Visualizzazione post con etichetta ministero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ministero. Mostra tutti i post

lunedì 3 settembre 2018

Mit avvia ricognizione stato salute opere viarie e dighe

Pronta una task force composta da dirigenti ministero ed esperti indipendenti


diga rosamarina
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il tramite delle sue direzioni generali, ha formalmente avviato con la massima urgenza un’azione di monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere, viarie e non.

Le direzioni generali del Ministero a stretto giro invieranno a tutti gli enti e soggetti gestori di strade, autostrade e dighe una comunicazione formale in cui si chiede che entro il 1 settembre 2018 vengano segnalati al Ministero tutti gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza, corredando le relative segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche e indicazioni di priorità.

Là dove si ravvedano criticità, il Ministero invierà una task force composta da dirigenti del MIT e da esperti indipendenti. La task force, che agirà sotto il coordinamento della struttura tecnica di missione, avrà il compito di vigilare sullo stato di salute delle nostre infrastrutture per prevenire qualsiasi situazione di pericolo.
Continua a leggere...

Il futuro della mobilità sostenibile è nel segno dell’auto elettrica

Boom di vendite in Italia a luglio 2018. Più vicino l’obiettivo di riduzione della Co2

auto elettrica




La transizione verso una mobilità sostenibile con una crescita di modelli ibridi ed in futuro elettrici è sicuramente una strada tracciata. Lo confermano i dati dell’ultimo rapporto dell'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), calcolato sui numeri ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e relativi al mercato delle immatricolazioni in Italia. A luglio le vendite delle auto elettriche hanno stabilito un record: +340% rispetto al mese precedente e una quota sul totale pari allo 0,4% con 2.906 unità negli ultimi sette mesi.

Anche i dati di vendita delle auto ibride, con un +47% rispetto a giugno e una quota di mercato ormai pari al 4,1%, confermano l’avvio di un processo virtuoso per consegnare all’Italia un futuro in cui i mezzi di trasporto siano il più possibile a basso impatto.

Si tratta di un'accelerazione. Il Ministero intende contribuire in modo concreto alla realizzazione degli obiettivi definiti dagli accordi di Parigi. L’uso di vetture alimentate con energia elettrica al posto dei combustibili fossili permette infatti di ridurre la produzione di CO2, aiutando a mantenere l’aria delle città più salubre e pulita.

Per supportare questa evoluzione, è necessario sviluppare un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica di veicoli elettrici, gestiti con le più avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota. Ad oggi, l’European Alternative Fuels Observatory calcola la presenza su suolo italiano di 3124 colonnine di ricarica normale e rapida, un aumento del 14% rispetto al 2017.

Il Mit si sta dando da fare per aumentare notevolmente questo dato. Il 20 giugno scorso è stato firmato l’Accordo di programma tra Ministero delle Infrastrutture e Regioni per l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. Gli interventi assorbiranno in totale 72,2 milioni di euro e il Ministero delle Infrastrutture offrirà un cofinanziamento complessivo pari a 27,7 milioni di euro.
Continua a leggere...

lunedì 8 gennaio 2018

Contro l’usura 27 milioni di euro per agevolare prestiti a famiglie e imprese, in particolare nelle regioni colpite dai terremoti

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a disposizione 27 milioni di euro in favore di imprese e famiglie a rischio usura. La cifra è stata erogata dal Fondo di prevenzione dell’usura (istituito dalla legge 108 del 1996, presso il Dipartimento del Tesoro) a 112 Confidi (ovvero consorzi di imprese) e 36 tra Associazioni e Fondazioni del Terzo settore che potranno cosi fornire garanzie per prestiti a imprese e famiglie in difficolta economica e a rischio di diventare preda degli usurai. La garanzia statale, infatti, servirà a favorire l’accensione di prestiti del circuito bancario, prevenendo così l’esclusione finanziaria di soggetti deboli che altrimenti potrebbero rivolgersi ai canali illegali del credito. In base ai meccanismo stabiliti dalla legge antiusura, ai Confidi è stato assegnato il 70% delle risorse (pari a € 18.904.157,30), mentre ad Associazioni e Fondazioni è andato il 30% (€ 8.101.781,70).



Come negli anni scorsi, i contributi sono stati ripartiti sulla base di una combinazione di indicatori che tengono conto sia dell’indice del rischio usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’ente assegnatario, che dell’efficienza nella capacità di utilizzo dei fondi riscontrata in passato. Inoltre, considerate le difficoltà economiche in cui versano le popolazioni delle regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017, quest’anno, si è stabilito di riconoscere un contributo aggiuntivo agli enti che operano in queste zone del Paese.

L’ammontare del Fondo di prevenzione dell’usura varia di anno in anno, in quanto si alimenta in prevalenza con le sanzioni amministrative antiriciclaggio e valutarie. Dal 1998 ad oggi tramite il Fondo, il Dipartimento del Tesoro del MEF ha erogato in totale circa 600 milioni di euro finalizzati alla concessione di garanzie per 81.000 finanziamenti equivalenti a un importo complessivo di oltre 1,9 miliardi di euro.

L’elenco dei Confidi, delle Associazioni e delle Fondazioni beneficiarie, con l’ammontare dei contributi concessi a ciascun ente e i riferimenti per contattarli, regione per regione, è disponibile sul sito del Dipartimento del Tesoro al seguente indirizzo:
Cosa è l’usura?

L’usura è un reato che consiste nel prestare denaro con un interesse notevolmente superiore a quello normalmente praticato sul mercato.

Un tasso di interesse è considerato “usurario” se è superiore al cosiddetto “tasso soglia”. Il tasso soglia è, infatti, il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari (art. 644, comma 3 del codice penale, Legge n. 108/1996, art. 2). I tassi soglia sono determinati da un automatismo stabilito dalla legge, a partire dai tassi medi di mercato rilevati trimestralmente dalla Banca d’Italia, e pubblicati con decreto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il decreto, a cadenza trimestrale, è pubblicato in Gazzetta ufficiale e sul sito istituzionale del Dipartimento del Tesoro a questo indirizzo: http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/operazioni_creditizie_tassi.html

Il decreto, inoltre, viene affisso in tutte le banche.

Sono comunque considerati usurari anche gli interessi che seppur inferiori al tasso soglia, risultano sproporzionati alla prestazione ricevuta ed al tasso di interesse normalmente praticato sul mercato e quando il debitore si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria (art. 644, comma 3 del codice penale).

E’ importante sapere che, secondo la Legge, se gli interessi sono usurari, la clausola contrattuale che li prevede è nulla e quindi gli interessi non sono dovuti (art. 1815 del codice civile).

Continua a leggere...

Accordo MEF-BEI: 800 milioni per prevenire il dissesto idrogeologico

La Banca europea per gli investimenti (BEI) affianca lo Stato italiano negli interventi per la prevenzione dei danni causati dal dissesto idrogeologico. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze riceverà dalla BEI un finanziamento di 800 milioni di euro, di cui la prima tranche, pari a 400 milioni, è stata sottoscritta oggi. Il credito sosterrà circa 150 programmi per la messa in sicurezza del territorio sotto il coordinamento del Ministero dell’Ambiente. Quest’ultimo firmerà nei prossimi giorni con la BEI il contratto di progetto per il monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi oggetto del “Piano nazionale per la prevenzione ed il contrasto del rischio idrogeologico” del Governo italiano.



