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lunedì 3 settembre 2018

Società che non presentano le dichiarazioni fiscali. Al via l’utilizzo dei dati dell’Archivio dei rapporti finanziari. In un provvedimento del Direttore dell’Agenzia le istruzioni operative


Parte la sperimentazione sull’utilizzo dei dati presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari nei confronti delle società che hanno omesso la dichiarazione relativa all’anno 2016. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia pubblicato oggi sul sito delle Entrate definisce i criteri di selezione e le modalità di svolgimento dell’attività operativa.
Le novità - Per la prima volta le informazioni finanziarie sono usate per individuare fenomeni evasivi di società di capitali e società di persone che, pur avendo accrediti sui conti correnti d’importo significativo, hanno omesso la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, oppure l’hanno presentata non compilata.
Il progetto si inserisce in un complesso percorso che prevede un sempre maggiore utilizzo dei dati dell’Archivio, auspicato anche dalla Corte dei Conti, per le analisi di rischio diversificate in base alla tipologia di contribuenti.
Roma, 31 agosto 2018

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lunedì 8 gennaio 2018

Riqualificazione urbana, mercato immobiliare, sostenibilità: sul sito delle Entrate il nuovo numero della rivista scientifica “Territorio Italia”


È online il nuovo numero di “Territorio Italia”, la rivista di informazione tecnicoscientifica delle Entrate open access peer-reviewed sui temi del governo del territorio, del catasto e del mercato immobiliare. 

La rivista si pone come ponte tra la ricerca scientifica, coinvolgendo principalmente il mondo universitario, e la Pubblica Amministrazione, che svolge un ruolo di fondamentale importanza nel processo di ammodernamento del Paese. Il nuovo numero, disponibile sia in italiano che in inglese sul sito dell’Agenzia, riparte dalle tematiche del mercato immobiliare, analizza gli strumenti finanziari finalizzati alla riqualificazione urbana e approfondisce il nuovo codice dei contratti pubblici. I temi di questo numero - Il primo studio della rivista analizza in maniera empirica il segmento delle abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario in relazione a diverse variabili, tra cui il valore delle abitazioni, il capitale erogato e il tasso d’interesse. Il secondo contributo ritorna sul tema della sub-segmentazione territoriale, analizzando in particolare le Microzone di Torino che vengono confrontate con alcune “porzioni territoriali storiche” per verificarne l’equivalenza. Il terzo saggio prosegue con la rassegna dei vari sistemi di registrazione immobiliare vigenti nei diversi Paesi europei, confrontando quello spagnolo con quello italiano, mentre il quarto paper riprende il tema della sostenibilità, focalizzandosi sullo studio delle possibilità di intervento sugli spazi pubblici e privati all’interno del tessuto urbano grazie ai finanziamenti per l’efficientamento energetico. Infine, l’ultimo studio analizza il nuovo codice dei contratti pubblici, mettendone in luce la portata innovativa ma anche le criticità. 

Dove consultare la rivista – La pubblicazione “Territorio Italia” può essere scaricata gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione L’Agenzia > L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Pubblicazioni su catasto, cartografia e mercato immobiliare.
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martedì 26 dicembre 2017

ONLINE il nuovo sito dell'Agenzia delle Entrate

Online il nuovo portale dell’Agenzia delle Entrate 
Tra le novità ricerca dinamica per i servizi fiscali 
Contenuti “su misura” per ogni categoria di utenti 
Ruffini: “Cittadini in cima alle nostre priorità, superata la logica dell’adempimento”


Un motore di ricerca “intelligente” che guida il cittadino al servizio giusto, contenuti “tarati” sugli utenti e non sulle attività dell’Amministrazione, aree tematiche con le informazioni sugli argomenti più attuali. È online il nuovo portale dell’Agenzia delle Entrate, realizzato insieme al partner tecnologico Sogei in base alle linee guida di design per i siti web delle Pa dell’Agid e secondo l’approccio mobile first, per essere fruito innanzitutto da dispositivi mobili. In linea con le priorità dell’Agenzia, che intende mettere il cittadino al centro della sua azione, il sito si rivolge a ciascun target (cittadini, imprese, professionisti, intermediari, Enti e Pa) con linguaggio, contenuti e servizi più appropriati. A partire dalla home page, in cui trovano spazio le nuove “aree tematiche” con gli argomenti di maggior interesse. 

Servizi più facili da trovare con la ricerca dinamica - Più attenzione ai servizi nella nuova release: per quelli utilizzati più frequentemente si apre una corsia preferenziale direttamente dalla home page. Per tutti gli altri, un motore di ricerca “intelligente” risponde in maniera dinamica alle parole chiave inserite e consente di impostare il filtro per tipologia di servizio o di utenza. Una volta raggiunto il servizio, l’utente ha a disposizione una pagina con una breve scheda informativa e gli strumenti necessari per usarlo.

