazione di esclusivo carattere politico, che non riguarda certamente noi, che rappresentiamo 600.000 professionisti iscritti agli Albi, ma è nella sola disponibilità di chi rivendica l’approvazione della norma”.

“Resta – conclude il Presidente del CNI - il grave vulnus di una indefinita iscrizione delle SDI presso un elenco Anac, che costringerà l’autorità per la corruzione ad implementare un sistema di verifica e controllo puntuale sulle società, che più efficacemente, e senza aggravio di costi, avrebbero potuto svolgere e dovrebbero svolgere gli ordini professionali. “D’altronde l’esperienza di Governo in cui nasce questa norma è costellata di provvedimenti i cui effetti contraddittori, pur previsti, sono stati considerati e verificati solo dopo l’applicazione, ove possibile, delle leggi stesse: basti pensare al primo codice dei contratti, che ha necessitato di un immediato correttivo, o a norme di grande importanza, come la legge elettorale”. 


Roma 29 settembre 2017
Comunicato Stampa
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Zambrano critica Casa Italia sul Fascicolo del Fabbricato: I terremoti non aspettano i nostri comodi


Il Presidente del CNI insiste sull’introduzione di uno strumento indispensabile ma osteggiato da molti. E avverte: “I terremoti non aspettano i nostri comodi”. 

“Il dibattito sulla messa in sicurezza del nostro territorio sta diventando surreale. Ragioniamo come se il terremoto aspettasse i nostri comodi. Sulla base delle statistiche sappiamo che il sisma può tornare a colpire tra tre anni e noi siamo ancora qui a discutere”. Queste le parole forti con cui Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, ha aperto il suo intervento al convegno “Ecobonus e Sismabonus. 

La grande occasione per la sicurezza e l’efficienza energetica della casa”, organizzato da Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili). “E’ assurdo – ha proseguito Zambrano – che ancora si contesti l’introduzione di uno strumento come il fascicolo del fabbricato, indispensabile per la conoscenza dello stato dei nostri immobili. Dobbiamo prendere atto che dal Casa Italia traspare una diffidenza nei confronti del fascicolo del fabbricato. Gli esiti sono paradossali. 
Da un lato, infatti, il Piano non crede all’utilità di questo strumento; dall’altro afferma la necessità di un’analisi speditiva degli edifici che rende necessaria una mappatura delle informazioni sul loro livello di vulnerabilità. “Senza girarci troppo intorno, il tema è quello dell’obbligatorietà. Sappiamo bene che appena un quarto dei cittadini ha una reale consapevolezza dei rischi. E’ impossibile agire inseguendo il consenso della totalità della popolazione italiana. 

E’ necessario introdurre l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato, anche in maniera graduale, cominciando dalla compravendita e dagli affitti degli immobili. Altrimenti parlare di messa in sicurezza del patrimonio edilizio diventa un optional”. Il convegno, che si è avvalso della partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ha fatto registrare, tra gli altri, gli interventi di Giuliano Campana (Ance), Enrico Morando (Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze), Roberto Marino (Capo Dipartimento Casa Italia) e Massimo Sessa (Presidente del Consiglio Superiore Lavori Pubblici). 


Roma 29 settembre 2017

Comunicato Stampa
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Lauree professionalizzanti: due appunti da parte del CNI al Governo


Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha inviato al Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca alcune osservazioni in merito alla bozza di documento di indirizzo per la formazione terziaria elaborato dalla Cabina di regia nazionale per il coordinamento del sistema di istruzione tecnica superiore e delle lauree professionalizzanti. 

Nella generale condivisione della bozza di documento, il CNI ritiene opportuno innanzitutto precisare che i nuovi percorsi formativi (Lauree professionalizzanti) saranno chiaramente distinti, anche nominalmente, dalle classi di Laurea di primo di primo livello e dalle classi di Laurea Magistrale. Inoltre, in merito alla possibilità di passaggio da un percorso accademico all’altro, va chiarito che il conseguimento della nuova Laurea Professionalizzante potrà consentire esclusivamente l’accesso ai corsi di Laurea di primo livello ma non a quelli di Laurea Magistrale. 