Nel dettaglio, gli interventi riguarderanno la realizzazione o il rafforzamento degli argini dei fiumi a rischio esondazione, la risistemazione dei corsi d’acqua e dei canali di collegamento, le casse di espansione lungo fiumi e torrenti, interventi per prevenire erosioni costiere o frane. Gli 800 milioni approvati copriranno circa il 50% del valore dei progetti previsti entro il 2022 dal citato Piano nazionale.

Con questa operazione la Repubblica Italiana può beneficiare delle condizioni favorevoli dei prestiti BEI, che grazie alla propria solidità patrimoniale emette obbligazioni sui mercati internazionali alle quali è riconosciuta la tripla A dalle principali agenzie di rating. Ciò permetterà al Tesoro, destinatario del finanziamento, un risparmio nella spesa per interessi. La seconda tranche del finanziamento sarà erogata nei primi mesi del 2018.
Continua a leggere...

mercoledì 27 dicembre 2017

Delrio: Fs Anas, il dado è tratto - Un grande gruppo di infrastrutture

 Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio dichiara: "Con i decreti Mit e Mef firmati ieri il Governo ha dato il via libera al grandissimo gruppo industriale e infrastrutturale di Fs e Anas.
Il Governo ha pianificato decine di miliardi di investimenti su più anni per ferrovie e strade prioritarie, per rendere più competitivo il Paese. Il Gruppo Fs, con Anas, ha la forza necessaria per la realizzazione ed esecuzione di opere e progetti integrati, disponendo di 108 mld di investimenti in dieci anni e 81 mila dipendenti.

Un grande risultato per connettere l'Italia sempre meglio nei suoi collegamenti nazionali e internazionali, puntando alla sostenibilità ed efficacia delle reti e degli investimenti. Attendiamo gli ultimi definitivi passaggi, ma il dado è tratto."
Continua a leggere...

martedì 12 dicembre 2017

Il Corridoio del Brennero per Connettere l’Italia

Convegno nazionale il 14 dicembre a Trento con Delrio e Rossi



9 dicembre 2017 - “Il Corridoio del Brennero per connettere l’Italia. Un’opportunità per il Trentino e per il Paese” è il tema del convegno nazionale che si tiene giovedì 14 dicembre 2017 alle 11, a Trento, Palazzo della Provincia, Sala Depero, alla presenza del Ministro Graziano Delrio e del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi. L’evento è promosso e organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Ram-Infrastrutture Logistica e Trasporti spa, Università di Trento e Confindustria Trento.


Con "Connettere l’Italia", il nuovo piano strategico per la mobilità del Paese, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha promosso lo sviluppo di un sistema logistico e dei trasporti sostenibile, fondato sulla integrazione modale e sull’intermodalità, sulla valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente e sulla realizzazione di nuove infrastrutture che siano innanzitutto “utili e condivise”.

Tale sistema logistico è volto a migliorare l’accessibilità di tutto il territorio, sia in ambito nazionale, sia in ambito europeo, attribuendo grande rilevanza al sistema portuale nazionale, ai corridoi transalpini e al sistema ferroviario. Quest’ultimo, rappresentando l’elemento più efficiente di connessione tra le Alpi ed il Mare, è l’elemento fondamentale su cui basare l’integrazione modale dei flussi.

In questo contesto il corridoio multimodale del Brennero, il più trafficato in ambito transalpino, rappresenta il principale elemento di connessione tra l’Italia e l’Europa e, in prospettiva, non potrà che accrescere il suo ruolo.

La giornata è dedicata a presentare e discutere la strategia ed il piano di interventi messi in campo dal Ministero, con un focus specifico sul corridoio del Brennero, allargando l’osservazione alle infrastrutture ed ai nodi lungo la direttrice.
Continua a leggere...

lunedì 4 dicembre 2017

14 mld per Connettere Genova

Connettere Genova per connettere l’Italia grazie a più di 20 miliardi di investimenti in infrastrutture e trasporti per la Liguria, di cui 14 per il capoluogo.



Di questo si è parlato oggi, nell’incontro “Connettere l’Italia - Genova: Futuro in corso", organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l'Università di Genova e Conftrasporto, a cui ha preso parte il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, insieme a Gianluigi Aponte, numero uno di MSC e Fabrizio Palenzona Presidente di Conftrasporto alla Terrazza Martini, nella sede di Primo Canale.
"Dei 100 miliardi investiti da questo governo su 100 opere strategiche, - ha dichiarato il Ministro Delrio - in Liguria ne arriveranno più di 20 e a Genova oltre 14, per opere tra cui il Terzo Valico, la Gronda, la velocizzazione dei collegamenti ferroviari, la diga foranea appena il progetto sarà pronto. Il territorio genovese ha sempre sofferto di mancanza di connessioni, queste infrastrutture sono in campo e non sono futuribili. E' un piano serio, mai visto prima, che aiuterà a far riprendere competitività a questo territorio". 
In concreto, 13 miliardi sono previsti per la cura del ferro, tra cui l’investimento di 6,2 miliardi per il Terzo Valico dei Giovi che porta la ferrovia ed il corridoio Reno Alpi al mare, collegando la Liguria ai centri intermodali della pianura padana e ai valichi alpini. In questo contesto si inseriscono anche 1,5 miliardi di progetti di sviluppo del sistema portuale (in primis per la nuova diga foranea di Genova) che potenzieranno l’accessibilità marittima, vero e proprio volano di sviluppo per il traffico merci e per il sistema economico del nord Italia e di tutto il paese. 
Grazie agli interventi sulla rete ferroviaria, poi, arriva a Genova la metropolitana d’Italia (Alta velocità di rete) che permetterà di arrivare a Genova da Milano e Torino in un’ora e di avere un collegamento più veloce con Roma.
E ancora il nuovo passante autostradale di Genova, con 4,8 miliardi di investimenti, decongestionerà il traffico merci migliorando la qualità della vita dei cittadini liguri e non solo. 
Il quadro si completa con gli interventi previsti per il trasporto rapido di massa per 668 milioni (metropolitana di Genova, TPL, nodo ferroviario regionale e accessibilità in aeroporto) ed opere stradali previste da ANAS per oltre 650 milioni. 
Una visione complessiva, insomma, già programmata ed in corso di realizzazione, che punta a sviluppare Genova e tutta la regione Liguria come eccellenza turistica ed industriale.
Continua a leggere...

sabato 16 settembre 2017

Il primo Piano della Mobilità Turistica Nazionale

Per la prima volta si sono studiati dei poli turistici come asset strategici per lo sviluppo del Paese12 settembre 2017 - “Viaggiare in Italia”, il primo piano della mobilità turistica presentato oggi, inaugura un percorso specifico per approfondire il tema della mobilità turistica insieme alle Regioni. Il lavoro è stato presentato questa mattina dai ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del MIT. 


Il Piano della mobilità turistica è stato redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e mette al centro ‘il turista come viaggiatore’.