La tecnologia al servizio delle persone - Oltre a garantire gli standard di accessibilità e usabilità, il nuovo portale, progettato secondo l’approccio mobile first, è completamente responsive, ossia fruibile da diversi dispositivi (smartphone, tablet, desktop), anche grazie alla nuova veste grafica, lineare e intuitiva. In linea con le indicazioni dell’Agid, l’architettura del nuovo sito è stata messa a punto dopo un’analisi degli effettivi bisogni degli utenti. Cinque i profili chiave individuati: cittadini, imprese, professionisti, intermediari, enti e Pa, a ciascuno dei quali vengono forniti informazioni e servizi specifici. Sono tarate sulle esigenze informative dei cittadini, per esempio, le nuove aree tematiche in home page (“casa”, “canone tv”, “se l’Agenzia ti scrive”, ecc.) che raccolgono in un unico contenitore le principali informazioni, guide e approfondimenti sui temi più “cliccati” o attuali. Risorse dedicate agli utenti “più esperti”, invece, sono provvedimenti, documenti di prassi, modelli, software e specifiche tecniche, raggiungibili sempre dalla home page. In primo piano anche le ultime novità fiscali, i canali di contatto sui social media, “l’Agenzia comunica” (con la sala stampa, le guide fiscali e le riviste telematiche dell’Agenzia), il portale di Agenzia delle entrateRiscossione e il sito sulla dichiarazione precompilata. 

Agenziaentrate.gov.it in numeri - Dal 1° gennaio al 30 novembre 2017 il sito internet dell’Agenzia ha già registrato 125 milioni di visite da parte di 50 milioni di visitatori unici. Le pagine più “cliccate” dei servizi ad accesso libero sono quella per il calcolo del bollo auto in base alla targa del veicolo, che ha raggiunto oltre 4,9 milioni di visite e quella per il controllo delle partite Iva comunitarie, che ne ha registrate più di 3,8 milioni (il servizio consente agli operatori titolari di una partita Iva che effettuano cessioni intracomunitarie di verificare il numero di identificazione Iva dei loro clienti). Infine, è stata visitata quasi 4 milioni di volte la pagina relativa agli strumenti per gli “addetti ai lavori”: codici, modelli, software, specifiche tecniche, ecc. Ma gli utenti accedono al sito anche per utilizzare i servizi online. Con pin e password dell’Agenzia, infatti, è possibile inviare la dichiarazione dei redditi, registrare un contratto di locazione, trasmettere una denuncia di successione, fare una visura catastale o dialogare con le Entrate senza andare allo sportello. I dati mostrano un trend in crescita: il numero delle dichiarazioni inviate direttamente dai cittadini, per esempio, è aumentato da 1,4 milioni del 2015 a 2,5 milioni del 2017. Quest’anno oltre 1 milione e 100mila contratti di locazione, il 63,5% del totale, è stato registrato online tramite la procedura “Rli”, il canale dei servizi telematici che permette di compilare e inviare via web la richiesta di registrazione dei contratti di locazione di immobili. Nei primi 11 mesi del 2017, inoltre, oltre 800mila istanze sono state gestite entro 3 giorni dalla presentazione tramite Civis, il servizio che consente di chiedere direttamente in rete assistenza sulle comunicazioni di irregolarità e sulle cartelle di pagamento da controllo automatizzato delle dichiarazioni, di inviare i documenti in caso di controllo formale e di correggere le deleghe di pagamento F24.
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martedì 14 novembre 2017

Fisco, Split Payment per le fatture emesse dopo il 1° luglio 2017



Nuova circolare delle Entrate sulla scissione dei pagamenti post Dl n. 50/2017

Pronti i chiarimenti delle Entrate sulle nuove regole in materia di split payment. La circolare n. 27/E firmata dal direttore Ernesto Maria Ruffini illustra le novità introdotte dalla manovra correttiva 2017 (Dl n. 50/2017), che ha modificato la disciplina della scissione dei pagamenti con riferimento alle operazioni per le quali viene emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017. Le novità, su cui si sofferma il documento di prassi, riguardano in particolare l’estensione del meccanismo della scissione dei pagamenti alle operazioni effettuate verso le pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria, le Società controllate da Pa centrali o locali nonché le Società quotate nell’indice FTSE MIB della borsa. Altra novità riguarda l’applicazione dello split payment ai compensi per prestazioni di servizi rese dai professionisti.

Tutti i destinatari a cui fatturare con split payment - La circolare fa il punto sulla platea di soggetti verso cui è obbligatorio emettere fattura con la scissione del pagamento. A seguito delle modifiche apportate dal Dl 50/2017, infatti, rientrano nell’applicazione della scissione dei pagamenti nuove Pa e nuove società. In particolare, per quanto riguarda le Pa, la platea degli interessati corrisponde, ora, a quella dei soggetti verso cui i fornitori hanno l’obbligo di emettere fattura in formato elettronico. Si tratta, quindi, di tutti gli enti iscritti all’Ipa (Indice delle pubbliche Amministrazioni), con la sola eccezione dei “Gestori di pubblici servizi”. Rientrano, inoltre, nella scissione dei pagamenti tutte le società, controllate da Pa centrali o locali oppure quotate e inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana, indicate negli appositi elenchi pubblicati dal Dipartimento delle Finanze e reperibili al link http://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-nazionale/Manovra-di-Bilancio/Manovra-diBilancio-2017/Scissione-dei-pagamenti-d.l.-n.50_2017-3-Rettifica-elenchi-definitivi/.