L’accesso a questi ultimi dovrà restare riservato ai soli possessori di Laurea di primo livello. 

Le nuove Lauree professionalizzati a carattere abilitante (inglobanti quindi l’esame di Stato di abilitazione), potranno evidentemente abilitare all’esercizio di una unica e specifica professione. Una precisazione è necessaria anche sui contenuti abilitanti dei nuovi percorsi accademici, in particolare per quanto concerne le professioni dell’area tecnica. Il contenuto abilitante delle Lauree Professionalizzanti non potrà che essere circoscritto alle mansioni esecutive e di supporto alle prestazioni più complesse (come quelle relative alla progettazione) che dovranno restare di competenza dei professionisti con percorsi accademici di livello più elevato. 

Infine, una notazione riguarda il delicato tema delle risorse finanziarie. La bozza di documento prevede un incremento del finanziamento unicamente a favore degli ITS cui le Università dovrebbero raccordarsi per l’organizzazione di percorsi formativi per il conseguimento della Laurea Professionalizzante. 

Questa misura sembra non pienamente sufficiente a consentire alle Università di svolgere tutte quelle complesse attività necessarie allo sviluppo di un nuovo percorso accademico, che sia effettivamente differente nei contenuti e negli obiettivi da quelli esistenti. In un’ottica di razionalizzazione delle risorse, i costi necessari per l’avvio delle Lauree Professionalizzanti potrebbero in qualche misura essere compensati, in particolare per le discipline connesse all’Ingegneria, dal ripristino dei percorsi a ciclo unico per l’accesso alla professione di Ingegnere, così come avviene per i corsi di laurea in Giurisprudenza. Come più volte evidenziato, infatti, il tipico percorso universitario in Ingegneria, nonostante l’introduzione del 3+2, continua ad essere identificato dagli studenti come un percorso di studi quinquennale. 

Roma 19 settembre 2017
Comunicato Stampa
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Dissesto idrogeologico e progettazione: la parola agli ingegneri


Dal Consiglio Nazionale Ingegneri alcune precise indicazioni per superare le inefficienze nella gestione degli eventi legati alla fragilità e vulnerabilità del territorio. Alla politica si chiede di assumere un impegno serio e definitivo. Quelli che pochi giorni fa hanno colpito Livorno sono solo gli ultimi anelli della catena di tragici eventi causati da fragilità e vulnerabilità del territorio. Ancora una volta contiamo vittime e danni, misuriamo disagi e dolore. Nella solita ricerca affannata di colpevoli e responsabilità, di spiegazioni e soluzioni, un’attenzione particolare è stata rivolta all’azione della Struttura di Missione (Italia Sicura), ai progetti disponibili, alla qualità dei progetti. Diciamo subito che non ci interessa la difesa d’ufficio dei progettisti. Come CNI, da anni, con il contributo fattivo e costante di tutto il sistema ordinistico, siamo impegnati, anche in sinergia con le università ed i centri di ricerca, a diffondere occasioni di formazione permanente, specifica e qualificata, proprio nei vari settori del “rischio”. 

Da tempo, inoltre, anche attraverso il forte impulso dato al processo di certificazione delle competenze, la nostra attenzione va alla qualità reale, alla competizione sul sapere, sull’esperienza concreta, sull’organizzazione e le capacità tecniche, strutturali e generali. Guardiamo piuttosto dentro la questione “progetti esecutivi” e chiediamoci perché nel processo edilizio si accumulano ritardi, inefficienze, ed anche errori. Un fatto è evidente: la mancanza assoluta, nella politica nazionale e regionale, di una cultura della prevenzione. La conoscenza delle fragilità dei territori, delle vulnerabilità, del livello di rischio, dovrebbe essere finanziata ed estesa a tutte le aree sensibili, a prescindere da ogni altro aspetto. Questo processo virtuoso non è legato all’evento, precede l’evento, sviluppa le coscienze e le consapevolezze, crea la cultura del prevenire e non quella del curare e del piangere i morti. 