“Il settore turistico è prioritario nella pianificazione delle infrastrutture del Paese” ha dichiarato il MinistroGraziano Delrio. “Infatti – ha proseguito - il documento di indirizzo strategico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “Connettere l’Italia”, allegato al Documento di Economia e Finanza 2017 che individua 108 opere prioritarie, identifica per la prima volta i poli turistici quali asset strategici per lo sviluppo del Paese, al pari delle città e dei poli manifatturieri industriali. Il Piano straordinario presentato oggi inaugura un percorso specifico per approfondire questo lavoro insieme alle Regioni” ha concluso il ministro Delrio.

“Il Piano Strategico del Turismo – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - identifica nella mobilità una delle priorità per lo sviluppo del turismo diffuso nel nostro territorio. Il settore è in forte crescita, come dimostrano i dati del primo semestre e di questa estate, e va accompagnato da una corretta pianificazione degli investimenti infrastrutturali per governare lo sviluppo del settore nel modo più armonioso possibile. Con il “Connettere l’Italia” il governo dimostra di credere fermamente nella cultura e nel turismo come asset fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

PERCHÉ UN PIANO DELLA MOBILITÀ TURISTICA

Perché il turismo fa bene al paese: genera economia, competenze, idee, lavoro e innovazione. Nel 2016 il turismo ha contribuito per l’11,1% sul PIL nazionale con oltre 168 miliardi di euro. In Italia nel 2016 il numero di viaggiatori è stato di oltre 66 milioni, con un aumento di oltre 8 milioni di viaggiatori in più rispetto al 2015. Non accadeva dal 2010. I turisti hanno generato una spesa di oltre 45 miliardi di euro sul territorio nazionale.

IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO DEL MIBACT

Ha un orizzonte temporale di sei anni (2017-2022) e agisce su leve fondamentali come l’innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Elaborato con la piena partecipazione delle istituzioni pubbliche, degli operatori di settore, degli stakeholder e delle comunità, attraverso un monitoraggio annuale, diventerà uno strumento costantemente aggiornato in grado di far evolvere in modo condiviso obiettivi e politiche e creare un sistema stabile di governance del settore.

IL TURISMO NELLA PROGRAMMAZIONE DEL MIT

“Connettere l'Italia”, l’allegato Infrastrutture al DEF del 2016 e del 2017, per la prima volta, riconosce i poli turistici come elementi costitutivi della rete del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT) e individua 108 progetti e programmi di investimento prioritari.

Questi interventi, distribuiti su strade, ferrovie, porti, aeroporti, ciclovie e sistemi di trasporto rapido di massa, hanno un forte impatto atteso su accessibilità e mobilità turistica e attiveranno una mole importante di risorse con diversi strumenti di programmazione. Si tratta, in larga parte, di risorse nazionali per la politica infrastrutturale che provengono dal Contratto di Programma Anas 2016/2020 (5,6 mld € di cui 1,3 nel periodo 2017-2022), dal Contratto di Programma RFI (10,3 mld € di cui 2,3 nel periodo 2017-2022), dal PON Infrastrutture e Reti (821mln € per Cielo Unico Europeo), da Legge di Bilancio (comma 140), FSC, PON Metro (2,36 mld € per materiale rotabile su gomma e 2,4 mld per materiale rotabile su ferro destinato al TPL nel periodo 2017-2022), dalla PAC 2014-20 complementare al PON I&R (140 mln per "Recupero Waterfront" e 90 mln per "Accessibilità turistica") e dal Piano Operativo MIT e ancora dalla Legge di Bilancio (comma 140) (2,6 mld per potenziamento del trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane), alle quali possono aggiungersi ulteriori risorse dalla UE attraverso il CEF (Connecting European Facility) 2014-2020, dal Programma Horizon 2020 dai PON “Infrastrutture e Reti” e “Imprese e Competitività”.

IL PIANO STRAORDINARIO DELLA MOBILITÀ TURISTICA

Il Piano disegna un modello di accessibilità basato sulle “porte di accesso al Paese” – porti, aeroporti e stazioni ferroviarie - particolarmente rilevanti per il turismo in termini di arrivi internazionali e restituisce, per la prima volta, una mappa unitaria che sovrappone le reti di mobilità e l'offerta di turismo. Al pari dell'infrastruttura fisica, anche l'infrastruttura digitale è considerata in modo sistematico come elemento determinante per garantire la qualità dell'offerta di mobilità turistica.

QUATTRO OBIETTIVI:
  • Accrescere l'accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività del turismo;
  • Valorizzare le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turistica;
  • Digitalizzare l'industria del turismo a partire dalla mobilità ;
  • Promuovere modelli di mobilità turistica ambientalmente sostenibili e sicuri.

UN PERCORSO ISTITUZIONALE SINERGICO TRA MIT E MIBACT

Grazie alla visione unitaria di MIT e MiBACT dell’Italia del turismo e della cultura e perseguendo degli stessi obiettivi, si instaura una sinergia tra mobilità e turismo per massimizzare l’efficacia delle azioni di Governo e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili per l’attuazione degli interventi.

LA GOVERNANCE DEL PIANO

Il Piano ha un carattere straordinario e si colloca in un momento di transizione finalizzato ad istituzionalizzare la collaborazione sinergica tra MIT e MiBACT.

Seguendo l’approccio partecipato inagurato con il Piano Strategico del Turismo, la governance della mobilità turistica sarà assicurata da un tavolo di lavoro permanente per la mobilità turistica che, oltre al MIT e al MIBACT, vedrà il coinvolgimento degli stakeholder, dei gestori dell’infrastruttura, degli operatori di trasporto, degli operatori del settore e delle comunità locali.
Continua a leggere...

Il nuovo codice della nautica da diporto



Il Ministro Delrio: “Un riconoscimento e una promozione del settore

Tra le novità, l’Anagrafe nazionale delle patenti nautiche e l’istituzione della figura professionale dell’istruttore di vela.

In Italia nel 2016 oltre 100mila solo le imbarcazioni da diporto immatricolate

15 settembre 2017 - Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di revisione e integrazione del decreto legislativo 171 del 18 luglio 2005, “Codice della nautica da diporto”.

Il provvedimento, vuole introdurre semplificazioni e correttivi nei procedimenti amministrativi del diporto nautico, favorire un aumento della competitività allineando la normativa nazionale alle analoghe norme in vigore negli altri paesi europei, e promuovere il volume commerciale della produzione nazionale anche verso i mercati esteri.

La nautica di diporto interessa un intero settore, che va dalle decine di migliaia di imbarcazioni per il tempo libero e loro conduttori, i diportisti, ai porti turistici, alle imprese produttrici.

Il Nuovo Codice – dichiara il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio – intende dare più competitività a un settore in crescita e molto amato dagli italiani. Semplificazioni e disciplina specifica, quindi, per promuovere e diffondere la cultura e l’economia del Mare. Più attenzione ai diportisti e ai professionisti, più sicurezza per i cittadini, protezione dell’ambiente marino, sviluppo di un turismo costiero sostenibile e della economia collegata”.

