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sabato 8 settembre 2018

CNI: in aumento gli iscritti ai corsi di Ingegneria



Il rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri segnala un aumento delle immatricolazioni. Gli studi in ingegneria si confermano al primo posto per numero di iscrizioni. Dopo un lungo periodo di flessione, torna ad aumentare la quota di giovani diplomati che si iscrive all’Università. Si consolidano dunque i segnali positivi emersi nel corso degli ultimi due anni, tanto che la quota di immatricolati arriva a sfiorare, nell’anno accademico 2016/17, il 60% dei diplomati della scuola secondaria superiore. E’ quanto emerge dal consueto rapporto annuale redatto dal Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri. Il documento attesta anche che i corsi di laurea attinenti alle materie ingegneristiche si confermano la principale scelta dei giovani, dato che raccolgono oltre il 15% degli immatricolati. Tuttavia viene confermato anche il progressivo declino delle immatricolazioni nelle classi del settore civileambientale. Gli immatricolati hanno superato complessivamente, nell’anno accademico in esame, 274mila unità, il 5,2% in più dei circa 260 mila dell’anno accademico precedente, di cui quasi 42mila hanno optato per un corso di laurea in ingegneria (nell’anno accademico 2015/2016 erano stati 40.555). Ma mentre i corsi del settore industriale e dell’informazione continuano a riscuotere un crescente successo (rispettivamente +7,3% e +4,3% di nuovi iscritti), quelli relativi al ramo civile ed ambientale proseguono la fase di flessione. Dopo una crescita prolungata, si è abbassata anche nel 2016/2017 la quota di donne immatricolate ai corsi ingegneristici: per la prima volta negli ultimi 7 anni, sotto il 25%.

Sono questi i principali risultati emersi dall’indagine basata sull’elaborazione dei dati forniti dall’Ufficio statistica del MIUR. 
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lunedì 4 dicembre 2017

L'equo compenso non penalizza i giovani professionisti

Lo dimostra una ricerca del Centro Studi CNI presentata nel corso dell’evento “L’equo compenso è un diritto”. L’equo compenso favorisce i professionisti più forti? Questa la tesi veicolata nei giorni scorsi da alcuni organi di informazione e in qualche modo rilanciata da un recente pronunciamento dell’Antitrust che ha criticato l’allargamento del provvedimento a tutti i professionisti inserito nel Decreto fiscale. 



Ma è davvero così? In realtà i fatti dimostrano esattamente il contrario. A dimostrarlo una ricerca del Centro Studi CNI presentata stamattina dal suo Direttore Massimiliano Pittau in occasione dell’evento “L’equo compenso è un diritto”, organizzato congiuntamente da RPT e CUP. Si dice che la politica delle “lenzuolate” abbia contribuito ad incrementare il reddito dei professionisti. Indicativo il caso degli avvocati passati da 7,1 miliardi di euro nel 2007 a 8,41 miliardi nel 2015. Peccato, però, che nel frattempo il numero complessivo dei professionisti sia notevolmente cresciuto, di gran lunga più del monte dei redditi: da 1,28 a 1,48 milioni. Di conseguenza il reddito medio dei professionisti italiani nel 2015 è sceso a 33.954 euro procapite: con una perdita secca dell’8,6% rispetto al 2007. Come sempre la media statistica nasconde grandi differenze tra una professione e l’altra. In calo di reddito ha riguardato soprattutto i professionisti dell’area tecnica (-18,6%) e giuridica (-29,2). L’area economica e sociale ha contenuto la perdita (- 1,5%), mentre quella sanitaria è andata in netta controtendenza: +15,6%.

Se si escludono le professioni sanitarie, il calo complessivo medio del reddito dei professionisti si attesta al 16,8%. Nello stesso arco di tempo, connotato da una congiuntura economica fortemente negativa, i redditi dei lavoratori dipendenti sono cresciuti del 9,1%, a testimonianza del fatto che in Italia il lavoro dipendente gode di tutele maggiori rispetto a quello professionale. Ma chi ha pagato di più il costo delle “lenzuolate”? A dispetto di quanto affermato dall’Antitrust a subire la maggiore penalizzazione sono stati i giovani e le donne. I giovani dai 25 ai 30 anni hanno perso l’8,4% del loro reddito professionale medio, quelli dai 30 ai 35 il 14,9%, quelli dai 35 ai 40 il 19,4%. Quanto alle professioniste hanno lasciato sul terreno il 9,5%. 