La struttura di missione, Italia Sicura, alla cui cabina di regia partecipa anche il CNI, è certamente una idea giusta ed ha certamente prodotto risultati. Tuttavia, il raccordo con le realtà locali e la coerenza tra la tempestività dell’azione e la realtà dei processi, i sistemi di controllo e di gestione, ancora non funzionano al meglio. Se rispetto ai 9mila interventi “necessari e prioritari” segnalati dalle Regioni i progetti esecutivi presentati rappresentano una percentuale ad una cifra (poco più del 5%), è chiaro che la distanza rispetto alla sicurezza reale dei territori resta abissale. 

Troppo lunghe le procedure di selezione dei progettisti; troppo lunga la filiera dei tre livelli di progettazione; troppo fragile il legame cogente imposto dal Codice dei contratti: senza progetto esecutivo non c’è certezza del finanziamento che, si badi bene, serve anche, nella stragrande maggioranza dei casi, a pagare il progetto. E’ quindi evidente che il fondo destinato alle analisi di conoscenza prima, ed alle progettazioni poi, debba essere un fondo autonomo, opportunamente finanziato, ed attivo indipendentemente dai processi di appalto delle opere. Dall’altro lato, le stazioni appaltanti nei bandi per la scelta dei progettisti dovrebbero premiare le competenze reali, l’organizzazione e la qualità concreta, eliminando processi di competizione sul prezzo, ad esempio indicando un ribasso massimo applicabile. Inoltre, andrebbe attuato davvero il principio di sussidiarietà che, attraverso la diffusione capillare nel territorio, potrebbe trovare negli Ordini quel presidio al monitoraggio e quell’aiuto nell’accelerazione dei processi amministrativi, che darebbe un impulso concreto alla sicurezza reale. 

Ma soprattutto la politica prenda finalmente un impegno serio e definitivo davanti alla nazione intera: le questioni che riguardano la sicurezza rispetto a fenomeni naturali, le relative strutture tecniche dedicate, i processi in atto, i finanziamenti siano sottratti alla competizione elettorale e diventino punto fisso non modificabile se non nel senso di incrementare risorse umane ed economiche. Se le ormai prossime elezioni politiche avranno un impatto negativo sui processi in essere la politica nel suo complesso si sarà assunta una responsabilità enorme e sarà essa stessa la peggiore calamità naturale che il nostro paese abbia mai avuto.

CNI
Comunicato Stampa
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Fisco; Ruffini, dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti Il fisco diventa consulente e non solo controllore


La dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti è di fatto “la sublimazione, la scomparsa dell’idea stessa di dichiarazione, trasformata nella somma di raccolta dei dati, calcolo dell’imposta, comunicazione al contribuente e prelievo alla fonte, come si propone di fare il fisco britannico”. 

Lo ha detto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso del suo intervento di oggi al convegno su ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’, organizzato a Milano dall’Università europea di Roma. 

“Il controllo della massa dei contribuenti - ha spiegato ancora Ruffini - risale al momento stesso dell’adempimento trasformandosi in servizio; resta a valle quello dei soggetti a rischio o più rilevanti. Il fisco diventa il consulente e non solo il controllore: evita errori e non aspetta che si verifichino per poi dar loro la caccia con i controlli formali; previene le omissioni e non le scopre dopo con i controlli di merito”.

Comunicato Stampa
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Fisco; Ruffini, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese


“È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi”. Lo ha detto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso del suo intervento di oggi al convegno su ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’, organizzato a Milano dall’Università europea di Roma. 

“Cruciali sono i servizi ai contribuenti, terzo pilastro, insieme all’accertamento e alla riscossione, di un fisco efficiente e che la riorganizzazione dell’Agenzia, non a caso, pone accanto all’area contribuenti come secondo braccio operativo”. 