Solo le unità di diporto immatricolate sono oltre 100 mila in Italia, secondo i dati Mit 2016 di prossima pubblicazione. Ma il settore è molto più ampio visto che il maggior numero di natanti è destinato a brevi spostamenti e non necessita di esser immatricolato.

Lo schema è stato predisposto di concerto con i Ministri degli Affari esteri, della Giustizia, dell’Economia e delle finanze, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, dell’Istruzione, dei Beni culturali, della Salute e per la Funzione pubblica.

Il testo seguirà ora l’iter previsto con i passaggi in Consiglio di Stato, Conferenza unificata, commissioni parlamentari e approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri.



ALCUNE NOVITA’ DEL TESTO

Molte le novità introdotte dal testo, a partire dalla Anagrafe nazionale delle patenti nautiche o dal riconoscimento della figura professionale dell’istruttore di vela, dal regime amministrativo e la navigazione delle unità da diporto, fino alla revisione e modulazione delle sanzioni amministrative. Eccone alcune.

Anagrafe nazionale delle patenti nautiche

Ai fini della sicurezza della navigazione e per acquisire i dati inerenti lo stato degli utenti e dei relativi mutamenti, è istituita, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’Anagrafe nazionale delle patenti nautiche, che include anche sinistri marittimi, eventi straordinari e violazioni.

Mediatore del diporto

E' istituita la figura professionale del mediatore del diporto. Si tratta di colui che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, due o più parti per la conclusione di contratti di costruzione, compravendita, locazione, noleggio, comodato, ormeggio e locazione finanziaria di unità da diporto.

Istruttore di vela

E' istituita la figura professionale dell’istruttore di vela, colui che insegna professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole e a gruppi di persone, le tecniche della navigazione a vela in tutte le loro specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di unità, in mare, nei laghi e nelle acque interne. L'esercizio professionale dell’istruttore di vela è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco nazionale tenuto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Scuole nautiche e «Centri di istruzione per la nautica»

Le scuole per l'educazione marinaresca, l'istruzione e la formazione dei candidati agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche sono denominate “scuole nautiche”. Le scuole nautiche sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle Province o delle Città metropolitane o delle Province autonome di Trento e di Bolzano del luogo in cui hanno la sede principale.

Le associazioni nautiche e gli enti a livello nazionale per la gestione delle scuole per il conseguimento delle patenti nautiche, riconosciuti in conformità a quanto previsto con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, assumono la denominazione di «Centri di istruzione per la nautica». Per questi enti non è richiesta la segnalazione certificata in materia di inizio attività.

Giornata nazionale del mare

Viene riconosciuto il giorno 11 aprile di ogni anno quale «Giornata del mare» presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico.

Ormeggi riservati per portatori di handicap

Previsione nell’ambito delle strutture ricettive della nautica di un congruo numero di ormeggi riservati alle unità in transito e ai portatori di handicap.

Razionalizzazione dei controlli e inasprimento delle sanzioni per stato di ebbrezza o danno ambientale

Vengono introdotti criteri di razionalizzazione nelle attività di controllo in materia di sicurezza della navigazione. Sono inoltre inasprite le sanzioni per la conduzione di unità da diporto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, nonché per le fattispecie che causano danno ambientale o grave rischio per l’ecosistema marino. Lo scopo è quello di determinare l’effetto di una maggior deterrenza per tutte quelle violazioni, che soprattutto durate la stagione balneare, destano maggiore allarme sociale ed evitare quindi, in particolare, incidenti in mare, specie sotto costa, causati dal mancato rispetto di norme di sicurezza.

Semplificazione per patente nautica

Aggiornamento e semplificazione dei requisiti necessari per il conseguimento della patente nautica. I requisiti visivi e uditivi per il conseguimento e il rinnovo delle patenti nautiche risultavano essere troppo severi e analoghi a quelli richiesti per il personale marittimo che opera a bordo di navi mercantili. L’intervento è stato attuato in un’ottica maggiormente inclusiva, volta cioè a estendere la platea dei potenziali titolari di patente nautica, ferma restando la tutela dell’interesse pubblico della tutela della sicurezza della navigazione e della salvaguardia della vita umana in mare.

Energie rinnovabili

Previsione di procedure per l’approvazione e l’installazione di sistemi di alimentazione con GPL, ibrido o elettrico sulle unità da diporto di nuova costruzione o già immesse sul mercato, per favorire l’impiego di motori alimentati con energia e combustibili alternativi. La norma è volta ad adeguare anche il diporto alla riduzione dell’impatto ambientale in favore dello sviluppo sostenibile e dell’uso di energie rinnovabili (Green economy).

Dry Storage

Destinazione alla nautica minore di strutture demaniali, pontili, arenili e piazzali, che presentino caratteristiche particolarmente idonee per essere utilizzate quali ricovero a secco (dry storage) di piccole imbarcazioni, garantendone comunque la fruizione pubblica.
Continua a leggere...

Ministero dell'economia: aumentano le entrate a luglio

E’ disponibile sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-luglio 2017 redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196) GENNAIO-LUGLIO 2017 

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-luglio 2017 evidenziano nel complesso un aumento dell’1,6% (+6.056 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Il dato tiene conto dell’aumento dell’1,5 % (+ 3.909 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive dell’1,7% (+ 2.147milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie include anche le poste correttive (compensazioni delle imposte dirette, indirette e territoriali, vincite lotto) e le entrate degli enti territoriali, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 settembre scorso. 

Sul sito del Dipartimento Finanze sono altresì disponibili i report delle entrate tributarie internazionali del mese di luglio 2017, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Roma, 15.09.2017 
Continua a leggere...

venerdì 15 settembre 2017

Termoregolazione - I chiarimenti del Ministero


  • Il Documento del MISE
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha emanato alcuni chiarimenti in materia di contabilizzazione e termoregolazione di cui al D. Lgs. 102/2014 articolo 9 comma 5, così come risultante a seguito delle modifiche apportate dal D. Lgs. 141/2016.
Va innanzitutto precisato che il documento non ha alcun valore giuridico ai fini interpretativi e qualsiasi Giudice potrà ignorarlo.
Tuttavia, alcuni spunti possono essere utili per una lettura della norma almeno in riferimento a quelle parti che generano difficoltà interpretative.
  • Edificio polifunzionale
Una di queste è la definizione di “edificio polifunzionale” di cui all’articolo 2 lettera p): “edificio destinato a scopi diversi e occupato da almeno due soggetti che devono ripartire tra loro la fattura dell’energia acquistata”
Ciò che genera confusione è il seguente passaggio “destinato a scopi diversi”. Secondo il MISE, nel caso in cui un edificio appartenga ad un unico soggetto (persona fisica o giuridica), a prescindere dal fatto che la destinazione d’uso sia unica o meno, ma vi sia la necessità di ripartire le spese energetiche tra più soggetti, trovano applicazione gli obblighi di procedere all’adozione dei sistemi di contabilizzazione e di termoregolazione.
L’interpretazione convince e coincide con le indicazioni date da ANACI nei convegni.
La norma che prevede l’obbligo di installazione dei sistemi di contabilizzazione è il D. Lgs. 102/2014 che, in ossequio alle proprie finalità, stabilisce un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica che concorrono al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico. Il decreto, inoltre, detta norme finalizzate a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell’energia e a superare le carenze del mercato che frenano l’efficienza nella fornitura e negli usi finali dell’energia.