Fatto 100 il reddito dei professionisti dai 55 ai 60 anni, nel 2015 hanno accresciuto la loro quota di reddito solo quelli della fascia immediatamente precedente (dai 50 ai 55) che hanno raggiunto il 93,9% del reddito dei più anziani (+2,6%). I professionisti dai 35 ai 40 si attestano sul 47,7% (-4,8%) e quelli dai 30 ai 35 sul 34,4% del reddito dei colleghi più anziani (-1,5%). In sostanza, i professionisti dai 50 anni in su hanno guadagnato reddito. Tutti quelli più giovani guadagnano meno rispetto al 2007. A dispetto dei falsi miti, questi numeri dimostrano esattamente il contrario, ossia che l’equo compenso può dare un nuovo impulso alle giovani generazioni di professionisti che, negli ultimi anni e in assenza di qualsiasi tutela della qualità della loro professionalità, sono stati letteralmente falcidiati dalla crisi e dalla politica delle liberalizzazioni. 
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lunedì 17 luglio 2017

TUTTO SU STUDI DI SETTORE – periodo di imposta 2016.

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giovedì 6 aprile 2017

Studi di settore 2016: arriva l’ok degli esperti ai correttivi anticrisi. Online da oggi Gerico 2017


COMUNICATO STAMPA

Studi di settore 2016: arriva l’ok degli esperti ai correttivi anticrisi
Online da oggi Gerico 2017

Parere positivo ai correttivi anticrisi per 193 studi di settore. La Commissione degli esperti, che aveva già espresso parere positivo alla metodologia utilizzata per elaborare i correttivi alle funzioni di regressione ed alla normalità nella riunione dello scorso 7 dicembre, ha verificato la validità di tali correttivi, anche sulla base delle analisi effettuate da Sose sui dati Iva e degli oltre centomila esempi pervenuti da parte delle organizzazioni di categoria.

Cinque correttivi per la crisi - I correttivi anticrisi sono stati determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2016 e sono riconducibili a queste cinque categorie:
  • correttivi congiunturali di settore
  • correttivi congiunturali territoriali
  • correttivi congiunturali individuali
  • interventi relativi all'analisi di normalità economica
  • interventi relativi all'analisi di coerenza economica
In linea Gerico e Parametri - I software Gerico e Parametri 2017 sono in linea con netto anticipo rispetto agli anni passati. È, infatti, già pronto nella sua versione definitiva il software per la compilazione degli studi di settore, che da oggi è online sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore > Software > Gerico 2017. Contestualmente alla pubblicazione di Gerico è reso disponibile anche Parametri 2017.
Gerico 2017 tiene conto dei correttivi “crisi”, analizzati dalla Commissione degli esperti nella riunione di oggi, e interessa i 193 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2016. Il software consente di stimare, per il 2016, i ricavi o i compensi dei contribuenti esercenti attività d’impresa o arti e professioni per cui non risultano approvati gli studi di settore, ovvero, ancorché approvati, operano condizioni di inapplicabilità non estensibili ai parametri.

Grazie a questi applicativi dedicati, imprese e lavoratori autonomi possono determinare, già nella fase di compilazione del modello Redditi, la congruità dei loro ricavi/compensi, ed eventualmente adeguarsi alle risultanze degli studi di settore e dei parametri.

Roma, 4 aprile 2017
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giovedì 16 febbraio 2017

Studi di settore, pronte le specifiche tecniche - NO a Comuni colpiti dal sisma


Studi di settore, pronte le specifiche tecniche
Indispensabili per agevolare il lavoro di imprese e professionisti

E’ stato firmato il Provvedimento di approvazione e sono in corso di pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore e dei parametri relativi al 2016. Dopo l’approvazione dei nuovi modelli 2017, si tratta quindi di un ulteriore tassello indispensabile per completare la marcia di avvicinamento al varo definitivo di Gerico.

Studi di settore al rush finale - In pratica, con il Provvedimento di oggi, le Entrate approvano le specifiche tecniche (allegato 1) cui devono attenersi i soggetti che effettuano la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, da dichiarare con il modello Redditi 2017. In veste definitiva trovano spazio nel Provvedimento anche le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti per l’applicazione dei parametri (allegato 2 per gli esercenti arti e professioni; allegato 3 per gli esercenti attività d’impresa) e dei controlli di coerenza tra le informazioni dichiarate nel modello studi di settore e quelle dichiarate nel modello Redditi 2017 (allegato 4). Dunque, con il Provvedimento firmato oggi, che segue a distanza di appena due settimane quello di approvazione della modulistica definitiva, parte integrante del modello Redditi 2017, è ulteriormente arricchito il kit a disposizione dei contribuenti.