Lo split payment dei professionisti - Spazio, inoltre, alla novità intervenuta nei confronti dei professionisti: a partire dalle fatture emesse dal 1° luglio 2017, infatti, il meccanismo della scissione dei pagamenti si estende ai compensi sottoposti a ritenuta alla fonte a titolo di acconto o d’imposta, relativi alle prestazioni di servizi rese dai professionisti. Esigibilità a due vie - L’Agenzia delle Entrate ricorda che il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha introdotto la possibilità per le Pubbliche amministrazioni e le società acquirenti di beni e servizi di anticipare l’esigibilità dell’imposta al momento della ricezione ovvero al momento della registrazione della fattura di acquisto. La scelta per l’esigibilità anticipata può essere fatta in relazione a ogni fattura ricevuta/registrata. In pratica, spiega l’Agenzia, per esprimere la preferenza basterà il comportamento concludente del contribuente. 

Il calendario dei versamenti - Un’altra novità illustrata dalla circolare n. 27/E riguarda le modalità con le quali pubbliche amministrazioni e società acquirenti di beni e servizi possono effettuare il versamento diretto all’Erario dell’Iva dovuta con il meccanismo della scissione dei pagamenti.

Circa le modalità, questi soggetti possono versare cumulativamente l’Iva dovuta tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile (senza possibilità di compensazione e utilizzando un codice tributo appositamente istituito), oppure effettuare:


  • Versamenti cumulativi giornalieri, in relazione all’insieme delle fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile giorno per giorno; 
  • Versamenti distinti relativamente a ciascuna fattura la cui imposta è divenuta esigibile.



In alternativa, le pubbliche amministrazioni e le società acquirenti di beni e servizi possono far confluire l’imposta dovuta nella liquidazione periodica, avvalendosi della possibilità di annotare le fatture di acquisto, oltre che nel registro degli acquisti, anche nei registro delle fatture e dei corrispettivi previsti negli articoli 23 e 24 del Dpr n. 633/1972. 

Nessuna correzione per gli errori da luglio a oggi - L’Agenzia chiarisce che i soggetti che, pur dovendo applicare lo split payment, hanno emesso fatture erroneamente con il regime ordinario dopo il 1° luglio 2017 fino alla pubblicazione della circolare non dovranno effettuare alcuna variazione sempre che l’imposta sia stata assolta. A partire da oggi, invece, i fornitori dovranno regolarizzare le fatture emesse con erronea applicazione dell’Iva ordinaria, o erronea indicazione della scissione dei pagamenti emettendo una nota di variazione e un nuovo documento contabile. 

Cos’è lo split payment - Il meccanismo della scissione dei pagamenti, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, prevede che per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti affidabili (Pa e Società) l’Iva addebitata in fattura debba essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non più dal fornitore. Con il documento di prassi pubblicato oggi, l’Agenzia illustra le modifiche introdotte dal Dl n. 50/2017 alla disciplina dello split payment con riferimento alle operazioni per le quali viene emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017.




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lunedì 30 ottobre 2017

Cooperazione fiscale internazionale: L’Agenzia delle Entrate ospita a Roma la Joint Audit Conference Amministrazioni fiscali, Università e Organizzazioni internazionali a confronto



Controlli congiunti e sinergie tra Paesi per accrescere la certezza fiscale al centro del dibattito internazionale che si è appena concluso oggi a Roma in occasione della Joint Audit Conference. Organizzato dall’Agenzia delle Entrate, dal Ministero delle Finanze della Baviera, dall’Università di Bologna e dall’Università di Heidelberg, l’evento è dedicato alle nuove frontiere della cooperazione internazionale in materia fiscale e ai Joint Audit, le verifiche transfrontaliere svolte congiuntamente da più Amministrazioni nei confronti di contribuenti appartenenti allo stesso gruppo di imprese operanti in Paesi diversi. Un’esperienza consolidata tra l’Agenzia delle Entrate e il Ministero delle Finanze Bavarese, che da alcuni anni lavorano concretamente insieme per assicurare il rispetto delle norme fiscali da parte delle imprese che svolgono l’attività in più giurisdizioni. 

La conferenza ha coinvolto amministrazioni fiscali di diversi Paesi, mondo accademico, organizzazioni internazionali e imprese e ha rappresentato un’occasione di confronto e di dibattito sul Joint Audit e sull’evoluzione delle relazioni tra contribuenti e amministrazioni fiscali. I lavori sono stati aperti dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini e dal Direttore del Dipartimento delle Finanze, Fabrizia Lapecorella. Hanno preso parte all’evento Ekkehart Reimer dell’Università di Heidelberg, Achim Pross per l’Ocse, Tom Neale per la Commissione europea e Francesca Mariotti di Confindustria. In rappresentanza delle Amministrazioni fiscali estere sono intervenuti Thomas Eisgruber e Eva Oertel per il Ministero delle Finanze della Baviera, Egil Martinsen per l’Amministrazione fiscale norvegese e Hans Rijsbergen per l’Amministrazione fiscale olandese. Il panel di discussione pomeridiano è stato moderato da Raffaele Russo, consigliere del Ministro dell’Economia e delle Finanze. 

Cos’è il Joint Audit - Il Joint Audit rappresenta un innovativo strumento di controllo nell’ambito della cooperazione amministrativa tra Stati. Si tratta di verifiche fiscali svolte congiuntamente da due o più Paesi nei confronti di gruppi di imprese che svolgono attività transnazionali. I controlli congiunti sono condotti da verificatori di tutti i Paesi che hanno interessi comuni o complementari e da rappresentanti delle rispettive autorità competenti per lo scambio di informazioni. 