A tal fine l’articolo 9 comma 5 prevede, alle lettere b) e c), che nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria l’installazione entro il 30 giugno 2017, a cura del proprietario, di sottocontatori per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. Nei casi in cui l’uso di sottocontatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, per la misura del riscaldamento si ricorre, a cura del medesimo proprietario, all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun corpo scaldante posto all’interno delle unità immobiliari dei condomini o degli edifici polifunzionali.

Innanzitutto emerge che la definizione fa riferimento all’occupazione di almeno due soggetti che devono ripartire tra loro la fattura dell’energia acquistata. Occorre, pertanto, come primo requisito, che vi sia un impianto termico posto al servizio di almeno due unità immobiliari.
Il termine “occupato” fa riferimento all’utilizzo dello stesso e non al rapporto contrattuale in base al quale l’unità immobiliare sia occupata. Si ritiene, pertanto, che l’occupante possa essere tale in virtù di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) oppure in virtù di un diritto personale di godimento (locazione o comodato).
Sembrerebbe di poter ritenere che la locuzione “edificio destinato a scopi diversi” faccia riferimento all’edificio nel suo insieme e non alle singole unità immobiliari. Quindi parrebbe di escludere che il riferimento sia alle attività nelle unità immobiliari le quali debbano essere diverse tra loro (ad esempio una artigianale ed una abitativa). D’altro canto, anche nella definizione di “condominio”, viene fatto riferimento all’edificio e non alle attività al suo interno. Si consideri anche, per quanto attiene all’edificio polifunzionale, che il riferimento alle singole unità immobiliari è fatto per l’occupazione e non per l’attività in esse esercitata.
Se il legislatore avesse voluto fare riferimento alle attività svolte all’interno delle singole unità immobiliari, avrebbe citato le classi catastali (queste fanno in effetti distinzione tra gli scopi: abitativo, industriale, sportivo ecc):
Il termine “scopi diversi” potrebbe fare riferimento agli altri edifici i cui scopi sono indicati sempre nelle definizioni del medesimo decreto legislativo 102/2014, quindi gli edifici della pubblica amministrazione.

In ogni caso, verrebbe da escludere che la diversità degli scopi sia riferita all’utilizzo delle singole unità immobiliari (nel senso che debbano essere utilizzate per almeno due scopi diversi, cioè, ad esempio, commerciale e abitativo) per vari motivi. In primo luogo per quanto sopra detto. In secondo luogo, se il riferimento fosse all’utilizzo della unità immobiliare, si avrebbe che l’obbligo sarebbe escluso qualora, in un edificio composto da 50 unità immobiliari, queste siano occupate tutte ad abitazione mentre, se una di esse dovesse improvvisamente divenire un ufficio, scatterebbe l’obbligo.
Si ricordi che lo scopo della norma è quello di “favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi di ciascuna unità immobiliare e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi delle medesime” (articolo 9 comma 5 capoverso).
In tale disposizione, il legislatore fa espresso riferimento alle sole unità immobiliari ed all’obbiettivo di portare gli occupanti (siano essi conduttori, comodatari o proprietari) a diminuire il prelievo di energia al fine di risparmiare denaro e, conseguentemente, energia.
  • Le differenze di fabbisogno del 50%
Qualche perplessità genera invece l’interpretazione del MISE per il caso della mancata applicazione della 10200 ai fini della ripartizione della spesa qualora vi siano differenze di fabbisogno termico superiori al 50%. Secondo il Ministero il calcolo del fabbisogno può essere effettuato in riferimento a sole due unità immobiliari. Il parere sembrerebbe non conforme al dettato normativo. Quest’ultimo prevede che il calcolo debba essere effettuato “per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio”. La locuzione, letteralmente, sembra quindi fare riferimento a tutte le unità che formano il condominio, quindi non solamente due. Diversamente, non avrebbe avuto motivo il Legislatore di specificare “costituenti il condominio”.
Si ricordi che la relazione, in questo caso, deve essere asseverata e una interpretazione non corretta potrebbe esporre i condomini alla sanzione amministrativa di cui all’articolo 16 del medesimo D. Lgs. 102/2014.
  • La 10200 in assenza di contabilizzazione
Nel caso in cui non siano stati installati i sistemi di contabilizzazione in quanto non ne ricorrono i presupposti di legge, non vi è obbligo alcuno di ricorrere alla norma tecnica UNI 10200 per la ripartizione delle spese del riscaldamento.
  • Non è sufficiente la delibera per escludere le sanzioni
La sola delibera di installazione non pone al riparo dalle sanzioni i singoli Condòmini che, a causa dei ritardi sia nell’assunzione della delibera sia dovuti all’impresa che non effettua le opere, non si siano adeguati entro la scadenza del 30/06/2017.

Il MISE si concentra anche sui seguenti aspetti:
  • sono vietati i coefficienti correttivi;
  • è obbligatorio contabilizzare l’acqua calda sanitaria;
  • per la contabilizzazione dell’acqua calda sanitaria è possibile utilizzare un contatore volumetrico;
  • i “contaore” non possono essere equiparati ai sistemi di contabilizzazione; i “contaore”, infatti, misurano il tempo di accensione ma non la quantità di energia consumata;
  • nel caso di installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione, è consentito il funzionamento dell’impianto termico per tutte le 24 ore soltanto se presente un programmatore che consenta la regolazione della temperatura almeno su due livelli nell’arco delle 24 ore.

di Edoardo Riccio
Coordinatore Giuridico CSN
Continua a leggere...

domenica 10 settembre 2017

Campogalliano - Sassuolo: firmato affidamento per progettazione, realizzazione e gestione

E' stato sottoscritto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l'Atto Aggiuntivo per l'affidamento in concessione delle attività di progettazione, realizzazione e gestione del collegamento autostradale Campogalliano - Sassuolo tra la A 22 e la SS 467 "Pedemontana". L'Opera sarà pronta in 4 anni.


Il progetto consiste nella realizzazione di un asse principale di collegamento tra l’Autostrada A22 e la SS 467 di lunghezza complessiva pari a 14 Km, comprensiva di n. 2 gallerie artificiali, n. 8 viadotti e n. 5 svincoli. In data 4 dicembre 2014 era stata sottoscritta la Convenzione di concessione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Società di progetto Autostrada Campogalliano S.p.A., costituita da un’associazione di imprese composta da Autostrada del Brennero S.p.A. - Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. – Coopsette Soc. Coop. – Oberosler Cav. Pietro S.p.A. – Consorzio Stabile COSEAM Italia S.p.A. – Edilizia Wipptal S.p.A. – Cordioli & C. S.p.A aggiudicataria della realizzazione di un collegamento compreso tra l’autostrada A22 e la SS 467 “Pedemontana”. Nel maggio 2016 il Cipe ha determinato la procedura di finanziamento tramite defiscalizzazione.

