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venerdì 22 luglio 2016

MODIFICHE NORMA UNI 10200: Consiglio dei Ministri n.123 del 14/07/2016

Sarà possibile derogare alle Norme UNI sul consumo involontario e la quota fissa può arrivare fino al 30% ed essere divisa con i millesimi

Il Consiglio dei Ministri n. 123 del 14 luglio 2016 ha approvato lo schema di decreto correttivo al D.Lgs. 102/2014 che ha introdotto significative novità che vanno a modificare sensibilmente la normativa vigente in materia di risparmio energetico.

E’ apparso immediatamente evidente come il decreto tenga conto del parere espresso dalla commissione Industria del Senato; tra le varie modifiche ci sono anche quelle attese in materia di termoregolazione e contabilizzazione del calore la cui scadenza resta comunque confermata a 31 dicembre 2016.

Per la ripartizione delle spese viene sempre fatto riferimento all'applicazione della norma UNI 10200 e restano sempre le due voci: quota a consumo e quota fissa.

La quota a consumo dovrà sempre tenere in considerazione i prelievi volontari effettivi di energia termica, pertanto sul punto non ci sono sostanziali modifiche, mentre le novità riguardano il caso in cui l'applicazione della norma UNI 10200 non sia possibile oppure, sulla base di una specifica relazione tecnica asseverata, che vi sia¬no delle comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50% nel qual caso sarà possibile suddividere l’importo totale attribuendo una quota pari almeno al 70% ai prelievi volontari effettivi di calore.

Proprio in questi giorni l'UNI sta provvedendo ad apportare modifiche alla norma 10200 che dovrebbe vedere la luce nella sua nuova versione entro la fine dell’anno in corso. Queste modifiche nascono anche da una nota a suo tempo presentata da ANACI all’UNI, al MISE ed all’UE con la quale aveva espresso le proprie perplessità in merito all’applicabilità delle modifiche introdotte alla norma 10200 nel 2015.

Tutto sulla UNI
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venerdì 15 aprile 2016

Nuovi sistemi di regolazione e contabilizzazione del calore: cosa sono, rischi del mancato adeguamento, come operare al meglio, scadenze

È giunto il termine ultimo per adottare i nuovi sistemi di regolazione e contabilizzazione del calore. È oggi possibile garantire l’adeguamento degli impianti di riscaldamento, trasformando gli obblighi di legge in opportunità di risparmio.


Vediamo come

LE SCADENZE

I nuovi sistemi di gestione per gli impianti con riscaldamento centralizzato devono essere adottati dai condomini entro il 31 Dicembre 2016 (art. 9 del D.Lgs 102/2014). 

Per farlo ci sarà bisogno di due assemblee condominiali, la prima per assegnare l’incarico al progettista e la seconda per deliberare i lavori. 

Tutto questo deve avvenire prima del mese di novembre, periodo di accensione dell’impianto di riscaldamento, al fine di evitare il blocco momentaneo degli impianti con conseguenti disagi agli inquilini.

È quindi oggi il termine ultimo per avviare il percorso di adeguamento.


COSA È IL NUOVO SISTEMA DI CONTABILIZZAZIONE E REGOLAZIONE DEL CALORE?

È il nuovo sistema di gestione per gli impianti con riscaldamento centralizzato che sostituisce le vecchie tabelle millesimali per spese di riscaldamento (fuori norma da Gennaio 2017).

Introduce un nuovo criterio di ripartizione delle spese che prevede (UNI 10200):
  • la misurazione dei CONSUMI VOLONTARI (legati alle scelte autonome del singolo inquilino);
  • la stima del CONSUMI INVOLONTARI (legati a dispersioni ed inefficienze di edificio/impianti).
Permette inoltre di impostare liberamente l’orario di accensione della caldaia.



COSA ACCADE A CHI NON SI METTE IN REGOLA?


Sono previsti fino a 5.000,00 euro (art. 16 del D.Lgs 102/2014) per la doppia sanzione:
  • mancata ripartizione delle spese secondo i nuovi criteri;
  • mancata installazione dei misuratori di consumo.
Inoltre, per i condomini che non si mettono in regola, la gestione della spesa di riscaldamento può divenire difficoltosa per l’assenza di criteri di ripartizione regolari, possono quindi generarsi spiacevoli controversie anche di tipo legale.