Italia - Baviera, un’esperienza all’avanguardia - La collaborazione italo-bavarese prende il via nel 2012 e prevede controlli fiscali congiunti sulle transazioni transfrontaliere tra imprese operanti in Italia e in Baviera. Oggi l’attività si svolge sulla base del Memorandum of Understanding siglato dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero delle Finanze Bavarese a luglio 2016. In sostanza le due Amministrazioni lavorano insieme, con uffici condivisi a Monaco e a Milano, per aumentare l’efficacia e l’efficienza dei controlli e alleggerire gli oneri per i contribuenti, anche attraverso la garanzia di maggiore trasparenza e certezza fiscale. Inoltre, un obiettivo non secondario è quello di ridurre il numero di controversie internazionali e di conseguenza rendere meno frequente il ricorso alle procedure amichevoli o più spedito il loro svolgimento. Sul piano accademico, le Università di Bologna e di Heidelberg hanno condotto un progetto di ricerca sul quadro giuridico-normativo dei Joint Audit, con uno sguardo sia all’ambito nazionale (italiano e tedesco) che a quello internazionale.

Roma, 19 ottobre 2017
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mercoledì 18 ottobre 2017

Al via EnTer, la nuova piattaforma informatica per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico italiano

È disponibile da oggi una rete unica per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. In una sola parola, EnTer: la piattaforma informatica dell’Agenzia del Demanio, sviluppata per raccogliere e mettere a sistema dati e informazioni tecnico-urbanistiche sugli immobili di proprietà degli Enti pubblici da inserire in progetti di valorizzazione. L’iniziativa ha l’obiettivo di verificare le potenzialità di recupero di beni non utilizzati o non più strategici per le finalità degli enti pubblici proprietari, con la possibilità di poterli candidare in progetti già avviati dall’Agenzia del Demanio, in particolare quelli identificati nell’ambito del brand di successo ‘Valore Paese’ e che sono denominati ‘Cammini e Percorsi’ e ‘Fari’, o in iniziative di rigenerazione urbana sul territorio nazionale.

La piattaforma è un’evoluzione dell’esperienza di ‘Proposta Immobili’ – l’iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia del Demanio che ha l’obiettivo di selezionare asset da inserire in operazioni di valorizzazione e dismissione e che nelle due edizioni del 2015 e del 2016 ha coinvolto 2.462 enti pubblici e 1.283 immobili sul territorio. Da oggi con EnTer le pubbliche amministrazioni hanno a disposizione uno strumento più avanzato e sempre aggiornabile che consente, attraverso una procedura guidata, di candidare gli immobili a percorsi di innovazione e riutilizzazione con il supporto dell’Agenzia del Demanio. Per accedere alla piattaforma è necessario, quindi, richiedere le credenziali inviando tramite posta certificata una domanda di accredito all’Agenzia del Demanio. Il modulo e ulteriori informazioni sull’iniziativa sono disponibili su www.agenziademanio.it all’interno della sezione dedicata.

La nuova piattaforma EnTer è stata presentata in occasione della XXXIV Assemblea Nazionale Anci da Roberto Reggi, Direttore dell’Agenzia del Demanio, e da Giuseppe Vito Forese, responsabile della Direzione ‘Valorizzazione del patrimonio pubblico’ del Dipartimento del Tesoro-Ministero dell’Economia e delle Finanze. EnTer nasce dall’esigenza di creare una rete di informazioni uniformi relative agli immobili di proprietà pubblica, supportando così gli Enti nella valorizzazione del proprio portafoglio immobiliare. Al workshop sono intervenuti anche il Presidente della Fondazione Patrimonio Comune, Alessandro Cattaneo, il Direttore Direzione Strategie Immobiliari e Innovazione dell’Agenzia del Demanio, Stefano Mantella, il Sindaco del Comune di Recanati, Francesco Fiordomo, e il Vice Sindaco del Comune di Venezia, Luciana Colle.
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martedì 17 ottobre 2017

Nuove regole per le locazioni brevi I chiarimenti dell’Agenzia per intermediari e portali online


A quali contratti si applica la nuova disciplina sulle locazioni brevi, chi sono gli attori coinvolti, cosa devono fare intermediari e locatori, chi opera le ritenute ed effettua le comunicazioni dei dati relativi ai contratti. Sono questi i punti centrali della circolare n. 24/E, con cui l’Agenzia delle Entrate chiarisce il perimetro degli adempimenti, anche alla luce delle questioni emerse nel corso del tavolo di confronto con le associazioni di categoria e i principali operatori interessati. 

Focus sulle caratteristiche dei contratti - Secondo quanto previsto dal Dl 50/2017 (manovra correttiva 2017), ai redditi che derivano dai contratti di locazione breve, stipulati dal 1° giugno 2017, può applicarsi, su opzione del locatore, il regime della cedolare secca con l’aliquota del 21%. Sono considerate locazioni brevi quelle di durata inferiore a 30 giorni, anche per finalità turistiche. Il termine deve essere considerato in relazione ad ogni singolo contratto, anche nel caso di più contratti stipulati nell’anno dalle stesse parti. Le nuove norme si applicano esclusivamente ai contratti stipulati tra persone fisiche che agiscono al di fuori dell’attività di impresa. 