La Concessione, dell’importo complessivo di oltre 500 milioni di euro, con un contributo pubblico in conto capitale pari a 215 milioni di euro, avrà una durata di 31 anni, comprensivi dei 4 anni per progettazione e costruzione dell’opera. L’apertura al traffico è prevista per il 2021/2022. Nel contempo avviata anche la progettazione riguardante la tangenziale di Rubiera.
Continua a leggere...

martedì 5 settembre 2017

Entrate tributarie: 247,7 miliardi (+1,6%) nei primi sette mesi del 2017

Nel periodo gennaio-luglio 2017 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 247.729 milioni di euro, in aumento dell’1,6% (+ 3.871 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016.


Nel confronto tra i due periodi si segnala che il gettito dei primi sette mesi dell’anno in corso risente del risultato di luglio influenzato dal differimento dei termini (dal 31 luglio al 21 agosto 2017) per il versamento delle imposte in autoliquidazione, delle imposte sostitutive e di tutti i tributi la cui scadenza di versamento coincide con quella del saldo delle dichiarazioni dei redditi per i titolari di reddito di impresa e per i lavoratori autonomi.

Neutralizzando gli effetti sul gettito della nuova modalità di pagamento del canone Tv attraverso la bolletta elettrica, i cui primi versamenti si sono registrati a partire dal mese di agosto 2016, mentre nel 2017 i versamenti sono affluiti all’erario da gennaio, la crescita delle entrate tributarie nel periodo considerato risulta pari a +1,2%.

IMPOSTE DIRETTE
Registrano un gettito complessivamente pari a 136.108 milioni di euro, con un aumento di 392 milioni di euro (+0,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le entrate IRPEF ammontano a 104.955 milioni di euro, in crescita di 2.624 milioni di euro (+2,6%) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente e da pensione che mostrano un aumento di 1.360 milioni di euro (+1,5%) in linea con la crescita tendenziale dell’occupazione. Il risultato riflette anche gli effetti di alcune misure introdotte dalla Legge di bilancio per il 2017 (Legge n.232/2016) e, in particolare, l’aumento delle detrazioni per i pensionati di età inferiore a 75 anni, equiparate a quelle previste per i pensionati di età pari o superiore ai 75 anni (art.1, comma 210) e le revisioni al regime della tassazione dei premi di produttività (art.1, comma 160). Si tratta di interventi di alleggerimento del carico tributario che riducono il gettito Irpef.
Gli introiti dell’IRES registrano una diminuzione di 1.059 milioni di euro (- 6,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il minor gettito è imputabile essenzialmente alla riduzione dell’aliquota dal 27,5% al 24%, prevista dalla legge di stabilità per il 2016, che ha determinato un significativo alleggerimento del carico fiscale per le imprese, e ad altri provvedimenti come la maggiorazione degli ammortamenti e la più vantaggiosa deducibilità della svalutazione e delle perdite sui crediti delle banche e delle imprese di assicurazione.
All’andamento delle imposte dirette di gennaio-luglio 2017 ha contribuito anche il gettito derivante dalla collaborazione volontaria (cd voluntary disclosure), introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco, che ha fatto registrare versamenti per 444 milioni di euro.

IMPOSTE INDIRETTE
Il gettito ammonta a 111.621 milioni di euro, in aumento del 3,2% (+3.479 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le entrate dell’IVA sono pari a 65.989 milioni di euro con un incremento di 2.793 milioni di euro (+4,4%). L’andamento è positivo sia per la componente dell’IVA sugli scambi interni (+2,8%) sia per quella sulle importazioni (+18,0%). Il gettito dell’IVA sugli scambi interni riflette per 5.889 milioni di euro l’applicazione del meccanismo dello split payment.

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) mostrano un incremento di 246 milioni di euro (+1,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 2.003 milioni di euro.

Il gettito delle imposte indirette è stato influenzato positivamente anche dall’andamento positivo delle imposte sulle transazioni immobiliari (+266 milioni di euro, + 41,4%).

ENTRATE DA GIOCHI
Il gettito relativo ai giochi, pari a 8.159 milioni di euro, presenta, nel complesso, una variazione negativa di 64 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO
Le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo, riferite solo ai ruoli dei tributi erariali, si sono attestate a 5.015 milioni di euro e presentano una variazione positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+72 milioni di euro, pari a +1,5%).






Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–luglio 2017, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.
Continua a leggere...

Ministero economia: Ad Agosto il settore statale mostra un fabbisogno di 1 miliardo di €

Nel mese di agosto 2017 il settore statale ha registrato un fabbisogno di 1.000 milioni di euro con un miglioramento di circa 5.800 milioni rispetto al corrispondente mese dello scorso anno (6.782 milioni). La riduzione del fabbisogno si è avuta nonostante il pagamento di 3.900 milioni per la sottoscrizione dell’aumento di capitale di banca Monte dei Paschi di Siena.
Il fabbisogno dei primi otto mesi dell’anno in corso si attesta a 40.067 milioni, con un aumento di circa 9.900 milioni rispetto al periodo gennaio-agosto 2016, in linea con le previsioni sottostanti il DEF 2017. Sul sito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato è disponibile il dato definitivo del saldo del settore statale del mese di luglio 2017.

Commento



Il risultato del mese di agosto ha beneficiato sia dell’incasso dalla definizione agevolata della cartelle (cosiddetta rottamazione) per un importo attualmente stimato in 1.800 milioni, sia del completamento dei versamenti dell’autoliquidazione slittati dai mesi precedenti. Nel complesso, gli incassi fiscali sono aumentati di quasi 7.300 milioni rispetto al corrispondente mese del 2016. 
Per quanto riguarda le uscite, al netto della sottoscrizione dell’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena, la spesa complessiva delle amministrazioni centrali e locali ha registrato una flessione di oltre 1.000 milioni, dei quali 800 ascrivibili agli interessi sul debito.
Continua a leggere...

lunedì 14 agosto 2017

Treni regionali: stanziati 640 milioni per il rinnovo dei mezzi

10 agosto 2017 - Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato oggi il decreto di riparto ed erogazione risorse sul rinnovo del materiale rotabile ferroviario per servizi di trasporto regionale.

Abbiamo fatto uno sforzo finanziario enorme – dichiara il Ministro Delrio - per supportare le Regioni sul rinnovo dei treni per i pendolari. La ripartizione di risorse di oggi permetterà di acquistare nuovi treni per un viaggio più confortevole, con mezzi che permettano migliore accessibilità per i cittadini che hanno mobilità ridotta. La cura del ferro continua con attenzione a tutti i cittadini, in particolare quelli che hanno più bisogno del servizio pubblico”.



Si tratta di 640 milioni di euro complessivi, per il quadriennio 2019 – 2022: 210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, 130 milioni di euro per l'anno 2021 e 90 milioni di euro per l'anno 2022. A queste cifre occorre aggiungere 426 milioni di euro di cofinanziamento regionale, per un totale di 1 miliardo e 66 milioni.

Sommando alle somme messe in campo oggi lo stanziamento della delibera Cipe del 1° dicembre 2016 di 800 milioni di euro, cui vanno aggiunti 320 milioni di euro di cofinanziamento regionale, si arriva a una spesa complessiva di 2 miliardi e 186 milioni che consente l'attivazione di un processo massiccio di rinnovamento del materiale rotabile destinato si servizi ferroviari regionali.