“La riorganizzazione interna dell’Agenzia che ho proposto - ha spiegato Ruffini - come primo atto da Direttore riorienta l’attività della stessa per tipo di contribuenti, gestendo nella sua interezza il percorso dal momento in cui la somma è accertata a quello in cui è incassata definitivamente e garantendo loro un unico punto di riferimento”. La stessa riorganizzazione è volta a cogliere, nell’ambito del contrasto all’evasione ed elusione internazionale, le opportunità offerte dalle iniziative dell’Ocse e della Ue. 

Questa strategia, ha aggiunto il Direttore, “si basa sul concetto che sempre più spesso l’evasione nazionale trova supporto in schemi internazionali, punta a sfruttare tutte le possibili sinergie informative e a coordinarsi al massimo con gli altri organi interessati (Organizzazioni internazionali, Gdf, Procure)”. 

Comunicato Stampa
Roma, 18 settembre 2017
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Fisco; inizia era indici affidabilità, al via i primi 70 Provvedimento di Ruffini, attività economiche associate agli Isa

L’Agenzia delle Entrate ha individuato i primi Isa (Indici sintetici di affidabilità) destinati a sostituire gli studi di settore di 1,4 milioni di contribuenti già nel 2018. Con il provvedimento firmato oggi dal direttore Ernesto Maria Ruffini, infatti, si individuano i primi 70 Indici che dovranno essere elaborati quest’anno e che potranno essere già applicati, a seguito di approvazione con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal periodo d’imposta 2017. 

Gli altri Isa saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno, per coinvolgere, a regime, circa 4 milioni di operatori economici, che rappresentano l’intera platea dei soggetti interessati dagli studi di settore. Dal 2018 imprese e professionisti potranno, così, avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità/compliance. Il provvedimento di oggi riporta anche le attività economiche, suddivise per settore, per le quali saranno elaborati gli Indici. 

La platea degli interessati dai nuovi Indici, oltre un milione - I nuovi 70 Indici riguarderanno circa 1,4 milioni di contribuenti. In particolare, 29 Indici sintetici di affidabilità saranno elaborati per il settore del commercio; tra le attività interessate vi sono quelle del commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, articoli sportivi, giochi e commercio all’ingrosso di mobili. Sono invece 17 gli Indici individuati per il comparto dei servizi, tra cui carrozzieri e meccanici, parrucchieri e barbieri, riparazione autoveicoli, motocicli e ciclomotori, ma anche intermediari immobiliari, ristorazione e villaggi turistici. Per le manifatture gli Indici individuati sono 15 e riguardano, tra gli altri, la fabbricazione di articoli da viaggio, borse, la fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro, calzature, prodotti in gomma. Per i professionisti i nuovi Isa riguardano 9 diverse attività di lavoro autonomo, tra le quali quelle dei disegnatori grafici, dei geometri e degli studi legali. 

Le platee più numerose per macro-categorie - Andando a scorrere le attività, dei circa 1,4 milioni di contribuenti interessati dagli Isa per il periodo d’imposta 2017, e che potranno quindi accedere ai benefici premiali previsti, circa 168mila sono intermediari del commercio (12% della platea), quasi 145mila avvocati (10%), oltre 129mila installatori di impianti (9%). Tra le macro categorie più numerose interessate dagli Isa ci sono anche i ristoranti, circa 95mila (7%) e i parrucchieri, circa 74mila (5%). 

I vantaggi per i contribuenti - I contribuenti che risulteranno “affidabili” agli Isa avranno accesso a significativi benefici premiali su più livelli: in particolare vengono esclusi gli accertamenti di tipo analitico – presuntivo; limitata l’applicazione degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito. E’ anche prevista la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta. Infine, è previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro. 

Comunicato Stampa
Roma, 22 settembre 2017
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FISCO; Spesometro riparte domani canale web: comunicazioni fino al 5 ottobre

Agenzia delle entrate comunica che il servizio web ‘Fatture e Corrispettivi’, temporaneamente sospeso dalla serata del 22 settembre scorso, sarà nuovamente disponibile agli utenti entro domani, martedì 26, a valle di alcuni interventi correttivi effettuati da Sogei, che gestisce il sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria. 