MA COSA FARE PER METTERSI IN REGOLA?

Adeguarsi alla norma significa operare a regola d’arte, seguendo:

  • PROGETTO TECNICO che prevedere le specifiche delle apparecchiature di regolazione e misurazione o i nuovi criteri di contabilizzazione e riparto delle spese.
  • INSTALLAZIONE delle apparecchiature di regolazione del calore e di misurazione dei consumi.
  • DELIBERA ASSEMBLEARE per nominare il tecnico incaricato del servizio di contabilizzazione, adottare il nuovo criterio di riparto delle spese, scegliere l’orario di accensione della caldaia.
  • AVVIARE IL SERVISIO DI CONTABILIZZAZIONE fornendo bollette personalizzate per ogni appartamento in base a consumi volontari e involontari.
Anche chi ha da tempo installato i contabilizzatori deve far redigere ad un soggetto abilitato i nuovi criteri di ripartizione dei consumi secondo la norma UNI 10200

QUALI SONO I VANTAGGI?
  • RISPARMIO: si può risparmiare dal 15% ad oltre il 30% dopo l’installazione, regolando la temperatura nelle stanze meno utilizzate o più calde, evitando di riscaldare quando non si è in casa.
  • COMFORT: la regolazione del riscaldamento diventa autonoma, si scelgono gli orari di accensione più consoni al condominio, si regolano le temperature più adatte, si riscalda solamente dove e quando serve.
  • AMBIENTE: un impianto efficiente diminuisce le emissioni inquinanti, contribuendo a migliorare la qualità dell’ambiente



LE SOLUZIONI
  1. CONSULENZA QUALIFICATA: ditte che possano guidarvi a prendere le scelte migliori tra le tante soluzioni disponibili.
  2. GARANZIA DI RISULTATO: ditte che possano garantirvi che il nuovo sistema di contabilizzazione e regolazione del calore sia il più adatto alle vostre esigenze, verificandone nel tempo la reale efficacia e funzionalità.
  3. RISPARMIO ENERGETICO: ditte che possano supportarvi nell’individuazione e realizzazione delle più convenienti soluzioni di risparmio energetico senza rinunciare al comfort.
Il fine è quello di garantire l’adeguamento degli impianti di riscaldamento e trasformare gli obblighi di legge in opportunità di risparmio.

I CONDOMINI SCELGONO DITTE SPECIALIZZATE PER

PROFESSIONALITÀ:
  • Accertarsi che le attività siano curate da tecnici abilitati e certificati EGE (Esperto Gestione Energetica).
  • Le convenienze per gli inquilini nelle possibili alternative di regolazione e contabilizzazione del calore che siano valutate accuratamente.
  • Le scelte effettuate dai condòmini che siano tradotte in specifiche tecniche e verificate con il collaudo delle installazioni, al fine di garantire risparmio e confort.
AFFIDABILITÀ:
  • Deve essere fornito il supporto per un corretto e completo disbrigo delle pratiche amministrative, compresa la delibera assembleari.
  • Garantire l’impostazione di una corretta ed equa ripartizione delle spese di riscaldamento.
  • Chiarire a tutti gli inquilini il nuovo funzionamento, evitando dubbi ed incertezze.
  • Fornire i trend storici dei consumi per vigilare su anomalie di funzionamento.
INNOVAZIONE:
  • Attraverso un portale WEB e report periodici è possibile monitorare il comportamento energetico dell’edificio e degli impianti per individuare modalità più efficaci di esercizio.
  • È possibile verificare la corrispondenza tra consumi effettivi e quelli fatturati dai fornitori per evitare di pagare ciò che ancora non si è consumato.
  • Consente di valutare sistematicamente le condizioni di mercato per eventuali ri-contrattazioni delle forniture energetiche.
  • Individua le convenienze, sulla base del monitoraggio energetico, ad adottare soluzioni tecniche e di finanziamento (pubblico e/o privato) per l'efficientamento energetico.
SPECIFICHE DEL SERVIZIO
Il servizio si articola in quattro applicazioni attivabili anche separatamente:

1) PROGETTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTABILIZZAZIONE E REGOLAZIONE DEL CALORE:
  •  Analisi delle caratteristiche tecniche dell’impianto e delle esigenze dei condòmini.
  • Verifica che l’intero impianto possa funzionare correttamente anche dopo l’installazione del sistema di contabilizzazione.
  • Valutazione delle possibili alternative per la regolazione e contabilizzazione del calore e redazione delle relative specifiche tecniche delle apparecchiature.
  • Supporto nell’esame tecnico-qualitativo delle offerte di fornitura/installazione delle apparecchiature (rispondenza alle specifiche), che possono così essere selezionate al minor prezzo.
  • Collaudo delle installazioni eseguite.
  • Elaborazione del nuovo criterio di riparto delle spese di riscaldamento (sulla base della norma tecnica vigente, attualmente la UNI 10200, che prevede l’esecuzione di una diagnosi energetica per calcolare i consumi involontari in relazione ai fabbisogni energetici).
  • Supporto alla redazione delle delibere condominiali.
  • Fornitura di brochure che illustra il funzionamento della termoregolazione agli inquilini. 



2) SERVIZIO DI CONTABILIZZAZIONE BASE:
  • Acquisizione dei dati di consumo dai contabilizzatori una volta l’anno.
  •  Fornitura delle schede di ripartizione dei costi in base alle letture e ai criteri definiti nel progetto.




3) SERVIZIO DI CONTABILIZZAZIONE PLUS:
  • Acquisizione dei dati di consumo dai contabilizzatori individuali, fino ad una volta alla settimana.
  • Installazione del software web di monitoraggio energetico, che permette al condominio di registrare (via web o tramite dedicata APP per smartphone):
- valori dei contatori di acqua, energia elettrica e gas;
- eventi straordinari o interruzioni nel funzionamento degli impianti;
- consumi ed importi riportati in fattura dai fornitori di acqua ed energia.
  • Visualizzazione (anche grafica) tramite software web dei dati storici di consumo (sia dei contabilizzatori individuali che dei contatori dei fornitori) e degli eventi registrati nel sito web.
  • Fornitura di un Rapporto Energetico annuale, comprensivo di trend storici dei consumi, evidenziazione di eventuali anomalie di funzionamento del sistema di contabilizzazione e degli impianti di riscaldamento, verifica della corrispondenza tra consumi effettivi e quelli fatturati dai fornitori.
4) SERVIZIO DI ENERGY MANAGEMENT:
  • Valutazione delle condizioni di mercato per eventuali ri-contrattazioni delle forniture energetiche.
  • Valutazione del comportamento energetico di strutture ed impianti condominiali per individuare le azioni più efficaci di intervento ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti condominiali e/o per l’adozione di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili.
  • Progetto di miglioramento dell’edificio che indica gli interventi realizzabili in funzione dei contributi pubblici disponibili per l’efficienza energetica e che valuta preventivamente l’efficacia e la convenienza di ciascun intervento mettendo in condizione il condominio di decidere un piano di investimenti e miglioramenti nel breve, medio e lungo termine (Business Plan e ritorno economico investimento).
Articolo redatto da:

Tel: 06 85 41 719
Mail: info@planergy.it






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venerdì 4 dicembre 2015

Quadro normativo in materia di prestazione e certificazione energetica degli edifici