Modalità di trasmissione - La trasmissione dei dati all’Agenzia può essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline) o tramite intermediari abilitati.

Niente studi di settore per i Comuni colpiti dal sisma - Adempimenti più snelli e procedure agevolate per i residenti nelle aree colpite dal terremoto. Infatti, tenuto conto delle criticità originate dagli effetti degli eventi sismici di agosto e ottobre 2016, nelle istruzioni “Parte generale” dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore viene previsto che, per il periodo d’imposta 2016, i soggetti con residenza o sede operativa in uno dei comuni individuati negli allegati 1 e 2 del decreto legge n. 189/2016, come convertito dalla legge 229/2016, che dichiarano, in ragione della specifica situazione di criticità soggettiva, la causa di esclusione relativa al periodo di non normale svolgimento dell’attività (codice “7”), non sono tenuti alla presentazione dei relativi modelli dichiarativi. Tenuto conto della scarsa significatività, in tali casi, dei dati degli studi di settore per le attività di controllo fiscale, gli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo aventi le caratteristiche in precedenza evidenziate non saranno interessati, oltre che dall’utilizzo dello strumento presuntivo in fase accertativa, anche dal relativo adempimento dichiarativo.

Roma, 15 febbraio 2017
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giovedì 2 febbraio 2017

STUDI DI SETTORE SEMPLIFICATI - Debutto per i nuovi modelli, più snelli e con meno dati


COMUNICATO STAMPA

Studi di settore all’insegna della semplificazione
Debutto per i nuovi modelli, più snelli e con meno dati
Adempimenti ridotti per i contribuenti, 5.300 le variabili eliminate

Non si ferma la semplificazione degli studi di settore. Continua infatti la riduzione dei dati richiesti per la compilazione, con conseguente alleggerimento di quadri e variabili. Online i nuovi modelli, 193, da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, del commercio e alle attività professionali. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate li approva infatti definitivamente, da oggi, nella loro veste finale. Anche quest’anno ulteriori passi avanti sono stati registrati in direzione d’una sempre maggiore semplificazione in particolare, si è dato corso ad una significativa attività volta a diminuire e comprimere le informazioni richieste nei modelli degli studi di settore, riducendole, fondamentalmente, solo a quelle necessarie per l’applicazione degli stessi e a quelle individuate per l’elaborazione dei nuovi indici di affidabilità.
Tale operazione ha comportato, nella quasi totalità dei casi, una consistente riduzione delle informazioni, circa 5.300 righi in meno nei modelli di quest’anno, con un evidente beneficio in termini di riduzione degli adempimenti per i contribuenti.

Studi di settore, grazie alla semplificazione quasi 1/4 delle informazioni non più necessarie – Dunque, studi di settore a dieta, in quanto a dati e numeri da inserire a cura dei contribuenti. In generale, infatti, si rileva una contrazione rispetto alla precedente annualità di più del 25% delle informazioni.

Focus sui nuovi modelli - Nel dettaglio, i modelli riguardano 50 studi per il settore delle manifatture, 53 studi per il settore dei servizi, 24 studi per i professionisti e 66 studi per il settore del commercio. Devono essere presentati dai contribuenti, cui si applicano gli studi di settore che, nel periodo d’imposta 2016, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nei diversi settori per le quali risultano approvati gli studi di settore, indicati nell’allegato 1 del provvedimento. I modelli vanno inviati per via telematica insieme alla dichiarazione annuale dei redditi. La trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline, o tramite intermediari incaricati. I nuovi modelli contengono anche le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 7 dicembre 2016.

Le altre novità - Al fine di semplificare ulteriormente la struttura della modulistica degli studi di settore, ed evitare possibili errori di compilazione, è proseguito il processo di omogeneizzazione delle informazioni presenti nei quadri A – Personale addetto all’attività - dei diversi studi. In particolare, per il periodo d’imposta 2016 sono state predisposte due sole strutture di quadro A: una per le attività esercitate in forma di impresa; una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo. Naturalmente, entrambe le strutture sono state previste negli studi relativi ad attività che possono essere esercitate sia in forma di impresa che di lavoro autonomo (cosiddetti studi con “doppio quadro contabile”).