Il servizio web per l’invio dei dati delle fatture sarà quindi ripristinato, con l’eccezione di alcune funzionalità sulle quali sono in corso ancora interventi da parte di Sogei volti a ripristinare al più presto il servizio completo. In particolare non sono ancora attive le seguenti funzionalità: modifica dei dati fattura attraverso interfaccia web; la visualizzazione delle notifiche di esito delle sole fatture elettroniche, delle comunicazioni trimestrali IVA e quelle relative ai corrispettivi; la precompilazione dei dati all’interno della funzionalità di generazione dati fattura. 

Si ricorda, in proposito, che sono comunque sempre stati attivi tutti gli altri canali di trasmissione dei dati attraverso software gestionali. In considerazione dei disagi sopravvenuti, con provvedimento del direttore di Agenzia delle entrate in corso di emanazione, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017. 

Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.

Comunicato Stampa
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martedì 18 aprile 2017

Online da oggi la dichiarazione dei redditi precompilata per 30 mln di contribuenti

COMUNICATO STAMPA

Online da oggi la dichiarazione dei redditi precompilata per 30 mln di contribuenti
Da quest’anno inserite spese per farmaci e quelle per psicologi, ottici e radiologi
Ecco come visualizzarla in pochi click

La dichiarazione dei redditi precompilata è disponibile da oggi per 30 milioni di contribuenti che, accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, possono consultare le informazioni già inserite dal Fisco. Dal prossimo 2 maggio sarà possibile integrarla o modificarla ed inviarla entro il 24 luglio, nel caso del modello 730, o entro il 2 ottobre, nel caso del modello Redditi. Tra le principali novità, la presenza delle spese sanitarie relative ai farmaci acquistati e quelle relative alle prestazioni di psicologi, infermieri, ostetriche, radiologi e strutture autorizzate non accreditate.

Molti più dati sulle spese sanitarie - Da quest’anno si arricchisce la sezione sulle spese sanitarie che è possibile detrarre. In particolare, nel terzo anno di sperimentazione, entrano nella dichiarazione precompilata sia le spese per l’acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie, sia le spese sanitarie sostenute per le prestazioni di ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica e strutture autorizzate a fornire i servizi sanitarie ma non accreditate. Spazio anche alle spese veterinarie comunicate da farmacie, parafarmacie e veterinari e alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate dagli amministratori di condominio.

Gli altri dati già precompilati - Oltre a queste new entry, sono confermati i dati già presenti negli anni scorsi, come gli interessi passivi sui mutui, i premi assicurativi, i contributi previdenziali e assistenziali, i contributi versati per i lavoratori domestici, le spese universitarie e i relativi rimborsi, le spese funebri, i contributi versati alla previdenza complementare e i bonifici riguardanti le spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici.

Le altre novità: integrazione della dichiarazione 2016, platea più ampia ed eredi - Quest’anno, oltre a visualizzare, accettare (nel caso del modello 730), modificare, integrare e inviare la dichiarazione precompilata 2017, è possibile consultare e, se necessario, correggere la dichiarazione precompilata 2016, purché sia stata inviata tramite l’applicazione web.
Porte aperte anche per i contribuenti che non possono avere a disposizione la precompilata. Adesso, infatti, è possibile presentare la dichiarazione dei redditi attraverso la stessa applicazione web, compilando un modello senza alcun dato precompilato, ad eccezione di quelli anagrafici.
Dal 2 maggio gli eredi, dopo aver effettuato l’accesso all’applicazione con le proprie credenziali (Fisconline o Entratel), potranno indicare il codice fiscale della persona deceduta per la quale intendono presentare la dichiarazione. L’Agenzia metterà a disposizione dell’erede un modello Redditi senza alcun dato precompilato, a eccezione dei suoi dati anagrafici e di quelli della persona deceduta, in modo che si possa inviare, dopo averlo compilato, direttamente tramite l’applicazione web.