Sono risorse destinate esclusivamente all’acquisto di materiale rotabile ferroviario per il trasporto ferroviario regionale o regionale metropolitano.

La firma arriva dopo l'intesa raggiunta il 27 luglio scorso in Conferenza Stato Regioni sul Decreto di riparto delle risorse stanziate sul fondo della Legge di Stabilità 2016, destinato al rinnovo dei parchi rotabili ferroviari regionali.

A beneficiare delle risorse saranno le Regioni ed il decreto stabilisce le modalità e le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate sul Fondo.
Continua a leggere...

Entrate tributarie: + 1,7 miliardi nei primi sei mesi dell’anno

 Nel periodo gennaio-giugno 2017 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 205.168 milioni di euro, in aumento dello 0,8% (+ 1.691 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2016. 
Si segnala che il gettito relativo ai due periodi non è immediatamente confrontabile, dato che il risultato del mese di giugno 2017 è stato influenzato dalla proroga dei termini di versamento delle imposte di autoliquidazione, delle imposte sostitutive e di tutti i tributi la cui scadenza di versamento coincide con quella del saldo delle dichiarazioni dei redditi, nonché dalla contabilizzazione nelle entrate del mese di luglio dei versamenti di 1.862 milioni di euro delle imposte delle riserve matematiche rami vita assicurazione e di 333 milioni di euro della cedolare secca sugli affitti relativi al mese di giugno 2017.
Neutralizzando gli effetti sul gettito dei suddetti meccanismi e della nuova modalità di pagamento del canone tv attraverso la bolletta elettrica, i cui primi versamenti del canone si sono registrati a partire dal mese di agosto 2016, mentre nel 2017 i versamenti sono affluiti all’erario da gennaio, la crescita delle entrate tributarie nel periodo considerato risulta pari a +1,5%, in linea con gli andamenti registrati nei mesi precedenti.


IMPOSTE DIRETTE


Registrano un gettito complessivamente pari a 110.643 milioni di euro, in diminuzione dell’1,0% (- 1.065 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, il dato risente dell’andamento delle imposte sulle riserve matematiche rami vita assicurazione (-1.666 milioni di euro) e della cedolare secca sugli affitti (-225 milioni di euro) i cui versamenti, effettuati nel mese di giugno 2017 (+1.862 milioni di euro delle imposte delle riserve matematiche rami vita assicurazione e di 333 milioni di euro della cedolare secca sugli affitti), contrariamente all’anno 2016, saranno contabilizzati nelle entrate del mese di luglio.



Le entrate IRPEF ammontano a 88.736 milioni di euro, in crescita di 2.341 milioni di euro (+2,7%) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente e da pensione (+1.218 milioni di euro, +1,6%). Il risultato riflette anche gli effetti di alcune misure introdotte dalla Legge di bilancio per il 2017 (Legge n.232 del 11 dicembre 2016) e, in particolare, l’aumento delle detrazioni per i pensionati di età inferiore a 75 anni, equiparate a quelle previste per i pensionati di età pari o superiore ai 75 anni (art.1, comma 210) e le revisioni al regime della tassazione dei premi di produttività (art.1, comma 160). Si tratta di interventi di alleggerimento del carico tributario che riducono il gettito Irpef.
Gli introiti dell’IRES registrano una diminuzione di 543 milioni di euro (- 5,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato risente anche degli effetti derivanti dall’introduzione di importanti provvedimenti previsti dalle leggi di stabilità di questi ultimi anni, tra cui la razionalizzazione dell’aiuto alla crescita economica, la riduzione dell’aliquota da 27,5 a 24 punti percentuale e la maggiorazione degli ammortamenti, la deducibilità della svalutazione e delle perdite sui crediti degli enti creditizi finanziari e imprese di assicurazioni.
All’andamento delle imposte dirette di gennaio-giugno 2017 ha contribuito anche il gettito derivante dalla collaborazione volontaria (cd voluntary disclosure), introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco, che ha fatto registrare versamenti per 422 milioni di euro.

IMPOSTE INDIRETTE


Il gettito ammonta a 94.525 milioni di euro, in aumento del 3,0% (+2.756 milioni di euro) rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente.
Le entrate dell’IVA sono pari a 56.154 milioni di euro con un incremento di 2.447 milioni di euro (+4,6%). L’andamento è positivo sia per la componente dell’IVA sugli scambi interni (+2,7%) sia per quella sulle importazioni (+20,3%). Il gettito dell’IVA sugli scambi interni riflette per 5.000 milioni di euro l’applicazione del meccanismo dello split payment.
Le imposte sulle transazioni immobiliari mostrano un incremento del 7,0%. La variazione negativa, rispetto all’analogo periodo del 2016 che si è avuta per l’imposta di bollo (-177 milioni di euro) è dovuta al diverso profilo di versamento mensile derivante dalle modalità di scomputo dell’acconto dell’imposta di bollo versato ad aprile (modalità introdotta con la circolare n. 16 del 14 aprile 2015 dell’Agenzia delle Entrate). 
Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) mostrano un incremento di 129 milioni di euro (+1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso); il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 1.723 milioni di euro.

ENTRATE DA GIOCHI


Il gettito relativo ai giochi, pari a 7.000 milioni di euro, presenta, nel complesso, una variazione negativa di 80 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO


Le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo, riferite solo ai ruoli dei tributi erariali, si sono attestate a 4.244 milioni di euro e presentano una lieve variazione negativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-46 milioni di euro, pari a -1,1%).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–giugno 2017, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

Comunicato stampa MEF
Continua a leggere...

martedì 6 dicembre 2016

NESSUNA NUOVA TASSA SUGLI ASCENSORI: interventi mirati per migliorare la sicurezza

Negli ultimi mesi su numerosi mezzi di informazione è stata diffusa la notizia di una presunta tasse sugli ascensori, introdotta da un provvedimento messo a punto dal Ministero dello Sviluppo economico (MiSE) e in procinto di essere adottato dal Consiglio dei Ministri. La notizia in merito alla definizione della tassa ascensori è falsa, come ha già precisato il Ministero con due diversi comunicati stampa.
E' importante che cittadini e utenti disorientati da notizie inesatte, confuse e tendenziose, abbiano le informazioni necessarie per formarsi un'opinione consapevole rispetto ad una questione importante quale è quella della sicurezza ed integrità fisica delle persone nell'utilizzo dell'ascensore.
Si tratta di un argomento che ormai è all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica da oltre 10 anni e che riguarda la sicurezza degli ascensori installati in Italia prima del luglio 1999.

CONCLUSIONI
I SUGGERIMENTI AI PROPRIETARI




di Michele Mazzarda
Presidente nazionale ANACAM

Continua a leggere...