Eventi sismici succedutisi a partire dal 24 agosto 2016 – Tra le criticità che possono alterare l’attività economica ordinaria, gli studi di settore tornano quest’anno a ricomprendere anche l’eventualità degli eventi sismici. In particolare, ad essere integrate sono le cause di esclusione relative al “periodo di non normale svolgimento dell’attività” con la fattispecie richiamata al paragrafo 8 della circolare n. 30/E del 19 settembre 2013. L’elenco delle fattispecie riportate nelle istruzioni sono state, infatti, modificate con l’aggiunta specifica della lettera h): nel caso di eventi sismici, il periodo in cui si verificano le fattispecie analizzate al paragrafo 8 della circolare n. 30/E del 2013. La precisazione in argomento consente di chiarire che anche i soggetti interessati dagli eventi sismici del 2016 se ricadono nelle circostanze richiamate nella citata circolare, possono invocare la causa di esclusione dall’applicazione degli studi legata al “periodo di non normale svolgimento dell’attività”.

Negli studi di settore spazio ai voucher - Inoltre, nelle istruzioni relative al quadro A, è stato precisato che i prestatori di lavoro accessorio remunerati a voucher sono da riportare, rispettivamente, per le imprese, nel rigo A02 (“Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, con contratto di inserimento, a termine, lavoranti a domicilio, personale con contratto di somministrazione di lavoro”) e per il lavoro autonomo, nel rigo A02 (“Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito; personale con contratto di somministrazione di lavoro”). In entrambi i casi è stato precisato che il numero delle giornate retribuite relativo al personale che ha prestato lavoro accessorio remunerato a voucher, da indicare nel rigo A02, deve essere comunque determinato dividendo per otto il numero complessivo di ore lavorate.

Dove trovare i modelli - Il testo del provvedimento è disponibile nella sezione Normativa e Prassi del sito internet www.agenziaentrate.gov.it, mentre i modelli sono consultabili sullo stesso sito seguendo il percorso: Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore.

Roma, 31 gennaio 2017
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mercoledì 1 giugno 2016

Studi di settore: l’infedeltà non chiude sempre la porta al premiale. Le novità e le linee guida per controlli a misura di compliance

L’indicazione infedele dei dati non preclude sempre l’accesso ai benefici del regime premiale. Infatti, i contribuenti che non hanno compilato correttamente i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti possono comunque accedere alle agevolazioni previste dal regime se gli errori non modificano la situazione di congruità, coerenza e normalità. È uno dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 24/E di oggi, che illustra le principali novità sugli aspetti normativi e su quelli relativi alle modalità di elaborazione e applicazione degli studi di settore per l’anno di imposta 2015. L’Agenzia apre anche sulle sanzioni previste in caso di violazioni relative al contenuto delle dichiarazioni, che si applicheranno solo nel caso in cui le informazioni errate siano rilevanti per l’applicazione degli studi.

Quando il regime premiale è ok anche se l’indicazione è infedele - La circolare dell’Agenzia delle Entrate di oggi introduce alcune importanti novità sugli studi di settore, tra cui quelle riguardanti i casi di indicazione infedele dei dati, che non sempre precludono l’accesso ai benefici del regime premiale: la permanenza nel regime risulta sussistere, infatti, se restano confermate l’assegnazione ai cluster e le condizioni di congruità, coerenza e normalità. In questi casi, quindi, porte aperte al regime premiale, l’opzione che permette ai contribuenti di beneficiare dell’esclusione dagli accertamenti analitico-presuntivi, della riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento e della possibilità di determinazione sintetica del reddito complessivo, solo nel caso in cui lo stesso ecceda di almeno un terzo quello dichiarato (invece che di un quinto come ordinariamente previsto). Inoltre, risultano sanzionabili (art. 8 Dlgs 471/1997) solo i casi in cui i dati e le informazioni, dichiarati in maniera infedele, risultano rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, in termini di assegnazione ai cluster di riferimento, di stima dei ricavi o dei compensi, di calcolo degli indicatori di normalità o di coerenza.
Le altre novità sugli studi di settore 2016 - Il documento di prassi fornisce chiarimenti anche in merito ad altre novità, come l’approvazione di 70 evoluzioni di studi di settore e di 5 specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica; l’aggiornamento delle analisi territoriali a seguito dell’istituzione dei nuovi comuni; l’elaborazione di 4 studi su base regionale mediante la metodologia dei “modelli misti”; la revisione congiunturale speciale (“crisi”) e alcune novità che interessano la modulistica. Infine viene confermata la centralità della fase del contraddittorio e, in particolare, le possibilità dell’utilizzo retroattivo delle risultanze degli studi di settore.