Come accedere alla propria dichiarazione - Per visualizzare il proprio modello 730 o il modello Redditi, basta entrare nell’area riservata del sito delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, e inserire il nome utente, la password e il pin dei servizi online dell’Agenzia. È possibile accedere alla propria dichiarazione anche utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi, le credenziali rilasciate dall’Inps, quelle del portale NoiPa (per i dipendenti pubblici) oppure tramite Spid, il nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale, che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti. Resta ferma la possibilità di delegare un professionista o di rivolgersi ad un Caf.

Come richiedere il pin - Per richiedere le proprie credenziali di accesso, basta collegarsi al sito delle Entrate, nella sezione Fisconline, e seguire la procedura di registrazione: il sistema fornirà immediatamente le prime 4 cifre del codice Pin, mentre le altre sei cifre e la password per il primo accesso saranno spediti direttamente al domicilio conosciuto dall’Agenzia. Pin e password possono essere richiesti anche presso gli uffici: in questo caso, i funzionari del Fisco consegneranno le prime 4 cifre del codice Pin e la password di primo accesso, insieme alle istruzioni da seguire per ottenere la seconda parte del codice Pin accedendo al sito internet delle Entrate.

L’assistenza del Fisco - L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei cittadini diversi canali di assistenza, tra cui un sito internet dedicato, raggiungibile all’indirizzo https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it, dove sono presenti anche le Faq con le risposte alle domande più frequenti. Inoltre, sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 06 966.689.07 da cellulare e +39 06.966.689.33 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 17 e il sabato dalle ore 9 alle ore 13. Per le informazioni sintetiche che non prevedono risposte articolate, è possibile mandare un sms al numero 320.430.84.44. Infine, è possibile prenotare un appuntamento in ufficio, anche tramite il sito dell’Agenzia.

Roma, 18 aprile 2017
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venerdì 1 luglio 2016

FATTURA ELETTRONICA: La fattura elettronica è per tutti!


COMUNICATO STAMPA

Pronta l’applicazione gratuita dell’Agenzia delle entrate per generare, trasmettere e conservare online le fatture tra privati e con la pubblica amministrazione.
Ancora un tassello nella digitalizzazione e semplificazione dei rapporti tra fisco e contribuenti.
E’ disponibile, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la prima versione dell’applicazione web gratuita con la quale da oggi i contribuenti con partita iva possono generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche (Dlgs n. 127/2015). Il servizio, realizzato dalle Entrate con la collaborazione del partner tecnologico del Mef, Sogei, può essere utilizzato da tutte le imprese, gli artigiani e i professionisti, sia nel caso di fatture destinate a privati (B2B), sia per quelle rivolte alla Pubblica Amministrazione. Alla web application, raggiungibile dal sito delle Entrate cliccando sul banner riportato qui sotto, si può accedere utilizzando le credenziali fornite agli utenti dei servizi telematici dell’Agenzia, di Spid e della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Sbarca sul web anche il sito di assistenza con cui le Entrate illustrano ai cittadini, in maniera semplice e chiara, le modalità di utilizzo del nuovo servizio. Per saperne di più, basta cliccare sul pulsante in alto a destra del sito dedicato alla nuova applicazione web.
I vantaggi – L’applicazione web per la generazione, conservazione e trasmissione delle fatture elettroniche rappresenta un ulteriore tassello del percorso di semplificazione dei rapporti tra il Fisco e il contribuente. Da un punto di vista strategico, i principali vantaggi attesi, derivanti dall’uso della fatturazione elettronica B2B e Pa, sono la digitalizzazione dei processi amministrativi, con un conseguente risparmio di carta, stampa, spedizione, archiviazione, e la gestione più rapida ed efficiente delle fatture, con una conseguente riduzione degli errori e dei relativi oneri.
Dalla generazione alla conservazione, ready to use - La nuova applicazione è stata progettata per permettere agli utenti, attraverso pochi passaggi guidati, di creare, visualizzare e salvare le fatture elettroniche e di scegliere quando e come inviarle ai propri clienti. In particolare, per la trasmissione delle fatture, dal 1° gennaio 2017 i fornitori di beni e servizi potranno scegliere anche il Sistema di Interscambio, al momento obbligatorio per i fornitori della Pubblica Amministrazione. Infatti, a partire dall’anno prossimo il Sistema di interscambio aprirà alla fatturazione tra privati, come opzione facoltativa. Infine, il servizio che permette di conservare a norma le fatture elettroniche, sia quelle emesse che quelle ricevute, purché rispettino il formato XML della fattura elettronica.
Prossimo passo, l’app per dispositivi mobili - La web application per la fatturazione elettronica fa parte di un’offerta più ampia di strumenti. A breve verranno messi a disposizione i servizi con cui i contribuenti potranno scegliere di memorizzare e trasmettere i dati dei corrispettivi giornalieri a partire dal 1° gennaio 2017. Nei prossimi mesi, inoltre, l’Agenzia rilascerà l’applicazione anche in formato di app per smartphone e tablet, in modo da ampliarne l’utilizzo in mobilità a tutti gli utenti, a prescindere dal dispositivo elettronico posseduto.