Tipologia di immobili e servizi - Quanto agli immobili, restano fuori dalle nuove regole quelli situati all’estero e quelli che non hanno finalità abitative: la locazione deve quindi riguardare unità immobiliari situate in Italia e appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa la A10 - uffici o studi privati) e le relative pertinenze (box, posti auto, cantine, soffitte, ecc), oppure singole stanze dell’abitazione. Il contratto può avere ad oggetto, oltre alla messa a disposizione dell’alloggio, la fornitura di biancheria, la pulizia dei locali, e tutti quei servizi strettamente funzionali alle esigenze abitative di breve periodo, come, ad esempio, la fornitura di collegamento wi-fi e di aria condizionata. Restano invece fuori i contratti che includono servizi non necessariamente correlati con la finalità residenziale dell’immobile, come per esempio la colazione, la somministrazione dei pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche. La circolare chiarisce inoltre che non è richiesta l’adozione di un particolare schema contrattuale.

I chiarimenti sulle sanzioni - Le ritenute si applicano ai canoni e ai corrispettivi derivanti da contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017: gli intermediari erano quindi tenuti a versarle entro il 16 luglio 2017. Tuttavia, nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente e tenendo conto delle iniziali difficoltà incontrate dagli operatori, gli uffici dell’Agenzia potranno escludere le sanzioni per l’omessa effettuazione delle ritenute fino all’11 settembre 2017. Gli intermediari saranno comunque sanzionabili per le omesse o incomplete ritenute da effettuare a partire dal 12 settembre e da versare entro il 16 ottobre 2017. Resta in ogni caso fermo l’obbligo di comunicazione dei dati dei contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017 poiché l’adempimento deve essere effettuato nel 2018. Sull’argomento, la circolare chiarisce che l’incompleta o errata comunicazione dei dati del contratto non è sanzionabile se causata dal comportamento del locatore.

Gli intermediari coinvolti e l’applicazione della ritenuta - Le nuove regole riguardano tutti i soggetti attraverso i quali vengono stipulati contratti di locazione breve, a prescindere dal fatto che siano residenti o abbiano una stabile organizzazione in Italia. Non rilevano né la forma giuridica del soggetto che intermedia (forma individuale o associata) né la modalità con cui l’attività è svolta (che può riferirsi ai contratti di locazione stipulati on line e off line). La ritenuta va operata sull’intero importo indicato nel contratto di locazione breve che il conduttore è tenuto a versare al locatore. In ogni caso la materiale disponibilità delle somme impone all’intermediario di effettuare il prelievo del 21% a titolo di ritenuta da versare all’erario. In caso di pagamento tramite assegno bancario intestato al locatore, l’intermediario, non avendo la materiale disponibilità delle risorse finanziarie, non è quindi tenuto a trattenere la ritenuta, anche se l’assegno è consegnato al locatore per il suo tramite. 
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lunedì 2 ottobre 2017

Fisco; Ruffini, dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti Il fisco diventa consulente e non solo controllore


La dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti è di fatto “la sublimazione, la scomparsa dell’idea stessa di dichiarazione, trasformata nella somma di raccolta dei dati, calcolo dell’imposta, comunicazione al contribuente e prelievo alla fonte, come si propone di fare il fisco britannico”. 

Lo ha detto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso del suo intervento di oggi al convegno su ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’, organizzato a Milano dall’Università europea di Roma. 

“Il controllo della massa dei contribuenti - ha spiegato ancora Ruffini - risale al momento stesso dell’adempimento trasformandosi in servizio; resta a valle quello dei soggetti a rischio o più rilevanti. Il fisco diventa il consulente e non solo il controllore: evita errori e non aspetta che si verifichino per poi dar loro la caccia con i controlli formali; previene le omissioni e non le scopre dopo con i controlli di merito”.

Comunicato Stampa
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Fisco; Ruffini, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese


“È l’Agenzia che deve adattarsi al tessuto produttivo del Paese, non possiamo chiedere a cittadini e imprese di adattarsi a noi”. Lo ha detto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso del suo intervento di oggi al convegno su ‘Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto’, organizzato a Milano dall’Università europea di Roma. 

“Cruciali sono i servizi ai contribuenti, terzo pilastro, insieme all’accertamento e alla riscossione, di un fisco efficiente e che la riorganizzazione dell’Agenzia, non a caso, pone accanto all’area contribuenti come secondo braccio operativo”. 


“La riorganizzazione interna dell’Agenzia che ho proposto - ha spiegato Ruffini - come primo atto da Direttore riorienta l’attività della stessa per tipo di contribuenti, gestendo nella sua interezza il percorso dal momento in cui la somma è accertata a quello in cui è incassata definitivamente e garantendo loro un unico punto di riferimento”. La stessa riorganizzazione è volta a cogliere, nell’ambito del contrasto all’evasione ed elusione internazionale, le opportunità offerte dalle iniziative dell’Ocse e della Ue. 