Roma, 30 maggio 2016

fonte: agenziaentrate.gov
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lunedì 23 maggio 2016

Bilanci e prospettive sugli Studi di Settore

COMUNICATO STAMPA

Bilanci e prospettive sugli Studi di Settore Su YouTube le clip della videoconferenza delle Entrate con gli Osservatori regionali

Sono disponibili sul canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate i video della conferenza con gli Osservatori regionali sugli studi di settore che si è svolta mercoledì 18 maggio. Nel primo video il direttore della Direzione centrale Accertamento dell’Agenzia, Aldo Polito, traccia un bilancio sullo stato dell’arte degli studi di settore, mentre in un secondo video il capo Settore ufficio contribuenti di minori dimensioni, Antonio Dorrello, fornisce chiarimenti sull’uso di questi strumenti nell’attività di controllo. Sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione Studi di settore > Osservatori regionali > Videoconferenza con gli Osservatori regionali sugli studi di settore del 18 maggio 2016, è inoltre disponibile il materiale utilizzato nel corso della conferenza relativo alle ultime novità, al regime premiale, ai correttivi crisi e al software Gerico 2016.

Roma, 20 maggio 2016

agenziaentrate.gov
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martedì 12 aprile 2016

Studi di settore e parametri 2016 - Debutto anticipato per i software di compilazione

I software Gerico e Parametri 2016 bruciano i tempi. E’ infatti già pronto nella sua versione definitiva il software per la compilazione degli studi di settore, che da oggi è online sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore > Software > Gerico 2016. Contestualmente alla pubblicazione di Gerico è reso disponibile anche Parametri 2016.
  • Spazio ai correttivi anti-crisi - Gerico 2016 tiene conto dei correttivi “crisi”, analizzati dalla Commissione degli esperti nelle riunioni del 2 dicembre 2015 e del 31 marzo 2016, e interessa i 204 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2015.
  • Pronto anche il software per chi compila i parametri - Il software consente di stimare, per il 2015, i ricavi o i compensi dei contribuenti esercenti attività d’impresa o arti e professioni per cui non risultano approvati gli studi di settore, ovvero, ancorché approvati, operano condizioni di inapplicabilità non estensibili ai parametri.
Grazie a questi applicativi dedicati, imprese e lavoratori autonomi possono determinare, già nella fase di compilazione del modello Unico, la congruità dei loro ricavi/compensi, ed eventualmente adeguarsi alle risultanze degli studi di settore e dei parametri.

Roma, 12 aprile 2016
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venerdì 1 aprile 2016

Studi di settore 2015: Gli esperti approvano i correttivi anticrisi - Comunicato Stampa Agenzia delle Entrate


COMUNICATO STAMPA

Parere positivo ai correttivi anticrisi per 204 studi di settore.
La Commissione degli esperti, che aveva già espresso parere positivo alla metodologia utilizzata per elaborare i correttivi alle funzioni di regressione ed alla normalità nella riunione dello scorso 2 dicembre, ha verificato la validità di tali correttivi, anche sulla base delle analisi effettuate da SOSE sui dati Iva e degli oltre centomila esempi pervenuti da parte delle Organizzazioni di categoria. La Commissione ha inoltre fornito all’unanimità parere positivo sulla novità rappresentata dai correttivi agli indicatori di coerenza. Cinque correttivi per la crisi – I correttivi anticrisi sono stati determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2015 e sono riconducibili a queste cinque categorie: - correttivi congiunturali di settore - correttivi congiunturali territoriali - correttivi congiunturali individuali - interventi relativi all’analisi di normalità economica - interventi relativi all’analisi di coerenza economica L’andamento economico del 2015, settore per settore - L’attività di monitoraggio dell’andamento dei settori economici effettuata sul territorio nazionale ha esaminato, le dichiarazioni Iva 2016 e le comunicazioni annuali Iva 2016 presentate entro il mese di febbraio di quest’anno.


Fonte: Agenzia delle Entrate
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