IL LIVELLO DI SICUREZZA DEGLI ASCENSORI ITALIANI

Si stima che in Italia vi siano oltre 950.000 ascensori in esercizio, il parco impianti più vasto d'Europa e il secondo al mondo dopo quello cinese e tra questi circa 700.000 installati prima del 1999.
L'ascensore è un mezzo di trasporto sicuro, anzi il più sicuro tra quelli maggiormente utilizzati dall'uomo nella società moderna. Essendo un mezzo di trasporto senza conducente, esso è progettato in modo tale che i dispositivi di sicurezza, di cui è dotato, intervengano automaticamente, bloccando il funzionamento dell'impianto, non appena viene rilevata un'anomalia nel funzionamento. Per molti invece il fermo è percepito dall'opinione pubblica come un rischio. Inoltre, come noto, gli ascensori non sono lasciati a se stessi, ma devono essere controllati periodicamente in base al contratto di manutenzione da un manutentore abilitato.
Inoltre ogni due anni, un ingegnere di un organismo competente autorizzato dallo Stato esegue i controlli sullo stato dell'impianto e sul funzionamento dei componenti di sicurezza.
Tuttavia, gli ascensori hanno una vita lavorativa mediamente assai più lunga di quella degli altri mezzi di trasporto, sono ubicati in beni stabili e la tendenza comune è quella di sostituire alcuni componenti usurati nel corso di vari anni migliorando le prestazioni, adeguando gli impianti alle nuove tecnologie oltre che diluire la spesa. Si stima che quasi un terzo dei 950.000 ascensori in esercizio in Italia abbia più di 40 anni e che poco meno di 200.000 siano conformi ai moderni criteri di sicurezza fissati dalla normativa di origine europea per gli impianti di nuova installazione.
Si può quindi affermare che il parco ascensori italiano è caratterizzato da impianti con livelli di sicurezza diversi tra loro, a causa della presenza di un gran numero di impianti vetusti non sottoposti a sufficienti interventi di adeguamento e spesso privi dei dispositivi di sicurezza rispondenti alla corrente regola dell'arte attuale e presente sugli impianti installati dopo giugno 1999.

Continua a leggere...

ASCENSORI: LA SITUAZIONE E LE REGOLE IN EUROPA

Per ridurre il rischio che fossero mantenuti in funzione impianti con livelli di sicurezza inferiori a quelli garantiti dalla moderna regola dell'arte, come sta accadendo in Italia, la Commissione europea, al momento della emanazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori, aveva pubblicato un'apposita raccomandazione con la quale invitava gli Stati membri, competenti per la legislazione di sicurezza degli impianti preesistenti all'entrata in vigore della direttiva, a promuovere un graduale adeguamento della sicurezza del proprio parco nazionale, indicando anche alcune aree di intervento prioritarie identificate poi con una norma tecnica emanata dal CEN, la EN 81-80 "Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti", poi tradotta in Italia dall'UNI (UNI EN 81-80:2004) e successivamente, revisionata, con la sigla UNI EN 81-80:2009.
Sono stati numerosi i Paesi membri delI'UE nei quali il legislatore nazionale ha dato concreta applicazione alla Raccomandazione 95/216/CE, tra Cui il Belgio, la Francia, la Spagna, la Grecia e molti altri.

Continua a leggere...

ASCENSORI: LA SITUAZIONE E LE REGOLE IN ITALIA

L'Italia ha emanato due diversi provvedimenti finalizzati al graduale e progressivo adeguamento del livello di sicurezza degli ascensori pre-1999: il DM 26 ottobre 2005 "Miglioramento della sicurezza degli impianti di ascensore installati negli edifici civili precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva 95/16 CE" e il DM 23 luglio 2009 "Miglioramento della sicurezza degli impianti ascensore anteriori alla direttiva 95/16/CE". II nostro Paese ha anche provveduto a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale n.27 del 2-2-2006, il testo della norma tecnica UNI EN 81-80, con un atto inusuale che ha contribuito a dare ampia pubblicità ad una normativa tecnica considerata rilevante per la sicurezza dei cittadini.
Per diversi motivi, nessuno dei due decreti sopra richiamati è oggi applicato e in vigore, per cui la decisione di operare interventi di miglioramento della sicurezza degli ascensori installati prima del giugno 1999 è rimessa alla valutazione e alla volontà dei singoli proprietari, anche se essendo la norma tecnica pubblicata in gazzetta ufficiale in caso di lavori sugli ascensori si impone l'obbligo di rispettarla e in caso di incidente le responsabilità, anche penali, gravano su tutti.
In proposito occorre sottolineare che il progressivo invecchiamento del parco ascensori italiano sta determinando un costante aumento degli incidenti: sia di quelli "minori" con danni limitati per le persone infortunate, come ampiamente documentato dalle statistiche fornite dalle compagnie assicurative che gestiscono polizze RC nel settore ascensoristico; sia degli incidenti gravi e di quelli mortali.
Il provvedimento in esame in questi giorni è oggetto della polemica. Il Ministero per lo Sviluppo Economico, dopo aver coinvolto tutte le parti interessate inclusi i rappresentanti delle grandi proprietà immobiliari, Anaci e tutte le categorie interessate, ha elaborato, da diversi mesi, uno schema dl regolamento da approvarsi tramite decreto del Presidente della Repubblica che modificherà il DPR 162/99, la legge quadro sugli ascensori in Italia. Tale provvedimento è necessario per recepire nel nostro ordinamento la nuova direttiva ascensori 2014/33/UE che, a partire dal 20 aprile 2016, doveva sostituire la vigente direttiva ascensori 95/16/CE. Oltre al recepimento della direttiva, il Ministero intende apportare al DPR 162/99 alcune modifiche di competenza nazionale, tra cui:
  • la riaffermazione della competenza delle Prefetture per il rilascio delle abilitazioni ai tecnici manutentori, aspetto fondamentale in quanto le relative commissioni prefettizie sono state soppresse e da oltre due anni non si tengono più sessioni di esame. Vi sono molte aziende che non possono assumere, perché i giovani che hanno formato non sono in grado di abilitarsi a seguito della sospensione delle sessioni di esame in prefettura ed in questo periodo di difficoltà nel mondo del lavoro è inaccettabile,
  • la modifica dell'art.15 del 162/99 relativo alla manutenzione, precisando che il manutentore deve stilare un piano di manutenzione per ciascun impianto, su misura, in funzione delle sue caratteristiche e condizioni d'uso,
  • modifiche minori agli articoli sulla messa in esercizio, verifiche e manovra di emergenza;
  • l'introduzione in questo nuovo provvedimento dell'art. 19-bis, rubricato "Adeguamento della sicurezza degli ascensori conformi alle norme vigenti fino alla prima applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162".
Questa ultima modifica è quella che sanerebbe alcune criticità ancora presenti su molti degli ascensori obsoleti e non adeguati agli standard di sicurezza e che ha attirato l'attenzione dell'associazione Confedilizia che in un suo comunicato stampa ha lanciato l'allarme su una supposta "tassa sugli ascensori", scatenando una campagna di disinformazione sui media.
Ad oggi il provvedimento è ancora fermo sui tavoli dei politici in quanto la polemica divampata ha fatto fermare tutto e l'Italia oltre che rischiare di essere in "infrazione" in quanto è stata superata la data limite del 20 aprile 2016 imposta dalla Comunità europea, ancora una volta si trova a non riuscire a risolvere il problema della sicurezza degli ascensori vecchi.

Continua a leggere...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...