Questa strategia, ha aggiunto il Direttore, “si basa sul concetto che sempre più spesso l’evasione nazionale trova supporto in schemi internazionali, punta a sfruttare tutte le possibili sinergie informative e a coordinarsi al massimo con gli altri organi interessati (Organizzazioni internazionali, Gdf, Procure)”. 

Comunicato Stampa
Roma, 18 settembre 2017
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Fisco; inizia era indici affidabilità, al via i primi 70 Provvedimento di Ruffini, attività economiche associate agli Isa

L’Agenzia delle Entrate ha individuato i primi Isa (Indici sintetici di affidabilità) destinati a sostituire gli studi di settore di 1,4 milioni di contribuenti già nel 2018. Con il provvedimento firmato oggi dal direttore Ernesto Maria Ruffini, infatti, si individuano i primi 70 Indici che dovranno essere elaborati quest’anno e che potranno essere già applicati, a seguito di approvazione con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal periodo d’imposta 2017. 

Gli altri Isa saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno, per coinvolgere, a regime, circa 4 milioni di operatori economici, che rappresentano l’intera platea dei soggetti interessati dagli studi di settore. Dal 2018 imprese e professionisti potranno, così, avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità/compliance. Il provvedimento di oggi riporta anche le attività economiche, suddivise per settore, per le quali saranno elaborati gli Indici. 

La platea degli interessati dai nuovi Indici, oltre un milione - I nuovi 70 Indici riguarderanno circa 1,4 milioni di contribuenti. In particolare, 29 Indici sintetici di affidabilità saranno elaborati per il settore del commercio; tra le attività interessate vi sono quelle del commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, articoli sportivi, giochi e commercio all’ingrosso di mobili. Sono invece 17 gli Indici individuati per il comparto dei servizi, tra cui carrozzieri e meccanici, parrucchieri e barbieri, riparazione autoveicoli, motocicli e ciclomotori, ma anche intermediari immobiliari, ristorazione e villaggi turistici. Per le manifatture gli Indici individuati sono 15 e riguardano, tra gli altri, la fabbricazione di articoli da viaggio, borse, la fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro, calzature, prodotti in gomma. Per i professionisti i nuovi Isa riguardano 9 diverse attività di lavoro autonomo, tra le quali quelle dei disegnatori grafici, dei geometri e degli studi legali. 

Le platee più numerose per macro-categorie - Andando a scorrere le attività, dei circa 1,4 milioni di contribuenti interessati dagli Isa per il periodo d’imposta 2017, e che potranno quindi accedere ai benefici premiali previsti, circa 168mila sono intermediari del commercio (12% della platea), quasi 145mila avvocati (10%), oltre 129mila installatori di impianti (9%). Tra le macro categorie più numerose interessate dagli Isa ci sono anche i ristoranti, circa 95mila (7%) e i parrucchieri, circa 74mila (5%). 

I vantaggi per i contribuenti - I contribuenti che risulteranno “affidabili” agli Isa avranno accesso a significativi benefici premiali su più livelli: in particolare vengono esclusi gli accertamenti di tipo analitico – presuntivo; limitata l’applicazione degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito. E’ anche prevista la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta. Infine, è previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro. 

Comunicato Stampa
Roma, 22 settembre 2017
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FISCO; Spesometro riparte domani canale web: comunicazioni fino al 5 ottobre

Agenzia delle entrate comunica che il servizio web ‘Fatture e Corrispettivi’, temporaneamente sospeso dalla serata del 22 settembre scorso, sarà nuovamente disponibile agli utenti entro domani, martedì 26, a valle di alcuni interventi correttivi effettuati da Sogei, che gestisce il sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria. 

Il servizio web per l’invio dei dati delle fatture sarà quindi ripristinato, con l’eccezione di alcune funzionalità sulle quali sono in corso ancora interventi da parte di Sogei volti a ripristinare al più presto il servizio completo. In particolare non sono ancora attive le seguenti funzionalità: modifica dei dati fattura attraverso interfaccia web; la visualizzazione delle notifiche di esito delle sole fatture elettroniche, delle comunicazioni trimestrali IVA e quelle relative ai corrispettivi; la precompilazione dei dati all’interno della funzionalità di generazione dati fattura. 

Si ricorda, in proposito, che sono comunque sempre stati attivi tutti gli altri canali di trasmissione dei dati attraverso software gestionali. In considerazione dei disagi sopravvenuti, con provvedimento del direttore di Agenzia delle entrate in corso di emanazione, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017. 

Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.

Comunicato Stampa
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Fisco; definizione agevolata delle liti pendenti L’Agenzia delle Entrate scioglie gli ultimi dubbi C’è tempo fino al 2 ottobre per presentare la domanda

L’Agenzia delle Entrate risponde agli ultimi quesiti sulla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, l’opportunità offerta ai contribuenti che scelgono di presentare domanda di definizione e versare, al netto di sanzioni e interessi di mora, gli importi contenuti nell’atto impugnato entro il prossimo 2 ottobre. La circolare n. 23/E pubblicata oggi, infatti, completa il quadro tracciato dalla circolare n. 22/E del 28 luglio scorso sull’agevolazione introdotta dal Dl n. 50/2017. In particolare, tra i chiarimenti forniti nel documento di prassi, le Entrate illustrano il modo corretto di compilare il modello di pagamento F24, affrontano alcune ipotesi per le quali la definizione agevolata non è applicabile, la legittimazione a presentare la domanda di definizione in caso di fallimento e il rapporto tra la definizione agevolata delle liti e la precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio. 

Precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio – La circolare si occupa dell’ipotesi in cui sia pendente una controversia avente ad oggetto una sanzione non collegata al tributo e il contribuente abbia già definito, attraverso la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, l’iscrizione a ruolo dei due terzi dell’importo in contestazione. In questo caso, l’Agenzia specifica che la lite pendente può essere definita con il pagamento del 40 per cento dell’importo della sanzione non collegata al tributo ancora in contestazione (ossia 1/3 non ancora iscritto a ruolo), essendo stata già definita in modo agevolato la restante parte (ossia i 2/3 già iscritti a ruolo). 

Presentazione delle domande e versamenti a titolo provvisorio - L’Agenzia specifica che, a seguito di fallimento del contribuente, l’istanza di definizione agevolata delle controversie pendenti può essere legittimamente presentata dal curatore e, in caso d’inerzia di quest’ultimo, dal fallito. Il documento di prassi, inoltre, conferma che le somme eventualmente versate a titolo provvisorio da parte dei coobbligati che non aderiscono alla definizione agevolata non possono essere scomputate dall’importo lordo dovuto per la definizione. 

Come compilare l’F24 - La circolare contiene alcuni pratici esempi per aiutare i contribuenti nella compilazione del modello di versamento F24. In particolare, l’Agenzia chiarisce come va correttamente suddiviso, tra i vari codici tributo istituiti dalla risoluzione n. 108/E del 2017, l’importo netto da versare per la definizione agevolata della lite. Nel modello di pagamento l’importo netto andrà ripartito, voce per voce, nella stessa proporzione percentuale degli importi contenuti nell’atto impugnato. Se, ad esempio, l’importo lordo dovuto per Irpef e relativi interessi era pari all’89,82 per cento del totale indicato nell’atto impugnato, al codice tributo 8122 (Altri tributi erariali e interessi) dovrà essere imputato l’89,82 per cento dell’importo netto dovuto. Anche se non specificato nella circolare, si precisa che il predetto codice tributo “residuale” va utilizzato altresì per il versamento degli importi eventualmente dovuti a titolo di spese di notifica. 
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sabato 16 settembre 2017

Mercato immobiliare ancora positivo nel 2° trimestre 2017: +3,8% per le abitazioni, +6,2% per negozi e uffici Trend residenziale in crescita a Napoli, Palermo e Torino

Nuovo segno più per il mercato immobiliare italiano. I dati del secondo trimestre di quest’anno mostrano, infatti, un aumento delle transazioni delle abitazioni pari al 3,8%, mentre le compravendite delle pertinenze (cantine e soffitte) crescono del 10,1%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. +6,2% per il settore terziariocommerciale, che comprende uffici e negozi, mentre il settore produttivo mostra una crescita del 4,9%. I tassi di crescita del mercato immobiliare hanno tuttavia registrato un rallentamento rispetto al primo trimestre dell’anno. È la sintesi dei principali dati contenuti all’interno delle Statistiche trimestrali elaborate dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare delle Entrate, disponibili da oggi sul sito dell’Agenzia. 

Ancora positivo il mercato residenziale - Il mercato delle abitazioni prosegue nel sentiero di risalita che ha caratterizzato gli ultimi 3 anni. Nel periodo tra aprile e giugno 2017 sono state scambiate 145.529 abitazioni, circa 5.000 in più rispetto al 2016, registrando però una crescita rallentata rispetto al trimestre precedente. Le compravendite di depositi pertinenziali sono state più accentuate nei Comuni minori (+11,9%) rispetto ai Comuni capoluogo (+6,9%), mentre gli scambi che hanno riguardato i box e i posti auto hanno avuto un andamento positivo (+2,7%) ma abbastanza eterogeneo, con performance molto diverse tra i capoluoghi, che hanno chiuso con segno meno, e i centri minori, in cui il mercato è stato positivo. 

La situazione nelle grandi città - Il mercato residenziale cresce un po’ di più nelle grandi città (+4,4%). Il risultato migliore è stato registrato a Napoli, dove gli acquisti di abitazioni sono aumentati del 13,6%. Seguono Palermo (+8,3%) e Torino (+5,7%). Roma e Milano si sono allineate alla media complessiva delle metropoli, facendo segnare valori di poco superiori al 4% (rispettivamente +4,5% e +4,1%). Più statico il mercato nelle città di Genova (+1,3%) e Firenze (+0,9%), mentre Bologna è l’unica tra le grandi città a mostrare un dato negativo (-4,3%), con poco più di 1.500 compravendite. Per quanto riguarda, invece, le pertinenze, gli andamenti delle singole città sono molto diversi: gli scambi di cantine e soffitte a Bologna hanno ravvivato il mercato della città, con una crescita del 27,3%, mentre Firenze perde il 9,2%. Vario anche il trend di box e posti auto: a Napoli e Firenze il mercato è cresciuto rispettivamente del 23,1% e del 18,3% mentre Palermo e Bologna hanno subito un calo di circa 10 punti percentuali. 