Nella seduta del 25 marzo 2015 della Conferenza Unificata è stata sancita l’intesa sullo schema del Decreto che ridefinirà le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche, dell’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche, Decreto che è stato approvato il 26 giugno 2015 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 15 luglio.
Con il nuovo decreto, inizierà di fatto l’attuazione del DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, che ha recepito la Direttiva Edifici a Energia Quasi Zero (2010/31/UE) sostituendo il Dlgs 192/2005. Nello specifico il decreto sostituisce il D.P.R. 59/2009, che fino ad oggi ha definito le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici in attuazione dell’articolo 4, comma 1, del D.lgs. 192/2005.
Il nuovo provvedimento aggiorna la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle norme tecniche UNI TS 11300-3 e UNI TS 11300-4 sulla climatizzazione estiva, sull’uso delle energie rinnovabili e della Raccomandazione 14 del CTI sul calcolo dell’energia primaria.
Oltre a tutte le disposizioni che riguardano le strategie tecnologiche e costruttive da porre in atto di tipo per così dire “tradizionali” o perlomeno già conosciute e, in alcuni casi consolidate (per esempio isolamento termico, tipologie di caldaie per il riscaldamento, ecc.), questa legge ha inserito anche gli ascensori e le scale e i marciapiedi mobili tra gli impianti suscettibili di miglioramento o comunque da progettare, costruire ed installare tenendo presente l’esigenza di ridurre i consumi energetici.
Si deve in verità sottolineare che il campo di applicazione della Legge, per il momento, riguarda solo gli edifici del settore terziario, ma tenuto conto della particolare attenzione con cui l’Unione Europea considera la problematica del risparmio energetico e dell’enorme differenza tra il numero degli edifici di tipo residenziale e quelli del terziario, non è azzardato prevedere che nel giro di pochi anni la stessa problematica riguardante gli impianti ascensori (le scale e i marciapiedi mobili sono installati quasi esclusivamente nel settore terziario o pubblico) interesserà anche i consumi degli ascensori di casa nostra. E non si capirebbe perché, già oggi, nel caso di un intervento di ristrutturazione di un edificio che magari coinvolge anche l’ascensore, non si debba tener conto di possibili riduzioni del consumo energetico ricorrendo a soluzioni tecniche adeguate.
Il Comitato Termotecnico Italiano, che è l’agenzia delegata dal Ministero dello Sviluppo Economico a produrre le Norme che riguardano espressamente le metodologie da adottare per ridurre i consumi e le regole per la certificazione della classe energetica di tutti gli edifici, pubblicherà entro il 2015 (l’inchiesta pubblica di rito si concluderà il 3 settembre) la norma UNI TS 11300-6 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 6: Determinazione del fabbisogno di energia per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili”, norma che guida i Certificatori allo scopo di inserire nei calcoli della prestazione energetica dell’edificio del settore terziario anche i consumi energetici relativi ad ascensori, montacarichi, montascale, scale e marciapiedi mobili. Forse è il caso per il momento di abbandonare le Norme per concentrarci sugli aspetti concreti relativi al consumo energetico di un impianto di sollevamento e trasporto, sia ascensore sia scala o marciapiede mobile.
Il consumo di un ascensore è ovviamente legato all’utilizzo che ne fanno gli utenti (quello che in gergo si chiama “traffico”) e che, almeno in prima approssimazione e tralasciando possibili comportamenti “fantasiosi” da parte di qualche utente, è strettamente legato alle caratteristiche dell’edificio e al numero degli utenti stessi; torneremo su questo aspetto quando andremo a considerare i risparmi energetici legati al movimento dell’impianto (quello che nelle norme in inglese viene chiamato “running”).
Non tutti però hanno forse presente che l’ascensore, anche quando sta fermo, consuma energia elettrica e, in qualche sfortunato caso, per impianti datati, che magari stanno fermi per buona parte della giornata e tutta la notte ed hanno un tipo di illuminazione inefficiente e sempre attivo, il consumo di energia elettrica “da fermo” è enormemente superiore a quello necessario a portare gli utenti alle varie destinazioni.
Ecco che si presenta subito il principale problema da risolvere da parte di un progettista per ottimizzare le scelte finalizzate alla diminuzione del consumo: qual è l’uso “previsto” dell’ascensore?
Sono veramente pochi i casi in cui si è in grado di sostituire il termine “previsto” con il termine “conosciuto”, ma comunque l’informazione è veramente preziosa per poter compiere le scelte più opportune dal punto di vista energetico e minore è l’approssimazione con cui si riesce a stimare il tipo di servizio che sarà richiesto all’impianto più facilmente si potranno ottenere risultati positivi dal punto di vista del risparmio.