Roma, 01 luglio 2016

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domenica 7 febbraio 2016

Compenso amministratore

Il compenso dell'amministratore di condominio deve essere comunicato al momento della nomina, compresa la formula con la quale viene calcolato, così come espresso chiaramente dall'art.1129 del c.c.  E' la parte tra le più discussa dell'assemblea, perché alcuni amministratori chiedono di più di altri, ma c'è da mettere sempre in campo un fattore fondamentale, che un bravo amministratore che segue la vita del condominio è capace a farvi risparmiare degli importi che un cattivo amministratore vi farebbe spendere. Consideriamo l'esempio banale della manutenzione degli impianti, che se periodicamente eseguita, garantisce una lunga vita degli stessi, ma in caso contrario il poco risparmio che si avrà dal non aver fatto la manutenzione, si trasformerà in un intervento estremamente oneroso più avanti.


Come portale Re della vita del condominio, diamo la possibilità a tutti i nostri visitatori di richiedere un preventivo, che verrà poi inviato a tutti gli amministratori della zona dove abitate e quindi rispeditovi, permettendo di scegliere la soluzione migliore.



Prova il nostro servizio, se ti va male avrai perso pochi secondi, se ti va bene avrai risparmiato diverse centinaia di euro. 

Puoi sempre inviare una mail a segreteria@condominionews.com oppure compilare il seguente form.





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mercoledì 18 novembre 2015

Modello da compilare per la Nomina di Nuovo amministratore

Compila il form seguente e riceverai sulla tua mail il modello per la nomina del nuovo amministratore.


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Documenti necessari per la costituzione del Condominio


Documenti necessari sia per la gestione che per la costituzione del Condominio


  1. Nominativi Condomini con relativi indirizzi ed eventuali n° telefonici
  2. Nome Condominio
  3. Dati Catastali, planimetrie, permesso a costruire, fine lavori
  4. Atti di acquisto (basta prima pagina con nomi proprietà)
  5. tabelle millesimali (mill. Generali, Box ecc..)
  6. certificazioni impianti
  7. certificazione cancello elettrico box
  8. Volume del fabbricato, n° piani fuori terra, Altezza, n° alloggi, n° negozi, n° box
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mercoledì 17 febbraio 2010

Calcolo codice fiscale

Calcolo del codice fiscale

compilate il modulo e premete il pulsante

Cognome
Nome
Sesso
M
F
Comune di nascita (o Stato estero)
Prov.
Data di nascita
giorno               mese                anno    


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martedì 2 febbraio 2010

Calcolo interessi legali

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lunedì 1 febbraio 2010

Danno da morte

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Fatture online

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