Il trend del non residenziale - Aumentano del 6,2% gli scambi del settore terziariocommerciale, trainato dal nord ovest e dalle isole, aree che segnano il recupero più elevato (rispettivamente +10,9% e +7,6%). Nelle grandi città spiccano i risultati delle compravendite di uffici, in crescita del 18%, e dei negozi, con +10,7% rispetto allo stesso trimestre del 2016.
Nel settore produttivo le compravendite di capannoni e industrie crescono del 4,9%: nonostante il tasso tendenziale sia ridimensionato, i dati del secondo trimestre 2017 si riavvicinano ai livelli che hanno preceduto il crollo del 2012. Il rialzo del settore è sostenuto soprattutto dalla crescita degli scambi nelle aree del centro e del nord ovest, (rispettivamente +18,7% e +11,3%), mentre sono più timidi i recuperi al nord est (+3,5%) e al sud (+0,3%); in netta controtendenza le isole, dove si è invece rilevato un pesante calo delle compravendite (-37,3%). 

Per saperne di più - Le statistiche Omi sul mercato residenziale e su quello non residenziale, relative al secondo trimestre 2017, sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del mercato immobiliare > Pubblicazioni > Statistiche trimestrali. Roma, 13 settembre 2017
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venerdì 15 settembre 2017

Catasto: accordo con ANCI per regolarizzare il patrimonio immobiliare italiano

Il protocollo con Cngegl e Cipag agevola le operazioni di accatastamento ai Comuni Italiani 

Roma, 14 settembre 2017 – Siglata oggi a Roma la convenzione tra l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), la Fondazione patrimonio comune (Fpc), il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati (Cngegl) e la Cassa italiana di previdenza dei geometri liberi professionisti (Cipag). L’accordo – firmato da Antonio Decaro, presidente Anci, Alessandro Cattaneo, presidente Fpc, Maurizio Savoncelli, presidente Cngegl, Diego Buono, presidente Cipag – è finalizzato a facilitare l’accatastamento dei fabbricati rurali, a cui sono tenuti per legge i Comuni italiani (ai sensi dell’art. 13, comma 14-ter del DL n. 201/2011). Grazie a questa intesa, che tutti i Comuni interessati potranno sottoscrivere con i 110 collegi provinciali dei geometri, i compensi professionali peseranno meno sui bilanci comunali e l’individuazione dei geometri professionisti sarà resa più immediata dagli elenchi messi a disposizione dei Comuni italiani dal Cngegl. 



I costi delle operazioni di accatastamento, infine, potranno essere anticipati da Cipag con un fondo rotativo e, in un secondo momento, restituiti dalle amministrazioni comunali. La regolarizzazione degli immobili non accatastati, rispetto alla quale l’Anci ha già avviato da tempo un’azione di sollecitazione nei confronti di tutti i Comuni, è utile anche a evitare il rischio di dover pagare per intero le sanzioni previste in caso di inadempienza, che arrivano a superare gli 8 mila euro per ogni immobile. 

La regolarizzazione tempestiva invece consentirebbe di sostenere solo il pagamento di 172 euro per ogni nuovo accatastamento. Il presidente dell’Anci Antonio Decaro afferma: “Questo protocollo, che consente di avvalersi delle competenze tecniche dei geometri e di snellire una procedura sollecitata da tempo, va nella direzione che più volte mi sono posto da amministratore e da presidente dell’Anci: una collaborazione con le professioni tecniche che possono collaborare al più ampio processo di riforma della pubblica amministrazione. 

Il problema degli immobili non accatastati va affrontato e risolto. Con la firma di oggi muoviamo un passo fondamentale in quella direzione”. “L’accordo – aggiunge il presidente della Fondazione patrimonio comune, Alessandro Cattaneo – ci consente anche di guardare oltre: sono convinto che questa modalità di collaborazione tra professionisti e Comuni potrà dare le risposte che da troppo tempo si aspettano nel nostro Paese. Come ad esempio sui molti condoni ancora appesi, basta vedere quanto è successo ad Ischia, o sul tema dei controlli della staticità degli edifici ed il fascicolo di fabbricato”. Proprio per dare continuità alla collaborazione tra categoria e l’Associazione dei Comuni italiani, Cipag e Cngegl parteciperanno inoltre all’assemblea nazionale dell’Anci, dall’11 al 13 ottobre, che si terrà a Vicenza.

La presenza della categoria sarà un’ulteriore occasione per illustrare le best practice professionali provenienti dal territorio e messe a disposizione di tutti gli enti locali interessati. “La nostra partecipazione all’Assemblea nazionale dell’Anci – dice Maurizio Savoncelli, presidente Cngegl - è finalizzata a mettere a disposizione dei Comuni le migliori competenze della categoria, nel rispetto del principio di sussidiarietà tra pubblica amministrazione e professionisti, che è stato rafforzato dal recente Jobs act per i lavoratori autonomi”. 


“Siamo convinti – commenta infine Diego Buono, presidente Cipag - che iniziative come questa, oltre a costituire un esempio di sinergia pubblico-privato, siano estremamente utili e abbiano una forte valenza di reciprocità: da un lato gli enti locali potranno beneficiare della professionalità e delle facilitazioni per mettere a norma il proprio patrimonio urbano; dall’altro la categoria dei geometri potrà confermare il proprio contributo al miglioramento della vita sociale mettendosi ancora di più al servizio delle comunità locali”.
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