Vale la pena di rilevare comunque che, anche senza tener conto delle valutazioni legate al risparmio energetico, lo scambio di informazioni circa l’uso previsto dell’ascensore tra l’installatore e il responsabile della costruzione all’atto della vendita è un preciso requisito espressamente richiesto dalla normativa vigente.
E’ del tutto intuitivo che, nel caso di un impianto destinato a un traffico molto scarso, si dovrebbero indirizzare le maggiori risorse verso tecnologie atte a ridurre il consumo “da fermo” (“stand by” per gli addetti ai lavori), ovviamente senza trascurare il consumo nelle fasi “running”. Al contrario, senza trascurare comunque il consumo dell’impianto in condizione di “sosta (da fermo)”, non ci si preoccuperà più di tanto del consumo in “stand by” se ci stiamo occupando di un‘installazione con un traffico molto intenso, per esempio nel caso di un hotel cinque stelle dove giorno e notte gli impianti, sicuramente in gruppo, sono continuamente in funzione, ma si privilegerà ovviamente il più basso consumo “running” compatibilmente con l’elevato livello di servizio atteso.
In questo caso, per esempio, l’impiego di un sistema di comando del motore con variatore di frequenza quasi si impone per poter mantenere basso il consumo energetico durante le numerose fasi di avviamento connesse appunto all’intenso traffico. D’altra parte, giusto per parlare di numeri, non è impossibile che un vecchio impianto con illuminazione della cabina a lampade fluorescenti sempre accese consumi più di 700 kWh all’anno solo per l’illuminazione.
Ricorrere allo spegnimento delle lampade durante la fase di arresto al piano, dove ciò sia consentito dalla normativa vigente al momento del collaudo dell’impianto in questione come avviene ormai da oltre 15 anni per gli ascensori di nuova installazione, può quindi comportare un notevole risparmio dal punto di vista energetico, senza peraltro ricorrere ad alcuna tecnologia sofisticata. Per non lasciare nel dubbio e scendere nel concreto, per esempio, è chiaro che qualunque sia la scelta riguardante il tipo di azionamento o la tecnologia del quadro di comando, l’impiego di LED ad accensione automatica come sistema di illuminazione può portare solo dei benefici, ma, come sempre, bisogna porre attenzione alle scelte, non tutti i LED consentono una frequente sequenza di accensioni e spegnimenti e, se non adatti a questo tipo di funzionamento, potrebbero avere vita breve.
Come fare, dunque, a districarci all’interno delle varie soluzioni possibili “per risparmiare energia” negli ascensori? L’importante è riferirsi a un metodo di calcolo riconosciuto e verificare le diverse possibili soluzioni sempre con lo stesso metodo: una volta si diceva confrontare mele con mele e pere con pere.
Oggi ci vengono in aiuto due Norme, una la già citata UNI TS 11300-6 , l’altra la Norma UNI ISO 25745, che consta di tre parti di cui le ultime due sono state pubblicate nell’aprile 2015. La Norma UNI TS 11300-6 ha il vantaggio della semplicità ed è rivolta principalmente alla valutazione in fase di progetto dei consumi attesi in funzione di differenti scelte tecniche, mentre la Norma UNI ISO 25745 è, per così dire, più raffinata, e richiede l’esecuzione sul campo di misurazioni con appositi strumenti e probabilmente meglio si adatta alle valutazioni da compiere in fase di importanti ammodernamenti di un impianto.
Qualunque sia la scelta, la cosa più importante è riferirsi alla stessa Norma, evitando di cercare di “tradurre” i dati ottenuti con normative differenti, o addirittura senza riferimenti normativi, ma solo con “dichiarazioni” non meglio definite, nell’illusione di renderli confrontabili. Non bisogna poi dimenticare che, oltre alla scelta di tipo “tecnologico”, anche la manutenzione concorre in maniera non trascurabile al risparmio energetico di un ascensore: regolazioni errate o trascurate dei parametri delle interfacce meccaniche dell’impianto impostate all’epoca del montaggio, che col tempo possono variare per via dell’usura, portano ad attriti supplementari che vanno a scapito del rendimento generale dell’impianto, e il consumo del motore che muove l’ascensore ovviamente ne risente.
Per terminare si deve porre l’accento sul fatto che l’argomento del risparmio energetico, proprio perché così importante, non deve essere affrontato per tentativi o per “sentito dire”, e ciò a maggior ragione nel caso di ammodernamenti dove l’impegno economico può essere ragguardevole: bisognerebbe evitare l’approccio falsamente “risparmioso” della introduzione o sostituzione di parti con componenti che “fanno consumare meno” senza un progetto complessivo e integrato che tenga conto di tutti i fattori che concorrono al consumo totale e che consideri anche, se del caso, l’impiego di componenti che consentano, in futuro, un ampliamento delle possibilità di impiego dell’impianto in funzione di nuove sopravvenute necessità dell’edificio.
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mercoledì 18 novembre 2015

Elettrodomestici (lavastoviglie, frigorifero e lavatrice) alcuni consigli per risparmiare sul consumo


L’efficienza e il risparmio di energia costituiscono le principali leve su cui puntare per migliorare, a breve, tanto l’ambiente quanto l’economia e la fattura energetica. Su questa convinzione si fondano le azioni di politica energetica e le posizioni assunte da associazioni ambientaliste, industria, sindacati e partiti politici. Attualmente l’industria mette a disposizione dei consumatori elettrodomestici sempre più efficienti. Ma spesso non basta. Ai fini energetici, infatti, ancor più dell’efficienza degli apparecchi è fondamentale come vengono utilizzati. Nel caso di frigoriferi, congelatori, lavatrici e lavastoviglie, ad esempio, con semplici accorgimenti nell’uso è possibile massimizzarne i benefici riducendone nel contempo, e non di poco, i consumi.
Se vi va, qui di seguito alcuni consigli nell’utilizzo di tre degli elettrodomestici che più le famiglie italiane utilizzano:

Frigorifero

  • Posizionare gli apparecchi il più lontano possibile da fonti di calore e in luogo non colpito dal sole;
  • Garantire una adeguata ventilazione per la serpentina (almeno 10 cm sopra, sotto e soprattutto tra la parete e il retro dell’elettrodomestico);
  • Aprire il meno possibile le porte e comunque richiuderle velocemente;
  • Regolare il termostato su posizioni intermedie (un freddo eccessivo è inutile per la conservazione dei cibi, ma aumenta i consumi energetici);
  • Non introdurre mai cibi caldi nel frigorifero che alzano la temperatura e contribuiscono alla formazione di ghiaccio sulle pareti;
  • Nel caso di apparecchi con funzioni di congelamento rapido, ricordarsi di riattivare la funzione “conservazione” dopo aver effettuato il congelamento;
  • Controllare lo stato delle guarnizioni e sostituirle se scollate o deteriorate;
  • Pulire almeno una volta l’anno il condensatore (serpentina) dopo aver staccato l’alimentazione elettrica (la polvere accumulata contrasta un buon raffreddamento);
  • Sbrinare l’apparecchio se si forma uno strato di ghiaccio di qualche millimetro (in ogni caso il ghiaccio non deve mai superare i 5 mm: forma uno strato isolante che aumenta i consumi, oltre a ridurre lo spazio);

Lavatrice

  • Scegliere correttamente il programma di lavaggio (temperature superiori a 60-70 °C sono un inutile rilevante spreco di elettricità, oltre a deteriorare i tessuti e colori. Gli attuali detersivi garantiscono ottimi risultati anche a basse temperature: il costo complessivo di un lavaggio a 90°C è più che doppio rispetto ad un lavaggio a 40°C);
  • Utilizzare la lavatrice a pieno carico (nel caso di lavaggi a carichi ridotti utilizzare l’apposito tasto economizzatore: anche così mezzo carico non significa mezzo consumo, ma il risparmio è comunque non trascurabile. Per contro, evitare di caricare troppo la lavatrice, fino a impedire una adeguata circolazione dell’acqua);
  • Nel caso di apparecchi con programmi di asciugatura, utilizzarli solo se richiesto da esigenze particolari (il riscaldamento dell’aria necessaria all’asciugatura richiede molta energia, e spesso rende anche più laboriosa la successiva stiratura);
  • Pulire frequentemente il filtro, in modo da facilitare lo scarico dell’acqua;
  • Usare prodotti decalcificanti (evitano la formazione di depositi e facilitano le funzioni del detersivo);

Lavastoviglie

  • Far funzionare l’apparecchio solo a pieno carico;
  • Disporre le stoviglie correttamente nella macchina;
  • Prima di inserire le stoviglie asportare i residui delle pietanze che potrebbero intasare il filtro, riducendo l’efficacia del lavaggio;
  • Scegliete i programmi di lavaggio “economici” a bassa temperatura, utilizzando i cicli “intensivi” a temperature elevate solo per stoviglie davvero molto sporche;
  • Eliminate l’asciugatura finale con aria calda. La circolazione dell’aria con sportello aperto è sufficiente ad asciugare le stoviglie e riduce i consumi di energia di oltre il 40%;
  • Pulire frequentemente il filtro;
  • Usare con regolarità l’apposito sale per prevenire le incrostazioni calcaree;
  • Assicurarsi che gli ugelli di fuoriuscita dell’acqua non siano ostruiti.
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